COVID-19: credito per la costituzione di un fondo a sostegno delle micro-attività e del rilancio dell’economia

11 Giugno 2020

Ecco il mio intervento durante i Consiglio comunale dell’8 giugno 2020 riguardo il messaggio MM 129/2020 con la clausola dell’urgenza sul credito COVID-19. 

“Il cronocentrismo è la convinzione che i propri tempi siano di primaria importanza e che gli altri periodi impallidiscano a confronto. È la fede nell’importanza storica del presente. E, come tale, suggerisce un disprezzo del passato e del futuro”. Nel 1970 il sociologo statunitense Jib Fowles, morto il 7 marzo, inventò il termine “cronocentrismo”, che definisce bene proprio quello che tutti siamo persuasi di vivere oggi: tempi eccezionali, unici e incomparabili con le precedenti fasi storiche.

L’economista britannico Jerome Roos  ha confrontato covid-19 e peste nera del quattordicesimo secolo. Più che il coronavirus in sé, dice Roos, saranno le risposte che daremo alla pandemia a cambiare il mondo.

Il nostro ruolo è quello di avere una visione politica della crisi e di difendere i principi che ci guidano. Ora è essenziale poter ripartire con lungimiranza per un futuro sostenibile.

La pandemia del coronavirus è innanzitutto una tragedia umana, sociale ed economica. Nessuno l’avrebbe voluta. Ma ora che c’è, sarebbe irresponsabile non cogliere l’opportunità storica che rappresenta per affrontare le crisi ambientali in maniera decisa. Crisi che implicano conseguenze sull’umanità purtroppo ben peggiori di quelle della pandemia che stiamo vivendo.

Dimenticare, a causa di una crisi – certo devastante – ma temporanea, la crisi ben più durevole del superamento dei limiti planetari da parte dell’umanità, sarebbe irresponsabile.

La minaccia delle ondate di calore, delle siccità, delle tempeste estreme e del crollo della biodiversità rimarrà con noi ancora per decenni. Gli investimenti pubblici realizzati finora per la transizione ecologica non erano sufficienti, ci vuole molto di più.

È necessario dunque trasformare questa crisi in opportunità, l’opportunità di migliorare le cose, sfruttando i cambiamenti strutturali che saranno messi in atto per costruire una sistema più resiliente. Dobbiamo ricominciare in modo lungimirante per assicurare a noi tutti un futuro sostenibile, che sia caratterizzato da una società più equa; da un sistema sanitario tutelato e valorizzato; da un’economia compatibile con i limiti ambientali, maggiormente orientata al territorio e alle risorse locali.

Dovremmo rientrare nei limiti planetari, orientando i mezzi di stimolo alla ripartenza dell’economia prevalentemente verso progetti e iniziative volti a migliorare la qualità dell’ambiente in cui viviamo e ad abbassare gli impatti delle nostre attività, in modo da gettare le basi per un futuro resiliente.

Dovremmo legare gli interventi strutturali a favore delle aziende a condizionalità sociali ed ecologiche.

Il rilancio sostenibile va fatto anche con i crediti già impostati e Messaggi già pianificati (penso alla sede AIM, ad esempio), riorientando i budget di cui disponiamo.

Dobbiamo certamente e prioritariamente stimolare l’economia locale, poichè con la globalizzazione che mostra i suoi limiti, è necessario riscoprire il valore delle filiere corte e dell’economia locale. Chiediamo di sostenere la vendita e l’acquisto dei prodotti locali, anche tornando a parlare di una moneta per Mendrisio, da utilizzare anche per i gettoni di presenza per noi consiglieri comunali.

È di primaria importanza anche occuparci del clima emotivo: la crisi sanitaria, le misure di distanziamento sociale messe in atto per farvi fronte e la crisi economica che si palesa, mettono in seria difficoltà parecchie persone anche dal punto di vista emotivo-relazionale. È necessario supportare la popolazione, specialmente alcune fasce particolarmente a rischio, nella gestione del carico emotivo causato da tutta questa situazione. Una critica che è stata mossa alla Municipalità, e che riferisco per dovere civico, è quella di aver dato scarse informazioni e di essere stata poco presente simbolicamente in questi mesi difficili.

Ma non è stato facile per nessuno, ce ne rendiamo conto, e pensiamo che  ora sia importante per tutte e tutti dimostrare un senso di responsabilità collettiva, la cui prerogativa è la fiducia reciproca.

Diamo quindi fiducia al Municipio per queste misure di ripartenza.

