Il salario minimo è buono, fa bene ed è ecologico

12 Mag 2014

imagesQuesta mattina mentre facevo la spesa parlavo con un’amica che mi ha chiesto: “Se voto sì al salario minimo mi comporto in modo ecologico?” ; non mi ha chiesto “Cosa consigliano di votare i Verdi?”, mi ha chiesto se 22 franchi all’ora di stipendio siano una scelta ecologica oppure no. “Bella domanda, cerchiamo di rispondere assieme,” le ho detto, e spingendo il carrello da uno scaffale all’altro abbiamo stilato la seguente lista con tre motivi ecologici per votare sì ai salari minimi al 18 di maggio.

Primo. Con l’introduzione del salario minimo molti capannoni che deturpano il nostro territorio spariranno. Il fatto di dover versare degli stipendi dignitosi farà sì che chi ha trasferito la propria attività dall’Italia alla Svizzera per usufruire dei vantaggi fiscali elvetici pagando i lavoratori frontalieri a prezzi italiani non avrà più motivo di restare. Meno capannoni vuol dire più spazio verde e meno inquinamento. E significa anche preservare il poco e pregiato spazio verde di pianura che ancora ci resta.

Secondo. Le ditte che sottopagano i propri collaboratori privilegiando i lavoratori che arrivano da oltre confine e che si accontentano di stipendi insostenibili in Svizzera non saranno più invogliate ad assumere persone che vengono da lontano. A parità di stipendio un lavoratore locale è identico a uno che usa per ore e ore la macchina per recarsi al lavoro. Dover pagare salari dignitosi potrebbe concorrere a creare maggiori legami tra le imprese e il territorio che le ospita. A rinserrare i legami tra imprenditori e comunità di persone che per quella impresa lavorano. Ricreando un ambiente di lavoro dove non si mira solo alla massimizzazione dei profitti, ma alla qualità di vita dei lavoratori. Secondo motivo ecologico per votare sì ai salari minimi.

Terzo e quarto. La Svizzera è nota in tutto il mondo per la qualità e l’innovazione dei prodotti e dei servizi che offre sul mercato. Non si capisce perché gli unici che dovrebbero avere una pessima qualità di vita in virtù dei salari indecenti che ditte a bassissimo valore aggiunto si permettono di pagare siamo proprio noi che viviamo nella Svizzera italiana. La qualità della vita viene prima del guadagno finanziario dei pochi che si arricchiscono sulle spalle di lavoratori che si fanno la lotta per accedere a salari da fame. Inoltre, anche i giovani che si stanno formando devono avere la certezza che una volta impiegati di commercio o informatici non saranno costretti ad accettare posti di lavoro con stipendi sotto i 2000 franchi mensili. Dobbiamo garantire un futuro dignitoso e ricco di qualità di vita ai nostri figli.

Arrivate alla cassa del negozio con i nostri cestelli colmi di verdure locali e di pane bio, la mia amica e io ci siam dette che settimana prossima apporremo un deciso e convinto sì al salario minimo. Il commesso alla cassa sentendoci discutere ci ha guardate ed ha aggiunto: “Beh, care signore… anche io voterò sì!”.

Il Centro culturale La Filanda a Mendrisio

13 Dic 2013

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Non mi sorprende l’avversione di Lega e UDC al progetto di realizzazione di un centro culturale nello stabile La Filanda: non perché la cultura non sia una priorità di questi partiti (leggere è uno dei grandi piaceri della vita, trasversale ad ogni appartenenza politica), ma perché il perno sul quale da anni tentano di tenere le redini di questo Cantone è la paura. Paura dei ladri, degli stranieri, della disoccupazione, dei frontalieri, di tutto ciò che in qualche modo può incuterci timore. Non c’è come dividere le persone, non permettere loro di ritrovarsi insieme in un progetto comune, per fomentare la paura e il clima di sospetto.

Quando non esiste la volontà di portare avanti un progetto, poi, il grande spauracchio di sempre è “Non ci sono i soldi!”. Un’ulteriore paura da buttare sulle spalle dei cittadini, salvo quando si tratta di opere milionarie che possano fruttare vantaggi per la cementificazione o per il settore della polizia (la sicurezza è una priorità di uno Stato civile, ma ciò non va confuso con investimenti milionari in mastodontici Centri di pronto intervento che non piacciono neppure a molte delle persone che lavorano con grande impegno nelle forze dell’ordine).  In realtà, la scarsità di denaro non è, storicamente, un ostacolo alla realizzazione di opere destinate alla collettività: semmai, uno stimolo alla creatività e alle soluzioni più intelligenti. E’ possibile pensare a soluzioni a impatto graduale, al lavoro sorprendente che il volontariato svolge nella nostra società, eccetera. Il Centro culturale alla Filanda è un progetto molto promettente, in fase di costruzione, e una speranza per Mendrisio e per tutta la Regione.

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