Il verde pubblico

20 Marzo 2019

L’arredo verde nel corso dei secoli ha rappresentato la manifestazione di un senso estetico in quanto collegamento con il mondo della natura e del divino. Dall’epica omerica leggiamo, nel VII libro dell’Odissea, che Ulisse giunse nella città dei Feaci e lì fu ospitato nella reggia di Alcinoo. Un giardino meravigliosamente ordinato, in cui sono presenti piante ornamentali e piante utili, irrorato d’acque cristalline e composto di elementi decorativi fantastici. Il giardino omerico è l’affermazione dell’uomo sulla natura, ma le due forze, natura e uomo, lungi dall’opporsi, si conciliano in una sintonia perfetta.

Le antiche città erano integrate con la campagna circostante, al contrario i primi processi di inurbamento alterano questo rapporto portando ad un conflitto città/campagna. Oggi il verde urbano può contribuire in modo determinante alla salute psicofisica degli abitanti e al miglioramento del microclima grazie alla componente vegetale, attenuando gli squilibri ambientali della città. Il limite di una politica del verde risiede nell’assenza di una cultura specifica, che dobbiamo creare, anche con la riprogettazione delle aree dismesse, fino a comprendere interventi di risistemazione di spazi urbani minori. Importanti sono i parchi, i viali alberati, il verde pensile e le aree agricole, a cui va aggiunta anche l’opera dei cittadini che, culturalmente responsabili, anche attraverso l’arredo privato, possono rendere ancora più alto il valore della città. Infatti in un processo di espansione urbana, il verde viene ad assumere nuovi ruoli, non solo quello decorativo ma anche ecologico e sociale, con spazi ricreativi ed educativi che migliorano l’ambiente urbano e la biodiversità e il microclima, attraverso l’evaporazione delle piante. Alcuni architetti moderni privilegiano una cultura industriale dell’edilizia: il mattone ed il cemento sembrano più importanti del concetto di città-giardino, dando come risultato il cancellare un elemento culturale presente nelle città europee sin dal medioevo: il parco e l’orto urbano, che invece è utile dal punto di vista educativo e sanitario, sia per la presenza di essenze aromatiche e balsamiche, sia per l’effetto di mitigazione del microclima, sia per l’effetto psicologico prodotto dalla vista rilassante di un’area verde ben curata. Il verde può fornire un importante effetto di protezione e di tutela del territorio in aree degradate o sensibili. I parchi e i giardini storici, così come gli esemplari vegetali di maggiore età o dimensione, costituiscono dei veri e propri monumenti naturali, la cui conservazione e tutela dovrebbe rientrare tra gli obiettivi dell’intero Cantone.

INTERROGAZIONE TicinoCoin, identità digitale e patrocinio del Cantone Ticino

18 Marzo 2019

Scarica l’interrogazione completa in pdf (contiene alcune immagini che qua sotto non ci sono): TicinoCoin, identità digitale e patrocinio del Cantone Ticino

 

  1. Oggetto dell’interrogazione

La presente interrogazione intende chiedere al lodevole Consiglio di Stato se vi sia un possibile interesse strategico nel sostenere l’attuazione e la diffusione del TicinoCoin (TIC) quale moneta locale complementare basata sulla tecnologia blockchain. In caso di fondamentale interesse all’idea, si chiede se per il lodevole Consiglio di Stato possa di principio entrare in considerazione il coinvolgimento di BancaStato, quale istituto bancario di proprietà del e controllato dal Cantone. Inoltre, per garantire un corretto uso di tale moneta nel rispetto degli obblighi di diligenza nella lotta al riciclaggio di denaro, oltre che per digitalizzare ulteriormente i processi amministrativi, si chiede se non vi sia interesse a lanciare un programma per l’adozione dell’identità digitale sulla blockchain.

Prima di porgere le domande, l’interrogazione fornisce alcune informazioni sul contesto delle monete locali complementari e dello sviluppo del settore blockchain e FinTech.

  1. Le monete locali complementari in Svizzera

Attualmente si contano varie monete locali complementari in Svizzera, come raffigurato nella seguente immagine.

Fonte: http://lagrue-mlc.ch/index.php/liens/, consultato il 24 febbraio 2019.

Le monete prendono i seguenti nomi:

  1. il Léman, nell’Arco lemanico, http://monnaie-leman.org/;
  2. il Farinet, in Vallese, http://www.lefarinet.ch/;
  3. l’Épi, nel Gros-de-Vaud e ai piedi del Giura vodese, http://epi-vd.ch/;
  4. la Grue, nella Gruyère
  5. il Dragon, nella città di Friborgo e periferia, https://mlc-fribourg.ch/;
  6. la Perle, a Rolle e in periferia, https://www.monnaie-perle.ch/;
  7. il Chablais, nel Chablaisvodese
  8. il Netzbon, nella regione di Basilea, http://www.netzbon.ch/;
  9. l’Eulachtaler, nella regione di Winterthur, http://eulachtaler.ch/;
  10. il TicinoCoin, oggetto della presente interrogazione, https://www.facebook.com/TicinoCoin
  11. il Vorwärts Beo, nell’Oberland bernese.

Lo scopo delle monete locali complementari consiste nella promozione dell’economia locale, favorendo gli acquisti presso i produttori locali e stimolando pertanto gli scambi locali.

