Una città in cui sia piacevole vivere

7 Marzo 2020

Come si delinea una città in cui sia piacevole vivere? Cosa rende un luogo un buon posto nel quale stare? Io qualche idea ce l’ho, e riguarda essenzialmente la mia esperienza con Mendrisio. Una città piacevole è una città nella quale ci sentiamo a casa, non importa se per una vita o per qualche tempo. Una città nella quale possiamo muoverci a piedi, perché soltanto senza mezzi di locomozione, o al limite con una bicicletta, abbiamo la possibilità di interagire con il tessuto urbano, di sentire il suono dei nostri passi e di scambiare qualche parola con le persone e avere un’interazione di pelle con la realtà circostante: il profumo dell’aria, la qualità delle realtà architettoniche e naturalistiche che possono sorprenderci anche in pieno centro urbano. Una città piacevole è una città nella quale ognuno possa godere di una certa libertà, cercando luoghi di aggregazione o di tranquillità a seconda delle esigenze del momento. Non è una città che offra troppo, perché le troppe offerte tarpano le ali alla libera iniziativa, ma è una città accogliente per chi dimora e per chi arriva, per gli esseri umani di ogni età e per le altre specie, alberi e animali compresi. A Mendrisio mancano viali alberati, e verde urbano declinato in svariati modi, con creatività, e con un occhio attento alla bellezza. Mendrisio è per me il centro del mondo e nel contempo, la città più brutta del Cantone, se penso ai castelli di Bellinzona, ai vasti laghi di Locarno e di Lugano; ma è anche la città nella quale si vive meglio, dove la qualità dell’incontrarsi ha un’apertura quasi mediterranea che non ha uguali: benvenuti al sud! Mendrisio è cresciuta e cambiata molto negli ultimi anni, come una figlia che da bambina si fa improvvisamente giovane donna, e offre molto in termini culturali, con la Filanda e molte offerte di ogni genere sul territorio, partite dal basso e cresciute con vigore, come il Festival di narrazione di Arzo, il cavea festival, la Festa della musica e molto altro. La nostra città ha imparato ad occuparsi meglio degli anziani e delle persone che hanno bisogno, anche con un ottimo servizio di prossimità svolto dalla polizia comunale. Abbiamo proseguito nella strada virtuosa del “risparmio, riciclo e riuso” con un buon lavoro di smaltimento dei rifiuti e con una gestione ecosostenibile delle feste. Tutto questo è stato possibile grazie all’accompagnamento continuo della popolazione all’attività politica della Municipalità, anche con attività non di opposizione ma di collaborazione in Consiglio comunale e, sì, anche grazie a un paio di referendum (quello su Piazza del ponte e quello sulle AIM) che hanno risvegliato l’attenzione delle cittadine e dei cittadini sulla cosa pubblica: soltanto insieme si trovano idee e si ottengono risultati. Mi auguro che questo costruttivo lavoro di collaborazione nel segno dell’amore per la nostra città prosegua nella prossima legislatura, con umiltà e coraggio.

Claudia Crivelli Barella, candidata al Municipio per L’Alternativa, Vedi e sinistra insieme, lista 4

Mozione – Istituzione di un organo responsabile per lo sviluppo sostenibile

19 Febbraio 2020

Recentemente il Consiglio di Stato ha pubblicato il programma per la nuova legislatura 2019-2023 intitolato “Innovazione, sostenibilità, equità”; un programma ambizioso che vuole fondare le basi per una politica del futuro all’insegna della sostenibilità. Il programma si orienta infatti agli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, già recepita a livello federale ed ora da applicare anche a livello cantonale e comunale.

È quindi fuori di dubbio che il Consiglio di Stato stia prestando maggior attenzione al tema della sostenibilità. Oltre al già citato programma di legislatura con un approccio maggiormente inter- e trans-dipartimentale, ne è testimonianza anche il fatto che in alcune leggi settoriali (ad es. Legge sull’innovazione) il concetto di “sostenibilità” sia stato introdotto e che in sempre più rendiconti di enti parastatali compare il bilancio sociale e ambientale accanto a quello finanziario.

Il concetto di sostenibilità contempla la ricerca di un equilibrio tra 3 dimensioni strettamente interconnesse tra di loro, ossia ambiente, società ed economia. Tale equilibrio è da collocare sia nello spazio geografico (diverse società contemporanee in diversi posti del territorio locale e globale), sia nel tempo (diverse società o generazioni in diverse epoche).

Vi sono diversi modelli che tentano di illustrare l’interdipendenza tra queste tre sfere: il più conosciuto è sicuramente il diagramma che rappresenta i tre ambiti come tre anelli di dimensioni uguali che si sovrappongono simmetricamente (Figura 1 a sinistra).

