Mendrisio e il suo casinò

14 Mar 2015

140314 Precetto casinò mendrisioUn mesetto fa ho inoltrato, con altri colleghi Granconsiglieri, un’interpellanza sul tema casinò di Mendrisio che non vuole più versare i contributi al Comune. Oggi sul Corriere del Ticino è apparsa un intera pagina sul tema con, tra le altre, la mia presa di posizione. Buona lettura!

La pagina del Corriere del Ticino in pdf: 140314 Precetto casinò mendrisio

Interpellanza sui soldi che il Casinò Admiral non vuole più versare ai cittadini del Mendrisiotto

2 Feb 2015

images (1)INTERPELLANZA: MANCATI VERSAMENTI DELLA CASINÒ ADMIRAL SA ALLA NCKM MENDRISIOTTO SA

Tramite il presente atto parlamentare oltre a chiedere l’intervento del Consiglio di Stato intendiamo manifestare la nostra grande preoccupazione per la decisione della Casino’ Admiral SA di non adempiere all’obbligo di versare i contributi di pubblica utilità alla NCKM Mendrisiotto SA, come previsto da una specifica convenzione, con la conseguenza che quest’ultima si vede impossibilitata a riversarli ai Comuni del Distretto e ad altri Enti come all’Ente turistico del Mendrisiotto e Basso Ceresio. La convenzione in essere, da oltre un decennio, permettere infatti di realizzare direttamente importanti progetti nell’ambito della cultura, socialità, sport, turismo e sostegno alla mobilità (VEL).

Si sottolinea come gli enti locali si trovano già confrontati con problemi d’ordine finanziario dovuti a fattori congiunturali da un lato, che hanno pesato principalmente sulle entrate, nonché a continui nuovi aggravi imputabili in parte anche al Cantone.

Il mancato versamento dei contribuiti risulta particolamente problematico considerato che molti progetti, finanziabili con i versamenti della NCKM, sono già stati avviati dagli enti beneficiari dei contributi che si trovano ora nella difficile situazione di dover gestire i vari progette senza più poter contare su un aiuto finanziario che sembrava loro garantito.

Indubbiamente anche la Casino’ Admiral SA avrà giustificati motivi che scaturiscono da una situazione congiunturale sfavorevole, ma resta il fatto che gli impegni assunti debbono essere onorati in virtù anche del fatto che la decisione sul taglio dei contributi è stata comunicata fuori tempo massimo spiazzando comuni ed enti, i quali, come indicato in precedenza, hanno pianificato e realizzato progetti nel corso del 2014 facendo affidamento a versamenti previsti.

Tale comunicazione, improvvisa e inattesa obbliga, per quanto possibile, a sospendere i programmi per il 2015, causando gravi disagi e danni derivanti da impegni già assunti dagli Enti con vari partner.

Anche se il Consiglio di Stato non è direttamente coinvolto negli accordi che la Casinò Admiral Sa ha assunto con gli Enti locali e la NCKM, riteniamo che lo stesso possa assumere un ruolo attivo nel rivendicare i diritti degli enti coinvolti e chiedere un intervento della competente autorità federale al fine di risolvere questa spiacevole situazione.

A partire dalle considerazioni che precedono, sottoponiamo le seguenti domande al Consiglio di Stato:

  • Come giudica il Consiglio di Stato la situazione venutasi a creare fra la Casinò Admiral SA, il comune di Mendrisio e la NKCM SA con le relative conseguenze per gli Enti ed i Comuni del Mendrisiotto?
  • Intende il Consiglio di Stato far verificare tramite la Sezione Enti Locali la convenzione in essere (in particolare quella stipulata con Mendrisio) e allestire una relativa presa di posizione?
  • Considerando che a breve sarà esaminata la nuova legge sui Casinò intende il Consiglio di Stato farsi interlocutore presso i deputati alle Camere federali per informarli della situazione in modo da poter intervenire in favore dei nostri enti locali, considerando anche che la Casinò Admiral SA opera grazie ad un concessione pubblica?

