Ancora sulle merci pericolose e il raddoppio del Gottardo

20 Dicembre 2014

Claudia Crivelli Barella merci pericoloseQualche giorno fa il presidente dell’Astag, la potente lobby degli autotrasportatori, se l’è prese con me per il mio articolo sull’allentamento delle misure di sicurezza per quanto riguarda il passaggio delle merci pericolose sotto al Gottardo in caso di raddoppio. Dopo il TCS per voce di Renato Gazzola, ecco anche l’Astag a scagliarsi veementemente contro il dato di fatto che un raddoppio spalancherebbe la strada a camion pieni di veleni sulle nostre autostrade. Pubblico qua la risposta che ho spedito ai giornali. Tutto il dossier riguardo la questione raddoppio-trasporto di merci pericolose (interrogazioni parlamentari, risposta scandalosa del governo, lettere, ecc.), lo trovate a questo link. Qui invece trovate un articolo che mi ha inviato Andreas Barella, coordinatore per la Svizzera italiana del Comitato nazionale “No al raddoppio”. Da leggere e meditare!

Contro il raddoppio basta informarsi. Nella rubrica dei lettori del Corriere del Ticino ho letto uno scritto del signor Waldo Bernasconi, presidente della sezione ticinese dell’Astag, che se la prende veementemente con le mie affermazioni contro il raddoppio del San Gottardo e il probabile allentamento delle misure di sicurezza per il trasporto di merci pericolose, in modo direi offensivo. Caro signore, certo che da un deputato al Gran Consiglio ci si aspetta moderazione e riflessione: nessuno può, in coscienza, accusarmi di mancare di queste qualità. Le mie affermazioni sono condivise da molti ticinesi e sostenute dal Comitato contro il raddoppio, il quale ha lanciato un referendum il cui risultato verrà presentato a breve: saranno i cittadini e le cittadine a dire ciò che desiderano per il futuro dei nostri figli. Invito tutti ad informarsi approfonditamente su questo importante tema, lontani da ideologie e da lotte di lobby che portano solo ad attacchi personali e ad offuscare i fatti. Trovate materiale per valutare con coscienza le ragioni del no al raddoppio sul sito dell’iniziativa delle Alpi (alpeninitiative.ch) e, nel piccolo, sul mio: crivellibarella.info.

Le merci pericolose e il raddoppio: risposta a Renato Gazzola del TCS

4 Dicembre 2014

downloadHo spedito questa lettera ai giornali dopo la risposta di Renato Gazzola (eccola per vostra informazione: 141120 CdT Lettera Gazzola), al mio precedente intervento sulla questione del trasporto di merci pericolose e il raddoppio del Gottardo.

Spiace vedere Renato Gazzola, rappresentante del TCS, che reputo un’associazione seria e ponderata, mettersi a sparare contro le persone invece che sugli argomenti, che tanto dovrebbe conoscere bene vista la sua professione. Mettiamo i puntini sulle i su quanto Gazzola ha affermato commentando un mio scritto sul trasporto di merci pericolose in caso di raddoppio.

Le merci pericolose attualmente passano sotto al San Gottardo caricate su treni che scendono la Leventina, passano da Bellinzona e escono in Italia da Luino. Il loro transito è risparmiato al Sottoceneri, densamente popolato proprio per via della pericolosità delle sostanze tossiche trasportate. Il Signor Gazzola cita il comunicato stampa del Consiglio federale del 29 ottobre, ma evidentemente ne ha letto solo un pezzo. Nel suo comunicato il Consiglio federale sottolinea sì che al Gottardo il trasporto delle merci pericolose resterà limitato anche qualora si realizzasse una seconda galleria stradale. Ma Gazzola dimentica di dire che visto che questa limitazione è fissata solo in un’ordinanza, il Consiglio federale può cambiarla in qualsiasi momento senza una votazione popolare. Inoltre, con due canne di galleria, sarà più difficile motivare il mantenimento delle restrizioni per le merci pericolose per questioni di sicurezza, come affermato dal Consiglio federale stesso in risposta a una precisa domanda di un parlamentare. Il Consiglio federale ha appena tolto tutte queste restrizioni nella galleria a due tubi del Seelisberg. E a differenza del Seelisberg, se si raddoppia la galleria stradale del Gottardo, il tunnel avrà sia una corsia di sicurezza sia un cunicolo di salvataggio separato. Tecnicamente il Gottardo sarà più sicuro del Seelisberg. Conseguenza logica: col raddoppio la Svizzera rischia che il Gottardo diventi l’asse di transito europeo per le merci pericolose, e questo da Chiasso a Basilea e non solo nella galleria stessa.

Un ultimo dettaglio: gli asili non sono costruiti sull’autostrada, dice Gazzola. Vero, però sono molto vicini. La nostra autostrada attraversa spesso i centri urbani: per fare un esempio a Chiasso tutto il complesso scolastico (asilo, elementari, medie e commerciali) è a 50 metri dall’autostrada, e per fare un altro esempio, a Pambio Noranco c’è un asilo a pochi passi dallo svincolo di Lugano sud. Ma anche a Mendrisio l’asilo sud è a poche centinaia di metri in linea d’aria dall’autostrada. E chissà quanti altri asili, case per anziani, scuole. Ognuno faccia un rapido esame della situazione nel suo comune. In caso di un incidente con merci tossiche queste si spanderebbero in aria e andrebbero a colpire moltissime persone.

Chiudere gli occhi sui fatti come stanno, caro Signor Gazzola, non ci preserva dai pericoli che questi comportano. Far finta che camion pieni di veleni transitino sulle nostre strade dicendo che sono innocui non ci proteggerà in caso di incidente. Un secondo tubo peggiorerà la sicurezza di tutti i ticinesi che abitano nel raggio di qualche chilometro dall’autostrada. I camion pieni di materiale pericoloso sfrecceranno di fianco alle nostre case, che le piaccia o no. Altro che sicurezza aumentata.

Il referendum procede spedito, vi invito a rispedire le cartoline firmate al più presto.

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