  1. L’idea TicinoCoin

Michele Fiscalini di Muralto, ideatore del progetto, con gli sviluppatori informatici Claudio Rossini di Faido e Adriano Meyer di Ponte Capriasca, sono stati responsabili del lancio di una criptovaluta tutta ticinese che vuole porsi come moneta complementare circolando parallelamente al franco svizzero. Il TicinoCoin (TIC) vuole sostenere l’economia locale che opera in maniera socialmente responsabile e rispettosa dell’ambiente. Potrebbe eventualmente fungere anche da “marchio di garanzia”. Chi accetta il TIC, infatti, dovrà sottoscrivere e quindi impegnarsi a rispettare i principi elencati sulla carta dei valori e del codice etico dell’associazione. Mantenendo la ricchezza là dove è creata, si favorisce la crescita dell’economia reale, disincentivando la speculazione ed abbracciando l’economia locale in tutti e tre i settori promuovendo condizioni dignitose di lavoro e appaganti. L’idea era già nata nell’autunno del 2014, anno in cui i primi TIC venivano inviati con successo da Faido a Muralto su una blockchain test. È poi nel corso della primavera 2017 che attorno ai tre promotori si è rapidamente costituito un gruppo di cinque persone che hanno dato vita all’Associazione TicinoCoin.

Alle 11:11 del 21 giugno 2017, sono stati minati 21’062’017 TicinoCoin, che nelle intenzioni dei promotori dovrebbero essere sempre cambiati in parità con il franco svizzero (i coin che rappresentano una valuta reale sono in gergo chiamati stablecoin, si veda la sezione 4 sotto), per facilitare la comprensione e l’adozione da parte del vasto pubblico nonché evitare operazioni speculative. Il progetto è in fase di più precisa definizione e, non da ultimo a seconda dei riscontri risultanti dalla presente interrogazione, è possibile che si opti per altri protocolli, rispettivamente che la quantità di token non sia necessariamente limitata.

Al contrario della maggior parte delle monete locali complementari esposte alla sezione precedente, che sono basate su soluzioni cartacee, TicinoCoin come moneta che nasce in forma elettronica presenta il vantaggio della facile fruibilità e di sensibilizzare gli utenti al mondo delle criptovalute. Tra le altre monete locali complementari, solo il Léman utilizza la tecnologia blockchain.

  1. Gli stablecoins e le monete digitali ufficiali

L’uso della tecnologia blockchain per l’emissione di monete a corso legale è attualmente allo studio da diverse banche centrali. La Banca dei regolamenti internazionali a Basilea (ossia la Bank of International Settlements, essenzialmente la banca centrale delle banche centrali) ha recentemente rilasciato un rapporto sul tema[1]. La banca centrale di Svezia è quella che si trova allo stadio più avanzato del processo e potrebbe rilasciare la crypto corona nei prossimi anni.

In attesa dell’arrivo delle criptovalute ufficiali, il mercato ha iniziato a creare gli stablecoin, ossia criptovalute che sono garantite da valute ufficiali depositate su un conto bancario a garanzia del valore del coin. Secondo un recente studio[2], attualmente nel mondo ci sono 54 progetti di stablecoin che hanno una valenza globale. La capitalizzazione totale di queste valute è di circa USD 3 miliardi.

Diversi altri progetti di stablecoin sono attualmente in fase avanzata di implementazione. Facebook ne sta sviluppando uno per la sua applicazione WhatsApp, mentre la banca d’investimento J.P. Morgan ha lanciato il proprio JPM Coin per l’esecuzione di transazioni inter bancarie.

  1. Perché uno stablecoin in Ticino?

Nelle intenzioni dei promotori, il TicinoCoin dovrebbe in primo luogo essere uno strumento per favorire il commercio locale (seguendo gli esempi degli cheques Reka), dove i negozianti locali potrebbero per esempio concedere degli sconti agli acquirenti che decidessero di saldare in TicinoCoin. Al contempo, l’incasso di TicinoCoin causerebbe al negoziante minori costi di transazione (se non praticamente nulli, a seconda della tecnologia finale) rispetto ad altre comuni forme di pagamento elettronico quali carte di debito o di credito.

Il fatto che per costruzione il TicinoCoin venga legato con cambio 1:1 al franco svizzero è, nelle intenzioni dei promotori, un’ulteriore fonte di semplificazione e chiarezza a vantaggio di chi deciderà di adottarlo. Idealmente, se al momento della messa in circolazione di un TicinoCoin viene corrisposto un controvalore pari a un franco svizzero, il “gettone” elettronico (che prende il nome di token) o le sue frazioni risulterebbero coperti da un equivalente controvalore in valuta nazionale. Su richiesta del portatore, per esempio il negoziante che ha incassato TicinoCoin, sarebbe in tal modo possibile ritirare dalla circolazione i token e consegnare all’ultimo detentore il corrispettivo valore in franchi svizzeri, o una sua frazione allo scopo di disincentivare la liquidazione di TicinoCoin e mantenerne la circolazione nella società, continuando a beneficiare l’economia locale.

Il progetto TicinoCoin ha trovato adesioni attraverso l’intero spettro politico ticinese. Al momento, sotto la guida di Sinue Bernasconi (PLRT), un gruppo composto dalle seguenti persone sta definendo il modo di aumentare nella società civile e nelle istituzioni politiche il sostegno all’adozione della moneta locale complementare ticinese: Usman Baig (Verdi), Alessandro Lucchini e Alberto Togni (Partito comunista), Paolo Pamini (UDC), Marco Righetti (PPD) e Stefano Tonini (Lega). Tale gruppo è affiancato, per gli aspetti più tecnici di natura economica, regolatoria e tecnologica, da Michele Fiscalini (ideatore del progetto), Paolo Pamini (economista presso il Politecnico federale di Zurigo e consulente fiscale presso una società internazionale di consulenza e revisione in Lugano) e Lars Schlichting (avvocato specializzato in ambito FinTech e regolatorio finanziario nonché presidente del gruppo Poseidon-Eidoo basato a Zugo e in Ticino attivo in innovativi progetti in ambito blockchain). Sono pure attivamente coinvolti alla definizione e alla promozione del progetto TicinoCoin Athos Cereghetti (vicepresidente dell’associazione CryptoPolis, la quale promuove in Ticino l’ecosistema FinTech che ruota attorno alla tecnologia blockchain) nonché Michele Ficara Manganelli (editore del portale di informazione #assodigitale.it e consulente in ambito FinTech in Lugano). Infine, vi sono già stati nel passato dei contatti di natura informativa anche con il Direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia Christian Vitta e con il Direttore Divisione dell’economia Stefano Rizzi.

