Intervento sui preventivi 2018

22 Dicembre 2017

All’ultimo Consiglio comunale del 18 dicembre sono intervenuta sui preventivi 2018. Ecco il mio intervento.

Togliamo un po’ di enfasi ai preventivi! L’importante nella vita è restare in movimento, e di movimento ne abbiamo avuto e ne abbiamo creato, studiando questi Preventivi. Per la prima volta, parte del gruppo dei Verdi voterà positivamente il preventivo comunale, e questo, lungi dal creare scalpore, lo consideriamo un atto di conciliazione e un riconoscimento di alcuni passi intrapresi dal Municipio nella direzione da noi auspicata: gli alberi della vita, le bibliocabine per i libri, il progetto la Filanda… opere che finalmente vanno nella direzione di un reale e concreto beneficio per la popolazione. Non sposiamo ogni scelta del Municipio, e continueremo ad avversare opere faraoniche o a nostro parere prive di senso, e lo faremo puntualmente e coscienziosamente come abbiamo sempre fatto. Ma un preventivo significa pagare gli stipendi dei dipendenti comunali, e portare avanti politiche sociali ed ambientali importanti. Diamo fiducia al Dicastero Ambiente per delle scelte oculate e impegnate: il surriscaldamento climatico è la vera sfida che tutti noi siamo chiamati ad affrontare, a fronte della quale i nostri bisticci da osteria e le nostre lotte di potere tra poveri appaiono del tutto futili e risibili. Dobbiamo unirci, e lottare per dare il nostro contributo contro l’inquinamento, la desertificazione e le sfide ad essa associate. Per questo ci siamo decisi a votare i preventivi: abbiamo sempre lottato A FAVORE dell’ambiente e non CONTRO qualcosa o qualcuno, e con questo atto vogliamo renderlo chiaro e quantificabile nei numeri. Siamo parte della comunità, seppure una parte critica e molto scettica di fronte a opere che a noi paiono inutili e strumentali.

Poi, l’emendamento. Ci sono brucianti passioni che terminano in malo modo, e grandi amicizie che nascono dopo un’iniziale diffidenza. Sono sempre stata, fin dagli albori, una storica e fiera oppositrice del centro giovani: non mi ha mai convinta l’idea di fondo, l’ubicazione e lo svolgimento delle attività. Io credo che i giovani debbano essere lasciati liberi di muoversi, e non necessitino troppi indirizzi, imposizioni, strutture: devono trovare la propria strada liberamente, per questo apprezzo molto di più delle realtà di autogestione. Penso che noi come società abbiamo molto bisogno dei giovani, di tutti i giovani, e li (vi) esorto a non ghettizzarsi, a non isolarsi, bensì ad entrare nelle società (sportive, musicali, culturali, di protezione della natura etc.), nelle organizzazioni (di volontariato, scout, etc.), nelle realtà spirituali e religiose, nei gruppi politici, insomma nella vita reale, non in quella preconfezionata che la nostra società dei consumi crea appositamente per voi in maniera a volte strumentale e vampiresca. Cercate una vostra realtà, e costruite un mondo migliore: passata la prima infanzia, ognuno dovrebbe sviluppare la propria parte adulta, e non cullarsi nell’adolescenza a tempo indeterminato (tra l’altro, l’adolescenza è un’invenzione dell’ultimo secolo, nel tentativo di patologizzare ogni fase della vita!).

Insomma, io non sono entusiasta del centro giovani, e ho sempre sostenuto che chiuderlo sarebbe un bel passo. Lo penso ancora, ma siccome non sono onnisciente, e siccome le guerre sante non mi interessano, ho deciso di dare fiducia alle persone che me l’hanno chiesta. Il mio è un assenso al tenere aperto in modalità molto vigilata e attenta, con la consapevolezza che per molti anni il centro giovani, voluto in primis  dal gruppo liberale, non ha dato gli sperati risultati in termini di capacità aggregative e sociali. Vedremo nel prossimo anno: se lo volete, meglio spendere qualche soldo per voi che gettarli in opere stradali e centri faraonici e altre assurdità.

Smog o nebbia?

15 Dicembre 2017

Mio intervento al Gran Consiglio durante la discussione del Preventivo 2018. Una richiesta provocatoria? 

