Intervento sui consuntivi 2018 del Comune di Mendrisio

3 Luglio 2019

L’intervento di Claudia Crivelli Barella sui Consuntivi 2018 del Comune di Mendrisio durante il Consiglio comunale del 1 luglio. Qui i documenti ufficiali.

Nel parlare di consuntivi, il rischio di disperdersi in molti dettagli è forte: i temi sono tanti, e tutti variamente importanti. Ma ce n’è uno che merita di focalizzare la nostra attenzione, come diversi gremi politici iniziano finalmente a fare, ad esempio il Cantone di Ginevra che ha dichiarato lo stato di emergenza climatica. In sede di discussione sui consuntivi, ho ascoltato molte riflessioni, quasi tutte interessanti, ma a volte del tutto fuorvianti: c’è chi si dice preoccupato per un paventato aumento del moltiplicatore, come se questo costituisse un problema. Chi vuole andarsene da Mendrisio, persone o aziende, lo fa indipendentemente dal moltiplicatore, e la prima causa delle partenze delle persone fisiche è costituita dalle peggiorate condizioni della qualità dell’aria, del traffico e dell’inquinamento. Periodo caldo, emergenza ozono. Periodo di piogge, traffico più intenso. Periodo invernale, polveri fini alle stelle. Aumentano le patologie respiratorie e le difficoltà a poter svolgere le attività all’aria aperta, e le persone si trasferiscono in alto Ticino o altrove. Non tutti possono, non tutti vogliono, ma ciò non toglie che non possiamo continuamente dire che il problema non è grave, che non dipende da noi, che ci sono scelte più in alto, che la configurazione del territorio ci gioca a sfavore. Mendrisio deve occuparsi dell’emergenza climatica con un vigore rinnovato, ed inserire una clausola d’urgenza che imponga le preoccupazioni inerenti la tutela dell’ambiente prima di qualsiasi altra considerazione. Se per questo dovremo alzare il moltiplicatore, alziamolo senza paura. Se per questo dovremo rinunciare a qualche agio, facciamolo. Ad esempio, potremmo convivere con un po’ di foglie sul suolo o senza trasformare la Città in un rotolo di asfalto nero poche ore dopo una nevicata: un po’ di neve sulle strade non è un dramma, come non lo sono le persone che inevitabilmente reclameranno: possiamo spiegare loro che ogni attività ha dei costi energetici, e che un buon paio di stivali permette di camminare sulla neve senza difficoltà, e anzi con piacere. E se qualcuno reclama per le erbe alte o le foglie sul terreno, compenseremo i molti che ora si lamentano per il fracasso dei decespugliatori e dei soffiatori, in più risparmiando tempo ed energie.

Vi è la questione dei riversamenti finanziari al Cantone: in tal senso, vorremmo ricordare che le nostre “sorelle maggiori” Bellinzona e Berna non sono da intendere come delle nemiche che fungono quasi come delle sanguisughe, bensì rappresentano delle valide alleate sulle quali possiamo contare per numerosi progetti. Ciò detto, le mutate condizioni di salute finanziaria del Cantone ci hanno portati a sostenere l’Iniziativa dei Comuni, che appoggeremo nelle adeguate sedi.

Mancano alberi a Mendrisio centro, i migliori alleati contro il surriscaldamento climatico, e mancano panchine per sedersi un po’ ovunque, e fontane funzionanti che diano refrigerio nei periodi di calura. In generale, troppo spazio prioritario è dato alle automobili a discapito dei pedoni: ricordiamo che le automobili sono un male necessario che andrebbe penalizzato invece che incentivato. I costi dell’inquinamento li paghiamo poi tutti in termine di salute e di qualità di vita. In passato, purtroppo a Mendrisio sono state fatte scelte a favore dell’economia che hanno portato ad una Città impoverita dal punto di vista ambientale ed umano, e speriamo che una nuova sensibilità possa correggere le scelte del recente passato.

