L’intervento dei Verdi in Consiglio Comunale sul moltiplicatore

27 Maggio 2014

winter is comingEcco qua perché ieri sera abbiamo votato contro l’aumento del moltiplicatore a Mendrisio. L’intervento è di Andrea Stephani. La foto si riferisce alla citazione contenuta nell’esposizione orale di Andrea che ha affermato: “L’inverno sta arrivando…” Gli amanti di “Trono di Spade”  sono avvisati! Buona lettura, Claudia.

“Egregi presidente del CC, sindaco e municipali, care colleghe e stimati colleghi,

di principio, i Verdi non sono contrari all’aumento del moltiplicatore comunale. Apprezzando lo sforzo fatto dal Municipio per evitare licenziamenti e tagli ai sussidi destinati alle fasce più deboli della popolazione, vorremmo però condividere con tutti voi alcune riflessioni critiche.

Innanzitutto, per quanto riguarda l’emendamento proposto nel rapporto di minoranza, le motivazioni addotte dai commissari PLR e Lega-UDC non sono riuscite a dissipare i nostri dubbi sull’efficacia e sulla reale necessità di questo aumento contenuto. A noi, che di alberi ce ne intendiamo, è sembrata la classica foglia di fico.

Come detto in precedenza e al fine di sostenere i progetti che ci stanno a cuore (come il Parco di Villa Argentina ed il comparto Valera), come Verdi saremmo addirittura disposti a portare il moltiplicatore al 77%. Siamo inoltre favorevoli all’introduzione di una tassa sul sacco, secondo il sacrosanto principio della proporzionalità: chi inquina, paga.

Tuttavia, ripensando alle scelte “strategiche” portate avanti dal Municipio negli ultimi anni, non crediamo che il peggioramento finanziario delle casse comunali debba venire addebitato unicamente all’aumento degli aggravi cantonali, bensì anche alla priorità data dall’Esecutivo ad alcuni progetti ai quali ci siamo sempre opposti e che si stanno rivelando ancor più onerosi di quanto preventivato. Uno su tutti: il megalitico Centro di Pronto Intervento firmato dall’archistar Mario Botta. In quest’ottica, a nostro avviso, la responsabilità di aumentare il moltiplicatore grava sulle spalle di coloro che hanno condiviso queste scelte e non s quelle di coloro che queste scelte le hanno sempre contestate.

Secondariamente, le varianti commissionate dal Municipio per Villa Argentina e per Valera in questo primo anno di legislatura non tengono minimamente in considerazione le desiderata di una grossa fetta della cittadinanza che, sottoscrivendo le due rispettive petizioni, chiedeva tutt’altra destinazione per entrambi i comparti. Di conseguenza, dal nostro punto di vista, il sacrificio (seppur modesto) richiesto al cittadino-contribuente non è bilanciato da una sufficiente attenzione nei confronti della voce del cittadino-proponente. Insomma munti come mucche e poi lasciati a muggire da soli nelle stalle.

In ultima analisi, vorremmo far notare che, nonostante i conti del comune siano in rosso, la situazione non è allarmante (soprattutto se paragonata a quella di comuni vicini come Chiasso) e che i margini di risparmio sono ancora molti. Tra questi, ribadiamo ancora una volta la necessità di ridimensionare le prossime tappe del CPI e di rinunciare a ciò di cui la popolazione non ha bisogno, l’Ufficio di promovimento economico, e a ciò di cui non avverte alcuna necessità, il Centro Giovani, punta dell’iceberg di una politica giovanile fallimentare, il cui unico risultato è rappresentato dai botellon del giovedì sera.

A fronte di tutte queste considerazioni, il gruppo dei Verdi boccerà sia l’emendamento proposto dal rapporto di minoranza, sia il messaggio municipale.

Andrea Stephani”

Intervento in Parlamento: sul risparmio idrico

21 Maggio 2014

acqwuaIn occasione della sessione parlamentare che inizierà il 1° giugno interverrò con il seguente rapporto di minoranza sul messaggio 6766 “Basi legali sul risparmio idrico”.

