Interrogazione – Ondate di calore in città: a che punto sono i progetti di Mendrisio?

31 Luglio 2020

Scarica l’interrogazione in pdf: Ondate di calore in città

Signor Sindaco, Signore e Signori Municipali,
avvalendoci delle facoltà date dall’art. 65 LOC e 34 del regolamento comunale, a nome dei
gruppi Insieme a Sinistra e dei Verdi, presentiamo la seguente Interrogazione.

Un anno fa, il 12 luglio 2019, avevamo inoltrato l’interrogazione “Più verde, più blu, meno grigio.
Guida pratica e strumenti contro il riscaldamento climatico e per la biodiversità”.
Originariamente pensata come mozione, era stata trasformata in interrogazione per
permettere al Municipio una risposta più rapida. E così è stato: la dettagliata risposta del
Municipio è giunta dieci giorni dopo, il 23 luglio 2019.
Nella sua risposta il Municipio aveva confermato la propria sensibilità al tema, sottolineando
quanto segue: “La Città di Mendrisio, anche grazie all’esperienza maturata nel quadro del Label
Città dell’energia, ha accumulato delle conoscenze scientifiche e tecniche sufficienti e le
competenze necessarie per svolgere tali compiti e, di conseguenza, ha ora bisogno del quadro
teorico e degli strumenti adeguati a sostenerli, per un processo decisionale ancora più informato e
sostenibile nel lungo periodo”.
Nella risposta, era stato pure precisato che: “La Città di Mendrisio si fa già promotrice di guide e
linee base volte a incentivare e promuovere la sistemazione degli spazi esterni per lottare contro il
riscaldamento climatico e preservare la biodiversità, basti pensare alle linee guida ed agli incentivi
legati alla realizzazione di tetti e pareti verdi ma, condivide la necessità di avviare un approccio più
sistematico e coordinato, nonché delle azioni ancor più incisive che possano portare a dei reali
cambiamenti”.
I cambiamenti climatici restano una realtà e Mendrisio lo ha riconosciuto anche attraverso una
risoluzione sull’emergenza climatica votata dal Consiglio comunale. Nel frattempo le città
svizzere si preparano ad affrontare la canicola, per rendere più vivibili i centri durante l’estate.
In questi giorni l’esempio di Zurigo è stato al centro dell’attenzione mediatica.
La strategia adottata d Zurigo ha tre obiettivi: ridurre il calore in tutta la città, alleviare le
“sacche di calura” e mantenere il flusso di aria fresca. Come? Aggiungendo alberi, nuovi spazi
verdi, teloni giganti per creare ombra, nuove fontane e facciate vegetali. Vincoli volti a favorire
la riduzione di calore sono stati ripresi nel Piano regolatore recentemente aggiornato.
Anche altre città svizzere cominciano ad adeguare le loro politiche di urbanizzazione ai
cambiamenti climatici. A Basilea Città il Consiglio di Stato presenterà entro la fine dell’anno un
concetto di clima urbano con misure concrete. Una mappa climatica online mette in evidenza le
zone del Cantone più a rischio di “sacche di calore” entro il 2030. A Lucerna, l’Esecutivo
comunale ha presentato al Legislativo 21 misure per affrontare il cambiamento climatico. Come
a Zurigo, la città vuole, tra l’altro, aumentare il numero di alberi e adattare i suoi progetti
urbanistici al flusso di aria fresca.
Partendo dal presupposto che Mendrisio si è dichiarata sensibile al tema e richiamando la
risposta all’interrogazione dell’anno scorso, le firmatarie e i firmatari desiderano tuttavia
sapere:
• A che punto è la politica climatica del Comune?
• Quali misure concrete sono state effettivamente implementate? E con quale esito?
• Quali tipi di incentivi il Comune mette a disposizione e quanto vengono usati?
• Mendrisio ha già fatto capo ad aiuti della Confederazione in questo ambito?

Con stima
Grazia Bianchi, Claudia Crivelli Barella, Andrea Stephani, Daniele Stanga, Daniele Carrara, Andrea Ghisletta

Interrogazione – Una biopiscina per i Bagni di Arzo?

