Commento per il Giornale del Popolo a favore dell’iniziativa “Stop alla sovrappopolazione–sì alla conservazione delle basi naturali della vita”

7 Novembre 2014

logo_ganze_breite

Mi sono espressa a favore di questa iniziativa molto precocemente, quando tutti attorno l’avevano bollata semplicisticamente come “eccessiva e razzista”: quando tutti sono concordi nel respingere un’iniziativa, dunque un atto democratico permesso dalla nostra costituzione, è bene riflettere a fondo.

La Svizzera ha una tradizione umanitaria e di esempio trainante per il resto delle nazioni che, a seconda del momento storico, deve essere declinata in modalità differenti. Al momento attuale, uno dei grandi problemi della Terra è la sovrappopolazione e l’eccessiva mobilità delle persone e delle merci indotta dalla globalizzazione, e il modello elvetico ha la possibilità di contribuire ad una riflessione benefica sull’equilibrio essere umano-ambiente anche per altri Paesi. L’iniziativa si pone sulla scia di altre che hanno avuto come obiettivo la tutela del territorio: cito solo l’Iniziativa delle Alpi del 1994 e l’Iniziativa Weber del 2012. Quanto richiesto dall’Iniziativa Ecopop si tradurrebbe in pratica con un saldo migratorio del 2 %, dunque più alto di altri Paesi quali la Germania, l’Olanda e in pratica tutti i Paesi appartenenti all’Unione Europea. Liquidare l’iniziativa come “xenofoba” è molto superficiale: l’aggettivo non corrisponde all’impegno umanitario di cercare di dare una vita dignitosa a tutti, aiutando le persone a trovare lavoro laddove vivono invece di costringerle ad uno sradicamento che, nell’ottica della libera circolazione, fa guadagnare pochi e crea sempre più una lotta tra poveri.

Ogni anno si costruisce in Svizzera un territorio pari alla città di Winthertur: avanti di questo passo, e perderemo tutte le bellezze del nostro Paese, gli spazi verdi e le zone agricole, nonché la salvaguardia della biodiversità, che già attualmente si regge su un equilibrio molto fragile. Quando si dice che l’iniziativa sarebbe “estrema”, la risposta è che ad essere estrema è l’idea di crescita economica illimitata e incurante degli equilibri tra essere umano e natura. Vero che se tutti consumassimo meno, l’impronta ecologica della Svizzera non risulterebbe tanto disastrosa: se proseguiamo a questo ritmo, occorrerebbero le risorse di quattro pianeti terra per mantenerci! Un altro argomento è che non avremmo forza lavoro a sufficienza per un Paese che invecchia, ma anche questo è un argomento pretestuoso: la disoccupazione residente non è mai stata così alta, e i lavoratori stranieri vengono impiegati per ogni categoria lavorativa, spesso a prezzo di uno sradicamento dalle loro famiglie e dalle loro origini che porta a malesseri psichici e fisici che si ripercuotono per generazioni (molti sono gli studi sui dolori degli immigrati di seconda generazione). Quanto poi all’argomento che aumenterebbero i frontalieri: per questo abbiamo già votato il 9 febbraio, e attendiamo l’entrata in vigore delle misure che la Confederazione metterà in atto entro tre anni.

Inoltre, l’accusa di “colonialismo” per quanto riguarda gli aiuti ai Paesi poveri in materia di insegnamento dei metodi per una pianificazione familiare efficace è semplicemente la messa in opera di uno dei diritti umani sanciti dall’ONU nel 1968, ovvero la pianificazione familiare facoltativa, un dovere civile e morale e non certo un’ingerenza. Gli studi di aiuto al Terzo mondo mostrano come la lotta alla povertà e l’istruzione di base non hanno alcuna possibilità di successo se non sono accompagnate da un numero minore di nascite, e la Confederazione ha il compito di garantire il 10% dei fondi di sviluppo per promuovere la pianificazione delle nascite volontaria nei Paesi del Terzo mondo.