  1. I riscontri nella società civile e nelle istituzioni politiche locali ticinesi

Nel corso dei mesi passati e in occasione dell’allestimento della presente interrogazione, le suddette persone nonché i firmatari del presente atto hanno raccolto parecchie adesioni da parte di associazioni della società civile, Comuni e imprese del territorio ticinese che si sono informalmente dichiarati aperti all’approfondimento della possibilità di sviluppare il TicinoCoin.

Per quanto riguarda Comuni ed emanazioni della società civile vanno menzionati la Città di Chiasso, per voce del proprio sindaco Bruno Arrigoni, il FC Chiasso, per voce del presidente Maurizio Cattaneo, l’Associazione CryptoPolis di Chiasso (http://cryptopolis.swiss, già menzionata sopra, la quale si occupa di promuovere in Ticino l’ecosistema in ambito blockchain), Campione 4 Innovation di Campione d’Italia (http://www.campione4innovation.it, l’organizzazione che promuove Campione d’Italia quale polo innovativo che raggruppi start-up e aziende del settore blockchain e FinTech) nonché l’Associazione NetComm Suisse (http://netcommsuisse.ch, l’associazione svizzera con sede in Ticino dedita all’ambito digitale e dell’e-commerce).

Le seguenti 11 aziende attive nell’ambito FinTech e che sono alla base della crescente comunità FinTech ticinese hanno già sin d’ora dichiarato il loro interesse e l’utilità a disporre di una valuta con le caratteristiche del TicinoCoin, che si potrebbe integrare nella loro attività: Aave Sagl di Chiasso, BitIncubator & Venture SA di Lugano, Digital Rock SA di Lugano, Eidoo Sagl di Chiasso e Lugano, Icobooster SA di Lugano, Luxochain SA di Lugano, Noku SA di Zugo e Lugano, ORS SA di Lugano, Sana SA di Zugo, Sgame SA di Lugano e Swiss Crowd SA di Lugano. Di queste, si consideri che Aave Sagl e Eidoo Sagl rientrano tra le principali 50 imprese presenti nella Crypto Valley di Zugo, come menzionato alla sezione 8 sotto.

Oltre alle imprese specializzate negli ambiti blockchain e FinTech, ulteriori 20 adesioni sono pervenute da Agere Enermine SA di Chiasso, Associazione DMC Studio di Lugano, Alsolis SA di Mendrisio, BDN Business Development Network SA di Lugano, Bodhi Sagl di Mendrisio, Comedil SA di Lugano, DigitalEvolution Sagl di Bodio, Dismart Sagl di Lugano, Farmacia Biomedica di Pambio, Farmacia Loreto di Lugano, Il giardino delle Idee Sagl di Bodio, Marcionetti Sagl di Bellinzona, Philippe Kämpf, cuoco a domicilio con prodotti locali e laurea in scienze gastronomiche, Lazebiosas SA di Lugano, Shanti Maffioli, terapista complementare in medicina cinese di Losone, Millenovecentottantacinque di Christian Giordi a Lodrino, Network & Business SA di Lugano, Novaretis Sagl di Lugano, Tecnofluid Swiss SA di Grancia, Tecnoinfo di Claudio Rossini a Faido.

Infine e coerentemente l’obiettivo all’origine di TicinoCoin, ha aderito alla presente manifestazione di interesse affinché la moneta locale complementare ticinese basata sulla blockchain venga ulteriormente sviluppata Loonity (https://www.loonity.com/it/), la piattaforma e-commerce che promuove il commercio locale in maniera equa e solidale, al cui circuito aderiscono 80 produttori e più di 1’000 famiglie ticinesi, operato dalla società Addvalyou SA di Morbio Inferiore.

  1. Commercio sociale e blockchain

Al di fuori dei confini nazionali, grazie alla generale digitalizzazione e alle tecnologie blockchain si sta viepiù facendo strada il commercio sociale (social commerce), ossia la tendenza a creare delle comunità all’interno delle quali determinati scambi vengano favoriti.

A titolo di esempio, il progetto Coinshare (https://coinshare.network) intende mettere a disposizione un ecosistema con lo scopo di aumentare il potere d’acquisto degli acquirenti e la base clienti dei venditori. Il meccanismo, basato sulla tecnologia blockchain e promosso da un gruppo di ideatori molto attivo in Europa, offre un sistema di reddito collettivo e di condivisione delle basi clienti. Detto in altre parole, si intende consorziare migliaia di commercianti, dei quali molti già attivi nel circuito cashback tradizionale.

Sempre a livello europeo e concorrente di Coinshare, esiste il Gruppo Lyoness/Cashback world che con già decine di migliaia di esercizi convenzionati nella loro applicazione di cashback sta per introdurre la crypto valuta di pagamento “e-credits” (https://ecredits.com/).

 

Alla luce delle nuove tecnologie, non si pone la domanda se si faranno strada valute complementari, bensì quando e se quest’ultime si svilupperanno con l’intento di promuovere l’economia di una determinata regione.

