Celebrare i diritti umani anche a Mendrisio In occasione del 70° anniversario della “Dichiarazione universale dei diritti umani”

6 Dicembre 2018

INTERROGAZIONE

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (UDHR) del 10 dicembre 1948 è senza dubbio una pietra miliare nella storia dell’umanità. Il suo primo articolo recita:

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.

Eleanor Roosevelt, prima presidente della Commissione per i Diritti Umani ha affermato in un discorso pronunciato a New York il 27 marzo 1958:

«Dopotutto, dove iniziano i diritti umani universali? Nei piccoli posti vicino a casa, così vicini e così piccoli da non poter essere visti in nessuna mappa del mondo. Eppure questi rappresentano il mondo di ogni singola persona; il quartiere in cui si vive, la scuola frequentata, la fabbrica, fattoria o ufficio dove si lavora. (…) Se questi diritti non hanno significato in questi luoghi, hanno ben poco significato altrove».

Con la presente, avvalendomi delle facoltà concesse dalla legge, mi permetto di interrogare il Municipio sull’importante tema dei diritti umani in occasione del settantesimo anniversario della “Dichiarazione universale dei diritti umani”. Questo settantesimo anniversario offre infatti un’opportunità per festeggiare nuovamente in tutto il mondo il dono della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e affermare così i princìpi e gli standard dei diritti umani che tale documento ha contribuito ad affermare.

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite, questo anniversario è l’occasione per

PROMUOVERE: aumentare la consapevolezza pubblica riguardo alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e metterne in evidenza il significato nella vita quotidiana.

COINVOLGERE: mobilitare le persone, inclusi protagonisti che si impegnino nella promozione e protezione dei diritti umani.

RIFLETTERE: fare il punto di ciò che è stato ottenuto, della situazione dei diritti umani nel mondo attuale e riflettere sulle sfide e opportunità future.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite auspica inoltre che in questa occasione si rifletta su questi temi:

  • La Dichiarazione responsabilizza ognuno di noi: stabilisce l’uguale dignità e valore di ogni persona. Conferma che lo Stato ha il dovere fondamentale di promuovere degli standard di stile di vita che ci permettano di esercitare dignità e uguaglianza, in maggiore libertà.
  • I diritti umani sono importanti per tutti noi, ogni giorno. I diritti umani includono il nostro diritto di liberarci dalla paura e dalla povertà, di avere libertà di parola e accesso a educazione e cure mediche; includono anche il godimento dei benefici derivanti dai provvedimenti di giustizia sociale ed economica.
  • La nostra è un’umanità condivisa radicata in questi valori universali. Siamo tutti interconnessi. Questi diritti umani che condividiamo – solidarietà e messa in atto delle responsabilità derivanti da tali diritti – sono ciò che lega chi vive su questo pianeta.
  • Uguaglianza, giustizia e libertà prevengono la violenza e mantengono la pace. Gli elementi centrali dello sviluppo e della pace sono il rispetto dei diritti umani e uno stato di diritto imparziale e affidabile per risolvere i conflitti.

Date queste premesse, chiedo al Municipio:

  • Condivide l’idea di celebrare pubblicamente i diritti umani anche a Mendrisio in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani?
  • Se sì, ha già immaginato in che forma?
  • Vista l’importanza dei diritti umani per la nostra democrazia, non ritiene di proporre una celebrazione ricorrente, da ripetere ogni anno?

Nell’attesa delle risposte, porgo i nostri migliori saluti,

Claudia Crivelli Barella per il gruppo dei Verdi

Richiesta di un contributo massimo di 16 milioni di franchi per l’ampliamento del Campus dell’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana a Mendrisio

26 Novembre 2018

Il mio intervento in Parlamento riguardo la richiesta di un contributo massimo di 16 milioni di franchi per l’ampliamento del Campus dell’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana a Mendrisio. 

Il partito dei Verdi ha sempre sostenuto tanto l’Università della Svizzera italiana (USI) quanto la Scuola universitaria professionale (SUPSI) quali istituzioni dedite alla crescita culturale dei cittadini del nostro Cantone, con anche ricadute economiche positive.