Auspichiamo cautela nella posa di nuove antenne, sarebbe rassicurante che Mendrisio si smarcasse dalla corsa troppo entusiastica verso il 5G e che rivendicasse il suo ruolo di Città slow, come quello di Città dell’energia.

Ci complimentiamo per la Filanda, luogo di sperimentazione del vivere civile, e per l’attenzione verso i tanti piccoli ambiti che compongono la Città come piazza del ponte (che ancora aspetta una sistemazione stabile, allo stato attuale è inguardabile e invivibile, un aborto di piazza…ma manteniamo un cauto ottimismo per il futuro): vivere a Mendrisio è un buon vivere, a fermarsi e a goderne i benefici. Serve coraggio in tutti per non rinnegare le nostre origini di paese contadino e non soccombere ad uno stile di vita troppo cittadino che renda Mendrisio uguale ad ogni altra Città, annullandone le differenze.

Concludo dicendo che il gruppo dei Verdi, esclusi gli indipendenti, voterà i consuntivi di quest’anno, e che al termine della presente seduta di consiglio comunale consegnerà una mozione sul bilancio ambientale e sociale chiedendo che già con il prossimo consuntivo venga allestito un rapporto sull’impatto ambientale di ogni voce presente.

Mendrisio libera dalla plastica

3 Luglio 2019

L’intervento di Claudia Crivelli Barella al Consiglio comunale del 1 luglio 2019 riguardo la mozione presentata in data 23 giugno 2016 sul tema “Per una gestione ecosostenibile dei rifiuti durante eventi e feste”. Qui tutti i documenti ufficiali

A volte pensiamo che le nostre azioni non siano importanti, in quanto piccole entità o piccoli numeri…ma, in realtà, ogni azione, anche la più piccola, ha una sua importanza ed è in grado di innescare un effetto a catena. Quando il Costa Rica, realtà relativamente piccola, ha deciso di vietare la plastica monouso, si sono scritti articoli, a altre realtà, come la ben più grande India, ne hanno seguito l’esempio virtuoso.

Dal primo gennaio 2020, la città di Ginevra bandirà la plastica usa e getta da tutte le attività autorizzate sul suolo pubblico. Si è finalmente diffusa la consapevolezza che la plastica, materiale economico che ha avuto negli ultimi decenni un’impennata di utilizzo nei campi più svariati, sta deteriorando il nostro ambiente in modo visibile e, più subdolamente, anche in modo invisibile, attraverso l’abrasione e le microplastiche che troviamo nel suolo e nelle acque, dunque anche in ciò che ingeriamo. Ormai, i consumatori sono stati resi consapevoli dei pericoli insiti nell’utilizzo di questa sostanza apparentemente innocua di largo uso, e sono essi stessi i primi a chiederne un utilizzo il più moderato possibile. Andiamo dunque incontro alle esigenze dei cittadini e delle cittadine permettendo loro di evitare l’uso di materiale in plastica usa e getta.

Quando ho presentato la mozione in  oggetto, era il 2016, per alcuni il tema era esagerato, e impossibile oltre che irrilevante una sua soluzione: troppo complesso, troppo oneroso per le società che organizzano manifestazioni o eventi, e in sostanza “rompiscatole” e sostanzialmente irrilevante. Affermazioni che oggi, a pochi anni di distanza, nessuno oserebbe più fare ad alta voce, poiché fortunatamente una coscienza ecologica si è fatta strada nella popolazione, arrivando poco a poco anche ad eleggere persone con una sensibilità differente su temi di impatto ambientale.

Sono quindi felice della risposta del Municipio alla mia mozione, ed ho fiducia nella sua piena implementazione in tempi brevi.

Ringrazio la relatrice del rapporto, Daniela Carrara, e Giancarlo Nava per l’impegno mentre era ancora in consiglio comunale, e tutta la commissione delle petizioni.