 

MOZIONE – Alimentazione sostenibile nelle mense scolastiche cantonali

10 Giugno 2020

Gli impatti delle nostre scelte alimentari – Davanti all’alloggio e alla mobilità, l’alimentazione è il settore dei consumi e della produzione con il maggiore impatto sull’ambiente in Svizzera (1). La produzione di alimenti richiede prezioso spazio, ingenti quantità di acqua, fertilizzanti, prodotti fitosanitari ed energia (soprattutto fossile) per sostenere i processi meccanizzati e le coltivazioni in serra. Ci sono poi gli impatti derivanti dalla trasformazione, l’imballaggio, la vendita e dalla conservazione delle derrate alimentari, legati soprattutto alle cospicue quantità di energia che queste attività richiedono. Anche il trasporto gioca una parte importante nell’ispessire il carico ambientale della nostra alimentazione, soprattutto nel nostro paese, in cui una parte considerevole dei prodotti alimentari che consumiamo proviene dall’estero o fa capo a filiere produttive internazionali che comportano l’importazione di prodotti, foraggi e mezzi di produzione…

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Interrogazione – Il Mendrisiotto merita i reparti di ostetricia, neonatologia e pronto soccorso pediatrico all’OBV

25 Maggio 2020

Onorevole Consigliere di Stato Raffaele De Rosa, Consiglio di Stato tutto,

l’ipotesi che abbiamo sentito dalla stampa di smantellare all’OBV (Ospedale Beata Vergine) i reparti di ostetricia, neonatologia e pronto soccorso pediatrico, è a nostro avviso da scongiurare con la massima risolutezza.  Comprendiamo come l’emergenza legata al Covid-19 abbia imposto una temporanea riorganizzazione dell’assetto ospedaliero, ma non capiamo per quale motivo i reparti spostati temporaneamente  a Lugano non debbano fare rientro a casa, cioè all’Ospedale Beata Vergine, assicurando così al Mendrisiotto un servizio pubblico di prossimità efficiente.

Cogliere l’emergenza Covid-19 – di cui nessuno mette in discussione la buona gestione nella fase più drammatica e acuta – per procedere a ristrutturazioni così importanti, ci pare insensato.  E costituisce un attacco alla medicina di prossimità in un momento in cui è assolutamente necessaria.

Crediamo che una decisione del genere dovrebbe prima passare formalmente dalla nuova pianificazione ospedaliera, che vedrà il giorno speriamo prima della fine della legislatura, e non decisa in regime di necessità, urgenza o straordinarietà che denominar si voglia.

Ricordiamo che l’Iniziativa popolare “Giù le mani dagli ospedali” (lanciata dall’MPS) aveva raccolto il 48,71% di voti favorevoli. Ed era stata respinta per poco. L’iniziativa chiedeva, tra l’altro “di garantire nei quattro ospedali regionali di Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio reparti di medicina interna, chirurgia, pediatria, ginecologia, ostetricia e terapia intensiva” rispondendo chiaramente alla sensibilità della popolazione”.

Strappare all’OBV reparti così sensibili, rappresenta come detto una decisione poco lungimirante nell’ottica della qualità delle cure, della medicina di prossimità e di una medicina finalmente più attenta alle questioni di genere. Se consideriamo che Mendrisio è l’unico ospedale in Ticino con un Dipartimento donna-bambino – dove sotto un unico cappello vengono integrate l’attività dei reparti di ginecologia, ostetricia, pediatria e neonatologia – le intenzioni dell’EOC risultano incomprensibili. Anche perché tradisce i principi che ne hanno portato alla nascita. Sul sito dell’EOC leggiamo infatti:

La presenza di team specialistici (ostetriche, infermiere pediatriche, infermiere in neonatologia, ecc) con forte esperienza nel campo tecnico accompagnata da una accresciuta sensibilità e competenza per gli aspetti relazionali è stata la scintilla che ha prodotto la nuova visione della presa a carico della famiglia. Molto è stato fatto in questi anni all’OBV per accogliere il bambino e la donna senza trascurare la loro dimensione famigliare. L’Ospedale di Mendrisio è il primo dell’EOC ad istituire un dipartimento che coniughi la presa a carico integrata con una nuova realtà logistica. Grazie alla nuova impostazione delle attività i curanti possono seguire il paziente ed avere un contatto con il suo ambiente famigliare in modo più personalizzato, con grande attenzione verso la qualità e la sicurezza, se necessario anche dopo la dimissione.