Maurizio Augustoni: un esempio dei pregiudizi su ecopop

6 Novembre 2014

logo_ganze_breiteGenerosamente e cristianamente, Maurizio Augustoni, in un intervento sul Corriere del Ticino del 6 novembre 2014, mi concede il diritto all’oblio ritagliando una mia frase da un contesto ben più ampio, che sfugge evidentemente ai suoi orizzonti, quando affermo che l’essere umano è come un cancro per il Pianeta. Lo ringrazio per tanta generosità, ma l’oblio si concede ai morti, mentre sono in vita ho intenzione di continuare a portare avanti lealmente e senza fumi ideologici le idee in cui credo. L’essere umano ha un’attitudine predatoria verso la Terra, e questo è un fatto che nessuno può contestare, semmai giustificare come risultato di una presunta superiorità dell’essere umano sugli altri animali e sugli organismi viventi. A causa di quest’attitudine, le riserve di petrolio sono ormai giunte al famoso picco, e hanno determinato l’innalzamento dell’effetto serra ormai accettato anche dai seguaci della stessa ideologia che segue il nostro giovane. Le conseguenze ambientali dovute allo scriteriato consumo che l’uomo fa della propria essenza divina (la metto in termini comprensibili per gli ideologi) sono sotto l’occhio di tutti, riconosciute con vari gradi di preoccupazione da tutte le correnti politiche (soprattutto in campagna elettorale, occorre dire). Il “come” segnala l’uso di una metafora, un paragone, un concetto astratto.

Il nostro, che su altre argomentazioni ho potuto apprezzare per competenza e intelligenza, su questa iniziativa dice un mare di grossolane inesattezze: non è affatto vero che si negherebbe di rientrare in Svizzera a chi risiede all’estero, ci mancherebbe altro…gli svizzeri all’estero vengono semplicemente conteggiati per fare un calcolo del saldo migratorio! E non è vero che si indurrebbero aborti nei paesi del Terzo mondo: al contrario, insegnare i metodi di una pianificazione familiare efficace (non uso il termine “preservativo” per non urtare la sensibilità puritana del ragazzo) è un diritto sancito dall’ONU nel 1968 e l’unico modo per promuovere una politica di aiuto allo sviluppo e per una vita dignitosa per tutti, oltre che per debellare il morbo di malattie come l’AIDS. Lascio a voi riflettere dove stia la disumanità, e in cosa i ragionamenti del deputato aiutino l’umanità, oltre ad attaccare gratuitamente persone che hanno a cuore la vita degli esseri umani e della natura.

Decrescita, fascismo e suicidio politico. Intervista a Claudia Crivelli Barella

16 Ottobre 2014

imagesIl portale ticinolibero.ch mi ha intervistata a seguito della mia presa di posizione sull’Iniziativa ECOPOP. La riporto qua sotto, invitandovi ad andare a dare un’occhiata all’interessante portale di informazioni politiche ticinolibero.

DECRESCITA, FASCISMO E SUICIDIO POLITICO. CLAUDIA CRIVELLI BARELLA E IL CORAGGIOSO SOSTEGNO A  ECOPOP

A tutto campo con la granconsigliera verde Claudia Barella Crivelli, fra i pochissimi esponenti politici con il coraggio di sostenere l’iniziativa Ecopop.

MENDRISIO – Ha fatto mormorare l’articolo a firma Claudia Crivelli Barella apparso negli scorsi giorni anche sul nostro portale. La deputata verde sostiene l’iniziativa Ecopop, che alcuni definiscono addirittura “ecofascista”. E allora abbiamo voluto capire meglio la sua posizione, che parte dalle teorie decrescitiste e individua in questa proposta una possibile via per iniziare a ragionare sull’enorme problema demografico e dello sfruttamento delle risorse.

Claudia Crivelli Barella, recentemente lei si è distanziata dalla posizione ufficiale dei Verdi in merito all’iniziativa Ecopop, in votazione a fine novembre. Ci può spiegare il suo sostegno a questa iniziativa, che molti definiscono come “estremista”?
«Ero anch’io partita con l’idea che fosse un’iniziativa estrema. Sono andata ad una serata che abbiamo organizzato come Verdi del Ticino con uno degli iniziativisti, ed ero andata con l’idea di essere contraria. E invece parlando con questo iniziativista mi ha fatto vedere le cose da un altro punto di vista».