 

  1. Ecosistema blockchain in Svizzera e in Ticino

La Svizzera è notoriamente una delle più importanti giurisdizioni internazionali in ambito blockchain. Vi sono vari motivi a monte di tale dinamica, tra i quali la stabilità politica e normativa, l’atteggiamento severo ma aperto in materia finanziaria da parte delle autorità, la posizione geografica al centro dell’Europa con buone connessioni di trasporto internazionali, o la disponibilità di manodopera qualificata con buone conoscenze linguistiche. Giocano inoltre sicuramente un ruolo importante i preesistenti ecosistemi bancario e finanziario, in presenza di molti istituti finanziari leader sul piano internazionale, nonché delle moderne tecnologie e della ricerca di punta stimolata non da ultimo dai due politecnici federali e dalle scuole universitarie professionali.

 

Fonte: https://cvvc.com/application/files/6015/4828/5085/CVVC_Insights-TOP50-Q119-CH-CantonMap.pdf, consultato il 24 febbraio 2019.

 

Sa da una parte in ambito blockchain è noto l’ecosistema della Crypto Valley, che si estende tra Zugo e Zurigo, anche il territorio ticinese ha visto nascere parecchie imprese innovative in tale settore, in particolare nel Mendrisiotto e nel Luganese. La realtà ticinese si è associata nella suddetta Associazione CryptoPolis, con sede a Chiasso. Verso la fine del 2018 la CV VC AG, una società specializzata nel venture capital di imprese vicine alla Cripto Valley, ha pubblicato uno studio con la collaborazione di PricewaterhouseCoopers e di Strategy& che ha messo in evidenza la densità di imprese blockchain anche in Ticino, oltre che nell’area tra Zugo e Zurigo nonché all’Arco lemanico. L’illustrazione precedente mostra il numero di imprese attive in ambito blockchain nei Cantoni svizzeri.

La Crypto Valley conta all’incirca 750 imprese attive nel settore blockchain, di cui le 50 maggiori hanno una capitalizzazione che si aggira intorno ai USD 20 miliardi. Si noti tra queste la presenza di 4 cosiddetti unicorni (Ethereum, Dfinity, Bitmain e Cardano), ossia imprese dal valore superiore al miliardo di dollari.

La portata delle società attive in ambito blockchain va oltre il semplice settore finanziario, come la seguente figura mette in evidenza. Si osservi che, benché la figura si riferisca alla Crypto Valley, società come Eidoo (spicchio “Vallet and Vault”) sono domiciliate in Ticino, dove hanno i propri uffici e le proprie attività commerciali.

Fonte: https://cvvc.com/application/files/8415/3918/0658/CVVC_Insights_TOP50.pdf, consultato il 24 febbraio 2019.

 

  1. I vantaggi di una criptovaluta locale per il Ticino

Se il Canton Ticino vuole continuare a presentarsi come business location favorevole e vicina alle nuove start-up in ambito blockchain e FinTech, con tutti i vantaggi che ciò comporta in termini d’indotto fiscale e di posti di lavoro ad alto valore aggiunto, deve dimostrare di essere una realtà attiva e aperta verso la tecnologia blockchain e le criptovalute. Un chiaro segnale in tal senso è rappresentato dalla recente adesione del Canton Ticino alla Greater Zurich Area (GZA) e dal ruolo di primo piano nella creazione della Swiss Blockchain Federation.[3] Non da ultimo, la nascita di una valuta locale supportata dal Cantone susciterebbe echi mediatici tali da far conoscere il nostro Cantone in tutta la comunità internazionale blockchain. Si pensi solo all’effetto avuto dal Comune di Chiasso quando annunciò di accettare il pagamento di fino a CHF 250 in bitcoin, una proposta poi ripresa sul piano cantonale dai deputati Paolo Pamini, Boris Bignasca, Marcello Censi, Gianmaria Frapolli, Tiziano Galezzi, Andrea Giudici, Sergio Morisoli, Marco Passalia e Gabriele Pinoja il 16 ottobre 2017 con la Mozione 1263[4], verso la quale il 10 aprile 2018 Consiglio di Stato ha dato un chiaro segnale d’apertura con il Messaggio 7522[5] che propone un progetto pilota che permetta pagamenti in criptovaluta per alcuni servizi del Cantone. Il messaggio è attualmente al vaglio commissionale. Esattamente come accadde allo stesso TicinoCoin quando fu annunciata la sua emissione, questi eventi hanno avuto un’eco mediatica su scala planetaria, con notizie apparse anche sui media asiatici. Pertanto, l’effettiva messa in funzione del TicinoCoin potrebbe essere l’arma vincente per ritagliarsi un posto di prim’ordine tra la Crypto Valley di Zugo e i grandi centri d’innovazione lombardi, portando sul territorio cantonale aziende e know-how che sa di futuro.

  1. L’ipotesi di un TicinoCoin patrocinato dal Cantone Ticino

Come tutti i 26 Cantoni, anche il Ticino è uno Stato e non una semplice suddivisione amministrativa della Confederazione. In particolare, la sovranità della Repubblica e Cantone Ticino è illimitata all’infuori dei disposti della Costituzione federale svizzera e dei trattati internazionali da lei sottoscritti. Inoltre, il Cantone Ticino è proprietario di BancaStato, un istituto di diritto pubblico che dispone dell’autorizzazione federale per attività bancaria perché accetta depositi del pubblico a titolo professionale e/o effettua appelli al pubblico in tal senso. Queste premesse sono importanti per comprendere il margine d’azione diretto ed indiretto del Cantone e la portata che un eventuale patrocinio cantonale del progetto TicinoCoin potrebbe avere su scala internazionale.