Smog o nebbia? Se lo è chiesto un astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea fotografando la nube marrone che copre la Pianura Padana, dove quest’anno è scattata in anticipo l’emergenza inquinamento. “La Pianura Padana qualche ora fa…” ha twittato in novembre AstroPaolo. Pronte le risposte, a partire dall’Esa che gli scrive due messaggi completi di foto scattate dai satelliti europei. ”Ciao, Paolo! La valle del Po è spesso coperta di nebbia, come si può vedere in questa immagine Envisat di alcuni anni fa” si legge nel tweet che accompagna l’immagine spettacolare della Pianura Padana coperta di bianco.

Le immagini della NASA ci aiutano a capire come la nebbia ci sia, ma limitata ad una piccola porzione del territorio padano, in prevalenza sul Veneto ma anche nel Friuli Venezia Giulia sud/occidentale, mentre su tutto il resto del Nord e in modo particolare su Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna (ma anche nel veronese) abbiamo una spessa cappa di smog. I dati dei satelliti non lasciano dubbi: l’aria sopra di noi è la peggiore d’Europa, soprattutto per quanto riguarda il monossido di carbonio. Significativa a questo propostito la cartina delle PM2 in Europa, ed è questo un problema soprattutto padano e polacco.

Insomma, l’aria non ha confini, e a fronte di questa situazione, noi ticinesi assistiamo impotenti, e anche un po’ sfiduciati sulle nostre reali possibilità di fare qualcosa contro l’inquinamento. Lei, Ministro Zali, ci ha assicurati che a qualità dell’aria sta migliorando, ma i dati sono comunque allarmanti, e noi del mendrisiotto lo smog lo tagliamo con il coltello, oltre a riempire i centri delle malattie polmonari.

Noi Verdi ci siamo consultati con degli esperti di diritto internazionale e abbiamo una proposta. Chiediamo quindi, invece di continuare come alcuni a puntare il dito accusatore sui frontalieri (che arrivano perché qualcuno li assume) che il Canton Ticino denunci l’Italia per inadempienza nella prevenzione e nella lotta all’inquinamento a danno della salute da polveri fini. Chiediamo inoltre la messa al bando della vendita di tutti i diesel.

La denuncia sarebbe… sarà secondo noi un atto politico che servirà a smuovere le coscienze e speriamo l’Italia. Mobilità aziendale e altre misure per i frontalieri sono benvenute, ma la denuncia sarà uno strumento in più a fronte della gravità della situazione dell’inquinamento dell’aria.

 

 

Risposta a Robbiani sul Centro giovani di Mendrisio

11 Dicembre 2017

Sono sempre stata, fin dagli albori, una storica e fiera oppositrice del Centro giovani: non mi ha mai convinta l’idea di fondo, l’ubicazione e lo svolgimento delle attività. Credo che i giovani debbano essere lasciati liberi di muoversi, e non necessitino troppi indirizzi, imposizioni, strutture: devono trovare la propria strada liberamente, per questo apprezzo molto di più delle realtà di autogestione. Penso che noi come società abbiamo bisogno dei giovani, di tutti i giovani, e li esorto a non ghettizzarsi, a non isolarsi, bensì ad entrare nelle società (sportive, musicali, culturali, di protezione della natura, eccetera), nelle organizzazioni (di volontariato, scout,…), nelle realtà spirituali e religiose, nei gruppi politici, insomma nella vita reale, non in quella preconfezionata che la nostra società dei consumi crea appositamente per loro in maniera a volte strumentale e vampiresca. Ragazzi e ragazze, cercate una vostra realtà, e costruite un mondo migliore: passata la prima infanzia, ognuno dovrebbe sviluppare la propria parte adulta, e non cullarsi nell’adolescenza a tempo indeterminato: l’adolescenza è un’invenzione dell’ultimo secolo, nel tentativo moderno di patologizzare ogni fase della vita!