Ce lo spieghi.
«L’altro punto di vista è quello dell’ecologia profonda, la cosiddetta “deep ecology”. Sono dei testi che leggo da anni, in sostanza si tratta di un modo di vedere la Terra come un organismo composto da tanti esseri viventi, non soltanto dall’uomo. Certo che politicamente è difficile fare questo discorso, perché i licheni non votano, votano soltanto le persone. Però è vero che le persone sono come un cancro per la Terra: ci crediamo gli unici a popolare il pianeta, ma non lo siamo. E a lungo termine anche noi risentiamo del fatto di essere in troppi, di consumare troppo, di essere troppo invasivi».

Lei affronta l’enorme problema della demografia e dello sfruttamento delle risorse. Ma questa iniziativa tenta di risolvere il problema di fatto chiudendo le porte agli stranieri.
«Proprio per questo inizialmente ero contraria. A me piace essere ospitale, aprire le porte di casa, non sono di certo la persona che non vuole gli stranieri. Oltretutto gli stranieri ci servono – se vogliamo fare un discorso utilitaristico – considerato che la nostra popolazione invecchia. Però… da qualche parte occorre pur iniziare. Se la mia casa può ospitare dieci persone ma ne invito venti, alla fine staremo tutti male, nessuno ne trarrà giovamento. Proprio per questo non la vedo come un’iniziativa contro gli stranieri, anche perché gli stranieri che verrebbero toccati sarebbero la “fascia alta” – non i rifugiati che arrivano da situazioni difficili – in pratica coloro che vengono dai paesi a noi vicini».

Questo però significa che si potrebbe mettere in difficoltà l’economia, che ha bisogno di reclutare alcune figure professionali. Inoltre già con l’iniziativa contro l’immigrazione di massa si vogliono porre dei limiti, qui se ne vogliono mettere ulteriormente, e l’economia potrebbe veramente trovarsi in difficoltà.
«Penso che l’economia abbia bisogno in un certo senso di essere messa in difficoltà. L’economia non può essere in una continua crescita, se continuiamo così non ci salviamo più. Occorre guardare sul lungo periodo, non da qui a qualche anno. Purtroppo la politica ha l’abitudine di guardare al breve termine, ai tempi elettorali. Io invece sto guardando molto lontano, e credo proprio che l’economia debba cambiare totalmente, ci deve essere uno stravolgimento copernicano».

Stiamo parlando della “decrescita”?
«È una brutta parola, perché in pochi la conoscono. Ma sì, parliamo di decrescita».

I Verdi in Ticino hanno appoggiato l’iniziativa contro l’immigrazione di massa, soprattutto pensando al tema frontalieri. Nell’iniziativa Ecopop si parla di limitazione degli stranieri, ma non dei frontalieri. Limitando fortemente l’afflusso di stranieri, non teme che lo sfogo “naturale” per l’economia sia quello di far arrivare più frontalieri? Nelle regioni di confine non pensa che il numero di frontalieri potrebbe esplodere?
«Non penso proprio. Perché se si fissano dei paletti, si fissano dei numeri, poi bisognerà stare in questi numeri. Certo che la situazione andrà monitorata, ma non vedo questo pericolo. Ma il punto non è questo».

Ci dica… .
«Il punto è che siamo in troppi, e dobbiamo limitarci nella nostra crescita. Questo non è l’unico modo, ad esempio si potrebbe limitare la crescita se ognuno di noi riducesse i suoi consumi. Prima facevo l’esempio, se in casa mia non ci stanno venti persone ma solo dieci, magari possiamo arrivare a quindici se tutti ci limitiamo. Quindi questo non è l’unico modo, però è qualcosa che va nella giusta direzione».