Il messaggio in discussione riguarda una facoltà dell’USI, l’Accademia di architettura, che ha trovato ospitalità a Mendrisio in uno dei quartieri ottocenteschi tra i più significativi del Cantone Ticino, stando alle valutazioni degli esperti della Confederazione che hanno elaborato l’Inventario federale degli insediamenti da proteggere, l’ISOS.

In questi anni Mendrisio è cambiata anche grazie alla presenza dell’Accademia di architettura, realtà che ci rende orgogliosi e fieri del nostro Comune. Questo sentimento però non ci esime dal valutare attentamente e criticamente lo sviluppo del Campus universitario.

Nel merito del Messaggio in questione sorgono diverse domande alle quali gli approfondimenti in Commissione non hanno fornito una risposta convincente:

l’ex Ospedale della Beata Vergine, oggi definito “Palazzo Turconi”, nel quale si vuole inserire al primo piano la Biblioteca è un edificio tutelato a livello cantonale e menzionato anche dall’ISOS e per il quale si impone il massimo rispetto;

una prima domanda di costruzione presentata dall’Accademia nel 2013 fu respinta dal Dipartimento del territorio perché avrebbe cancellato l’essenza della sostanza storica di quest’edificio neoclassico; una seconda domanda di costruzione, ridimensionata rispetto alla prima, è stata presentata nel 2017 ottenendo la licenza quest’anno. Malgrado le spiegazioni ottenute in Commissione non ci convince l’inserimento della Biblioteca al primo piano, visto che questa scelta comporta la necessità di ristrutturare il primo piano con “rinforzo strutturale per sopportare il peso degli scaffali e relativi libri“, come si legge nei documenti ufficiali, una scelta che genera ulteriori costi che si potrebbero evitare.

Il secondo credito riguarda la costruzione “Turconi 2” destinata agli atelier per 16’500’000 fr.; il fondo su cui sarà costruito l’edificio si trova nell’Inventario ISOS ed è indicato con l’obiettivo di salvaguardia A (ovvero, secondo gli esperti della Confederazione dovrebbe rimanere area verde): l’ISOS vincola le autorità, non i privati: il Cantone può finanziare (con il 66.7%) un intervento che non rispetta le indicazioni dell’ISOS? Ricordo anche che su questo fondo vi erano due cedri secolari, tagliati per installare il cantiere del Teatro dell’architettura, e diversi altri alberi che erano ammirati dai pazienti dell’Ospedale, che trovavano pace e armonia guardandoli. Oggi le persone degenti all’OBV non hanno più la possibilità di ammirare alberi e chiesa di San Francesco, scomparsi dietro all’edificio del Teatro.

Inoltre, l’area attorno all’ex Ospedale della Beata Vergine ora “Palazzo Turconi” è indicata dall’ISOS quale area avente un obiettivo di salvaguardia A; per quale motivo l’USI/Accademia, il Municipio e il Cantone non hanno valutato l’area dove sorge il Liceo, le Scuole Medie e la SPAI per l’espansione del Campus universitario, un’area che darebbe anche stimoli interessanti per gli studenti universitari?

Come Verdi di Mendrisio abbiamo sempre rivendicato la necessità di pianificare il territorio comunale introducendo nel Piano regolatore gli “obiettivi di salvaguardia” contenuti nell’ISOS – inventario federale degli insediamenti da proteggere – così da evitare di banalizzare e imbruttire ulteriormente il tessuto urbano: se votassimo a favore del credito – in particolare quello per gli atelier – sarebbe andare contro la politica territoriale e pianificatoria proposta come Verdi di Mendrisio.

In conclusione, non troviamo corretto che la Confederazione sostenga finanziariamente l’allestimento degli inventari federali – in questo caso l’ISOS – da parte di esperti (indipendenti) che permetterebbero di pianificare il territorio rispettando quanto abbiamo di più significativo e bello, mentre dall’altra si stanziano crediti che permettono di costruire laddove gli esperti federali hanno indicato che non si dovrebbe costruire. Non concretizzare gli obiettivi dell’ISOS nei piani regolatori significa permettere di proseguire nella banalizzazione e distruzione territoriale.