Con Stima

Fabio Canevascini, Samuele Cavadini, Claudia Crivelli Barella, Matteo Quadranti

Ancora sulle merci pericolose e il raddoppio del Gottardo

20 Dic 2014

Claudia Crivelli Barella merci pericoloseQualche giorno fa il presidente dell’Astag, la potente lobby degli autotrasportatori, se l’è prese con me per il mio articolo sull’allentamento delle misure di sicurezza per quanto riguarda il passaggio delle merci pericolose sotto al Gottardo in caso di raddoppio. Dopo il TCS per voce di Renato Gazzola, ecco anche l’Astag a scagliarsi veementemente contro il dato di fatto che un raddoppio spalancherebbe la strada a camion pieni di veleni sulle nostre autostrade. Pubblico qua la risposta che ho spedito ai giornali. Tutto il dossier riguardo la questione raddoppio-trasporto di merci pericolose (interrogazioni parlamentari, risposta scandalosa del governo, lettere, ecc.), lo trovate a questo link. Qui invece trovate un articolo che mi ha inviato Andreas Barella, coordinatore per la Svizzera italiana del Comitato nazionale “No al raddoppio”. Da leggere e meditare!

Contro il raddoppio basta informarsi. Nella rubrica dei lettori del Corriere del Ticino ho letto uno scritto del signor Waldo Bernasconi, presidente della sezione ticinese dell’Astag, che se la prende veementemente con le mie affermazioni contro il raddoppio del San Gottardo e il probabile allentamento delle misure di sicurezza per il trasporto di merci pericolose, in modo direi offensivo. Caro signore, certo che da un deputato al Gran Consiglio ci si aspetta moderazione e riflessione: nessuno può, in coscienza, accusarmi di mancare di queste qualità. Le mie affermazioni sono condivise da molti ticinesi e sostenute dal Comitato contro il raddoppio, il quale ha lanciato un referendum il cui risultato verrà presentato a breve: saranno i cittadini e le cittadine a dire ciò che desiderano per il futuro dei nostri figli. Invito tutti ad informarsi approfonditamente su questo importante tema, lontani da ideologie e da lotte di lobby che portano solo ad attacchi personali e ad offuscare i fatti. Trovate materiale per valutare con coscienza le ragioni del no al raddoppio sul sito dell’iniziativa delle Alpi (alpeninitiative.ch) e, nel piccolo, sul mio: crivellibarella.info.

Le merci pericolose e il raddoppio: risposta a Renato Gazzola del TCS

4 Dic 2014

downloadHo spedito questa lettera ai giornali dopo la risposta di Renato Gazzola (eccola per vostra informazione: 141120 CdT Lettera Gazzola), al mio precedente intervento sulla questione del trasporto di merci pericolose e il raddoppio del Gottardo.

Spiace vedere Renato Gazzola, rappresentante del TCS, che reputo un’associazione seria e ponderata, mettersi a sparare contro le persone invece che sugli argomenti, che tanto dovrebbe conoscere bene vista la sua professione. Mettiamo i puntini sulle i su quanto Gazzola ha affermato commentando un mio scritto sul trasporto di merci pericolose in caso di raddoppio.

Le merci pericolose attualmente passano sotto al San Gottardo caricate su treni che scendono la Leventina, passano da Bellinzona e escono in Italia da Luino. Il loro transito è risparmiato al Sottoceneri, densamente popolato proprio per via della pericolosità delle sostanze tossiche trasportate. Il Signor Gazzola cita il comunicato stampa del Consiglio federale del 29 ottobre, ma evidentemente ne ha letto solo un pezzo. Nel suo comunicato il Consiglio federale sottolinea sì che al Gottardo il trasporto delle merci pericolose resterà limitato anche qualora si realizzasse una seconda galleria stradale. Ma Gazzola dimentica di dire che visto che questa limitazione è fissata solo in un’ordinanza, il Consiglio federale può cambiarla in qualsiasi momento senza una votazione popolare. Inoltre, con due canne di galleria, sarà più difficile motivare il mantenimento delle restrizioni per le merci pericolose per questioni di sicurezza, come affermato dal Consiglio federale stesso in risposta a una precisa domanda di un parlamentare. Il Consiglio federale ha appena tolto tutte queste restrizioni nella galleria a due tubi del Seelisberg. E a differenza del Seelisberg, se si raddoppia la galleria stradale del Gottardo, il tunnel avrà sia una corsia di sicurezza sia un cunicolo di salvataggio separato. Tecnicamente il Gottardo sarà più sicuro del Seelisberg. Conseguenza logica: col raddoppio la Svizzera rischia che il Gottardo diventi l’asse di transito europeo per le merci pericolose, e questo da Chiasso a Basilea e non solo nella galleria stessa.