Questa iniziativa è stata definita “ecofascista”. Non la spaventa essere definita fascista?
«Molto. Ci vuole un certo coraggio a sostenere questa iniziativa. Diversi verdi nel segreto dell’urna la sosterranno, ma non usciranno pubblicamente perché non hanno voglia di sentirsi dare dei razzisti quando non lo siamo in modo più assoluto. È vero che tutte le politiche di limitazione della popolazione spesso non hanno dato buoni risultati».

E invece Ecopop potrebbe dare dei buoni risultati?
«Io vedo la parte di ecologia del profondo, la consapevolezza che non possiamo continuare a crescere, di rendersi conto che siamo in troppi, che dobbiamo limitarci. Certo che dover dire di limitare delle persone sembra qualcosa che fa venir la pelle d’oca, questo è vero. Può essere pericolosa. Però fra gli iniziativisti e nelle loro motivazioni di fondo non c’è traccia in alcun modo di una xenofobia. Che poi possa essere cavalcata da qualcuno che parte da queste motivazioni può essere. Fra l’altro dopo aver scritto questo articolo in cui spiegavo la mia posizione di sostegno all’iniziativa, ho ricevuto delle lettere da alcune persone che mi dicevano che avevo fatto bene perché sennò finiremo per essere governati dagli stranieri. Ecco, non è questo il mio pensiero. In questo senso dicevo che è pericolosa da sostenere. Politicamente è un suicidio, perché i licheni non votano. Ma pazienza, faccio quello che reputo giusto».

Copyright: ticinolibero.ch

Gli sprechi alimentari e l’Iniziativa ecopop

8 Ottobre 2014

logo_ganze_breiteI Verdi non lesinano le critiche in fatto di tutela del territorio, dell’ambiente e della qualità di vita, ma va riconosciuto che non ci facciamo trascinare da certe derive che trovano nella critica fine a se stessa la propria ragione d’esistere: sappiamo anche riconoscere aspetti positivi e opere di interesse generale, ad esempio la mostra itinerante che parte questa settimana a Mendrisio contro gli sprechi alimentari: un tema che ci sta a cuore e che apprezziamo venga promosso. La politica non significa essere sempre contro, bensì riconoscere anche gli aspetti positivi messi in campo. Un tema contro il quale ero partita con un approccio molto critico, messa in guardia in modo negativo e censurante da diversi proclami che parlavano addirittura di xenofobia, è l’iniziativa ecopop. Bene: anche se i Verdi del Ticino esprimeranno dopo il Comitato cantonale il loro parere, e i Verdi svizzeri hanno già detto il loro no; dopo aver parlato con uno degli iniziativisti e aver riflettuto, ho deciso che voterò di sì all’iniziativa, che affronta un tema spinoso con un approccio da ecologia profonda (deep ecology).

Non un tema facile, e sicuramente uno di quegli argomenti sui quali sarebbe forse più saggio tacere, perché in altri tempi le persone libere che esprimevano un’opinione non conforme alla massa venivano messe sul rogo, e attualmente i fuocherelli dei roghi mediatici sono sempre accesi… ma tant’è: forse in solitaria, voterò sì all’iniziativa ecopop. In Svizzera il tasso di crescita demografica è ormai paragonabile a quello dell’India. Il numero di abitanti aumenta cinque volte più velocemente rispetto a quanto avviene nell’Unione europea e ogni secondo viene cementificato 1,1 metro quadrato di terreno. Ecopop si prefigge di garantire una crescita sostenibile in Svizzera limitando l’immigrazione al massimo allo 0,2% del totale degli abitanti della Confederazione. Per lottare contro la sovrappopolazione a livello mondiale propone di destinare il 10% dei fondi di aiuto allo sviluppo a misure di controllo delle nascite nei paesi poveri. Vi invito a considerarla con attenzione per quello che è: una difesa del territorio, del valore della vita e della biodiversità messa a rischio dalla specie invasiva più pericolosa del pianeta: l’essere umano.

Per vostra info, il sito dell’Iniziativa Ecopop: www.ecopop.ch/it/

    Cerca nel sito
    Archivio