Le merci pericolose e il raddoppio: risposta a Renato Gazzola del TCS

4 Dicembre 2014

downloadHo spedito questa lettera ai giornali dopo la risposta di Renato Gazzola (eccola per vostra informazione: 141120 CdT Lettera Gazzola), al mio precedente intervento sulla questione del trasporto di merci pericolose e il raddoppio del Gottardo.

Spiace vedere Renato Gazzola, rappresentante del TCS, che reputo un’associazione seria e ponderata, mettersi a sparare contro le persone invece che sugli argomenti, che tanto dovrebbe conoscere bene vista la sua professione. Mettiamo i puntini sulle i su quanto Gazzola ha affermato commentando un mio scritto sul trasporto di merci pericolose in caso di raddoppio.

Le merci pericolose attualmente passano sotto al San Gottardo caricate su treni che scendono la Leventina, passano da Bellinzona e escono in Italia da Luino. Il loro transito è risparmiato al Sottoceneri, densamente popolato proprio per via della pericolosità delle sostanze tossiche trasportate. Il Signor Gazzola cita il comunicato stampa del Consiglio federale del 29 ottobre, ma evidentemente ne ha letto solo un pezzo. Nel suo comunicato il Consiglio federale sottolinea sì che al Gottardo il trasporto delle merci pericolose resterà limitato anche qualora si realizzasse una seconda galleria stradale. Ma Gazzola dimentica di dire che visto che questa limitazione è fissata solo in un’ordinanza, il Consiglio federale può cambiarla in qualsiasi momento senza una votazione popolare. Inoltre, con due canne di galleria, sarà più difficile motivare il mantenimento delle restrizioni per le merci pericolose per questioni di sicurezza, come affermato dal Consiglio federale stesso in risposta a una precisa domanda di un parlamentare. Il Consiglio federale ha appena tolto tutte queste restrizioni nella galleria a due tubi del Seelisberg. E a differenza del Seelisberg, se si raddoppia la galleria stradale del Gottardo, il tunnel avrà sia una corsia di sicurezza sia un cunicolo di salvataggio separato. Tecnicamente il Gottardo sarà più sicuro del Seelisberg. Conseguenza logica: col raddoppio la Svizzera rischia che il Gottardo diventi l’asse di transito europeo per le merci pericolose, e questo da Chiasso a Basilea e non solo nella galleria stessa.

Un ultimo dettaglio: gli asili non sono costruiti sull’autostrada, dice Gazzola. Vero, però sono molto vicini. La nostra autostrada attraversa spesso i centri urbani: per fare un esempio a Chiasso tutto il complesso scolastico (asilo, elementari, medie e commerciali) è a 50 metri dall’autostrada, e per fare un altro esempio, a Pambio Noranco c’è un asilo a pochi passi dallo svincolo di Lugano sud. Ma anche a Mendrisio l’asilo sud è a poche centinaia di metri in linea d’aria dall’autostrada. E chissà quanti altri asili, case per anziani, scuole. Ognuno faccia un rapido esame della situazione nel suo comune. In caso di un incidente con merci tossiche queste si spanderebbero in aria e andrebbero a colpire moltissime persone.

Chiudere gli occhi sui fatti come stanno, caro Signor Gazzola, non ci preserva dai pericoli che questi comportano. Far finta che camion pieni di veleni transitino sulle nostre strade dicendo che sono innocui non ci proteggerà in caso di incidente. Un secondo tubo peggiorerà la sicurezza di tutti i ticinesi che abitano nel raggio di qualche chilometro dall’autostrada. I camion pieni di materiale pericoloso sfrecceranno di fianco alle nostre case, che le piaccia o no. Altro che sicurezza aumentata.

Il referendum procede spedito, vi invito a rispedire le cartoline firmate al più presto.


Un commento a “Le merci pericolose e il raddoppio: risposta a Renato Gazzola del TCS”

  1. Roberta Biglio , 4 Dicembre 2014, 11:43

    Grazie, per tutti i pensieri che vi fate e per il lavoro che portate avanti, per fortificare (?) la qualità di vita di tutti noi.
    Non sono informata in dettaglio, ho appena letto la lettera del sig. Gazzola e rispetto e ringrazio la sua opinione, però la penso esattamente come la sig. Crivelli.

    E mi chiedo:

    Come si può a dicembre del 2014 ignorare (?) il fatto che trasportare sostanze tossiche ha un potenziale di rischio incalcolabile per una molteplicità di ragioni, che in parte, non posso neppure essere immaginate.
    Pertanto il tema dovrebbe essere, come possiamo evitare o ridurre il trasporto di questo tipo di merci attraverso la nostra nazione? La Svizzera non deve essere allettante, per il trasporto di questo tipo di merci … 🙂 …!
    Il fatto è che è un’illusione mentale, pensare che si possa aumentata la sicurezza di una galleria/strada/ecc. a tal punto da realmente poter sentirsi bene, pensando a cosa circola attraverso le varie regioni. E che differenza c’è, se le regioni sono ticinesi, basilesi o bernesi?

    Uniamoci quindi forse, in un pensiero che mira a scegliere soluzioni sane per tutti e pertanto scelte che evitano ciò che mette a rischio la nostra salute.
    Fermiamoci un momento a riflettere su quali cambiamenti di vita svizzera potrebbero esseri provocati, da un incidente con sostanze pericolose?
    Beh, io non ho fatto il liceo e tanto meno l’università! Credo però che se cerchiamo risposte nel campo che analizza gli effetti epigenetici, prima o poi, noi tutti, incluso forse il sig. Gazzola, ci riscopriremmo uniti nella risposta, che l’unica via sicura e sensata per tutti, è quella che si impegna a diminuire la produzione e il trasporto di merci pericolose, quindi ripeto, evitiamo di rendere la Svizzera allettante per il trasporto di tali merci…!

    Mi piace imparare, e sono entusiasta delle scoperte delle nuove scienze e vi consiglio di lasciarvi ispirare dalla profondità degli studi del famosissimo ricercatore Dr. Rupert Sheldrake, forse iniziando a leggere: “La presenza del passato”, che per me, è un libro che può aiutare a capire il vero senso della scelta di fare il massimo possibile, per evitare anche un unico incidente…
    Grazie a tutti per il vostro impegno nel cercare di creare un mondo migliore. Buona vita a tutti!

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