I tempi cambiano, e noi con loro: cambiamo in meglio, e facciamo che Mendrisio sia da esempio e da guida per altre realtà locali. Un divieto può in tal senso essere un modo per offrire alle persone nuove opportunità di consapevolezza e di impegno.

Accelerare il trasferimento di traffico merci su rotaia: per più sicurezza su tutto l’asse autostradale e meno emissioni

3 Maggio 2019

Con questa prima mozione  (vedi sotto per scaricare il testo) inoltrata ufficialmente ieri dal gruppo parlamentare dei Verdi del Ticino, si vuole far in modo che il governo ticinese aumenti in maniera sostanziale la pressione sul governo federale per lo spostamento del traffico merci su rotaia rispettando i termini di legge, al fine di rispondere ai bisogni di sicurezza e di diminuzione delle emissioni dovute al traffico pesante.

Sicurezza
Solo due settimane fa la notizia dell’ennesimo grave incidente all’interno della galleria del San Gottardo causato da un mezzo pesante. Nessuno stupore se pensiamo che La pressione della concorrenza spinge gli autotrasportatori di tutt’Europa a commettere gravi infrazioni. Secondo una recente statistica pubblicata dall’USTRA, un terzo dei veicoli pesanti controllati a partire dal 2015 non rispettavano le norme legali per quanto riguarda lo stato del veicolo o del conducente, mentre più di un camion su dieci è stato fermato in quanto giudicato inadatto al proseguimento del viaggio.
Il governo ticinese non può aspettare il completamento del secondo tubo per rispondere all’esigenza di mantenere sicura la galleria del San Gottardo, ma deve aumentare il suo impegno concreto per far applicare e rispettare l’iniziativa delle Alpi votata dal popolo svizzero nel 1994 ed aumentare i controlli dei mezzi pesanti sulle nostre strade.

Emissioni
Il periodo storico in cui ci troviamo chiede da parte della politica uno sforzo maggiore per controllare le emissioni di CO2. Inaccettabile dunque che il governo ticinese aspetti ancora che siano gli altri ad agire e non si adoperi in maniera forte e decisa per diminuire il numero di veicoli pesanti che transitano attraverso il nostro cantone per raggiungere il nord delle Alpi. La salute pubblica e del nostro pianeta merita più attenzione ed impegno da parte dei nostri rappresentanti in consiglio di Stato.

SCARICA LA MOZIONE: Traffico_merci_rotaia

Il silenzio alla Filanda

26 Aprile 2019

Lettera apparsa sull’Informatore del 26 aprile 2019.

Dopo due lettere che lamentano il presunto rumore alla Filanda, da frequentatrice abituale vorrei dire due cose. La Filanda è un centro culturale di nuova concezione di cui possiamo giustamente tutti, come cittadine e cittadini, essere fieri: il suo successo è andato oltre ogni aspettativa, e ci viene invidiato dal resto del Ticino e oltre. Offre attività per tutte le età e per tutti i gusti, dal cucito ai giochi di carte, dalle conferenze alle presentazioni di libri; con l’impagabile possibilità di frequentarci e di conoscerci, di stringere legami e trasmettere saperi. Sarei stata felice, da giovane mamma di tre bambine, di avere a disposizione un centro del genere, dove poter parlare ed incontrare persone mentre i bambini giocano: ricordo con rammarico le occhiatacce di alcuni esercenti di locali pubblici quando entravamo con altri genitori insieme ad un nugolo di bambini per ripararci dal freddo a bere qualcosa in un bar! Gesù di Nazareth diceva “lasciate che i pargoli vengano a me”, e credo che dobbiamo tutti fare attenzione all’intolleranza che nasce in noi quando abbiamo a che fare con categorie particolari di persone. Un bambino, per quanto educato, si muove e gioca; alcune persone hanno toni di voce alti o accalorati che possono anche risultare irritanti: è la vita! Certo, il personale richiama a volte alla calma, ma non vorrei che si esagerasse con l’intransigenza. Faccio notare che esiste una sala insonorizzata al piano superiore, e anche diverse sale dove è possibile leggere nel silenzio più assoluto. Per la biblioteca silenziosa stile Nome della rosa non è più il tempo, e per cercare la solitudine possiamo stare in casa o andare nei boschi con un libro preso in prestito alla Filanda!

