Sergio Savoia non è più il coordinatore dei Verdi

6 Ottobre 2015

downloadDa tempo sapevamo che sarebbe arrivato questo momento, che nessuno è eterno e che le persone sagge cambiano il loro posto nel mondo quando il loro impegno è concluso. La sensazione, per noi Verdi che non ci siamo persi in meschine polemiche e diatribe via social media, è un po’ quella di essere rimasti orfani… anche se fortunatamente non è così, perché il nostro ex coordinatore gode di ottima salute, e il suo cammino va avanti serenamente, con una maturità acquisita nel corso di innumerevoli battaglie.

Lo ringrazio per tutto quanto ha fatto per i Verdi in questi anni, per la sua umanità e anche per averci fatti sorridere, spesso anche ridere, persino nelle situazioni più difficili. Lo ringrazio per la coerenza con la quale ha saputo portare avanti le sue lotte, e per aver rispettato chi come me non era sempre d’accordo con il suo pensiero. Per aver saputo far tesoro dei consigli ricevuti, e per essere sempre stato onesto: pane al pane e vino al vino. Cerco di non dar troppo spazio alla sfumatura di tristezza che ogni periodo che termina inevitabilmente porta con sé, e sono cosciente che per diventare pienamente adulti è necessario diventare, metaforicamente, orfani: altrimenti si resta sempre figli, bambini non cresciuti.

Sergio è stato per noi Verdi come un fratello maggiore, una figura paterna con le sue luci e ombre, con forti simpatie e altrettante arrabbiature…non è facile voltare pagina e cominciare a far senza di lui, ma confido che ce la faremo: dalla nostra abbiamo i nostri ideali, e una terra da difendere. Come diceva Margaret Mead: “Non dubitate che un gruppo di cittadini coscienti e risoluti non possa cambiare il mondo. In fondo è così che è sempre andata”. Grazie Sergio. Grazie dai Verdi di oggi e di domani.

La legislatura che va a terminare, la campagna che va a cominciare…

26 Febbraio 2015

sichesipuoCome momento culmine di questa legislatura di Gran Consiglio potrei ricordare il doppio binario sulla linea Stabio-Varese, ottenuto con un emendamento che è riuscito ad ottenere un consenso trasversale (sono bei momenti da ricordare!); oppure il grande dibattito sollevato attorno alla questione dei livelli nella scuola media, che abbiamo portato avanti con grande determinazione e che contro ogni previsione ha ottenuto un largo consenso (non riuscendo a venire approvato per soli quattro voti!), divenendo da nostra priorità di legislatura un progetto che verrà attuato nel medio periodo.

Ma lasciate che vi dica che, pur ricavando da queste vittorie un senso di soddisfazione che ripaga largamente dalle ore spese nel lavoro dietro le quinte, per me i momenti più esaltanti sono stati altri: quelli lontano dai riflettori, del lavoro condiviso, dei progetti portati avanti insieme e delle discussioni a proposito di vari temi, molti dei quali ci hanno visti tutti concordi e altri che sono stati fonte di dibattito e anche di scontri (la votazione del 9 febbraio, o il credito ad Expo, per citarne due). I momenti più esaltanti sono stati quelli in cui ho sentito che eravamo una squadra. I momenti più esaltanti sono stati assistere al buon lavoro degli altri membri del gruppo, veder crescere le loro occhiaie insieme alla loro determinazione nel portare avanti le tematiche verdi, a volte non facilmente percepibili dall’esterno perché il lavoro parlamentare significa occuparsi anche di questioni non immediatamente identificabili come ecologiste.

Insieme al capogruppo Francesco Maggi, sono stata la deputata più diligente, conteggiando un altissimo numero di presenze nelle sessioni parlamentari e nelle commissioni (scolastica, bonifiche fondiarie, carceri e master in medicina): un chiaro segno della passione che ho profuso in questi quattro anni, in cui l’impegno politico è diventato una delle priorità nella mia vita. Ho deciso in accordo con il gruppo elezioni di non candidarmi al Consiglio di Stato per lasciare visibilità a nuovi volti, perché credo che i Verdi debbano crescere in numero per poter crescere in risultati, ma questo non significa che non ci tenga a essere rieletta nella prossima legislatura per il Gran Consiglio: da assoluta novellina della politica, ho maturato in questi quattro anni competenze preziose, e credo di aver mostrato la mia lealtà e la mia serietà. Vi chiedo quindi fiducia per il futuro, in me e in tutto il partito. Forza Verdi, insieme possiamo farcela!