Rapporto di minoranza sulle mozioni del 24 settembre 2012 di Bruno Storni e cofirmatari “basi legali per promuovere risparmio d’acqua potabile” e del 1° novembre 2008 di Francesco Maggi e cofirmatari “gestione più sostenibile dell’acqua potabile e contro lo spreco di soldi pubblici in acquedotti sovradimensionati e spese di depurazione inutili”

Letto il Rapporto di maggioranza, riteniamo difficile entrare in una dinamica di discussione tecnica sull’oggetto in esame. Del resto, aldilà delle discussioni tecniche, occorre dire che quando si dimensiona un progetto occorre farlo sulla base di dati provati, e che questi dati sono mutati negli anni. E’ una questione di metodo e di professionalità, tanto più che nell’approvvigionamento idrico sono implicati parecchi soldi pubblici. Si fanno da più parti proclami di contenimento della spesa del Cantone, ma in questo settore si elargiscono milioni senza una effettiva base scientifica.

Una soluzione sarebbe una perizia esterna sul dimensionamento degli acquedotti, per evitare ulteriori sprechi di soldi pubblici e per non ledere il principio di sviluppo sostenibile e i piani energetici, nonché i sussidi per ridurre i consumi energetici.

Nella legge sull’approvvigionamento idrico del 1994 si legge al capitolo 7 (dedicato al regolamento di applicazione, che non esiste ancora dopo vent’anni dall’adozione della legge) che “le direttive fissano in particolare criteri minimi, segnatamente d’ordine tariffario, atti a favorire l’uso parsimonioso e razionale dell’acqua”.

A proposito dei dati forniti dal Consiglio di stato che secondo noi non corrispondono alla realtà pensiamo alla statistica cantonale errata con l’acqua industriale riversata sulle economie domestiche.

Nel Mendrisiotto il Cantone aveva progettato, sulla base dei calcoli dell’Ufficio dell’approvvigionamento idrico, un acquedotto per un costo di quasi cinquanta milioni di franchi che fu osteggiato dai Comuni. Un caso che mostra come non rendere prioritariamente sicure le sorgenti, come avviene ora, sia a giudizio di molti, errato. Si continua ad usare un metodo del passato che dovrebbe invece essere modificato secondo le più recenti evoluzioni scientifiche.

Risparmiare acqua conviene a tutti/e. Per convincersene basta conoscere i tre vantaggi di un minor consumo d’acqua:

  • vantaggio a livello economico: costituisce un grande risparmio economico per l’utente, poiché premette di ridurre le bollette sia dell’acqua potabile sia dell’acqua calda (nafta, elettricità, …). Inoltre, evitando la necessità di ampliare le infrastrutture d’approvvigionamento d’acqua potabile e di depurazione delle acque luride o di costruirne di nuove, si contribuisce a ridurre ancora di più queste spese, che si ripercuotono sempre sul cittadino (tasse, …);
  • vantaggio a livello ambientale: permette di ridurre l’impronta ecologica della società, sottraendo meno acqua alle zone umide e all’ambiente. Inoltre, diminuendo il consumo si riduce il volume d’acqua inquinata e si spreca meno energia (pompaggio dell’acqua, riscaldamento, …), riducendo di conseguenza la produzione di gas a effetto serra;
  • vantaggio a livello sociale: la sensibilizzazione della popolazione responsabilizza consumatrici e consumatori, dà vita a una nuova cultura dell’acqua che riconosce il suo inestimabile valore.

 

tabella consumo idrico

 

Lugano è la città europea dove si consuma più acqua pro capite. Lo si evince dall’Urban Audit  uno studio al quale partecipa l’Ufficio federale di statistica che  rileva e confronta diversi parametri ambientali in Città europee e Svizzere.

Con 250 metri cubi a testa, nel 2012 i cittadini di Lugano hanno consumato in media un quantitativo d’acqua doppio rispetto a quello delle altre città. Tutte le altre città elvetiche incluse nello studio, Ginevra, Basilea, Losanna, Zurigo, Bienne, Lucerna, Berna, San Gallo e Winterthur, presentano infatti valori pro capite oscillanti tra 85 e 135 m3. Ancora più bassi i valori registrati all’estero, come per esempio i 60 metri cubi di Monaco di Baviera. Anche deducendo quella che a Lugano viene definita acqua industriale Lugano rimane prima superando i 1500 mc/ab anno.

Lo studio sottolinea altresì come con un prezzo di 1,20 franchi per metro cubo, il costo dell’acqua a Lugano sia uno dei più bassi tra le città prese in esame.

Sull’altro versante, ben più virtuoso, si situa il comune di Gordola chi ha dimostrato che gestendo un acquedotto adottando sia nuove tecnologie e processi di controllo e monitoraggio da parte e gestione della domanda dall’altra si riesce a ridurre il fabbisogno sia medio che di punta per abitante a livelli nettamente inferiori a quelli che definisce il cantone.