Per vedere le immagini: scarica la mozione in pdf: Mozione – Istituire un organo responsabile per lo sviluppo sostenibile

La politica cantonale mostra però come quando si parla di sostenibilità le azioni siano ancora molto puntuali e settoriali. È inoltre palese come la dimensione economica goda a differenza di quella sociale ed in particolare di quella ecologica di molte attenzioni, apparendo come la dimensione regina. Non è dunque un caso che in Ticino compaia un tavolo di lavoro e delle giornate sull’economia, ma non vi sia ancora un corrispettivo per la socialità (su questa dimensione sono pendenti ad esempio mozioni come quella di Kandemir Bordoli Lotta alla povertà del 23.10.2007 oppure quella di Morisoli Benessere e malessere sociale: riformare il “Welfare state” (stato sociale) del 20.01.2020) e per l’ambiente (su quest’ultimo è in voto proprio in questi giorni la mozione di Pini Consideriamo l’impatto ambientale delle nostre decisioni … del 18 febbraio 2019). Tutto ciò impedisce di andare ad esplorare e misurare le interazioni tra le singole dimensioni, ovvero come ad esempio l’azione su una determinata dimensione retro-agisce sulle altre e quanto questa azione incida sulla sostenibilità.Benché molto popolare, tale modello è però fuorviante, siccome implica che economia e società possano sussistere anche in mancanza del terzo anello, ossia l’ambiente. Ciò è inaccurato, perché se venissero a mancare le basi della vita, assicurate da un ambiente sano, né società né economia sarebbero in grado di esistere. Un modello più realistico in questo senso è quello illustrato nella parte destra della Figura 1. L’anello esterno rappresenta l’ambiente, entro i cui limiti può svilupparsi la società, che pone a sua volta le basi per lo sviluppo dell’economia. Il fatto che la sfera dell’economia sia presentata al centro non vuol dire che essa sia il fulcro della sostenibilità, ma anzi il contrario: essa è l’ultimo ambito di azione, dipendente dal buon funzionamento dei due cerchi esterni. Questa visione olistica, che permette di contestualizzare l’economia all’interno dei confini della società e dell’ambiente e quindi di implementare azioni inter e trans-settoriali per assicurare l’equilibrio tra i diversi ambiti è la chiave della sostenibilità (1).

E dire che il Canton Ticino è stato all’avanguardia in questo ambito, poiché già nel 2002, anticipando in un certo senso le indicazioni della Confederazione, aveva istituito all’interno del Dipartimento del territorio (poi era stato spostato sotto la Cancelleria) un “Gruppo sullo sviluppo sostenibile” (GrussTi) che per poco meno di un decennio aveva avviato questo discorso con interessanti progetti che coinvolgevano più dipartimenti. Inspiegabilmente però questo Gruppo ha cessato la sua attività nel 2010 ed ora se ne sono perse le tracce.

Ciò è tantopiù inspiegabilmente, proprio perché la Confederazione dà delle indicazioni precise affinché i Cantoni possano trovare soluzioni che portino alla transizione verso la sostenibilità. Nella Guida per lo Sviluppo sostenibile (2) si afferma infatti che: “Ogni Cantone designa un organo responsabile dello sviluppo sostenibile. (…) Gli strumenti e i processi a livello cantonale sono:

– integrazione del concetto di sviluppo sostenibile nella costituzione cantonale o nelle leggi cantonali;

– integrazione dello sviluppo sostenibile nel Piano direttore cantonale;

– prioritizzazione dello sviluppo sostenibile nelle linee direttive del governo;

– strategia cantonale per uno sviluppo sostenibile oppure Agenda 21 come programma d’azione;

– integrazione dello sviluppo sostenibile nella gestione delle politiche;

– sostegno allo sviluppo sostenibile a livello dei Comuni;

– impiego e potenziamento degli strumenti per la valutazione dello sviluppo sostenibile in seno all’amministrazione cantonale.”

Certamente alcuni punti sono ormai superati, poiché come precedentemente detto il concetto di sostenibilità è stato inserito nella Costituzione cantonale e recepito da alcune leggi. Tuttavia ora si tratta di affrontare il lavoro difficile, ovvero quello di sostanziare e misurare la sostenibilità a livello globale e a livello locale (settoriale).

