RISOLUZIONE – “Crisi climatica: una presa di coscienza urgente e decisa»

5 Dicembre 2019

Abbiamo consegnato al Municipio questa risoluzione affinché venga discussa e, auspichiamo, approvata nel Consiglio comunale del 9 dicembre 2019. 

Conformemente all’art. 13 cpv. 1 lett. r della Legge organica comunale e dell’art. 9 cpv. 1 lett. p del Regolamento comunale, il Consiglio comunale di Mendrisio adotta la seguente dichiarazione, analoga a quella adottata dai Consigli comunali di Ginevra in data 16 maggio 2019, di Lugano in data 7 ottobre 2019 e di Locarno in data 14 ottobre 2019.

Considerato che:

  • su scala mondiale[1], il 2018 è stato, dopo il 2016, 2015 e 2017, il quarto anno più caldo registrato da quando si misurano sistematicamente le temperature. La temperatura media di questi ultimi cinque anni è stata 1.1°C più alta rispetto alla media preindustriale così come stabilita dall’Intergovernmental Panel on Climate Change dell’ONU (IPCC). Inoltre le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera continuano ad aumentare (circa +2.5 ppm nel 2018);
  • in Svizzera[2], la temperatura media del 2018 è stata di 6.9 °C (1.5 °C superiore alla norma 1981 –2010), il valore più alto dall’inizio delle misurazioni nel 1864. Secondo gli scenari climatici dell’ufficio federale di meteorologia e climatologia «senza una coerente protezione del clima, entro la metà del XXI secolo al Sud delle Alpi occorre prevedere un ulteriore riscaldamento medio di altri 2-4 °C»[3];
  • in Svizzera e nel mondo queste tendenze sono destinate a peggiorare, con conseguenze devastanti sui ghiacciai, in continuo ritiro, e sulle riserve d’acqua. Inoltre inondazioni, aumento del livello delle acque e altre catastrofi naturali creeranno milioni di profughi climatici, con impatto immediato sui flussi migratori globali. Questi cambiamenti non minacceranno dunque soltanto l’ambiente, ma anche la giustizia e la coesione sociale, aumentando disuguaglianze e conflitti;
  • migliaia di giovani, genitori e persone di ogni età, anche in Svizzera, si battono per sensibilizzare l’opinione pubblica e i politici sull’urgenza climatica, dimostrando come il tema sia prioritario per una fetta sempre maggiore di popolazione.

Ritenuto come, a livello comunale:

  • le Città hanno un ruolo fondamentale nell’adozione di misure volte a favorire la riduzione dei gas ad effetto serra e l’adattamento ai cambiamenti climatici;
  • lo sviluppo sostenibile è alla base delle Strategie 2030 di Mendrisio come pure dei 17 obiettivi definiti dall’ONU, che tengono conto in maniera equilibrata delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (economica, sociale ed ecologica) che anche la Svizzera è tenuta ad attuare[4];
  • la Città di Mendrisio, rispondendo recentemente a un’interrogazione, ha riconosciuto l’importanza di promuovere una rete di mobilità dolce e di incentivare la sistemazione degli spazi esterni per lottare contro il riscaldamento climatico e preservare la biodiversità;
  • proprio Mendrisio ha ospitato il 25 e 26 ottobre di quest’anno Climathon, una maratona di 24 ore durante la quale cittadini, studenti, imprenditori, esperti e istituzioni, hanno lavorato assieme per trovare soluzioni innovative ai problemi climatici che affliggono le città;
  • la città di Mendrisio – primo comune ticinese ad ottenere label Città dell’Energia® e che vanta ora il marchio Città dell’energia GOLD – già da tempo ha dimostrato la sua attenzione al clima avviando varie iniziative tra cui il progetto SUPSI Swiss2Grid, il bilancio energetico e delle emissioni C02 per tutto il Comune, il Piano energetico comunale (PECo) nonché l’analisi dei consumi e delle emissioni dei veicoli;

con la presente risoluzione il Consiglio comunale di Mendrisio:

  • riconosce gli importanti cambiamenti climatici in corso e la necessità di attenuarli e contrastarli
  • chiede che la Città di Mendrisio:

(a) si impegni ulteriormente per ridurre i gas ad effetto serra, rendere più sostenibile la mobilità e la gestione delle risorse, ridurre la temperatura nelle aree edificate grazie ad alberature mirate e incoraggiando cittadini e cittadine ad adottare comportamenti individuali rispettosi dell’ambiente;

(b) valuti l’impatto sul clima dell’azione dell’ente pubblico negli ambiti di sua competenza come l’uso del suolo, lo smaltimento dei rifiuti, l’utilizzo delle energie fossili;

(c) dia, nella misura del possibile, maggiore priorità a progetti virtuosi, pragmatici e sostenibili, che combattano attivamente i cambiamenti climatici.

Risoluzione che presentano

Insieme a sinistra                  i Verdi             PPD/Generazione giovani                  PLR

[1] Dati del Copernicus Climate Change Service, pubblicati il 7 gennaio 2019 e consultabili sul sito https://climate.copernicus.eu/.

[2] Fonte: MeteoSvizzera, Bollettino del clima dell’anno 2018.

[3] https://www.nccs.admin.ch/nccs/it/home/cambiamenti-climatici-e-impatti/scenari-climatici-per-la-svizzera.html.

[4] Cfr. Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, https://www.eda.admin.ch/agenda2030/it/home/agenda-2030/die-17-ziele-fuer-eine-nachhaltige-entwicklung.html.

Interrogazione – La scuola/l’aula nel bosco come strumento di educazione ambientale

4 Dicembre 2019

Signor sindaco, signori municipali,

avvalendoci delle facoltà date dall’art. 66 LOC e 34 del regolamento comunale, a nome del gruppo Insieme a Sinistra  dei Verdi, presentiamo la seguente

Interrogazione – La scuola/l’aula nel bosco come strumento di educazione ambientale

La scuola nel bosco è un movimento che ha avuto origine in Scandinavia ed è stato esteso a tutta l’Europa a partire dal 1990. Essa utilizza l’ambiente esterno per permettere ai bambini di imparare e crescere attraverso una pedagogia attiva. Il bosco diventa un “laboratorio”, una risorsa multidisciplinare dove si possono vivere esperienze nuove e originali, utilizzando le mani, la mente, il corpo e tutti i sensi. E’ ampiamente dimostrato e documentato che la frequentazione regolare di una scuola nel bosco influisce in modo significativo e profondo sullo sviluppo del bambino, andando ben oltre il margine del bosco.

Attraverso l’educazione ambientale inoltre si stimola il bambino alla conoscenza della natura, al rispetto e all’amore verso di essa e ciò farà sì che da adulti prenderanno a cuore i boschi dei propri dintorni.

Secondo Anna Persico, segretaria del Gruppo di educazione ambientale della Svizzera italiana (GEASI), promuovere la pedagogia attiva nella natura è un approccio pratico che incoraggia i partecipanti a rapportarsi con l’ambiente tramite esperienze vissute con tutti i sensi.

La responsabile cita la positiva esperienza de “La casa del Signor Bosco” un progetto di scuola dell’infanzia nel bosco che da dieci anni viene proposto da WWF Svizzera e dal Centro natura Vallemaggia per le scuole pubbliche. Sono quasi una cinquantina le classi che vi hanno aderito (fonte: articolo apparso sulla Regione il 14 gennaio 2019)

In base ai dati reperibili sul sito “naturalmentescuola.ch”, attualmente in Ticino ci sono: Aula sull’acqua a Muzzano: Aula nel bosco all’Alpe Pazz, Novaggio; Scuolabosco ad Arcegno; Aula nel bosco sui monti Saurù, Lumino; Aula del bosco del Patriziato di Faido; aula nel bosco a Bioggio e Capriasca.