Claudia Crivelli Barella

Licenza edilizia per la costruzione del Teatro dell’architettura a Mendrisio e inventario ISOS

10 Luglio 2014

beata vergineCare lettrici e cari lettori del blog, vi metto qua l’interrogazione che ho spedito qualche giorno fa all’attenzione del Consiglio di Stato ticinese. Buona lettura e buona estate! Claudia

Dalla stampa si è appreso che a settembre inizieranno i lavori per la costruzione del Teatro dell’architettura a Mendrisio. Questa struttura sorgerà a pochi metri dall’edificio che ospitò l’Ospizio poi Ospedale della Beata Vergine, che è un bene culturale protetto di interesse cantonale ai sensi della Legge sui beni culturali (segnalato anche dall’ISOS come edificio che rientra nella categoria A quale obiettivo di salvaguardia).

La licenza edilizia, rilasciata alla fine del 2010 e in seguito impugnata, è ora cresciuta in giudicato.

Prima di scegliere questa ubicazione l’Accademia di architettura aveva valutato tre altre possibilità: un terreno in zona Canavée (dietro lo stabile 1, area a parco/bosco); l’edificio ex-Jelmoli (progetto che avrebbe comportato la distruzione di parte del sagrato della chiesa parrocchiale, bene protetto a livello cantonale); l’autosilo comunale di via Praella.

Considerato che:

  • Mendrisio è classificato dall’ISOS quale cittadina-borgo con importanza nazionale, valutazione che comporta per le autorità comunale e cantonale chiari vincoli di procedura pianificatoria ed edilizia;
  • l’area di Via Turconi è considerata di particolare valore urbanistico dall’ISOS, che ne sottolinea la preziosità delle emergenze – Villa Torriani e Villa Argentina – che «trova adeguata cornice nei generosi e sontuosi parchi in cui si pongono», nonché dell’ex-Ospizio della Beata Vergine; inoltre l’inventario federale sostiene che «tutto l’insieme ha un che di grandioso nella coerenza stilistica frutto della pianificazione dell’intero asse, nel prezioso elemento di continuità e coesione dato dalle eleganti recinzioni e cancellate verso strada, tale da non riscontrarsi neppure nei centri urbani di maggiori dimensioni».
  • Questo «perimetro edificato» (ISOS) è inventariato come categoria di rilievo “A”, che presuppone una sostanza originaria, vale a dire che la maggior parte degli edifici e degli spazi presentano tratti distintivi tipici di un’epoca o di una regione, con una qualità storico architettonica reputata ottima.
  • A tale comparto l’ISOS attribuisce l’obiettivo di salvaguardia “A”: si impone la conservazione della sostanza (conservare integralmente tutti gli edifici, parti dell’impianto, spazi liberi; eliminare gli elementi perturbanti; ulteriori raccomandazioni di salvaguardia: divieto di demolizione e di nuove edificazioni; norme rigorose per i rifacimenti);
  •  con la sentenza Rüti del 2009, il Tribunale federale ha confermato che «per i Cantoni (e i Comuni) vige l’obbligo di tener conto degli inventari federali» anche «nell’adempimento di compiti dei Cantoni e dei Comuni» (cfr. DTF 135 II 209 consid. 2.1; consid. 3.3 della sentenza TF 1C 470/2009 del 3 maggio 2010 Walzmühle, Frauenfeld; vedi, anche, DTAF 2013/15 consid. 4) e che «gli inventari ai sensi dell’art. 5 LPN vanno equiparati alle concezioni e ai piani settoriali della Confederazione giusta l’art. 13 LPT, con i quali si stabiliscono i fondamenti necessari a svolgere i compiti d’incidenza territoriale della Confederazione, di principio con effetto vincolante per le sole autorità» (cfr. Lorenzo Anastasi/ Davide Socchi La protezione del patrimonio costruito, con particolare riferimento all’inventario ISOS, RTiD I-2013, op. cit., pag. 345);

chiediamo al Consiglio di Stato:

  1. il progetto in questione è in contrasto con le chiare indicazioni dell’ISOS circa l’obiettivo di salvaguardia A che caratterizza tutto il comparto di via Turconi: quali valutazioni di ordine legale e di ordine culturale ha fatto il Dipartimento del territorio per concedere l’autorizzazione?
  2. l’ubicazione del Teatro a pochi metri dall’edificio dell’ex-OBV, protetto a livello cantonale, e all’interno del relativo perimetro di rispetto non contraddice uno dei principi generali alla base della legislazione sulla protezione dei beni culturali, secondo la quale un bene culturale deve essere tutelato nella sua interezza e, per quanto possibile, nel suo contesto spaziale (sentenza TCA 90.2003.62 del 7.2.2007)?
  3. il Cantone partecipa in maniera diretta o indiretta al finanziamento di questa struttura (costruzione edificio e / o gestione)?
  4. visto il valore storico, culturale, paesaggistico del comparto di via Turconi – svilito da nuove costruzioni autorizzate sulla base di un PR non adeguato alle leggi vigenti – il Cantone non avrebbe dovuto e potuto favorire la ricerca di un’ubicazione in un altro comparto non così sensibile come quello invece purtroppo scelto? Per esempio l’area scolastica per eccellenza, laddove sorgono gli istituti scolastici di livello superiore: Scuole Medie, Liceo e Scuola professionale?
  5. si chiede, in considerazione della legge sulla trasparenza (la procedura edilizia è conclusa), della protezione cantonale dell’edificio ex-OBV e delle indicazioni dell’ISOS e quindi dell’interesse pubblico che ne discende, di produrre il preavviso del Dipartimento del territorio e quelli puntuali (completi) dell’Ufficio dei beni culturali e della Commissione dei beni culturali.

Claudia Crivelli Barella, Francesco Maggi, Sergio Savoia

 

Del Solstizio d’inverno e della Politica

19 Dicembre 2013

CandelaSiamo nei giorni del solstizio d’inverno, celebriamo con ritrovi familiari e incontri tra amici i giorni più bui dell’anno, con la speranza nella ripresa del ciclo delle stagioni, il ritorno della luce e il rinnovo della vita. Ecco, è con questo spirito di speranza che vi mando i miei auguri, e che auguro a tutti noi di non perdere la speranza di fronte alle difficoltà del mondo nel quale ci troviamo a vivere, anche qui nel nostro bel Canton Ticino, per quanto relativamente riparato dalle gravi crisi che ci attorniano. Anche da noi, infatti, viviamo i problemi della disoccupazione, del precariato, dell’inquinamento, del traffico,…non voglio fare qui l’elenco di tutto ciò che ci preoccupa, perché il mio intento è semplicemente quello di farvi arrivare i miei auguri, e di accendere simbolicamente una candela di speranza e di luce. Perché ciò sia possibile è, secondo me, necessario che ognuno di noi si senta coinvolto dalla cosa pubblica, e che ci rendiamo conto che facciamo politica ogni giorno: non soltanto quando votiamo, ma anche quando decidiamo cosa acquistare, come muoverci, di cosa interessarci, come e con cosa riempire le nostre giornate e le nostre vite. A volte, ve lo confesso, è dura: le complessità e i tempi della politica sono lunghi, e un po’ disperanti, eppure non possiamo permetterci di sederci, di disinteressarci, di dire “tanto non cambia mai niente”: non è così, nel modo più assoluto. le cose cambiano, e cambiano in meglio quando ci impegniamo. In Parlamento e in Consiglio comunale ho accumulato un numero grandissimo di frustrazioni e rabbie e disillusioni, ma anche delle belle vittorie e belle esperienze che mi portano a dire, in questo periodo di bilanci (per quanto provvisori): ne valeva la pena! E’ questa la mia candela accesa di speranza, e la sensazione più bella è vedere attorno a me persone bellissime che si impegnano per il bene pubblico: Greta Gysin, Francesco Maggi, Sergio Savoia, Michela Delcò Petralli, Elena Bacchetta, Tiziano Fontana, Andrea Stephani,…ma potrei riempire molte righe ancora con altri nomi di persone meravigliose che saltano i pasti e dormono poco per impegnarsi in ciò in cui credono, secondo il motto di Steve Jobs “stay hungry, stay foolish”… Buone Feste, accendete una candela e pensate a come potete migliorare il vostro/nostro mondo!

Claudia

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