30 Luglio 2020

Scarica l’interrogazione in pdf: Bagni di Arzo

Onorevole Sindaco, gentili ed egregi Municipali,
con la presente, avvalendoci delle facoltà concesse dalla LOC (art. 65) e dal Regolamento comunale della Città di Mendrisio (art. 34), desideriamo interrogare il Municipio sullo stato di avanzamento dello studio per la ristrutturazione dei Bagni di Arzo e sulla possibilità di ricreare una biopiscina.
Proprio settimana scorsa, il tema delle biopiscine – o piscine naturali – è tornato alla ribalta durante la seduta di Consiglio comunale della Città di Lugano, in cui, alla trattanda concernente il credito per il centro balneare di Carona, il Municipio ha confermato l’intenzione di richiedere uno studio di fattibilità per la realizzazione di una biopiscina1. Lo stesso tema – in relazione questa volta proprio ai Bagni di Arzo – è stato riproposto da un servizio di CULT+2, pubblicato su Facebook. Lo scorso anno – il Capo Dicastero Daniele Caverzasio, intervistato dal Corriere del Ticino3, definiva i “bagni pompeiani” di Arzo, un “gioiellino” e un “tesoro straordinario” da valorizzare e recuperare.

L’architetto Enrico Sassi – incaricato dello studio di fattibilità – dichiarava che “il recupero non solo è fattibile, ma doveroso”. Inoltre, il progetto di rimettere in uso la piscina con l’acqua del vicino torrente Gaggiolo, creando una sorta di biotopo naturale, è “più che verosimile”. Insomma, luce verde alla biopiscina. Fatte queste premesse, desideriamo porre al Municipio della Città di Mendrisio, le seguenti domande:

1. È possibile visionare lo studio di fattibilità commissionato dal Municipio
all’architetto Sassi?
2. È stato allestito un preventivo di massima (a) per il ripristino dei bagni
pompeiani e (b) per la sistemazione dell’intero comparto?
3. Considerati gli intenti di valorizzazione paesaggistica e naturalistica
dell’intervento, è stato chiesto un preavviso al Dipartimento del Territorio e
un’eventuale, auspicabile partecipazione ai costi da parte dell’autorità
cantonale?
4. Vista la valenza regionale del progetto che si inserisce in un contesto di
valorizzazione dell’offerta e della fruizione turistica di un comparto strategico
come il Monte San Giorgio, si è vagliata la possibilità di chiedere una
partecipazione finanziaria all’Ente Regionale dello Sviluppo (ERS) o ad altri
enti e fondi pubblici?
5. Il Municipio ha intenzione di presentare lo studio di fattibilità alla popolazione,
in particolare ai residenti nel Quartiere di Arzo? Se sì, con che modalità (serata
pubblica, esposizione presso La Filanda, ecc.)?
In attesa di una vostra risposta, porgiamo cordiali saluti.

Le Consigliere ed i Consiglieri comunali:
Andrea Stephani (I Verdi), Marion Bernardi (IaS, Commissaria di Quartiere di Arzo),
Andrea Ghisletta (IaS), Claudia Crivelli Barella (I Verdi), Daniela Carrara (I Verdi),
Daniele Stanga (IaS), Grazia Bianchi (IaS), Giacomo Stanga (IaS), Gualtiero Rusca
(IaS), Angelo Fumagalli (PLR, Quartiere di Arzo), Orio Bianchi (PLR, Presidente
Commissione di Quartiere di Arzo), Andrea Carri (PPD, Quartiere di Arzo), Manuel
Aostalli (PPD, Quartiere di Arzo), Monica Meroni Braun (PPD, Quartiere di Arzo).

OBV: Sui reparti di ostetricia, neonatologia e pronto soccorso pediatrico la guardia deve rimanere altissima

10 Luglio 2020

Vi ricordo anche l’interrogazione sul tema che ho inoltrato il 25 maggio, firmata dai/dalle deputati/e del Mendrisiotto, e che trovate qui.

L’AlternativA – Verdi e Sinistra insieme tira solo momentaneamente un sospiro di sollievo, nell’apprendere che il primo di agosto i reparti di ostetricia, neonatologia e pronto soccorso pediatrico torneranno sotto il tetto dell’OBV. Momentaneamente perché dall’incontro – organizzato dal presidente del Gran Consiglio e municipale di Mendrisio Daniele Caverzasio – tra politici del distretto e alcuni amministratori locali e i vertici dell’OBV e dell’EOC, non sono emerse granitiche certezze.  I reparti menzionati, determinati anche dalla pianificazione ospedaliera, restano. Ma la spada di Damocle sembra essere lì, pronta ad uscire dal cono d’ombra.

È stato detto che l’attività del reparto è troppo bassa per garantire a medio lungo termine la qualità delle cure. Ma di fatto partorire all’OBV – unico centro ospedaliero ad avere un innovativo dipartimento donna-bambino – è sicuro come altrove.