Cantone che comunque ha recentemente ridotto  senza però una base analitica in taluni casi i valori massimi da 500 a 400 l’/g per Abitante equivalente.

Purtroppo  la commissione non ha voluto prendere atto di studi e ricerche che dimostrano il cattivo dimensionamento degli acquedotti in particolare Stakeholder analysis in water supplì systems di  D.E Tillman Eawag.

Se consideriamo i principi enunciati nella scheda di PD sull’acqua nella quale si parla di tariffe progressive e di gestione della domanda dobbiamo prendere atto con rammarico che a fronte della politica dell’ufficio acquedotti che promuove dimensionamenti da 500 litri giorno x abitante equivalente, esse rimangono solo vuote enunciazioni prive di alcun effetto pratico.

Invitiamo pertanto il Parlamento ad approvare le due mozioni in esame.

Claudia Crivelli Barella, Bruno Storni

Il salario minimo è buono, fa bene ed è ecologico

12 Maggio 2014

imagesQuesta mattina mentre facevo la spesa parlavo con un’amica che mi ha chiesto: “Se voto sì al salario minimo mi comporto in modo ecologico?” ; non mi ha chiesto “Cosa consigliano di votare i Verdi?”, mi ha chiesto se 22 franchi all’ora di stipendio siano una scelta ecologica oppure no. “Bella domanda, cerchiamo di rispondere assieme,” le ho detto, e spingendo il carrello da uno scaffale all’altro abbiamo stilato la seguente lista con tre motivi ecologici per votare sì ai salari minimi al 18 di maggio.

Primo. Con l’introduzione del salario minimo molti capannoni che deturpano il nostro territorio spariranno. Il fatto di dover versare degli stipendi dignitosi farà sì che chi ha trasferito la propria attività dall’Italia alla Svizzera per usufruire dei vantaggi fiscali elvetici pagando i lavoratori frontalieri a prezzi italiani non avrà più motivo di restare. Meno capannoni vuol dire più spazio verde e meno inquinamento. E significa anche preservare il poco e pregiato spazio verde di pianura che ancora ci resta.

Secondo. Le ditte che sottopagano i propri collaboratori privilegiando i lavoratori che arrivano da oltre confine e che si accontentano di stipendi insostenibili in Svizzera non saranno più invogliate ad assumere persone che vengono da lontano. A parità di stipendio un lavoratore locale è identico a uno che usa per ore e ore la macchina per recarsi al lavoro. Dover pagare salari dignitosi potrebbe concorrere a creare maggiori legami tra le imprese e il territorio che le ospita. A rinserrare i legami tra imprenditori e comunità di persone che per quella impresa lavorano. Ricreando un ambiente di lavoro dove non si mira solo alla massimizzazione dei profitti, ma alla qualità di vita dei lavoratori. Secondo motivo ecologico per votare sì ai salari minimi.

Terzo e quarto. La Svizzera è nota in tutto il mondo per la qualità e l’innovazione dei prodotti e dei servizi che offre sul mercato. Non si capisce perché gli unici che dovrebbero avere una pessima qualità di vita in virtù dei salari indecenti che ditte a bassissimo valore aggiunto si permettono di pagare siamo proprio noi che viviamo nella Svizzera italiana. La qualità della vita viene prima del guadagno finanziario dei pochi che si arricchiscono sulle spalle di lavoratori che si fanno la lotta per accedere a salari da fame. Inoltre, anche i giovani che si stanno formando devono avere la certezza che una volta impiegati di commercio o informatici non saranno costretti ad accettare posti di lavoro con stipendi sotto i 2000 franchi mensili. Dobbiamo garantire un futuro dignitoso e ricco di qualità di vita ai nostri figli.

Arrivate alla cassa del negozio con i nostri cestelli colmi di verdure locali e di pane bio, la mia amica e io ci siam dette che settimana prossima apporremo un deciso e convinto sì al salario minimo. Il commesso alla cassa sentendoci discutere ci ha guardate ed ha aggiunto: “Beh, care signore… anche io voterò sì!”.

Interrogazione BIS: prato adiacente il vecchio ginnasio. A quando il ripristino?

7 Maggio 2014

downloadIn data 4 settembre 2013 interrogavo il Municipio come segue:

“Il prato adiacente il vecchio ginnasio, utilizzato temporaneamente come posteggio durante i lavori di costruzione del nuovo autosilo, deve tornare ad essere un prato fruibile alla popolazione: a quando i lavori di smantellamento del posteggio provvisorio e il ripristino del prato?”

