Interpellanza: gestione rifiuti

20 Giugno 2018

Stimato Sindaco, onorevoli Municipali,

con la presente interpellanza chiediamo se il Municipio intende mandare uno o più addetti comunali a questo corso per la gestione dei rifiuti organizzato dal Cantone e/o ad altri momenti di approfondimento del tema sempre in evoluzione di una gestione ecosostenibile dei rifiuti, al fine di ridurre lo spreco e le emissioni nocive con l’ambizioso obiettivo di una società “zero waste”.

“Da settembre un corso per addetti alla gestione dei rifiuti rivolto ai professionisti attivi negli eco-centri comunali e nelle imprese di smaltimento” LaRegione 19.6.2018

Il Dipartimento del territorio (DT) – in collaborazione con il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) e con l’Azienda Cantonale dei Rifiuti (ACR) – lancia a settembre 2018 un’innovativa formazione per specialisti addetti alla gestione dei rifiuti. Questa nuova opportunità di formazione, che si avvale dell’importante sostegno di Swiss Recycling e Cercle déchets, persegue gli obiettivi dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) con l’intento di migliorare la formazione, l’informazione e la rivalorizzazione delle nostre risorse. Il corso è rivolto ai professionisti attivi negli eco-centri comunali e nelle imprese di smaltimento dei rifiuti, importanti partner nella filiera della gestione e della rivalorizzazione degli scarti. I corsi, che si inseriscono nell’ambito della formazione professionale di un settore in continua crescita ed evoluzione, si articolano su tre livelli progressivi di approfondimento. A un primo livello la proposta formativa permetterà di acquisire conoscenze specifiche nel settore e ottenere un attestato di partecipazione; mentre a un livello superiore sarà possibile ottenere un diploma riconosciuto, previo superamento di un esame. Il corso specialistico, organizzato in stretta collaborazione con l’Istituto della Formazione Continua, si sviluppa su un modulo di due giorni. La prima sessione si terrà il 5 e il 12 settembre, mentre la seconda l’8 e il 15 novembre 2018; il corso verrà riproposto a più riprese anche nel 2019.

http://www.aziendarifiuti.ch/Data/Document/5.%20Sensibilizzazione/Ultime%20novità/19-06-2018-comunicato-stampa-291660631598.pdf

https://www4.ti.ch/dt/da/spaas/ursi/temi/gestione-rifiuti/gestione-rifiuti/formazione-e-informazione/formazione-professionale/

Cordiali saluti,

Claudia Crivelli Barella per il gruppo dei Verdi

Piano finanziario 2016-2023 della Città di Mendrisio

4 Ottobre 2017

Il mio intervento in Consiglio comunale lunedì 2 ottobre 2017 in occasione della presentazione del piano finanziario 2016-2023 della Città di Mendrisio

Abbiamo letto e preso atto del Piano finanziario 2016/2023: certamente un buon Piano, che rende onore al lavoro di tutti i funzionari e della Municipalità. Non è però il nostro piano finanziario, il piano finanziario di chi crede in un altro modello possibile di economia e che purtroppo non ha rappresentanti in Municipio per poterlo portare avanti. Noi Verdi continueremo a fare delle proposte basate su un modello alternativo, traendo ispirazione da città governate da politici visionari e ispirati, e siamo sempre felici di vedere quando le nostre proposte diventano prassi. Ad esempio, un nostro modello consiste nelle città di transizione (Transition Towns), che rappresentano un movimento fondato in Irlanda e in Inghilterra dall’ambiantalista Rob Hopkins negli anni 2005 e 2006. L’obiettivo del progetto è quello di preparare le comunità ad affrontare la doppia sfida costituita dal sommarsi del riscaldamento globale e del picco del petrolio. Il movimento è attualmente in rapida crescita e conta centinaia di comunità affiliate in diversi paesi.

Lo scopo principale del progetto è quello di elevare la consapevolezza rispetto a temi di insediamento sostenibile e preparare alla flessibilità richiesta dai mutamenti in corso. Le comunità sono incoraggiate a ricercare metodi per ridurre l’utilizzo di energia ed incrementare la propria autonomia a tutti i livelli. Esempi di iniziative riguardano la creazione di orti comuni, riciclaggio di materie di scarto come materia prima per altre filiere produttive, o semplicemente la riparazione di vecchi oggetti non più funzionanti in luogo della loro dismissione come rifiuti.