In primo luogo, se si concorda con l’idea che TicinoCoin debba essere una cosiddetta stablecoin, ossia una valuta non liberamente fluttuante contro tutte le altre bensì con un legame fisso ad un controvalore, in casu il franco svizzero, il coinvolgimento dell’istituto bancario cantonale potrebbe facilitare la custodia dei franchi svizzeri corrisposti in controvalore dei TicinoCoin messi in libera circolazione. Il fatto che il controvalore in franchi svizzeri sia al sicuro presso la banca di proprietà e controllata dal Cantone dovrebbe verosimilmente aumentare la fiducia dei cittadini e dei commercianti nella valuta locale complementare. Inoltre, attraverso il proprio istituto bancario il Cantone avrebbe il controllo sulle attività di emissione e rimborso di TicinoCoin, osservando pertanto in ogni istante quale sia la massa di token in libera circolazione e potendo così monitorare la portata dell’iniziativa.

In secondo luogo, il fatto che TicinoCoin sia una valuta pensata e nata per funzionare attraverso la blockchain permette un legame diretto con il settore ticinese del FinTech. Come si è visto alla sezione precedente, oltre che essere particolarmente sviluppato nel confronto intercantonale, il FinTech ticinese sta negli ultimi anni assurgendo a una delle nuove forme di evoluzione e sviluppo della piazza finanziaria locale. La presenza in Ticino della decennale esperienza bancaria nonché di industria e istituti di formazione di punta in ambito informatico e tecnologico dovrebbero porre le buone premesse per un continuo sviluppo del settore.

Il Cantone Ticino potrebbe dare il proprio appoggio al progetto TicinoCoin in tanti modi. Al di là di un semplice patrocinio, il Cantone potrebbe per esempio accettare la spendibilità della moneta locale complementare presso gli sportelli cantonali, oppure aprire la possibilità per il pagamento di imposte, tasse e multe in TicinoCoin. Parallelamente, il Cantone potrebbe contribuire alla diffusione del TicinoCoin pagando parte delle commesse e dei salari pubblici – a titolo di esempio il 5% – in questa valuta locale complementare. Si genererebbe in tal modo una sufficiente liquidità di TicinoCoin che dovrebbe rendere facile la circolazione in Ticino della moneta, giacché le controparti la accetterebbero con minor paura di non potersene più liberare. Il tutto non comporterebbe alcun rischio per il Cantone, in particolare qualora la banca depositaria fosse il proprio istituto cantonale.

Internazionalmente, uno Stato (quale il Cantone Ticino) che decidesse di promuovere una criptovaluta e di accettarla per i propri incassi sarebbe sicuramente una notizia con un’eco di vastissima portata, la quale segnalerebbe alla comunità internazionale in maniera chiara e credibile l’apertura delle autorità ticinesi verso le nuove tecnologie in ambito blockchain e più in generale FinTech. È pertanto verosimile credere che si promuoverebbero tali settori innovativi senza che il Cantone debba spendere ingenti importi e senza che debba assumersi particolari rischi.

Nello scenario appena descritto, un’ipotesi operativa potrebbe vedere un’associazione o una fondazione TicinoCoin responsabile della promozione e della gestione della valuta, la quale si appoggerebbe su BancaStato quale banca depositaria. La messa in circolazione di nuovi TicinoCoin avverrebbe ad opera di tale associazione o fondazione, la quale da un punto di vista regolatorio sarebbe responsabile dell’identificazione del sottoscrittore, in caso di superamento delle soglie regolatorie (procedura di KYC – Know Your Client – in materia di antiriciclaggio AML – Anti Money Laundering). Il Cantone, così come eventualmente alcuni Comuni o manifestazioni dell’economia e della società civile ticinesi, avrebbero i propri rappresentanti negli organi dell’associazione o della fondazione a capo di TicinoCoin.

Un ulteriore passo che il Cantone potrebbe valutare nella promozione di TicinoCoin e dell’ecosistema FinTech ticinese potrebbe invece addirittura prevedere BancaStato quale diretto emittente di TicinoCoin. In presenza della licenza bancaria, non dovrebbero di principio essere necessarie ulteriori autorizzazioni. La Banca potrebbe per esempio chiedere al sottoscrittore di TicinoCoin l’apertura di un normale conto, così da fare rientrare le verifiche antiriciclaggio all’interno dell’ordinaria procedura di accettazione cliente dell’istituto. Tale scenario, che metterebbe nelle mani di BancaStato la gestione della moneta locale complementare e toglierebbe spazio al possibile coinvolgimento formale della società civile e della politica locale ticinese, avrebbe sul piano internazionale un impatto ancor più pronunciato. Infatti, sarebbe la prima volta che uno Stato sovrano, per di più attraverso il proprio istituto bancario, emettesse una criptovaluta con un controvalore fisso e garantito in una delle principali valute internazionali, il franco svizzero. Poiché i TicinoCoin verrebbero verosimilmente negoziati sugli exchanger internazionali di criptovaluta, di fatto il Cantone offrirebbe la possibilità di disporre di una criptovaluta equivalente al franco svizzero. Internazionalmente vi è molta richiesta per questo genere di stablecoin, che migliorano la liquidità dei mercati di criptovalute senza la necessità di convertire continuamente moneta fiat in criptovaluta e viceversa. Per questi motivi, è lecito pensare che BancaStato raccoglierebbe sottoscrizioni nell’ordine di svariate decine di milioni di franchi svizzeri. La diffusione di TicinoCoin sugli exchanger di criptovaluta renderebbe più facile la spendibilità locale, giacché il negoziante ticinese che abbia accettato un pagamento in TicinoCoin potrebbe più facilmente trovare qualcuno a cui trasferirlo, sia questi anche solo un investitore criptovalutario con necessità di mettere una propria parte di patrimonio in una stablecoin basata in franchi svizzeri. Inoltre, la presenza del TicinoCoin sugli exchanger darebbe enorme visibilità al nostro Cantone, che potrebbe diventare una valida alternativa a Zugo per l’instaurazione di società FinTech. Qualora vi fosse l’intenzione di muoversi verso l’emissione di TicinoCoin da parte di BancaStato, andrebbe valutato se fissare contrattualmente nelle condizioni di emissione del token la destinazione dei franchi svizzeri raccolti in controvalore, che potrebbero per esempio servire in parte a finanziare un fondo di promozione del FinTech o più in generale dell’economia locale ticinese.