Nel 2018, per esempio, il Municipio di Lugano aveva licenziato il messaggio con la richiesta di un credito per la realizzazione di un’aula nel bosco in prossimità della vetta del Monte Brè, destinata agli allievi delle scuole elementari e dell’infanzia. Progetto, poi accolto dal Consiglio comunale (18.12.2018) con un duplice obiettivo: valorizzare il patrimonio paesaggistico presente sul territorio comunale e promuovere, nel pregiato contesto boschivo del Monte Brè. Il finanziamento dell’opera sarà in parte coperto grazie al sostegno di enti pubblici e sponsor privati.

Da nostre informazioni risulta che il comune di Stabio sia interessato a creare un’aula nel bosco da inserirsi nel  contesto del Parco del Laveggio, Parco che interessa direttamente anche  Mendrisio.  Sarebbe interessante offrire anche questa possibilità per ampliare le attività didattiche delle scuole di Mendrisio, garantendo maggiori risorse. Investire nella scuola, nell’educazione e nell’istruzione, significa investire nel futuro.

Fatte queste premesse chiediamo al Municipio

  • Come valuta i progetti di scuola/aula nel bosco?
  • Ci sono le premesse per realizzare un simile progetto a Mendrisio?
  • Quale zona potrebbe essere interessata?
  • Come vede un’eventuale collaborazione con il progetto di Stabio?
  • Quale potrebbe essere la tempistica?
  • Sull’esempio di Lugano, il Municipio potrebbe ipotizzare un partenariato pubblico/privato?

Françoise Gehring,  Claudia Crivelli  Barella, Grazia Bianchi, Daniela Carrara.

 

Maggiori info:

Gruppo di educazione ambientale della Svizzera italiana

www.geasi.ch

 

Sito Natutalmente scuola

http://naturalmentescuola.ch

 

Articolo di apprfondimento di Anna Persico

https://m4.ti.ch/fileadmin/DECS/DS/Rivista_scuola_ticinese/ST_n.313/ST_313_Persico_Le_aule_nella_natura.pdf

 

Elenco messaggi approvati, Lugano

http://cc.lugano.ch/Messaggi/messaggi-approvati.html

 

Tesi di Valentina Balestra (bachelor Supsi): Dall’aula scolastica al bosco

http://tesi.supsi.ch/2064/1/LD_Valentina_Balestra.pdf

Interrogazione – Percorso ciclabile OSC, Via Sant’Apollonia-Via Campagna Adorna

18 Settembre 2019

Nel maggio del corrente anno, la consigliera comunale Grazia Bianchi e cofirmatari hanno segnalato al Municipio di Mendrisio tramite un’Interrogazione la presenza di alcuni picchetti lungo via Campagna Adorna, lato Parco Ospedale Sociopsichiatrico Cantonale, che demarcavano il tracciato del completamento della pista ciclabile, intervento previsto dal PAM2. Unendoci alle loro preoccupazioni, vogliamo credere che per realizzare la pista ciclabile non sia necessario abbattere, nemmeno in parte, il viale alberato che delimita il Parco OSC.

Nella risposta del 21 giugno 2019, il Municipio di Mendrisio dichiarava che il responsabile della progettazione, interpellato direttamente dal Direttore dell’Ufficio tecnico comunale, aveva riferito che, in fase di approfondimento del progetto, era stata chiesta una perizia sulla possibile coesistenza tra la pista ciclabile e gli alberi, asserendo che “per il momento non è dato sapere se dovranno essere abbattuti degli alberi”.

Con l’auspicio di ottenere rassicurazioni sul mantenimento del bel viale alberato (cfr. foto allegata), chiediamo al Consiglio di Stato:

  1. la pista ciclabile può essere realizzata senza abbattere gli alberi?
  2. in caso contrario, cosa intende fare il Cantone per impedire l’abbattimento delle piante?
  3. nel caso non venissero tagliate, i lavori verrebbero fatti nel rispetto di radici e tronchi in modo da non causare danni ai pioppi?