Per i suddetti motivi, ci asterremo dal votare questo credito.

Referendum contro la legge federale del 28 settembre 2018 concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA).

23 Ottobre 2018

La riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA) sono inaccettabili quanto la Riforma III dell’imposizione delle imprese
(RIF III), rispedita al mittente dal popolo un anno fa circa. Il messaggio della popolazione fu chiaro: i privilegi fiscali devono
essere aboliti senza smantellamento dello stato sociale. Purtroppo questo non ha impedito al Parlamento di ripresentarci la
stessa ricetta, cambiando semplicemente il nome all’iniziativa.

Combinare la riforma fiscale con un aumento dei contributi AVS non rende la pillola meno amara, anche se i salari più alti
pagherebbero di più rispetto agli stipendi modesti. Anche le persone della classe medio-bassa sarebbero chiamate alla cassa
e dovranno versare più contributi per l’AVS…il tutto senza ricevere nemmeno un centesimo in più al momento della pensione
rispetto alla situazione attuale…

Leggi tutte le argomentazioni sul formulario che puoi scaricare qua sotto. SCARICALO, FIRMA E FAI FIRMARE E RISPEDISCI ENTRO IL 24 DICEMBRE.

FIRMA IL REFERENDUM

Autosilo con maggiore capienza all’OBV?

23 Ottobre 2018

In occasione del Consiglio comunale dell’otto ottobre il mio intervento riguardo il MM N. 62 /2018 Richiesta di credito per il finanziamento relativo all’ampliamento dell’autosilo pubblico all’Ospedale Regionale Beata Vergine di Mendrisio.

Per noi Verdi l’ampliamento dell’autosilo è in contraddizione con la politica seguita dalla Confederazione in materia di agglomerati e, in particolare, con gli obiettivi dei programmi di agglomerato di terza generazione tesi a migliorare la qualità di vita grazie alla riduzione del traffico individuale motorizzato e dell’inquinamento dell’aria e acustico, nonché al declassamento di determinati assi stradali sgravando i centri dal traffico di transito.

La qualità di vita dipende dalla diminuzione del traffico nei centri urbani. I programmi di agglomerato di terza generazione, come descritto nel rapporto di minoranza, devono migliorare quelli di seconda generazione che avevano agli occhi della Confederazione diversi punti deboli, tra i quali la mancanza di una strategia di gestione dei posteggi. Si intende perciò favorire il coordinamento fra lo sviluppo dei trasporti, del paesaggio e degli insediamenti; migliorare il trasporto pubblico a complemento delle opere Alp Transit; ampliare la rete della mobilità ciclopedonale; sgravare i quartieri residenziali dal traffico di transito; migliorare la sicurezza della rete stradale; promuovere la mobilità aziendale di comparto.

In particolare, nel Rapporto esplicativo finale (31.10.2016) del «Programma di agglomerato del Mendrisiotto Terza Generazione» si legge che «la politica dei posteggi è un elemento essenziale della gestione della mobilità. (…) Sia la dottrina sia l’esperienza degli ultimi anni mostrano che l’offerta di alternative all’uso dell’automobile spesso non risulta sufficiente per indurre ad un cambiamento di comportamenti. Le scelte individuali sono fortemente influenzate dall’abitudine, dal possesso dell’automobile e dalla disponibilità del parcheggio a destinazione. Per disincentivare gli spostamenti individuali con i mezzi privati è pertanto necessario intervenire sulla disponibilità complessiva di posteggi destinati ai lavoratori pendolari e sul loro costo, rendendo così meno attrattivo l’uso dell’autovettura privata, soprattutto con un basso tasso di occupazione.

