Basta smantellare posti di lavoro FFS a Chiasso e nel Mendrisiotto!

10 Aprile 2018

Assieme ai colleghi granconsiglieri del Mendrisiotto abbiamo inoltrato il seguente atto parlamentare.

In questi ultimi anni il dibattito politico ticinese in merito alle politiche di risparmio messe in atto dalle FFS nel nostro Cantone ha scaldato gli animi. Non si può per esempio, non pensare alle Officine di Bellinzona, le quali hanno scongiurato la chiusura definitiva della loro attività anche grazie ad una insurrezione giustificata a tutela dell’occupazione locale.

Ma le Officine non sono l’unico luogo di risparmio individuato dai super manager delle FFS. La nostra regione, in particolare Chiasso, negli ultimi decenni ha visto drasticamente ridurre i posti di lavoro che venivano offerti dall’ex regia federale.

Già nel 2011 il Collega Luca Pagani con il sostegno dei Deputati del Mendrisiotto inoltrò al Consiglio di Stato un’interpellanza dal titolo “drastica riduzione di posti di lavoro alle Officine FFS Cargo di Chiasso: non perdere il treno!”. La risposta non fu rassicurante e quanto sta accedendo oggi sembrerebbe esser in linea con le preoccupazioni di allora, tutto questo nonostante nella risposta governativa del 2011 fu chiaramente scritto che “il mantenimento delle Officine di Chiasso è coerente con i notevoli investimenti decisi dalle FFS per rivalutare e potenziare l’importante funzione nazionale e internazionale della stazione di confine per il traffico passeggeri e per quello merci. Il fatto che recentemente FFS Cargo abbia deciso di riaprire in Ticino un ufficio vendita, con sede proprio a Chiasso, conferma che attorno all’infrastruttura ferrovia di confine vi è ancora un interessante potenziale di sviluppo, a maggior ragione se integrato nel concetto più globale di Centro di competenze in materia di trasporto e mobilità ferroviaria.”

Ad oggi ci troviamo ulteriormente confrontati con la cancellazione di numerosi posti di lavoro e nello specifico nei seguenti settori:

  • Funzionari dirigenti;
  • Servizio pulizia carrozze:
  • Servizio di manovra;
  • Officine;
  • Controllori veicoli;
  • Verificatori;
  • Servizio alla clientela;

Ricordiamo che a Chiasso erano impiegati oltre 1’000 dipendenti assunti dalle FFS e che ad oggi si può stimare una presenza che non supera i 500.

Calcolando lo sforzo e i sacrifici che Chiasso e il Mendrisiotto hanno dato a favore delle FFS (solo a Chiasso vi sono 110 chilometri di binari!!!) risulta incomprensibile come negli anni l’ex regia federale abbia potuto e voluto dismettere in modo così drastico alcuni servizi presenti nella Stazione Internazionale di Chiasso.

Negli ultimi mesi è poi stato annunciato in pompa magna dal CEO Andreas Meyer che a Chiasso verranno investiti 200 milioni di franchi a favore della stazione. Ma in verità, parlare di investimento sembra ancora una volta illusorio dal momento in cui questi soldi servirebbero per sistemare stabili ormai prossimi allo sfascio e a creare le infrastrutture necessarie per spostare e cancellare ulteriori posti di lavoro da Chiasso!

Alla luce di quanto sopra esposto chiediamo al Lodevole Consiglio di Stato:

  1. Una radiografia dei posti di lavoro FFS a Chiasso e nel Mendrisiotto a partire dal 1990 ad oggi;
  2. Se alla domanda 1 dovesse essere confermata l’emorragia di qui si parla nell’introduzione dell’atto parlamentare, chiediamo cosa intende e cosa può fare il Governo a salvaguardia degli ultimi posti di lavoro nella città di confine?
  3. Corrisponde al vero che una parte dei 200 milioni serviranno a far sì che vi saranno ulteriori cancellazioni di posti di lavoro a Chiasso?

Con distinti ossequi.

Giorgio Fonio, Maurizio Agustoni, Claudia Crivelli Barella, Lisa Bosia Mirra, Ivo Durisch, Sebastiano Gaffuri, Ivano Lurati, Daniele Caverzasio, Natalia Natalia Ferrara, Luca Pagani, Giovanni Pagani, Massimiliano Robbiani, Matteo Quadranti

Intervento parlamentare sulla Mozione “Marchio Azienda locale”

25 Marzo 2015

downloadQuesta settimana si tiene l’ultima sessione del Gran consiglio della legislatura 2011-2015. Ho fatto un intervento inerente la Mozione 23 settembre 2013 presentata da Henrik Bang e cofirmatari per il Gruppo PS «Il marchio “Azienda locale”». Qui trovate il relativo Messaggio del 29 gennaio 2014 n. 6906. La Mozione di Bang è stata trattata assieme alla seguente Mozione 17 febbraio 2014 presentata da Marco Chiesa e cofirmatari per il Gruppo UDC «Un marchio “etico” per le ditte attente al nostro mercato del lavoro». Ecco il relativo Messaggio del 18 marzo 2014 n. 6922. Qui trovate il Rapporto di maggioranza del 10 marzo 2015 n. 6906/6922R1, relatore: Daniele Caverzasio, nonché il Rapporto di minoranza del 10 marzo 2015 n. 6906/6922R2, relatore: Marco Chiesa

INTERVENTO DI CLAUDIA CRIVELLI BARELLA PER I VERDI

Uno dei principi-guida del pensiero Verde è “pensa globalmente, agisci localmente”, e questa tematica si inserisce a pieno titolo in questo spirito. Non possiamo pretendere di dare un contributo al miglioramento del pianeta se non ci occupiamo prima di tutto del nostro angolo di mondo.

Entrambe le mozioni in esame riprendono la proposta contenuta in un altro atto parlamentare più lontano nel tempo, ovvero del 17 dicembre 2012, l’iniziativa dei Verdi a firma Francesco Maggi “Salviamo il lavoro”, dove si proponeva in uno dei punti di creare un apposito logo per selezionare e sostenere le aziende virtuose che occupano almeno l’80% di residenti. Chi vi parla proviene da una città, Mendrisio, che impiega il 53% di frontalieri nelle ditte ubicate sul suo suolo, e che quindi ha sotto gli occhi ogni giorno gli effetti di questa politica economica.

Si tratta dunque di permettere a mezzo di un logo etico di dare un’informazione trasparente al consumatore, ovvero che la ditta riconosce salari adeguati, rispetta la parità salariale e paga tutti gli oneri contributivi dovuti. Il marchio “made in Italy” è facilmente riconoscibile e si è fatto strada nel mondo…perché un logo “fatto in Ticino” non dovrebbe poter essere promosso dal Governo?

Le conclusioni del rapporto di maggioranza appaiono molto contradditorie, secondo il ben noto spirito “è un’ottima idea, talmente buona che non è il caso di applicarla”! Accogliere il principio di due mozioni respingendole rappresenta un equilibrismo politico traballante come un castello di carte. I Verdi sono per la concretezza e il pragmatismo, e di questi equilibrismi ne hanno sentiti fin troppi in questi quattro anni. Invitiamo pertanto a sostenere il rapporto di minoranza di Marco Chiesa.

Intervista su LaRegione del 30 gennaio

30 Gennaio 2015

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Oggi è uscita un’intera pagina su LaRegione, firmata da Daniela Carugati, sul tema del lavoro. Tra le persone intervistate anche… Claudia Crivelli Barella.

Ecco l’intervista in formtato pdf: Fondati sul lavoro, di Daniela Carugati, La Regione

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