Si dichiari lo stato di emergenza climatica in Ticino

27 Maggio 2019

I cambiamenti climatici non sono una moda, come dichiarato dal massimo esponente UDC Christoph Blocher. Il gruppo dei Verdi del Ticino ed alcuni esponenti di altri movimenti e partiti, hanno inoltrato oggi una mozione per chiedere lo stato di emergenza climatica anche in Ticino. Si chiede nello specifico che anche il nostro cantone si approcci al problema con lungimiranza e tempestività sottoponendo ogni decisione presa in parlamento e in governo a criteri di sostenibilità ecologica minimizzando finalmente il anche nostro impatto sull’ambiente.

Le conseguenze di questo fenomeno di comprovata origine antropogenica si cominciano a vivere intensamente anche alle nostre latitudini. Forti sbalzi di temperatura, siccità, ondate di caldo, fenomeni climatici estremi sono i principali campanelli d’allarme che concretizzano sotto i nostri occhi i proclami di scienziati e attivisti. Le conseguenze nel settore agricolo indigeno, e conseguentemente sull’approvvigionamento alimentare, sono già ingenti e fonte di preoccupazione. Ecosistemi, biodiversità e vita sono a forte rischio.

Non solo. Anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, a suo tempo, aveva considerato il problema del surriscaldamento climatico come d’importanza di sicurezza nazionale. la Banca Mondiale stima infatti che nei prossimi 30 anni il numero dei rifugiati climatici aumenterà a oltre 140 milioni. Una zona privilegiata come la nostra deve, non solo contribuire ad arginare il fenomeno dei cambiamenti climatici, ma anche valutare con tempestività le conseguenze per poter cominciare ad elaborare soluzioni che non ci facciano cogliere impreparati.

Il Ticino, facente parte del pianeta terra, non può sottrarsi agli avvenimenti che contraddistingueranno i prossimi decenni. Oggi può decidere se approcciarsi con innovazione portando del valore aggiunto alla sfida del secolo ed essere parte nella soluzione o se subirne passivamente gli effetti continuando ad alimentare il problema.

SCARICA LA MOZIONE: 23.05.2019_emergenza_climatica

I Verdi unica alternativa ad un sistema non più sostenibile

9 Gennaio 2019

Presentata oggi a Bellinzona la lista per il Consiglio di Stato e gli obiettivi politici dei Verdi. Una squadra fresca, giovane ed innovativa con grandi competenze, affinché anche in Ticino i Verdi possano portare avanti una transizione verso un mondo sostenibile.

Il movimento ecologista ha presentato oggi ai media la propria lista per il Consiglio di Stato e i propri obiettivi per la prossima legislatura.

Secondo i Verdi la priorità va data al battersi per una società maggiormente attenta ad un’economia in sintonia con il territorio e rispettosa della dignità del lavoro; una società più consapevole delle conseguenze nefaste del traffico. Il tutto in un contesto più ampio, affinché la politica presti la necessaria attenzione alla lotta al cambiamento climatico e alla mitigazione delle sue conseguenze.

I Verdi hanno voluto inoltre sottolineare che in questo momento, in un cantone che soffre le conseguenze di una politica miope portata avanti da tutti gli schieramenti da decenni, il movimento ecologista rappresenti l’unica alternativa credibile verso un cambiamento indispensabile. I risultati dei partiti ecologisti in Svizzera ed in Europa rafforzano la convinzione che i tempi siano maturi per puntare su I Verdi.

Presentata la lista per il Consiglio di Stato che sarà composta da due donne e tre uomini provenienti da tutte le principali regioni del cantone, con particolare attenzione per il Mendrisiotto, terra che forse più di tutte soffre gli effetti del traffico e del conseguente inquinamento.

Una squadra prima di tutto, che anteporrà i valori del gruppo a quelli personali. Un gruppo con la giusta alchimia: una rappresentate uscente che porterà la necessaria esperienza e un legame con recente passato, giovani maturi e competenti che porteranno entusiasmo e volontà di fare bene e non da ultimo una rappresentante della società civile, neofita della politica istituzionale, che porterà freschezza e pragmatismo nell’implementare la politica verde.