Con cordiali saluti,

Claudia Crivelli Barella

Anna Biscossa, Ivo Durisch, Andrea Stephani

Guerrilla gardening in Piazza del ponte

13 Settembre 2019

Parliamo della Piazza del Ponte a Mendrisio: allo stato attuale, provvisoria e disabitata, con un pavimento nel banale cemento sbiancato (terra battuta o assi di legno, oppure materiali sperimentali sarebbero stati una buona opzione per una piazza temporanea), con vasi disarmonici e sgraziati che appaiono già vecchi mentre in altre città della Svizzera vediamo begli esempi di vasi in contenitori industriali riciclati, in legno vecchio o altre soluzioni più creative dei vasi neri sovradimensionati . E poi, manca l’acqua: la fontanella squadrata e tristanzognola contro cui probabilmente qualche bambino inciamperà non porta certo l’idea di acqua e di vita alla piazza. E allora, la vita portiamola noi! In occasione del Parking day, una giornata nella quale le cittadine e i cittadini si riappropriano degli spazi urbani, venerdì 20 settembre, dalle 17,00 alle 19,00 siete invitati ad un atélier gratuito in Piazza del ponte di creazione di bombe di semi: una pratica antica usata nell’Egitto dei Faraoni dopo le inondazione primaverili del Nilo. Una tecnica presente anche in Giappone con l’antica pratica della “tsuchi dango” (gnocco di terra) e ripresa dal maestro giapponese Masanobu Fukuoka, maestro dell’agricoltura naturale o del non fare. L’idea rivoluzionaria si basa sull’assecondare la natura, ridurre al minimo l’intervento umano e salvaguardare la biodiversità. In tempi più recenti è diventata una pratica di guerrilla gardening: “armarsi” e partire all’attacco delle aree abbandonate, in disuso, e grigie delle città, per trasformare queste aree degradate e abbandonate in aiuole fiorite. Una bomba di semi va lanciata o appoggiata semplicemente sul terreno, aspettando che la natura faccia il suo corso. L’elemento distintivo di questa pratica è che le bombe non si debbono interrare, basta lanciarle perché il mix compositivo garantisce la germinazione dei semi contenuti.  I materiali necessari allo sviluppo dei semi sono l’argilla e il compost che li aiuteranno a svilupparsi e a essere avvolti in una protezione resistente. Prendiamoci la piazza del Ponte, facciamola vivere!

Interrogazione: Capre tosaerba

6 Agosto 2019

Come già accaduto in altre città, tra cui Ferrara e Roma (in questo caso progetto in via di messa a regime), New York ha affidato il compito di far sparire le erbacce agli ovini: silenziosi, efficienti e produttori di concime naturale.  Le capre sono infatti più precise ed efficienti di un decespugliatore e più silenziose di un tosaerba, oltre che più salutari dei diserbanti. Manhattan ha liberato ventiquattro capre nel Riverside Park con il preciso compito di risolvere i problemi di infestazione che si sono rivelati impossibili da superare per i giardinieri del grande polmone verde affacciato sul fiume Hudson, nella zona nord-ovest dell’isola di Manhattan con lo speciale progetto “Gotham”. Non solo la “città di Batman” che rappresenta la trasposizione fantastica della Grande mela,  ma anche, in inglese antico, la “città delle capre”, come lo scrittore inglese Washington Irving definì nel 1807 New York, in quanto questi animali vagavano liberi nell’Upper West Side. Un’operazione dunque, questa, di ritorno alle origini in un’ottica di pacifica e proficua convivenza tra esseri umani e animali. Le capre sono in grado di consumare giornalmente vegetazione pari al 25% del loro peso corporeo. Le caprette diventano anche un’attrazione per bambini e visitatori. Siccome le capre fanno parte anche della tradizione agricola di Mendrisio, chiedo se

Il Municipio intende valutare la possibilità di introdurre un progetto di ovini come tosaerba?

Ringraziando per l’attenzione, porgo i miei saluti estivi,

Claudia Crivelli Barella per i Verdi

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