  1. La creazione di un’identità digitale sulla blockchain

Oltre al sostegno al TicinoCoin, un’ulteriore misura che il Cantone potrebbe adottare per attrarre società attive nell’ambito FinTech e dimostrare di essere un territorio all’avanguardia in ambito digitale è quella di sostenere l’uso dell’identità digitale sulla blockchain.

Già oggi i Cantoni di Zugo[6] e di Sciaffusa[7] hanno creato la loro identità digitale. Il Cantone Ticino sta attualmente lavorando con partner terzi per l’implementazione di una tale soluzione. Tuttavia, nessuno ha ancora integrato la tecnologia blockchain per creare un’identità digitale, benché questa comporti diversi vantaggi. In particolare essa è praticamente impossibile da hackerare, si fonda su uno standard open source, ossia utilizzabile da tutti, e lascia al suo possessore garanzia di uso corretto dei dati. La stessa Facebook, confrontata con gli scandali degli ultimi mesi, sta seriamente pensando di introdurre una identità digitale per garantire ai suoi utenti un uso corretto dei loro dati (https://www.investinblockchain.com/zuckerberg-fb-could-build-blockchain-identity-system/). Le Ferrovie federali svizzere (FFS) hanno implementato questa tecnologia (UPort, App su Ethereum) per il proprio personale.

In Ticino esiste già una società locale, la Eidoo Sagl, pure riportata tra le 50 prominenti società attive in ambito blockchain nella Crypto Valley raffigurate nel diagramma sopra, che ha sviluppato questa tecnologia (https://eidoo.io/eidooid/). Il Ticino pertanto dispone già sul suo territorio delle risorse e delle competenze necessarie per attivare l’identità digitale sulla blockchain. Questa non soltanto sarebbe complementare all’uso del TicinoCoin, in quanto permetterebbe di identificare gli utenti del TicinoCoin nel pieno rispetto delle normative sul riciclaggio di denaro, ma potrebbe essere facilmente – trattandosi di uno standard – utilizzata anche dall’Amministrazione cantonale per ridurre costi e burocrazia, ad esempio digitalizzando e semplificando le procedure amministrative.

Infine, l’adozione dell’identità digitale sulla blockchain sarebbe una prima in Svizzera e porterebbe nuovamente visibilità al nostro Cantone, aiutando le imprese locali nella loro sfida alla rivoluzione digitale.

  1. Domande

Tutto ciò premesso, fermo restando che l’implementazione concreta del progetto TicinoCoin nonché dell’identità digitale sulla blockchain necessita di ulteriori approfondimenti così come della concertazione tra le parti dichiaratesi di principio interessate ad adottare la moneta locale complementare, ci pregiamo chiedere al lodevole Consiglio di Stato quanto segue.

  1. Ritiene il Consiglio di Stato che vi siano i presupposti per approfondire, con la collaborazione attiva della Repubblica e Cantone Ticino, la portata, l’architettura e il funzionamento di una moneta locale complementare, nel caso di specie il TicinoCoin, basata sulla tecnologia blockchain?
  2. Il Consiglio di Stato sarebbe disposto a chiedere a rami dell’Amministrazione e del parastato di considerare di partecipare al progetto TicinoCoin, accettandone l’uso, ai fini di promuovere i propri servizi e gli scambi all’interno dell’economia locale? A titolo di esempio si pensi al settore del turismo ticinese, il quale nel 2018 ha registrato un calo del 7.5% dei pernottamenti a fronte di un aumento del 3.8% nel resto della Svizzera.
  3. Qualora fosse data, come finora è stata l’intenzione dei promotori, la convertibilità del TicinoCoin in franchi svizzeri, sarebbe disposto il Consiglio di Stato a promuovere l’accettazione di TicinoCoin per il pagamento da parte del cittadino di servizi del Cantone, nonché per il pagamento di imposte e tasse?
  4. Concorda il Consiglio di Stato che un coinvolgimento di BancaStato nel progetto TicinoCoin sarebbe di principio coerente con lo scopo di favorire lo sviluppo economico del Cantone, così come stabilito dall’articolo 3 della Legge sulla Banca dello Stato del Cantone Ticino del 25 ottobre 1988 (RL 11.2.1.1)?
  5. Ritiene il Consiglio di Stato che sia di principio ipotizzabile il coinvolgimento di BancaStato nelle operazioni di emissione e rimborso di TicinoCoin, segnatamente con il ruolo di banca depositaria?
  6. Secondo il Consiglio di Stato sarebbe possibile un ancor maggior coinvolgimento di BancaStato nel progetto TicinoCoin, per esempio chiedendole di assumere in prima persona e a proprio nome le attività di emissione e di rimborso?
  7. Il Consiglio di Stato ritiene interessante essere il primo Cantone a sviluppare un’identità digitale basata sulla tecnologia blockchain?
  8. Il Consiglio di Stato sarebbe disposto a chiedere a rami dell’Amministrazione cantonale e del parastato di considerare il riconoscimento dell’uso dell’identità digitale sulla blockchain per velocizzare i loro servizi, evitando all’utente la necessità di presentarsi fisicamente agli sportelli?
  9. Come giudica il Consiglio di Stato il grado di sviluppo del FinTech in Ticino e quali misure sono già state intraprese, rispettivamente sono in fase di implementazione in tale settore?