I tal senso i mozionanti chiedono al Consiglio di Stato di riattivare un organo responsabile per lo sviluppo sostenibile che:

  • si occupi di selezionare e impiegare strumenti certificati che permettano di monitorare, misurare e valutare le politiche cantonali di sviluppo sostenibile e la loro evoluzione nel tempo, indicando laddove necessario possibili correttivi;
  • si occupi di supervisionare e integrare ove necessario la sostenibilità nelle diverse politiche settoriali dei vari dipartimenti;
  • fornisca supporto tecnico ai Comuni per l’implementazione anche a quel livello di una politica sostenibile (ad esempio attraverso bilanci di sostenibilità);
  • sia inter- e trans-dipartimentale, abbia una sua autonomia (budget proprio) e si avvalga di esperti esterni (ad es. SUPSI, USI o altri) che ne garantisca supporto e assurance esterna;
  • si faccia promotore dell’istituzione di un tavolo e di giornate di lavoro sulla sostenibilità mettendo in dialogo ambiente, società e economia;
  • renda conto a Consiglio di Stato e Gran Consiglio delle proprie attività e dello stato dei lavori verso la sostenibilità.

Per i Verdi del Ticino,

Noi

Crivelli Barella, Burgoin, Gardenghi, Schönenberger, Stephani

Bibliografia:

Questionario LaRegione – Verso le comunali del 5 aprile – Le risposte di Claudia

17 Febbraio 2020
Ecco le risposte al questionario online de LaRegione di Claudia Crivelli Barella, candidata al Consiglio Comunale e al Municipio per il comune di Mendrisio sulla lista L’Alternativa, Verdi e sinistra insieme (lista 4).
LEGGI IL QUESTIONARIO DI CLAUDIA

La politica, il panico e i programmi

16 Febbraio 2020

Articolo apparso su LaRegione il 14 febbraio 2020, San Valentino.

La politica, un po’ ovunque, annaspa e zoppica. Ci troviamo storicamente in un momento di disillusione nichilista e di rabbia, trascorsi i tempi delle grandi ideologie e resi tutti, in quanto esseri umani, succubi di un’economia che stritola le persone come se fossero entità trascurabili. La gente ha perso la fede nelle vecchie narrazioni (religiose e politiche, dal comunismo al liberismo, con tutte le loro varie sfumature), ed è in cerca di un nuovo senso. L’ecologia, il rispetto per l’essere umano e per la Natura, per una ricerca più spirituale e meno materiale: è questo che credo io, ma sono ben cosciente che questo è il mio personale punto di vista, che so non essere universale, e naturalmente soggetto a molte interpretazioni. Credo sia importante mitigare le profezie di un’imminente catastrofe (anche se fondate su evidenze scientifiche), e passare dal panico alla perplessità. Il panico è infatti, in fondo, una forma di arroganza. Deriva dall’atteggiamento di chi sa dove sta andando il mondo, e purtroppo siamo pieni di individui convinti di sapere come gira la terra e che basti il buon senso per sistemare tutto: ne sono pieni i bar, le colonne dei giornali, i social media, le liste civiche. Credo che occorra un grande esercizio di responsabilità e di impegno da parte di tutte e tutti: responsabilità nel formarsi e nell’osservare il mondo che ci circonda, in un divenire frenetico e di una complessità tanto affascinante quanto di difficile lettura. Non esistono soluzioni facili, non esistono verità che riescano a mettere tutti d’accordo: è necessario un sapiente esercizio di ascolto, di riflessione e di uscita dai propri steccati, quelli di partito, di ideologia, di visione forzatamente parziale. La politica è appassionante proprio perché obbliga a questo infinito lavoro di osservazione, di lettura e di sintesi. Io parto da un’ottica umanistica ed ecologista, ma nel corso degli anni ho imparato a capire le ragioni di chi non la pensa come me, e nei momenti difficili ricorro alla perplessità, evitando il panico o la tronfia sicumera. La politica è cosa per persone capaci di umiltà, per la parte femminile di ognuno di noi, per la speranza e per l’apertura verso un futuro che non conosciamo, ma che possiamo propiziare: sono ben consapevole che possediamo il nostro territorio in prestito per le future generazioni. Per questo, vi invito a leggere attentamente i programmi elettorali, e poi ad andare a votare senza cedere al disinteresse e alla chiusura nella sfera prettamente privata. I programmi sono importanti, e delineano l’azione coerente per i successivi quattro anni. Ambiente e territorio, mobilità, cultura, amministrazione e finanze, economia ed energia, sanità e socialità: Mendrisio si compone in realtà di dieci piccole Mendrisio, dieci quartieri che formano un magnifico borgo che si è trasformando in città, e che spero saprà impostare questi temi in modo unitario e progressista, aperto alla fiducia e al dialogo.

 

Programma 2020-2024 L’AlternativA – Verdi e Sinistra insieme

6 Febbraio 2020

Care amiche, cari amici,

eccovi il programma di legislatura 2020-2024 de L’AlternativA – Verdi e Sinistra insieme. Buona lettura! 🙂

Programma AlternativA

 

 

 

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