“Il sale della terra e la speranza” di Tiziano Fontana

5 Apr 2015

tiziano FontanaPubblico questa bella lettera di Tiziano Fontana apparsa sul Corriere del Ticino del 3 aprile. Grazie Tiziano!

In queste settimane nelle sale cinematografiche ticinesi è proiettato «Il sale della terra», un film che scuote l’anima nel profondo e invita ad agire: da non perdere. Esso tratta la vita e l’opera del più grande fotografo vivente, il brasiliano Sebastiao Salgado, testimone d’eccezione della condizione umana e della situazione in cui si trova il nostro pianeta.

Egli ha ritratto, per buona parte della sua attività professionale, gli esseri umani (il sale della terra, come li definisce il regista Wenders) o impegnati nelle loro attività quotidiane o coinvolti in migrazioni di massa, guerre, catastrofi ambientali. Le esperienze di orrore vissute tra gli anni Ottanta e Novanta hanno fatto perdere a Salgado quasi ogni speranza di salvezza per la specie umana, mossa da una follia che ha causato milioni di morti e che sta conducendo alla distruzione delle basi naturali che permettono la vita su questo, ancora in gran parte, meraviglioso pianeta.

Salgado ha ritrovato la speranza grazie, anche, a due lavori. Il primo è il progetto di ricerca fotografica «Genesi» (2004-2012), dedicato alla riscoperta del rapporto equilibrato esistente tra uomo e natura che caratterizza ancora oggi il modo di vivere di molti popoli indigeni. Il secondo è un’iniziativa intrapresa con sua moglie: la riforestazione di seicento ettari di terra di proprietà della sua famiglia, che avevano subito un collasso ecologico a causa di uno sfruttamento sconsiderato, oggi trasformati in parco pubblico protetto.

Se il reportage nell’Etiopia della carestia sfruttata dal dittatore comunista Menghistu per punire le popolazioni in rivolta o quello sul genocidio in Ruanda sono molto duri, le fotografie del progetto «Genesi» o le immagini della trasformazione da terra arida in via di desertificazione a foresta pluviale rinata sono invece un richiamo alla capacità dell’uomo di amare se stesso e tutto ciò che lo circonda, in un rapporto di empatia che è alla base dell’ecologia.

Cambiare rotta e ritrovare un modo di vita rispettoso del pianeta che ci ospita oggi è una necessità, tanto nella nostra vita quotidiana quanto in politica. Solo chi ha l’ecologia come bussola d’orientamento può costruire un futuro migliore per tutti.

I rappresentanti dei Verdi in questi anni hanno lavorato a ogni livello istituzionale (Gran Consiglio, Municipi e Consigli comunali) con grande impegno e serietà, proponendo soluzioni realizzabili che tutelano uomini e ambiente. I Verdi – partito e candidati – meritano di essere sostenuti sia per il Consiglio di Stato sia per il Gran Consiglio.

Tiziano Fontana, Consigliere comunale indipendente per il Verdi di Mendrisio

 

Mendrisio e il suo casinò

14 Mar 2015

140314 Precetto casinò mendrisioUn mesetto fa ho inoltrato, con altri colleghi Granconsiglieri, un’interpellanza sul tema casinò di Mendrisio che non vuole più versare i contributi al Comune. Oggi sul Corriere del Ticino è apparsa un intera pagina sul tema con, tra le altre, la mia presa di posizione. Buona lettura!

La pagina del Corriere del Ticino in pdf: 140314 Precetto casinò mendrisio

Maurizio Augustoni: un esempio dei pregiudizi su ecopop

6 Nov 2014

logo_ganze_breiteGenerosamente e cristianamente, Maurizio Augustoni, in un intervento sul Corriere del Ticino del 6 novembre 2014, mi concede il diritto all’oblio ritagliando una mia frase da un contesto ben più ampio, che sfugge evidentemente ai suoi orizzonti, quando affermo che l’essere umano è come un cancro per il Pianeta. Lo ringrazio per tanta generosità, ma l’oblio si concede ai morti, mentre sono in vita ho intenzione di continuare a portare avanti lealmente e senza fumi ideologici le idee in cui credo. L’essere umano ha un’attitudine predatoria verso la Terra, e questo è un fatto che nessuno può contestare, semmai giustificare come risultato di una presunta superiorità dell’essere umano sugli altri animali e sugli organismi viventi. A causa di quest’attitudine, le riserve di petrolio sono ormai giunte al famoso picco, e hanno determinato l’innalzamento dell’effetto serra ormai accettato anche dai seguaci della stessa ideologia che segue il nostro giovane. Le conseguenze ambientali dovute allo scriteriato consumo che l’uomo fa della propria essenza divina (la metto in termini comprensibili per gli ideologi) sono sotto l’occhio di tutti, riconosciute con vari gradi di preoccupazione da tutte le correnti politiche (soprattutto in campagna elettorale, occorre dire). Il “come” segnala l’uso di una metafora, un paragone, un concetto astratto.

Il nostro, che su altre argomentazioni ho potuto apprezzare per competenza e intelligenza, su questa iniziativa dice un mare di grossolane inesattezze: non è affatto vero che si negherebbe di rientrare in Svizzera a chi risiede all’estero, ci mancherebbe altro…gli svizzeri all’estero vengono semplicemente conteggiati per fare un calcolo del saldo migratorio! E non è vero che si indurrebbero aborti nei paesi del Terzo mondo: al contrario, insegnare i metodi di una pianificazione familiare efficace (non uso il termine “preservativo” per non urtare la sensibilità puritana del ragazzo) è un diritto sancito dall’ONU nel 1968 e l’unico modo per promuovere una politica di aiuto allo sviluppo e per una vita dignitosa per tutti, oltre che per debellare il morbo di malattie come l’AIDS. Lascio a voi riflettere dove stia la disumanità, e in cosa i ragionamenti del deputato aiutino l’umanità, oltre ad attaccare gratuitamente persone che hanno a cuore la vita degli esseri umani e della natura.