Paolo Pamini, primo firmatario

Fabio Käppeli, Matteo Quadranti, Boris Bignasca, Marco Passalia, Claudia Crivelli Barella, Sergio Morisoli, Franco Denti

 

[1] https://www.bis.org/cpmi/publ/d174.htm

[2] https://media.consensys.net/stablecoins-in-2019-reliable-proliferating-liquid-and-global-6ec443586bf5?platform=hootsuite

 

[3] Si veda anche l’approvazione da parte del Consiglio di Stato (in data 21 giugno 2018) della modifica del Regolamento delle Legge tributaria che prevede delle agevolazioni fiscali per start-up innovative e chi vi investe. E ancora, il Messaggio 7557, approvato dal Gran Consiglio in data 19 novembre 2018, che prevede inter alia la possibilità per il Cantone Ticino di aderire e finanziare enti come Digital Switzerland, Greater Zurich Area e Switzerland Innovation.

[4] https://www4.ti.ch/index.php?id=83064&user_gcparlamento_pi8[attid]=94961&user_gcparlamento_pi8[tatid]=105&i=1&user_gcparlamento_pi8[ricerca]=7522

[5] https://www4.ti.ch/poteri/gc/messaggi-e-atti/ricerca/risultati/dettaglio/?user_gcparlamento_pi8%5Battid%5D=96697&user_gcparlamento_pi8[ricerca]=7522

[6] http://www.stadtzug.ch/de/bevoelkerung/dienste/digitaleid/

[7] https://www.netzwoche.ch/news/2018-06-06/schaffhausens-digitale-identitaet-ist-da

2 minuti con Claudia Crivelli Barella

16 Marzo 2019

Riprendo la presentazione di “2 minuti con”, una serie di incontri con alcune candidate alle elezioni cantonali 2019, incontri promossi dal FORUM ALTERNATIVO. GRAZIE AL FORUM PER LA BELLA INIZIATIVA! La mia intervista la trovate qua.

“Le elezioni cantonali sono alle porte e se si vuole che queste siano un esercizio veramente democratico, le elettrici e gli elettori devono poter sentire la voce di tutti i candidati. Per capire se essi ci rappresentino o meno occorre ascoltare le loro proposte e le loro idee.

Ciò però non avviene. Non del tutto. Alcuni candidati non sono interpellati dai media. Non hanno spazio e visibilità perché i media tradizionali si concentrano sui soliti noti. Eppure, c’è molto da scoprire e da sorprendersi se si ascoltano i giovani, se si da maggiore spazio alle donne.

L’allontanamento delle masse dalla politica è un fenomeno noto e dibattuto. Esso appare evidente. Tuttavia rileviamo anche un interesse e un avvicinamento da parte di nuove leve. I partiti della sinistra di opposizione investono con successo tempo e forze per formare una nuova generazione di politici.

Abbiamo incontrato alcuni di loro. Non è per noi una sorpresa ma lo sarà per molti elettori scoprire quanto questi giovani e queste giovani, senza dimenticare la rappresentanza femminile, siano preparati e determinati. Quanto si possa davvero allargare l’orizzonte nella scelta di coloro che ci dovranno rappresentare. Ci sono persone valide per emanare le nostre leggi in Parlamento, ci sono persone particolarmente adatte ad assumersi compiti di Governo.

ForumAlternativo ha raccolto le loro dichiarazioni e invita tutti a giudicare personalmente ogni candidato. A partire da domani, giovedì 14 marzo, saranno pubblicati su forumalternativo.ch tre video al giorno per una intera settimana. È importante che tutti possano essere ascoltati e conosciuti, in modo che il nostro voto sia davvero una scelta consapevole.”

Risposte globali alla migrazione

12 Marzo 2019

Lettera apparsa l’8 marzo su LaRegione.

Il nostro modo di vivere, non compatibile con la biosfera, non è l’unica alternativa alle privazioni del modo di vivere dei migranti. Possiamo immaginare un mondo diverso dal nostro e da quello di chi deve fuggire dalla propria terra, per responsabilità delle quali non possiamo crederci del tutto assolti: una società in cui la tecnologia sia finalizzata a ridurre l’impronta ecologica e non ad aumentare la produttività; in cui il benessere s’identifichi con la possibilità di garantire a tutti di far fruttare i propri talenti. L’immigrazione suscita in noi paure legittime, fondate su dubbi comprensibili da un punto di vista umano. Ma le paure non devono determinare le nostre risposte, compromettendo il rispetto e la generosità. L’obbiettivo di alcuno fomentatori di paure è quello di rappresentare il migrante come un pericolo e un potenziale criminale, una persona da respingere. Azioni favorite dal vuoto o dalla debolezza legislativa: un trattato come quello di Dublino va contro ogni principio di condivisione e corresponsabilità, e da accordi internazionali che appaltano la “gestione” dei migranti a dittature repressive come la Turchia o Stati in mano a bande armate e gruppi criminali come la Libia. Azioni infamanti di cui l’Europa, culla dei diritti umani e della democrazia, dovrà un giorno rendere conto. È fondamentale, a fronte di tale emorragia di umanità, denunciare le violenze e le ipocrisie. Non si tratta di essere “buonisti”, ma di esercitare la ragione e l’analisi onesta delle cose, quindi proporre misure che tengano conto della realtà e non la occultino sotto la grancassa degli slogan. L’immigrato non è il “nemico”, semmai la vittima. Le migrazioni ci sono sempre state, fanno parte della storia dell’umanità. Il corso della storia non lo si può fermare, ma lo si può certo governare. E governare significa cominciare a ridurre le disuguaglianze e le ingiustizie, gli squilibri sociali e climatici, facendo in modo che ogni persona, a ogni latitudine, possa vivere una vita libera e dignitosa. Per governare fenomeni globali occorrono risposte globali, con buona pace della retorica “sovranista” e delle sue allarmanti derive nazionaliste, fasciste e razziste. C’è chi afferma che questa risposta globale sia un’utopia dettata appunto dal “buonismo”. Nessuno di noi, nel momento in cui è venuto al mondo, sarebbe sopravvissuto se non fosse stato accolto: l’accoglienza è vita che sorregge la vita.