In data 2 ottobre 2013  il Municipio rispondeva in questi termini: “Il posteggio provvisorio sistemato sul prato del vecchio ginnasio era inteso a sopperire alla soppressione dei posteggi di Via Municipio durante la fase di costruzione del nuovo autosilo comunale. Il Municipio ne aveva autorizzata la costruzione e deciso effettivamente il ripristino dell’area verde al momento della messa in esercizio del nuovo autosilo.  L’autosilo è stato messo in esercizio nel mese di agosto 2013. Il Consiglio comunale, in data 4 marzo 2013, ha approvato il MM n. 154/2012 concernente il credito per la realizzazione del marciapiede in Via San Martino e la sistemazione della Piazza antistante cimitero. Il progetto stradale è stato pubblicato ed approvato. La predetta decisione è nel frattempo cresciuta in giudicato ed il Municipio, nell’ambito delle gare di appalto, ha pure approvato la proposta del Dicastero Costruzioni di prolungare l’utilizzazione del posteggio provvisorio in zona vecchio ginnasio per la durata del nuovo cantiere citato. In effetti parte dei posteggi disponibili presso il cimitero comunale, attualmente occupati in parte da residenti e impiegati con autorizzazione di polizia, verranno occupati dall’area di cantiere e dagli scavi. I posteggi soppressi presso il cimitero verrebbero quindi sostituiti temporaneamente presso l’area di parcheggio provvisoria realizzata sul sedime antistante il vecchio ginnasio. La programmazione del cantiere prevede un inizio lavori a ottobre 2013 e la conclusione entro la fine di marzo 2014. Il prato verrà quindi ripristinato dopo tale termine.”

Essendo tale scadenza sopravvenuta, interrogo il Municipio con la seguente domanda: Quando verrà ripristinato il prato come promesso?

Cordiali saluti,

Claudia Crivelli Barella per i Verdi

Fuga dalla devastazione del piano?

5 Maggio 2014

yoga 4Davanti al cantiere del Centro di pronto intervento di Mendrisio (sigh), in mezzo al traffico di un pomeriggio qualsiasi in cui mi recavo alla stazione tra inquinamento e rumore, ho visto un cartellone pubblicitario che reclamizzava Cevio come località ideale per vivere, con l’immagine di una famiglia con due bambini seduta in un idilliaco prato. Ho pensato: ah… che bello essere lì, chi me lo fa fare di abitare ancora a Mendrisio? Ho rivisto il cartellone in stazione a Lugano, e poi ho letto le dichiarazioni della direttrice dell’ente del turismo del mendrisiotto che si rallegrava per le distanze nel nostro Cantone raccorciate dalla possibilità di movimento, in cui un turista ha la possibilità di assistere al Festival di Locarno e il giorno seguente recarsi in Val di Muggio per un’escursione, o un residente può abitare a Cevio e lavorare a Lugano. Questa visione apparentemente ottimistica è esattamente ciò che ha creato la devastazione della pianura, aggredita da un’edificazione selvaggia e assediata quotidianamente dal traffico.

Già, perché ben pochi tra turisti e residenti hanno la possibilità di muoversi con i mezzi pubblici, e il loro ameno girovagare si traduce con inquinamento e malattie per chi risiede sul piano. Vedo il rischio concreto di un Cantone a due velocità: il piano oramai compromesso, insanabile, da sacrificare. E le montagne da distruggere poco a poco, fino a quando neppure Cevio sarà più un paradiso di aria pura e quiete. Io non me ne voglio andare da Mendrisio, che è la mia città e che amo nei suoi angoli ancora conservati: non voglio essere costretta a fare l’esule, a prendere armi e bagagli e a scappare come già fanno alcuni. E non voglio trascorrere la giornata in automobile scegliendo di vivere sui monti: voglio vivere bene nel piano come sulle montagne, spostarmi in treno e con i mezzi pubblici quanto più possibile, e anche restare la domenica nella mia Mendrisio, un poco meno trafficata, lontana delle colonne di chi sceglie di vivere come le cavallette. Per questo ci battiamo per il parco di Villa argentina, per Valera e contro le discariche; per questo non vogliamo il raddoppio del Gottardo che porterebbe nel Mendrisiotto ulteriori veicoli che si aggiungerebbero a quelli che già intasano le nostre strade.

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