Il personale dei quattro reparti, che da tempo, insieme ai medici, aveva avvertito la necessità del cambiamento, si è impegnato a fondo nella nascita del progetto. Sono state considerate alcune tendenze in atto, come l’evoluzione delle cure ai bambini (meno ricoveri, più cure ambulatoriali e in day hospital), la diminuzione di molte malattie grazie p.es. alla prevenzione e alle vaccinazioni, il bisogno di un pronto soccorso pediatrico sulle 24 ore. La nuova organizzazione del lavoro ha richiesto a ciascuno di mettere a disposizione le proprie competenze professionali specialistiche in una prospettiva integrata. Il Dipartimento è stato avviato gradualmente negli ultimi mesi e il bilancio è positivo. Sul quarto piano dell’OBV è stato costituito uno spazio privilegiato per la cura delle donne e dei bambini; le distanze tra mamma e neonato, madre e figlio, papà e mamma, marito e moglie, donna e famiglia, che sovente si riscontrano nelle cure ospedaliere, sono state sensibilmente ridotte”.

Inoltre, Mendrisio ha una maternità riconosciuta dall’ Unicef come maternità amica del bambino, dove il rispetto della fisiologia , del primo contatto mamma bambino , e il supporto e sostegno all’ allattamento, e nel post parto sono i punti fondamentali e importanti . L’ inizio della vita, momento unico , prezioso per mamma e bambino e famiglia , non deve essere ” penalizzato” per tutte le famiglie del Mendrisiotto, regione oltretutto duramente colpita dal traffico.

Chiediamo dunque: corrisponde al vero che in merito allo smantellamento paventato si tratti “solo di speculazioni” come fanno sapere dall’EOC?

Claudia Crivelli Barella,

Anna Biscossa, Ivo Durisch, Natalia Ferrara, Sebastiano Gaffuri, Edo Pellegrini, Matteo Quadranti, Massimiliano Robbiani, Andrea Stephani, Stefano Tonini, Maurizio Agustoni, Luca Pagani, Giorgio Fonio

Interrogazione – Covid-19: ripartenza su due ruote?

20 Maggio 2020

Onorevole Sindaco, egregi Municipali,

con la presente, avvalendoci delle facoltà concesse dalla LOC (art. 65) e dal Regolamento comunale della Città di Mendrisio (art. 34), desideriamo interrogare il Municipio sull’auspicato potenziamento della mobilità dolce (soprattutto per quanto riguarda le piste ciclabili) a seguito del  periodo di emergenza acuta legata alla diffusione del Covid-19.

Innanzitutto va ricordato che lo scorso mercoledì 13 maggio 2020 il Consiglio federale ha posto in consultazione il progetto di legge legato alla modifica costituzionale votata a larga maggioranza dal popolo svizzero nel 2018 (73% di voti favorevoli, 75% in Canton Ticino)[1], che impone ai Cantoni di sviluppare la propria rete di piste ciclabili.

A Mendrisio, durante questa legislatura, e più precisamente in data 2 ottobre 2017, il Consiglio comunale ha approvato la Mozione interpartitica “Una città su due ruote: Mendrisio si doti di un Piano comunale della mobilità ciclistica (PCMC)”, volta ad implementare e coordinare gli interventi relativi alla realizzazione e al miglioramento delle piste ciclabili sul territorio comunale.

Più recentemente – come illustrato nel servizio di Patti chiari dell’08.05.2020[2] – il lockdown decretato durante la fase acuta dell’emergenza legata alla diffusione del Covid-19, non ha solo contribuito in modo importante al miglioramento della qualità dell’aria e ad una drastica diminuzione dell’inquinamento atmosferico, ma ha altresì offerto ad alcune città svizzere la possibilità di sperimentare nuove forme di mobilità e di convivenza tra automobili e biciclette, in particolare con la creazione di corsie ciclabili pop up “sottratte” al traffico motorizzato e destinate alla mobilità dolce.

Anche a Lugano, ad esempio, il Sindaco Marco Borradori[3] ha confermato ai microfoni della RSI l’intenzione di cogliere l’opportunità offerta dalle limitazioni imposte in questo periodo per ripensare e finalmente investire sulla mobilità lenta e sulla promozione delle biciclette.