Lettera sul CdT del 18 aprile 2014

18 Apr 2014

arlind 2014Questo scritto è apparso il 18 aprile 2014 sul Corriere del Ticino nella rubrica Le Opinioni e si incentra sul dibattito parlamentare di martedì 15 aprile sul tema “abolizione dei livelli A e B nella scuola media”.

Ci sono momenti che valgono la fatica di tanti anni di riunioni, letture, lavoro silenzioso e lontano dai riflettori: il 15 aprile la discussione in Gran Consiglio attorno all’iniziativa dei Verdi presentata nel maggio 2012 sull’abolizione dei livelli A e B nella scuola media è stata articolata, approfondita, pacata per quanto appassionata, e proficua per tutti. Alla fine, una grande vittoria dei temi verdi, un passo avanti per passare dall’era competitiva all’era collaborativa, un elemento base dell’etica verde, e verso un sistema più giusto per l’ultimo grado di scolarità obbligatoria. L’iniziativa, che ci avevano assicurato vari rappresentanti di altri partiti, sarebbe stata una débacle, sulla quale ci saremmo schiantati miseramente, è infatti stata respinta solo da 41 voti contro 36, con tre astenuti, e soprattutto tutti sono stati concordi nell’affidare al gruppo di tecnici che ha il compito di revisionare la scuola l’indicazione del superamento dei livelli, o chiamiamoli pure, più propriamente, corsi Attitudinale e Base…ma la sostanza resta la medesima.

La scuola dice molto su quanto una società creda in se stessa e sia propositiva, quindi è un tassello imprescindibile sul quale puntare mezzi ed energie, anche con costi, come nel caso della diminuzione del numero di allievi per classe, purtroppo non sostenuta da alcuni di quei partiti che si dicono interessati alla scuola. Ricordo che dopo la seconda media, solo il 30% degli allievi delle classi più svantaggiate frequenta  i corsi A, contro il 56% delle classi medie e l’83% di quelle benestanti. E i dati che dimostrano l’iniquità di un sistema ideato con buone intenzioni ma rivelatosi fallimentare sono molteplici. Naturalmente, l’iniziativa è generica, e serviranno misure di accompagnamento e un ripensamento globale della scuola. Del resto, la scuola del 2015 non può essere la scuola di quarant’anni fa: di fronte ai mutamenti socioeconomici della nostra società, è necessario che la scuola trovi forme attuali e propositive, per non cadere vittima di sé stessa e di sistemi superati. Affidiamo volentieri all’onorevole Bertoli il compito di vegliare perché questo processo dia i suoi frutti nel più breve tempo possibile.

Gli Svizzeri alla RSI

12 Nov 2013

Gli Svizzeri Claudia Crivelli BarellaBelli i documentari sugli Svizzeri, in onda sulla nostra televisione, a Storie, la domenica sera: sei personaggi a cui rendere omaggio e attraverso i quali ricordare le origini del nostro Paese: Werner Stauffacher, Niklaus von Flue, Hans Waldmann, Guillaum Henri Dufur, Alfred Escher e Stefano Franscini…ad elencarli, pare che la Svizzera non sia un paese per donne! Nel racconto, viene privilegiato l’aspetto consolatorio del “dietro ogni grande uomo vi è una grande donna”…del resto, la Storia è stata scritta da uomini, e ogni generazione ha contribuito a cancellare le tracce delle grandi donne. A me piace pensare che ACCANTO ad ogni grande donna vi sia un grande uomo, e mi sembra che con un poco di fantasia in più la nostra televisione avrebbe potuto trovare eccellenti figure sulle quali costruire un pezzetto di testimonianza. Anche gli invitati a commentare i documentari sono stati, fino ad oggi, uomini: ma questo non sorprende, visto che quando c’è da trovare ospiti, pare che le donne siano tutte troppo indaffarate per correre a Comano (è davvero così: sgomitiamo molto meno dei nostri colleghi maschi per apparire in televisione; del resto tutto quel tempo perso per trucchi e parrucchi ci pare proprio di non averlo!).

Ho guardato nel sito dell’Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino e ne ho trovati molti, di nomi di donne che hanno contribuito a scrivere la storia del nostro Paese, per citarne alcune, restando in Ticino: Carla Agustoni, Maria Luisa Albrizzi, Alma Bacciarini, Maria Boschetti Alberti, Lisa Cleis Vela, Maria Crivelli Torricelli, Emma Degoli, Ersilia Fossati, Laura Gianella, Anita Spinelli, Alfonsina Storni, Lauretta Rensi Perucchi, Corinna Chiesa Galli, Rosanna Zeli, …Potrei proseguire per pagine, ma vi invito a dare voi stessi uno sguardo al sito, o meglio uno sguardo alla realtà che ci circonda, fatta da uomini e da donne che contribuiscono a costruire la storia della Svizzera.

Non solo madri, non solo mogli, amanti o compagne. Anche sorelle, e maestre di vita.

Claudia Crivelli Barella (lettera uscita il 12.11.2013 sul Corriere del Ticino)

    Cerca nel sito
    Archivio