In futuro, trasporto pubblico (sottosviluppato in Ticino) e nuove forme di mobilità, dal carpooling, carsharing, ridesharing fino alle vetture autonome, faranno diminuire anche massicciamente il fabbisogno di posteggi nei centri.

L’orientamento generale dei programmi di agglomerato di terza generazione va nella direzione di evitare di costruire nuovi posteggi e autosili nelle zone centrali.

Gli interventi per migliorare la qualità di vita e diminuire il traffico nei centri urbani sono da operare anche a livello di gerarchia stradale, che costituisce un importante strumento di gestione del traffico. Il Programma dei trasporti del Mendrisiotto (2001) pone tra i suoi obiettivi la riduzione dei transiti attraverso i centri o i nuclei dei Comuni. L’idea di potenziare l’asse autostradale voluta da Cantone e Comune di Mendrisio per sgravare il traffico sugli assi di classe inferiore implica la «declassificazione di certi assi stradali» tra i quali anche via Alfonso Turconi, come propone anche lo studio affidato dal Municipio al Laboratorio Ticino.

Le misure previste dallo studio vanno nella direzione di un’auspicata maggiore attenzione nei confronti dei pedoni, degli alunni e studenti, visto il comparto scolastico esistente, dei pazienti dell’ospedale e degli abitanti del quartiere. Riteniamo che l’aumento degli stalli dell’autosilo sia pertanto in contraddizione anche con l’auspicato miglioramento della qualità di vita di chi abita, vive e frequenta via Alfonso Turconi.

Pur comprendendo le ragioni di poter usufruire di posteggi nelle vicinanze di un ospedale, è da considerarsi lo sviluppo futuro del trasporto pubblico, che deve poter essere concorrenziale con quello degli automezzi privati, i quali dobbiamo abituarci a considerare come “extrema ratio” quando non è possibile l’uso della mobilità lenta (mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta).

Per tutti i motivi elencati in precedenza si ritiene coerente con una politica ecologicamente coerente il respingimento del Messaggio.

Claudia Crivelli Barella

INTERPELLANZA – Cantiere esistente sul fmn 1268 presso il comparto AEP Asilo Sud a Mendrisio

1 Ottobre 2018

Egregio signor Sindaco, egregi signori Municipali,

a seguito della “variante semplificata al Piano regolatore comunale della Città di Mendrisio – quartiere di Mendrisio per il Comparto AEP 11.2 Asilo Sud via Campo Sportivo” dell’ottobre 2015 una parte del fmn 2594 di proprietà del Comune di Mendrisio è stata ceduta al proprietario del fmn 1268 in cambio di una parte della sua particella. Nel frattempo è cresciuta in giudicato la licenza edilizia rilasciata in evasione della domanda di costruzione 20 aprile 2017 presentata da parte della TDS Real Estate SA per l’edificazione di uno stabile plurifamiliare denominato Residenza Augusta (diciannove appartamenti con autorimessa con ventiquattro posti auto al piano interrato e sei posti auto esterni) sul fmn 1268 e i lavori di scavo sono iniziati la scorsa primavera.

Tuttavia, da un mese e mezzo il cantiere è fermo e lo scavo non prosegue, dopo che in estate sono stati fatti sondaggi in diverse parti del terreno.

Fatta questa premessa chiediamo:

  1. Per quale motivo il cantiere sul fmn 1268 è fermo?
  2. È corretta l’informazione che il terreno in questione è argilloso e che questo aspetto potrebbe porre problemi tecnici ad eventuali edificazioni e quindi costi superiori a quelli per altri terreni?
  3. Se vi fossero problemi tecnici nel proseguimento dei lavori il proprietario del fmn 1268 potrebbe rifarsi sul Comune chiedendo indennizzi?
  4. In questa situazione è garantita la sicurezza ai bambini che frequentano l’asilo e che trascorrono la ricreazione nel giardino a confine con il cantiere?
  5. È previsto il taglio di altri alberi presenti nel giardino dell’asilo?

Ringraziando per l’attenzione porgiamo distinti saluti. Tiziano Fontana e Claudia Crivelli Barella, CC i Verdi

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