Sebbene gli obiettivi generali rimangano invariati, i metodi operativi utilizzati possono cambiare. Per esempio Totnes ha introdotto una propria moneta locale, il Totnes pound, che è spendibile nei negozi e presso le attività commerciali locali. Questo aiuta a ridurre le “food miles” (distanza percorsa dal cibo prima di essere consumato, causa di inquinamento e dispendio energetico) e supporta l’economia locale. La stessa idea di moneta locale è ormai introdotta in diverse Transition Towns delle dimensioni di Mendrisio con pieno successo: ad una nostra proposta in tal senso è stato risposto che una moneta locale non funzionerebbe in un ambito così piccolo, ma noi pensiamo che “le cose non funzionano” soprattutto quando non c’è l’ardente volontà di farle funzionare.

Fulcro del movimento delle Transition Towns è l’idea che una vita senza petrolio può in realtà essere più godibile e soddisfacente dell’attuale. Ragionando fuori dallo schema corrente, possiamo in realtà riconoscere che la fine dell’era di petrolio a basso costo è un’opportunità piuttosto che una minaccia, e possiamo progettare la futura era a bassa emissione di anidride carbonica come epoca fiorente, caratterizzata da flessibilità e abbondanza – un posto molto migliore in cui vivere dell’attuale epoca di consumo alienante basato sull’avidità, sulla guerra e sul mito di crescita infinita.

Mendrisio fa, ma potrebbe fare di più, come del resto noi tutti. Ci complimentiamo dunque a distanza per questo Piano finanziario, pur non riconoscendolo come il nostro Piano finanziario.

Claudia Crivelli Barella

Sul Verde Pubblico nella Città di Mendrisio

17 Maggio 2017

Riguardo la discussione sul MM 17/2017 ecco il mio intervento. Qua trovate il Messaggio Municipale, i rapporti, ecc.

L’arredo verde nel corso dei secoli ha rappresentato la manifestazione di un senso estetico in quanto collegamento con il mondo della natura e del divino. Dall’epica omerica leggiamo, nel VII libro dell’Odissea, che Ulisse giunse nella città dei Feaci e lì fu ospitato nella reggia di Alcinoo. Un giardino meravigliosamente ordinato, in cui sono presenti piante ornamentali e piante utili, irrorato d’acque cristalline e composto di elementi decorativi fantastici. Il giardino omerico è l’affermazione dell’uomo sulla natura, ma le due forze, natura e uomo, lungi dall’opporsi, si conciliano in una sintonia perfetta.

Le antiche città erano integrate con la campagna circostante, al contrario i primi processi di inurbamento alterano questo rapporto portando ad un conflitto città/campagna.

Nel tardo Settecento in Francia, e successivamente in molte altre città europee, si rende visibile una prima inversione di tendenza: il verde assume importanza proprio nei centri urbani e nasce il concetto di “giardino pubblico”. In questo contesto la vegetazione ornamentale, proposta come elemento di salute pubblica, viene riconosciuta anche come contributo alla funzione estetico ricreativa.

Oggi il verde urbano può contribuire in modo determinante alla salute psicofisica degli abitanti e al miglioramento del microclima grazie alla componente vegetale, attenuando gli squilibri ambientali della città.

Il limite di una politica del verde risiede nell’assenza di una cultura specifica, che dobbiamo creare, anche con la riprogettazione delle aree dismesse, fino a comprendere interventi di risistemazione di spazi urbani minori. Importanti sono i parchi, i viali alberati, il verde pensile e le aree agricole, a cui va aggiunta anche l’opera dei cittadini che, culturalmente responsabili, anche attraverso l’arredo privato, possono rendere ancora più alto il valore della città.

Infatti in un processo di espansione urbana, il verde viene ad assumere nuovi ruoli, non solo quello decorativo ma anche ecologico e sociale, con spazi ricreativi ed educativi che migliorano l’ambiente urbano e la biodiversità e il microclima, attraverso l’evaporazione delle piante.

Alcuni architetti “moderni” privilegiano una cultura industriale dell’edilizia: il mattone ed il cemento sembrano più importanti del concetto di città-giardino, dando come risultato il cancellare un elemento culturale presente nelle città europee sin dal medioevo: il parco e l’orto urbano, che invece è utile dal punto di vista educativo e sanitario, sia per la presenza di essenze aromatiche e balsamiche, sia per l’effetto di mitigazione del microclima, sia per l’effetto psicologico prodotto dalla vista rilassante di un’area verde ben curata.