Un ultimo dettaglio: gli asili non sono costruiti sull’autostrada, dice Gazzola. Vero, però sono molto vicini. La nostra autostrada attraversa spesso i centri urbani: per fare un esempio a Chiasso tutto il complesso scolastico (asilo, elementari, medie e commerciali) è a 50 metri dall’autostrada, e per fare un altro esempio, a Pambio Noranco c’è un asilo a pochi passi dallo svincolo di Lugano sud. Ma anche a Mendrisio l’asilo sud è a poche centinaia di metri in linea d’aria dall’autostrada. E chissà quanti altri asili, case per anziani, scuole. Ognuno faccia un rapido esame della situazione nel suo comune. In caso di un incidente con merci tossiche queste si spanderebbero in aria e andrebbero a colpire moltissime persone.

Chiudere gli occhi sui fatti come stanno, caro Signor Gazzola, non ci preserva dai pericoli che questi comportano. Far finta che camion pieni di veleni transitino sulle nostre strade dicendo che sono innocui non ci proteggerà in caso di incidente. Un secondo tubo peggiorerà la sicurezza di tutti i ticinesi che abitano nel raggio di qualche chilometro dall’autostrada. I camion pieni di materiale pericoloso sfrecceranno di fianco alle nostre case, che le piaccia o no. Altro che sicurezza aumentata.

Il referendum procede spedito, vi invito a rispedire le cartoline firmate al più presto.

Le merci pericolose e il raddoppio: un’altra picconata alla nostra sicurezza

11 Nov 2014

Claudia Crivelli Barella merci pericoloseNel gennaio di quest’anno, assieme ad altri deputati ho inoltrato un’interrogazione riguardante il trasporto di merci pericolose sulle strade ticinesi in generale e sotto la galleria autostradale del Gottardo in particolare, chiedendo cosa potrebbe succedere se la galleria venisse raddoppiata. La risposta del Consiglio di Stato è stata la seguente. Primo: il CdS ticinese sostiene a spada tratta il raddoppio, prima ancora di rispondere alle domande dell’interrogazione. Secondo: visto che l’ipotetico raddoppio non aumenterà la capacità di transito, i camion con merci pericolose non potranno passare. Bizzarra conclusione, e lascio cercare a voi lettori il senso logico della risposta, perché io e insigni giuristi non l’abbiamo trovato.

Purtroppo per i fautori del raddoppio e per la nostra salute, però nei giorni scorsi il Consiglio federale ha rivisto le limitazioni al transito di merci pericolose nelle gallerie stradali svizzere. In particolare, le restrizioni decadono per sette tunnel delle strade nazionali, tra le quali il Seelisberg, che è la penultima galleria che ci proteggeva dal veder sfrecciare sulle nostre autostrade autentiche bombe a orologeria cariche di veleni e merci esplosive. L’ultimo baluardo che fa sì che le merci debbano andare sul treno è il Gottardo. Il Consiglio Federale giustifica la decisione di aver dato il via libera in questa gallerie anche per gli elevati investimenti eseguiti a favore della sicurezza. Ora lo sappiamo, investono soldi nei tunnel stradali e così giustificano la soppressione del divieto di transito per merci pericolose.

A una precisa domanda fatta a Berna il Consiglio federale ha risposto che non può garantire che, una volta costruito un secondo tubo al Gottardo, le merci pericolose non potranno passare. E nel Canton Uri un’interpellanza simile alla nostra ha ricevuto dall’esecutivo la risposta che sì, il Governo Urano teme che un raddoppio potrebbe far allentare le misure restrittive nell’ambito del trasporto di merci pericolose. In Ticino no, si veleggia tranquilli e sorridenti verso il disastro. O si fa finta di non vedere i pericoli per la popolazione, mettendoli in secondo piano nei confronti dei vantaggi finanziari dei pochi che approfitteranno della costruzione del secondo tubo. Alla faccia di chi dice che il secondo tubo aumenterebbe la sicurezza. Un’autostrada piena di mine vaganti da Airolo a Chiasso vi sembra sicura? E poi, i fautori del raddoppio hanno addirittura la faccia tosta di affermare di volere il secondo tubo per una questione di sicurezza!

Se non ci svegliamo in fretta noi cittadini comuni rischieremo la vita ogni qualvolta uno di questi camion transiterà, carico di veleni e esplosivi, di fianco ai nostri asili, alle nostre case per anziani, alle nostre sorgenti.  Vi invito a firmare il referendum contro questo ennesimo assalto alla qualità di vita di tutti noi. Scaricate i formulari a questo indirizzo www.noalraddoppio.ch  O venite a trovarci nelle piazze di Chiasso, Mendrisio, Lugano, Bellinzona, Locarno, Biasca e Faido al sabato mattina!

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