Io non sono entusiasta del Centro giovani, e ho sempre sostenuto che chiuderlo sarebbe un bel passo. Lo penso ancora, ma siccome non sono onniscente, e siccome le guerre sante non mi interessano, ho deciso di dare fiducia alle persone che me l’hanno chiesta. Il lavoro commissionale e politico è un lavoro che richiede approfondimenti, ascolto e a volte ripensamenti: mio decidere di non votare in Consiglio comunale l’emendamento che ne chiede la chiusura è un assenso al tenere aperto in modalità vigilata e attenta, con la consapevolezza che per molti anni il Centro giovani, voluto anni fa in primis dal gruppo liberale, non ha dato gli sperati risultati in termini di capacità aggregative e sociali. Vedremo nel prossimo anno: se un gruppo di giovani lo chiede, meglio spendere qualche soldo per loro che gettarli in opere stradali, centri faraonici e altre assurdità.

Soltanto gli stolti non cambiano idea, e soltanto i folli pensano di avere sempre la verità in tasca.

Arrivano le bibliocabine: una proposta originaria dei Verdi!

7 Dicembre 2017

Qua sotto un estratto del Comunicato Stampa del Comune di Mendrisio sulla posa delle prime bibliocabine. Un’idea propugnata dai Verdi diventa finalmente realtà! Evviva! Sono contenta. E ora… alla lettura!

Anche Mendrisio promuove l’iniziativa di convertire le cabine telefoniche dismesse in piccole biblioteche a disposizione di tutti. Lo smantellamento delle cabine telefoniche da parte di Swisscom ha dato avvio a un’iniziativa che si è diffusa velocemente in tutto il Cantone Ticino e non solo. Anziché entrare nella cabina per telefonare, ora si entra per prendere un libro da portare a casa e da leggere con tutta tranquillità, scegliendolo tra quelli che altre persone hanno lasciato in cabina. Si tratta di una forma di scambio gratuito per ridare nuova vita ai libri già letti e rimetterli in circolo evitando che, quando in casa non c’è sufficiente posto, finiscano in cantina, in solaio o, peggio, siano buttati. Dunque è un modo semplice, simpatico e spontaneo per dare a tutti la possibilità di leggere un libro senza doverlo acquistare.

Anche la Città di Mendrisio ha voluto promuovere questa bella iniziativa e ha concordato con Swisscom il ritiro delle cabine dismesse. In questa prima fase, sono sei le cabine da attivare, grazie anche al coinvolgimento delle Commissioni di quartiere che ne hanno valutato l’ubicazione e, in alcuni casi, stanno preparando un momento d’inaugurazione della bibliocabina del loro quartiere. Per il momento, le bibliocabine pronte sono due: a Genestrerio, in piazza Baraini, zona parcheggio, a Rancate, in Piazza St. Stefano, nella pensilina d’entrata alla casa comunale. In questo caso le cabine sono rimaste al posto di prima, mentre altre potranno essere spostate in luoghi ritenuti più consoni. Le cabine sono state pulite, tinteggiate, provviste di illuminazione, arredate con una scaffalatura e contrassegnate da un’insegna grafica “Libri x ME”, così da renderle riconoscibili. In collaborazione con le Amiche e gli Amici della Filanda, sono state rifornite di libri, soprattutto di narrativa, diversificati per fasce d’età. L’Associazione Equilibri di Rancate ha donato molti libri nuovi, mentre altri sono stati raccolti grazie al passaparola. Si lancia un appello a coloro che avessero dei libri da donare, affinché non abbandonino borse piene di volumi all’interno delle cabine, ma concordino la consegna all’Ufficio attività culturali, presso il Museo d’arte di Mendrisio, telefonando al nr. 058 688 33 50.

Ora le cabine sono consegnate nelle mani della popolazione, affinché le utilizzi liberamente e le faccia rivivere grazie a sempre nuovi lettori. La bibliocabina rappresenta un luogo di scambio privilegiato, per condividere le letture che ci hanno meravigliato, che abbiamo amato e che consiglieremmo a un amico.

Occorre ricordare che, presso il lido di Capolago e all’interno del bar L’Incontro di Meride, sono state allestite da tempo due piccole postazioni con funzione di biblioteca libera, che hanno dunque anticipato questa operazione.
Altre bibliocabine saranno messe in funzione nei prossimi mesi ritenuto che, laddove è necessaria una procedura edilizia, i tempi saranno inevitabilmente più lunghi. Inoltre, non si escludono ulteriori acquisizioni da Swisscom per rendere più capillare la diffusione dell’iniziativa sul territorio.

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