La politica è stata compatta e chiara: non si capisce perché a Lugano rimarrebbero due strutture (ospedali Sant’Anna e Civico) e nel Mendrisiotto neppure una! Nell’ottica della medicina di prossimità – rivendicata anche da un’iniziativa popolare – privare in futuro il Mendrisiotto di questi reparti così sensibili e strategici, è inaccettabile. L’obiettivo dell’EOC è di garantire una medicina di qualità in sicurezza e a costi sostenibili, ma il criterio di prossimità non può essere sacrificato. Specialmente quando si parla dei reparti di ostetricia, neonatologia e pronto soccorso pediatrico.

Servono maggiori risorse finanziarie? Lo si dica chiaramente. Ma il punto è che sono in vertici dell’EOC e dell’OBV a dover credere in questo servizio. Fondamentale in un distretto e per un distretto, che non può essere impoverito sul piano della qualità sanitaria. Il settore della sanità pubblica deve essere rafforzato, non indebolito. E mai come in questo periodo difficile per tutti, ci si è resi conto di  quanto la prossimità sia importantissima come elemento della qualità della vita e del benessere della popolazione.

Popolazione che aveva sostenuto l’Iniziativa popolare “Giù le mani dagli ospedali” (lanciata dall’MPS) respinta per un pelo (48,71% di voti favorevoli). L’iniziativa chiedeva, tra l’altro “di garantire nei quattro ospedali regionali di Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio reparti di medicina interna, chirurgia, pediatria, ginecologia, ostetricia e terapia intensiva”.

Strappare all’OBV reparti così sensibili, rappresenta come detto una decisione poco lungimirante nell’ottica della qualità delle cure, della medicina di prossimità e di una medicina finalmente più attenta alle questioni di genere.

L’Alternativa –Verdi e Sinistra insieme mantiene alta la guardia ed è pronta a scendere in campo con tutte le forze politiche che si schiereranno a favore del mantenimento dei reparti “a rischio”.

Consuntivi 2019 Mendrisio

7 Luglio 2020

Il mio intervento in Consiglio comunale riguardo i Consuntivi 2019 del Comune di Mendrisio.

Il tempo dei consuntivi è tempo di bilanci, e il primo e più importante bilancio che possiamo fare oggi è: siamo qui per un caso fortuito, o destino, o volontà benevola, o come volete chiamarlo voi…Oggi avremmo potuto non trovarci qui al Mercato coperto, ma essere altrove, fisicamente, spiritualmente o di fatto, con il termine del nostro mandato nell’aprile 2020. Questo pensiero ci aiuta a togliere enfasi ai consuntivi, e a leggerli per quello che sono: un bilancio contabile. Un bilancio che noi Verdi abbiamo letto e spulciato, con tutta la serie di faldoni richiesti dalla Commissione della gestione al Municipio, e sui quali possiamo in fede fare i nostri complimenti a tutti i municipali, al Segretario comunale e al personale dell’amministrazione per gli sforzi fatti nel contenimento delle spese.

Dai prossimi Preventivi, a causa di un virus che nessuno avrebbe voluto ma che le condizioni di sfruttamento del Pianeta ha favorito, tutto ripartirà su nuove basi. Noi speriamo anche con un bilancio ecologico e sociale, ma di questo parleremo nei prossimi mesi.

Su una voce di risparmio non siamo del tutto convinti: quella sulla promozione dell’informazione alla cittadinanza dei comportamenti ecologici che la popolazione ha il dovere di tenere. Parlare di dovere è molto impopolare, me ne rendo conto, e mettere sulle spalle della popolazione delle responsabilità non fa parte di una politica che ci ha abituati al populismo del “popolo ha sempre ragione”. Io non la penso così: ogni singola persona ha il preciso dovere di operare delle scelte consapevoli ed ecologiche nel proprio piccolo, e il Municipio ha il dovere di indirizzare e favorire queste scelte. Scelte che vanno dalla riduzione dei consumi, al riciclo e al riuso; agli spostamenti responsabili e con i mezzi pubblici; alla collaborazione nel mantenere una Città viva, pulita e accogliente, aperta e socialmente generosa.

Con questo spirito, accogliamo positivamente i consuntivi 2019 della Città di Mendrisio.

Interrogazione – Piccole aziende tagliate fuori dai contributi per biciclette aziendali?

1 Luglio 2020

Uno degli effetti positivi della crisi dovuta al Covid 19, per tanti altri versi devastante, è stata la rinascita, a livello mondiale, della bicicletta come mezzo di trasporto.