Il verde può fornire un importante effetto di protezione e di tutela del territorio in aree degradate o sensibili. I parchi e i giardini storici, così come gli esemplari vegetali di maggiore età o dimensione, costituiscono dei veri e propri monumenti naturali, la cui conservazione e tutela dovrebbe rientrare tra gli obiettivi culturali di Mendrisio.

Siamo come Verdi molto favorevoli a questo credito, e felici che dopo la decisione del 2015 di non dare seguito alla nostra mozione del 29 settembre 2013 che chiedeva di istituire un inventario degli alberi meritevoli di protezione, si sia ora deciso di crearlo per tutti i quartieri.

Interrogazione: una bibliocabina per Mendrisio

19 Maggio 2016

bibliocabina castel san pietroStimato Sindaco, onorevoli Municipali,

Mendrisio è una città slow attenta alle questioni inerenti al riciclo e alle buone abitudini legate allo scambio, che promuove attraverso l’ecocentro e con diverse manifestazioni di piazza e nelle vie del nucleo quali la fiera del riciclaggio, il mercatino dell’usato, eccetera.

Da qualche tempo, diversi comuni, tra cui Bellinzona e Castel San Pietro ( cfr. allegata foto) si sono dotate di una bibliocabina per lo scambio di libri usati, riutilizzando in modo creativo e utile cabine telefoniche oramai dismesse.

La proposta riscuote interesse nella popolazione, per tale motivo chiediamo:

Esiste sul territorio del Comune di Mendrisio una cabina telefonica in disuso che potrebbe essere trasformata in bibliocabina, o eventualmente potrebbe venirne posata una?

Ringraziandovi per l’attenzione, siamo lieti di augurarvi un buon quadriennio,

Claudia Crivelli Barella per il gruppo dei Verdi

Ancora sul Centro Culturale La Filanda

25 Giugno 2014

stgallen_siftsbibliothekNei villaggi di tutte le società, il centro è costituito da un edificio in cui ci si riunisce per celebrare il proprio essere collettività. Un tempo, questo centro era costituito dalle chiese… da qui difatti l’espressione “mettere il campanile al centro del paese”. Oggi, i centri dei villaggi sono i centri commerciali: per molti di noi, è più facile incontrarsi al Serfontana che nelle vie desertificate nelle quali abitiamo. Siamo diventati un villaggio globale, e i nostri “concittadini” sono i giapponesi e i milanesi che vanno al Fox town a comprare e i frontalieri che vi lavorano.

Per questo voglio credere a questo grande progetto che mette al centro di Mendrisio un edificio legato alla cultura, al sapere, all’incontrarsi. Cultura intesa come cultura per tutti, incontrarsi come incontrarsi di tutti, e centro come centro di Mendrisio tutta, e non a beneficio di un unico quartiere. La posizione centrale, vicina alla stazione e a alla fermata della posta, è in prossimità dell’Accademia di architettura: ciò permetterebbe di unire la biblioteca dell’Accademia con quella regionale, in modo che i costi siano distribuiti, e che si creino buone sinergie tra l’Accademia e la popolazione. Inoltre, l’Accademia libererebbe degli ottimi spazi in prossimità dell’ateneo, da utilizzare come laboratori e aule di cui ha una gran fame, senza andare ad intaccare lo splendido sedime del Parco di Villa argentina. So bene che questa prospettiva è invisa dalle attuali forze che governano l’Accademia, ma un’idea che viene scartata in anni di vacche grasse, si rivela l’uovo di colombo in anni più magri: una win-win situation sia per la Città che per l’Accademia.

Un argomento che viene portato a sfavore è la distanza per gli studenti liceali, ma il problema non si pone, perché al liceo rimarrà comunque la biblioteca scolastica. La questione del volontariato mi pare venga accantonata con troppa facilità: se è vero che non è possibile pretendere che i servizi altamente professionalizzati di un bibliotecario siano conosciuti e svolti con la medesima competenza dai volontari, è pur vero che l’aiuto del volontariato potrà entrare in conto per numerosi ed essenziali servizi, come l’organizzazione di eventi e la gestione della caffetteria.

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