Per questi motivi, desideriamo porre al Municipio della Città di Mendrisio, le seguenti domande:

  1. Cosa intende fare il Municipio di Mendrisio, in collaborazione con la Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio (CRTM), per sviluppare la propria rete di piste ciclabili, a seguito delle doverose riflessioni (anche nell’ambito legato alla mobilità) di questo periodo di crisi?
  1. Il Municipio di Mendrisio ha valutato, ad esempio, l’ipotesi di introdurre delle corsie pop up per le biciclette (anche solo a titolo di sperimentazione)? Se sì, quali zone sono state individuate?
  1. A distanza di quasi tre anni dalla sua approvazione in Consiglio comunale, in che modo il Municipio di Mendrisio ha concretizzato la Mozione Una città su due ruote: Mendrisio si doti di un Piano comunale della mobilità ciclistica (PCMC)”?
  1. Come si intende favorire l’intermodalità (ovvero l’uso combinato di mezzi pubblici/privati) nel comparto chiave della stazione, dove sono in corso i lavori per il campus universitario e per la riorganizzazione delle strutture dei trasporti pubblici?
  1. A che punto è il progetto regionale di creazione di una rete di bike sharing tramite postazioni di noleggio di e-bike?
  1. Il Municipio di Mendrisio, per contribuire a rispondere ai principi dello Sviluppo sostenibile inserito nel documento “Mendrisio 2030”, intende dotare la Polizia comunale di biciclette e scooter elettrici per svolgere i compiti di prossimità alla cittadinanza?

In attesa di una vostra risposta, porgiamo cordiali saluti.

Per i Verdi e per Insieme a Sinistra: Andrea Stephani, Andrea Ghisletta, Claudia Crivelli Barella, Françoise Gehring Amato, Giacomo Stanga, Grazia Bianchi, Daniela Carrara.

[1] Cfr. https://www.swissinfo.ch/ita/votazione-federale-del-23-settembre-2018_l-elettorato-svizzero-spinge-sui-pedali/44416840.

[2] Cfr. https://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/patti-chiari/Inchieste/inchieste-andate-in-onda/Ripensiamoci-13007930.html.

[3] Cfr. https://www.lugano.ch/news/2-20200515-coronavirus-pisteciclabili.html.

La ripresa di Mendrisio

15 Maggio 2020

La natura ci ha regalato una primavera bellissima: da anni non si vedevano cieli così blu, fioriture tanto abbondanti, verdi generosi a perdita d’occhio. Certo, abbiamo avuto mesi difficili, di chiusure, preoccupazioni e dolori, e altri ce ne aspettano. Ma che consolazione, tutta questa natura intorno, l’aria pulita, la pace nelle strade! Ora, siamo tutti un po’ giù di morale: chi per la preoccupazione per la ripresa, chi per la salute, chi per la fine di un periodo naturalisticamente idilliaco. Le aiuole sono state tosate: addio bellissima erba alta e incolta, addio fiori per le farfalle. Le strade hanno ripreso a brulicare di automobili, rombi disturbanti di moto ci tolgono la pace alla quale ci stavamo abituando con un senso di meraviglia. In un periodo così particolare, bene ha fatto la Città di Lugano ad accompagnare la ripresa con una cartellonistica motivazionale. Anche a Mendrisio sarebbe bello vedere un po’ più di vita: a me piacerebbero cartelloni con posizioni di yoga da svolgere in vari punti della Città, per fermarsi un momento e vivere tra le case, distanti ma uniti, e non soltanto dentro casa. Oppure, ballerini che irrompano nelle strade rallentando il traffico delle autovetture. O ancora, fontane che in un momento specifico della giornata spillino birra e gazzosa, per far sorridere i volti tirati. Spettacoli di magia per i bambini che forse in modo particolare hanno sofferto la condizione di isolamento. O musica che rallegri le vie, un po’come durante le Processioni, ma in questo caso non sacra: allegra il mattino (i vad vuc, ad esempio), e rasserenante verso sera. Suoni di onde (visto che al mare non andremo), di campane tibetane e strumenti meditativi, di vibrazioni benefiche che sovrastino il rombo dei motori, o che li fermino del tutto per un momento ancora di contemplazione. Oppure, oli essenziali che vivifichino l’aria: una zaffata di bergamotto o di zenzero invece della puzza di benzina, rientrando dalle commissioni. Mi vengono in mente molte idee, non tutte praticabili, ma confido nella creatività del Municipio. A questo proposito, sono molto felice che entri a farne parte Françoise Gehring Amato: una grande persona, un’ecologista e una sindacalista, una donna vicina alla gente e di grande cuore unito all’intelligenza (gran brutto affare, quando l’intelligenza procede solitaria), un’amante di Emily Dickinson e una donna forte vicina alle tematiche femminili e soprattutto a quelle ambientali. C’è speranza per Mendrisio e per tutte e tutti noi.

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