Claudia Crivelli Barella granconsigliera per i Verdi e candidata al Consiglio di Stato e al Gran consiglio

Mozione: SOSTEGNO CANTONALE ALLO SVILUPPO DELLA NAVIGAZIONE DI LINEA E TURISTICA SUI LAGHI TICINESI

11 Marzo 2019

MOZIONE SOSTEGNO CANTONALE ALLO SVILUPPO DELLA NAVIGAZIONE DI LINEA E TURISTICA SUI LAGHI TICINESI

Premessa

In data 30 giugno 2016 venne firmato a Lugano il Memorandum d’intesa Leuthard-Delrio per il miglioramento della navigazione di linea e turistica sui laghi Maggiore e Ceresio.

Nell’ambito di questo accordo e della Convenzione vigente tra i due Paesi, è stato costituito un gruppo di lavoro misto italo svizzero che ha permesso il rinnovo delle Concessioni, e l’elaborazione di un progetto di miglioramento dell’offerta di navigazione sui due laghi, creando a questo scopo il Consorzio dei laghi tra le due Concessionarie.

I primi risultati tangibili di questi lavori:

  • Rinnovo delle Concessioni di trasporto per il lago Ceresio ed il lago Maggiore.
  • Costituzione di un Consorzio tra SNL (Società di Navigazione Lago di Lugano) e GGNL. Uno dei compiti principali è l’attivazione di un tavolo tecnico che coinvolge gli attori dei due laghi (Cantone, Regione Lombardia, i Comuni lacuali, gli enti turistici, gli enti regionali di sviluppo, ecc.) per poter raccogliere l’esigenza effettiva del territorio e determinare così un’offerta nel rispetto del principio della copertura dei costi e dell’esigenza effettiva.
  • la ripresa da parte di SNL dell’operatività sul bacino svizzero del lago Maggiore.
  • Sono state aperte due rotte di trasporto pubblico cosi come previsto dalla legge LPVR 94 nel rispetto del principio della parità di trattamento dei due bacini.
  • Sono stati riconosciuti sui due laghi gli abbonamenti ½ prezzo e l’Abbonamento Generale (GA)

Il lavoro svolto sinora riconosce l’importanza strategica per lo sviluppo della navigazione sia turistica che di linea sui laghi ticinesi e delle rispettive offerte di navigazione, così come riconosce un ruolo importante della Navigazione per lo sviluppo economico e del territorio.

Obiettivi

Tra gli obiettivi di quanto fatto che la mozione vuole perseguire si riconoscono in particolare i seguenti.

Sostenere e sviluppare il traffico di linea, alternativo a strade e ferrovia, con linee comandate sui due laghi sgravando così il traffico specialmente quello su gomma.

Promuovere e sviluppare il traffico turistico promuovendo le bellezze culturali, architettoniche e naturali dei nostri laghi mettendo in rete anche le località meno accessibili diventando un perno per le attrazioni turistiche lacuali.

Lo sviluppo della navigazione sui laghi ticinesi permetterebbe inoltre di dotarsi di tecnologie innovative nel campo della propulsione alternativa (ibrida ed elettrica) ecologicamente sostenibile, creando nuovi posti di lavoro inseriti nel tessuto economico locale.

Conclusioni

Per i motivi sopra elencati, si ritiene che il progetto di Navigazione è d’importanza strategica per il Canton Ticino e va sostenuto dai vari enti pubblici coinvolti.

In questo senso l’ente pubblico, in particolare il Cantone, dovrà giocare il suo ruolo attivo per garantire un’offerta di trasporto pubblico e turistico di qualità eseguito da maestranze professionali e ben formate per i due laghi, garantendo la massima sicurezza.

E’ ovvio a tutti che senza sovvenzioni pubbliche la navigazione di linea, come qualsiasi altra offerta di trasporto pubblico, avrebbe serie difficoltà a coprire i costi.

Fatte queste considerazioni, si propone al Consiglio di Stato di elaborare e implementare, in collaborazione con le OTR e gli ERS di riferimento dei due laghi, un piano di azione e un credito su più anni al fine garantire la programmazione, e di sviluppare e sostenere in modo duraturo il servizio di navigazione di linea sul bacino svizzero del Lago Maggiore e del Lago di Lugano non coperto dalla Legge sul trasporto pubblico.

Il finanziamento potrà essere coperto da leggi esistenti oppure tramite un intervento ad hoc.

Siamo convinti che un tale sostegno permetterebbe anche di attivare capitali privati che potranno aiutare a dotare i due laghi di natanti di nuova generazione al passo coi tempi, ecologicamente e tecnologicamente all’avanguardia.

Con la massima stima.

Raffaele De Rosa

Lorenzo Jelmini, Michele Foletti, Bruno Storni, Claudia Crivelli Barella, Fabio Schnellmann, Giorgio Pellanda, Alex Pedrazzini

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