5 candidati per portare i valori e le sfide Verdi all’interno dell’esecutivo:

Samantha Bourgoin – Gordevio
In meno di 100 anni abbiamo inquinato campi, torrenti, fiumi, laghi e mari con pesticidi, fertilizzanti e miliardi di tonnellate di plastica. Abbiamo avvelenato l’aria che respiriamo con ogni sorta di gas e di polveri sottili. A causa delle attività umane, il CO2 nell’atmosfera è aumentato di oltre il 40% e la concentrazione di metano è più che raddoppiata. Se ci sembravano calde le nostre estati con 35°C, non frenare l’aumento di questi gas a effetto serra le porterà a oltre 40 °C. E noi cosa facciamo? Nei miei oltre 20 anni di professione a contatto con l’economia pubblica e privata l’impressione generale è che siamo dei cittadini che hanno la sensazione di essere determinati da altri, di non poter decidere del nostro futuro, di accettare supini ma lamentandoci, costantemente e inesorabilmente di non essere giustamente rappresentati. La soluzione come sempre è complessa ma non la possiamo delegare ad altri, altrove. Per non subire il nostro futuro da “climatizzati” dobbiamo unire le nostre forze, coinvolgere popolazione e istituzioni in un ambizioso progetto trasversale, che coniughi la salvaguardia del clima e del nostro ambiente con un’imprenditorialità intelligente. Il timer per la lotta al cambiamento climatico è scattato, non abbiamo più tempo per tergiversare, interveniamo subito.

Claudia Crivelli Barella – Mendrisio 
La decrescita è una corrente di pensiero politico, economico e sociale favorevole alla riduzione controllata, selettiva e volontaria della produzione economica e dei consumi, con l’obiettivo di stabilire relazioni di equilibrio ecologico fra l’uomo e la natura ovvero sviluppo sostenibile in termini di indici di sviluppo di fronte anche al rapporto sui limiti dello sviluppo, nonché di equità fra gli esseri umani stessi. Come ha affermato Serge Latouche, essa è innanzitutto uno slogan per indicare la necessità e l’urgenza di un “cambio di paradigma”, di un’inversione di tendenza rispetto al modello dominante della crescita basato sulla produzione esorbitante di merci e sul loro rapido consumo. Credo che il Ticino abbia bisogno di un cambio di paradigma e che le idee portate dai Verdi siano da stimolo all’intero assetto politico per operare un benefico cambiamento di mentalità.

Marco Noi – Bellinzona
“Consci della nostra responsabilità di fronte al creato … e verso le generazioni future”, si recita nel Preambolo della Costituzione Svizzera. È il desiderio di fare il necessario per tenere fede a questi intendimenti, che mi ha motivato ad “entrare” in politica.

Verificare che questa responsabilità non è percepita come dovrebbe esserlo, che il nostro sistema economico chiede costantemente sconti all’ambiente e lascia alle future generazioni il debito di confrontarsi con i limiti, mostra che è ancora necessario parecchio lavoro per tradurre in realtà il principio costituzionale fondamentalmente ecologico del nostro convivere

Nicola Schoenenberger – Lugano
Il pianeta Terra è un sistema finito, per anni, tuttavia, siamo andati avanti a eroderne le risorse come se fosse infinito. È un paradosso, questo, di cui l’umanità futura un giorno ci chiederà giustificazione. Ma la verità è che, a tutto questo, non c’è spiegazione se non il prevalere di benefici per pochi, a corto termine. Nessuna creatura di questo pianeta può vivere senza le altre. La politica verde, che sia sul piano dell’economia, dell’utilizzo del territorio, della salvaguardia della biodiversità o della lotta al cambiamento climatico, parte proprio da questo principio di intima e inscindibile interconnessione. Preservare il pianeta significa preservare l’uomo. Pensare, in questo periodo storico, che ci siano altre priorità rispetto alla salvezza del pianeta non significa avere una diversa agenda politica, significa ignorare la realtà delle cose.

Andrea Stephani – Mendrisio
Perché votare i Verdi? Perché sostenere l’idea che un cambiamento radicale del modo stesso in cui concepiamo la politica, l’economia e la società sia non solo una soluzione doverosa ma anche l’unica scelta razionale possibile?  A dire il vero, nonostante l’evidente complessità dei problemi che ci circondano, non serve neppure dilungarsi in analisi certosine. Che il clima stia cambiando è sotto gli occhi di tutti; il traffico non è più l’eccezione ma rappresenta la nostra quotidianità. Il paesaggio, poi, non è sicuramente migliorato negli ultimi decenni, soprattutto nelle zone di fondovalle; proprio come l’equilibrio del mercato del lavoro, che non è mai stato così in pericolo come in questo preciso momento storico. Cambiare paradigma e abbandonare un modello economico che, sia dal punto di vista ambientale che umano, si è rivelato insostenibile non è un’utopia visionaria ma una doverosa presa di coscienza collettiva.

La lista dei candidati sarà sottoposta per l’approvazione formale dall’assemblea elettorale del 19 gennaio 2019 a Locarno. Sempre a Locarno verrà presentata anche la lista di candidati al Gran Consiglio.

Le schede dei candidati

 

    Cerca nel sito
    Archivio