INTERROGAZIONE – Valutazione dei rischi della tecnologia 5G

15 Aprile 2019

La nostra prima interrogazione al Consiglio di Stato: il gruppo dei Verdi in Parlamento c’è e si sente! VIVA I VERDI DEL TICINO.

Lo scorso febbraio la ComCom ha attribuito le nuove frequenze per la telefonia mobile in vista dell’introduzione della tecnologia 5G e questo nonostante l’ufficio federale dell’ambiente (UFAM) non avesse ancora i risultati delle studio commissionato sugli effetti delle radiofrequenze sulla salute.

Da allora gli operatori che si sono aggiudicati le frequenze pubblicizzano con insistenza questa nuova tecnologia e c’è da aspettarsi un aumento delle domande di costruzione per la posa di nuove antenne che ovviamente rispetteranno i limiti fissati nell’Ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI).

Ciononostante I Verdi condividono i timori dei diversi enti, tra cui l’OMS e la FMH, sugli effetti che le radiofrequenze potrebbero avere sulla salute (tumori, aumento delle persone elettrosensibili e eventuali altre patologie per ora non ancora note in relazione alle radiazioni elettromagnetiche), soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione (bambini e anziani) e che gli studi attuali non sono ancora in grado di escludere.

La comunicazione 5G, ulteriore sviluppo della tecnologia già utilizzata per il 4G, dovrebbe permettere il collegamento ultraveloce a internet e connessioni tra oggetti di uso comune (per intenderci l’”internet delle cose”, che servirà per esempio all’ulteriore sviluppo delle automobili a guida autonoma). Gli operatori di telefonia e comunicazione puntano a una forte diffusione di questa tecnologia, funzionale alla commercializzazione di molti prodotti elettronici. Ne risulterebbe una moltiplicazione delle antenne di telefonia e quindi un’esposizione della popolazione alle onde elettromagnetiche più importante dell’attuale, con i potenziali rischi per la salute che ne derivano. Quest’esposizione andrebbe a sommarsi a quella già continuamente crescente dei telefoni mobili, delle reti Wi-Fi domestiche o pubbliche e di numerosi dispositivi elettronici.

I Verdi del Ticino chiedono l’applicazione del principio di precauzione e ritengono quindi che occorra verificare seriamente i rischi di un’esposizione della cittadinanza a livelli di inquinamento elettromagnetico finora mai raggiunti.

Alla luce di questi fatti si chiede al Consiglio di Stato:

  • Ha valutato i rischi di una tale esposizione costante della popolazione?
  • È stata valutata una moratoria sulla posa di nuove antenne in attesa che i risultati dello studio commissionato dall’UFAM siano presentati?
  • È stato valutato che nell’ambito della digitalizzazione delle sedi scolastiche cantonali si formulino delle direttive per l’istallazione di reti cablate e non Wi-Fi?
  • È stato valutato di formulare delle raccomandazioni ai comuni a riguardo della problematica delle frequenze elettromagnetiche per proteggere la cittadinanza soprattutto le fasce più deboli, favorendo tra l’altro la digitalizzazione via cavo (es. Wi-Fi nelle scuole dell’infanzia)?
  • È stata valutata la promozione di una campagna di sensibilizzazione alla cittadinanza sui rischi che un’esposizione alle radiofrequenze comporta e su come – nel limite del possibile – ridurle?

Ringraziando per le risposte, salutiamo cordialmente.

Per il Gruppo dei Verdi,

Claudia Crivelli Barella, Samantha Bourgoin, Cristina Gardenghi, Marco Noi, Andrea Stephani, Nicola Schoenenberger

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