Destra e sinistra

16 Mar 2016

downloadSpesso mi chiedono: ma i Verdi sono di destra o di sinistra? Né l’uno né l’altro, rispondo.

Destra e sinistra, storicamente, sono unite dalla valutazione positiva della crescita economica, che reputano un progresso. Divergono poi su come utilizzarne i profitti: per premiare i padroni (destra), per diminuire le ineguaglianze sociali (sinistra).

I Verdi si distanziano da questa logica e difendono una nuova visione del vivere comune in cui il vocabolo “crescita” non è contemplato. Il nostro fine è il VIVERE MEGLIO: per raggiungerlo occorre avviare una decrescita selettiva della produzione e dei servizi sviluppando innovazioni tecnologiche che accrescano l’efficienza nell’uso delle risorse (terreni, aria, tempo) e attenuino l’impatto ambientale. Occorre perseguire l’autosufficienza alimentare ed energetica, estendere l’equità alle generazioni future e a tutti gli esseri viventi, ridurre l’importanza del denaro, riscoprire i beni comuni e le forme di scambio basate sul dono e la reciprocità, superare il materialismo e valorizzare la spiritualità.

Questo è il vivere meglio che offriamo al pianeta, alle generazioni future.

Risparmi nella Grande Mendrisio: sì, ma non ad ogni costo

28 Ago 2013

Il Municipio di Mendrisio si è rinchiuso in clausura e sono stati annunciati tagli e misure per rientrare nelle cifre positive. Ci complimentiamo con la municipalità, e siamo lieti di vedere come si inizi a ragionare in termini di decrescita: dall’idea di una statua commemorativa in ogni quartiere per celebrare la nascita della Grande Mendrisio, siamo arrivati a parlare di contenimento delle spese, di restringimento degli aiuti, di un po’ di modestia, allineandoci con la crisi che dilaga tutto attorno a noi. Ci fa piacere vedere come parecchi dei suggerimenti dei Verdi siano stati accolti positivamente: l’acquisto del parco di Villa Argentina per progettare un polmone verde all’interno della città; la creazione di uno spazio libero con l’abbattimento del vecchio edificio Jelmoli, senza la costruzione di una grande torre in Piazza del Ponte, il cuore pulsante del borgo; e altro ancora.

E vicino a quel cuore che batte a fatica, vediamo l’edificio Filanda come la possibilità concreta di una rivitalizzazione del centro cittadino attraverso un centro culturale: risparmiare si deve, ma anche investire nella collettività, in opere che siano per tutti e pensate per il presente e soprattutto per il futuro. Il centro cittadino pare invaso soltanto dai giovani e dagli sprayers (un popolo che non vorremmo fosse semplicemente demonizzato), che a nostro modo di vedere stanno lanciandoci continuamente dei messaggi, solo a volerli ascoltare: non è di repressione che abbisogniamo, ma piuttosto di vita, di incontro tra le generazioni. Un centro culturale alla Filanda, ben pensato, è ciò di cui necessitiamo per infondere linfa vitale ad una città che sta morendo di consunzione perché cresciuta troppo in fretta.

Più bellezza per tutti

15 Feb 2011

Le persone davvero serie sono quelle che sanno ridere, e per fortuna anche la campagna elettorale per le elezioni cantonali dà motivi di qualche risata: così, i candidati liberali e di altri partiti promettono di più per tutti…ognuno di loro a proprio modo, con le peculiarità del proprio carattere e della propria formazione. Come donna, non mi sono sentita offesa dai goliardici santini elettorali di Mirko Valtulini che prometteva “più f…per tutti”, anzi in un’epoca di scarso interesse per la femminilità, ci fa piacere che qualcuno mostri, a suo modo, apprezzamento! Per par condicio, potremmo ribadire con la pretesa di “un gigolò per ogni cittadina”, ma noi donne sappiamo che se ne avessimo a disposizione uno, gli chiederemmo tutt’al più di sedersi un momento a parlare, e magari di aiutarci nei lavori di casa… Quello che fa riflettere, aldilà dello scherzo, è che le promesse elettorali sono inquietanti ad ascoltarle con attenzione. Tutti promettono a gran voce, e in tutto questo promettere si distendono mari di vuoto e di desertificazione.

I Verdi promettono meno per tutti, meno oggetti e più umanità. Meno strade, e più tempo per percorrerle. Meno cibi dall’estero, e più qualità di vita. Meno interventi medici, e più visione olistica della persona. Meno illusioni, e più concretezza.

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