Infatti è uno dei migliori mezzi per garantire la distanza sociale se si vuole evitare un uso massiccio dell’automobile (spesso guidata da una persona sola).

Tanti governi nazionali, regionali e locali hanno abbracciato e sostenuto questa tendenza con sussidi e nuove piste ciclabili[1]. In Ticino, per alcuni aspetti, pare che si stia andando in direzione opposta.

Ci riferiamo al Decreto esecutivo concernente la concessione di contributi per la mobilità aziendale del 15 marzo 2016[2] e al suo più recente emendamento del 22 aprile 2020 (in piena pandemia Covid-19) che ha ristretto la concessione dell’incentivo alle aziende medio-grandi, attraverso la limitazione del sussidio per la realizzazione di posteggi per biciclette e per l’acquisto di biciclette alle sole aziende con più di 10 dipendenti.

In particolare, nell’articolo 7 – Parametri per il contributo e modalità di pagamento – cpv. b – Biciclette aziendali – è stata introdotta la modifica “per singole aziende con più di 10 dipendenti”.

È difficile comprendere perché, proprio in un periodo nel quale sarebbe più indicato un sostegno alle piccole imprese e alla mobilità sostenibile, sia stata inserita una modifica che esclude dalla possibilità di usufruire di un importante incentivo più del 90% delle imprese del Ticino[3].

Ci risulta anche che la Sezione della mobilità applichi misure sempre più restrittive per la concessione dell’incentivo, con l’argomentazione che le bici aziendali debbano essere condivise, principio non contenuto nel decreto legislativo. Applicando questo criterio le biciclette e e-bikes utilizzate principalmente per il percorso casa – lavoro non sarebbero più sussidiabili. È infatti difficilmente immaginabile la condivisione, da parte del personale di un’ azienda, di una bicicletta utilizzata per questo scopo a meno che i dipendenti abitino tutti nello stesso luogo.

Escludere l’obbligo della condivisione della biciletta dai parametri per l’assegnazione del contributo cantonale (come previsto dal decreto attuale) rappresenta, a nostro avviso, un punto di forza. Il decreto incentiva l’uso della bicicletta grazie al contributo finanziario ma anche alla libertà di scelta: combina infatti un interesse privato con un interesse comune, rendendo le biciclette aziendali ma anche personali. Così le aziende e i loro dipendenti sentono le bici più proprie, le trattano di conseguenza e possono utilizzarle in maniera efficiente per i tragitti casa-lavoro.

Chiediamo pertanto al Consiglio di Stato:

  1. Per quale motivo è stato escluso oltre il 90% delle aziende ticinesi dalla possibilità di beneficiare di un contributo per le biciclette e e-bikes?
  2. Come sono cambiate le richieste di contributi da parte delle aziende e la concessione degli stessi da parte del Cantone dall’introduzione del limite dei 10 dipendenti (Art 7 cpv. b del decreto esecutivo), in termini monetari e in numeri assoluti e relativi?
  3. Corrisponde al vero che il Cantone concede il contributo per le biciclette per la mobilità aziendale solo se queste ultime sono obbligatoriamente condivise all’interno dell’azienda? In caso affermativo come mai questo criterio non è previsto dal decreto esecutivo concernente la concessione di contributi per la mobilità aziendale?
  4. Non ritiene che applicando questo principio si ostacoli l’utilizzo per i tragitti casa – lavoro, mettendo a repentaglio l’obiettivo ultimo del decreto, ovvero la riduzione del traffico motorizzato sulle nostre strade?
  5. Le biciclette sussidiate nell’ambito della mobilità aziendale sono quindi intese per gli spostamenti tra una sede e l’altra di aziende di grandi dimensioni (p.es. campus industriali) o per i tragitti sede aziendale – cliente? Il CdS ritiene che una tale offerta corrisponda alla realtà delle aziende ticinesi e risponda alle loro necessità?

Ringraziamo per le risposte, con stima,

I Granconsiglieri Nicola Schoenenberger, Claudia Crivelli Barella, Cristina Gardenghi, Marco Noi, Samantha Bourgoin, Andrea Stephani

[1] P.es. https://www.ilsole24ore.com/art/fase-2-ecco-tutti-incentivi-arrivo-bici-e-monopattini-ADrQhsN

[2] https://m3.ti.ch/CAN/RLeggi/public/index.php/raccolta-leggi/legge/num/452#_ftnref10

[3] https://www.swissinfo.ch/ita/ticino-terra-di-microimprese–il-91-5–ha-meno-di-10-dipendenti/42827574

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