Le merci pericolose e il raddoppio: un’altra picconata alla nostra sicurezza

11 Novembre 2014

Claudia Crivelli Barella merci pericoloseNel gennaio di quest’anno, assieme ad altri deputati ho inoltrato un’interrogazione riguardante il trasporto di merci pericolose sulle strade ticinesi in generale e sotto la galleria autostradale del Gottardo in particolare, chiedendo cosa potrebbe succedere se la galleria venisse raddoppiata. La risposta del Consiglio di Stato è stata la seguente. Primo: il CdS ticinese sostiene a spada tratta il raddoppio, prima ancora di rispondere alle domande dell’interrogazione. Secondo: visto che l’ipotetico raddoppio non aumenterà la capacità di transito, i camion con merci pericolose non potranno passare. Bizzarra conclusione, e lascio cercare a voi lettori il senso logico della risposta, perché io e insigni giuristi non l’abbiamo trovato.

Purtroppo per i fautori del raddoppio e per la nostra salute, però nei giorni scorsi il Consiglio federale ha rivisto le limitazioni al transito di merci pericolose nelle gallerie stradali svizzere. In particolare, le restrizioni decadono per sette tunnel delle strade nazionali, tra le quali il Seelisberg, che è la penultima galleria che ci proteggeva dal veder sfrecciare sulle nostre autostrade autentiche bombe a orologeria cariche di veleni e merci esplosive. L’ultimo baluardo che fa sì che le merci debbano andare sul treno è il Gottardo. Il Consiglio Federale giustifica la decisione di aver dato il via libera in questa gallerie anche per gli elevati investimenti eseguiti a favore della sicurezza. Ora lo sappiamo, investono soldi nei tunnel stradali e così giustificano la soppressione del divieto di transito per merci pericolose.

A una precisa domanda fatta a Berna il Consiglio federale ha risposto che non può garantire che, una volta costruito un secondo tubo al Gottardo, le merci pericolose non potranno passare. E nel Canton Uri un’interpellanza simile alla nostra ha ricevuto dall’esecutivo la risposta che sì, il Governo Urano teme che un raddoppio potrebbe far allentare le misure restrittive nell’ambito del trasporto di merci pericolose. In Ticino no, si veleggia tranquilli e sorridenti verso il disastro. O si fa finta di non vedere i pericoli per la popolazione, mettendoli in secondo piano nei confronti dei vantaggi finanziari dei pochi che approfitteranno della costruzione del secondo tubo. Alla faccia di chi dice che il secondo tubo aumenterebbe la sicurezza. Un’autostrada piena di mine vaganti da Airolo a Chiasso vi sembra sicura? E poi, i fautori del raddoppio hanno addirittura la faccia tosta di affermare di volere il secondo tubo per una questione di sicurezza!

Se non ci svegliamo in fretta noi cittadini comuni rischieremo la vita ogni qualvolta uno di questi camion transiterà, carico di veleni e esplosivi, di fianco ai nostri asili, alle nostre case per anziani, alle nostre sorgenti.  Vi invito a firmare il referendum contro questo ennesimo assalto alla qualità di vita di tutti noi. Scaricate i formulari a questo indirizzo www.noalraddoppio.ch  O venite a trovarci nelle piazze di Chiasso, Mendrisio, Lugano, Bellinzona, Locarno, Biasca e Faido al sabato mattina!


2 Commenti a “Le merci pericolose e il raddoppio: un’altra picconata alla nostra sicurezza”

  1. Roberta Biglio , 11 Novembre 2014, 16:30

    Grazie. per il lavoro che stai facendo.

    Forse l’aforismo di Alphonse de Lamartine può aiutarci a capire come alcune persone, possano non essere più in grado, di avere una visione che va oltre la loro vita?

    “ Una nube sull’anima vela e scolora più di una nube sull’orizzonte “.

    Io credo che non è per cattiveria bensì per consolidata passività (o ignoranza?), che alcune persone hanno raggiunto il punto di non sentire più, le risposte che frutterebbero dalla parte sana della loro mente. Per questo, credo sentano quasi esclusivamente delle risposte pulsate dalla paura di perdere questo o quell’affare. Molta gente ha paura di perdere potere, che sia poi personale, nazionale, cantonale, eccetera non importa.
    Ma chiediamoci come mai? In realtà, solo ognuno di noi, conosce i suoi veri perché.
    Però noi osservatori, possiamo chiederci a quante persone vengono venduti calmanti/psicofarmaci/sonniferi eccetera per riuscire a soffocare delle emozioni a tal punto, da continuare a tenere in vita, un percorso privato e/o di lavoro, che senza l’aiuto di un farmaco, non riuscirebbero più a condividere. Questo è il risultato di ciò che noi tutti abbiamo seminato, quindi ora, noi tutti dobbiamo aiutarci ad uscirne nel modo migliore.
    Una persona adulta sana su tutti i livelli, pensa e agisce da una mente saggia e tale non darebbe mai, e poi mai il permesso a terzi, di mettere in pericolo delle intere regioni, per dare la priorità all’affare. Io credo, che ci vuole quindi empatia anche a questo proposito, perché in realtà alcune di queste persone hanno dedicato la loro vita convinte di fare del bene per tutti. Inoltre spesso hanno inseguito delle credenze innate, che hanno permesso loro di posare moltissimi veli su quella fonte essenziale che avevano ricevuto alla loro nascita, e cioè i loro 8 sensi. Grazie a te e buona vita a noi tutti =) !!

  2. claudia , 11 Novembre 2014, 16:49

    Ancora grazie, e un commento scherzoso che mi ispirano le tue parole: NO PASARAN! 🙂 buone lotte, con rispetto e tutti e cinque (o otto) i sensi!

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