Il Master in Medicina, mio intervento in Parlamento

25 Novembre 2014

imagesLunedì 24 novembre, in Gran Consiglio si è parlato della “Modifica della Legge sull’Università della Svizzera italiana, sulla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana e sugli istituti di ricerca del 3 ottobre 1995: istituzione di una nuova facoltà di scienze biomediche e creazione di una scuola di Master in medicina umana. Qui trovate il Messaggio del 12 marzo 2014 n. 6920  e il Rapporto del 7 novembre 2014 n. 6920R, relatore: Roberto Malacrida. Ho partecipato a questa Commissione speciale. Qua sotto trovate il mio intervento pronunciato in aula. 

Il messaggio governativo propone una modifica della Legge sull’Università della Svizzera italiana, sulla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana e sugli istituti di ricerca del 3 ottobre 1995 volta a istituire una nuova facoltà di scienze biomediche e a creare una scuola di Master in medicina umana.

La prima coorte di settanta studenti inizierà il master ticinese con l’anno accademico 2017/2018. Tra il 2017 e il 2020 verranno istituite undici cattedre d’insegnamento. Quella ticinese avrà come facoltà di riferimento quella dell’Università di Basilea, mentre Friborgo e Zurigo fungeranno da Facoltà-partner. A pieno regime (cioè dal 2019 in avanti) la facoltà ticinese avrà un costo di 23 mio all’anno, finanziato in gran parte da contributi dei cantoni di domicilio degli studenti, come in tutta la Svizzera, e in parte, cioè per 5-6 mio all’anno, dal Canton Ticino.

La facoltà di scienze biomediche comprenderà, oltre all’unità di formazione clinica (cioè il suddetto curriculum di Master in medicina umana), un’unità di ricerca biomedica fondamentale e sperimentale che inizialmente integrerà l’Istituto di ricerche biomediche di Bellinzona (IRB) e l’Istituto di ricerche oncologiche (IOR), emanazione dello IOSI (Istituto oncologico della Svizzera italiana). Costo annuale di questa seconda unità: Fr. 27 mio, con finanziamenti vari già ora in atto (Canton Ticino; città di Bellinzona; ditte farmaceutiche; …) e quindi senza nuovi ulteriori costi per il Cantone.

Il progetto avrà delle ricadute positive, come l’ elevazione della qualità della medicina ospedaliera ticinese e ulteriore impulso alla ricerca biomedica. Quindi tutto bello e tutto buono? A parere di una parte dei Verdi vi sono anche numerosi aspetti critici e problematici del progetto; almeno in parte citati anche nel Messaggio governativo.

Il progetto è stato sviluppato da tre gruppi di lavoro diversi, che hanno prodotto successivamente i rispettivi rapporti dopo aver consultato diversi di “esperti”, anche al di là delle Alpi. I gruppi mancavano al loro interno di una vera rappresentanza dei medici che attualmente operano sul campo negli ospedali EOC; e si è trattato quindi in gran misura di un lavoro svolto solo a tavolino. Forse almeno inizialmente sarebbe stato meglio incaricare dell’analisi e di una prima elaborazione del progetto un gruppo di lavoro esterno al Cantone e ben strutturato nella sua composizione.

Il nostro master ticinese rischia, sempre a parere dei “critici” , fortemente di essere “di serie B”. Come possiamo attirare professori di ottimo livello e studenti se l’EOC è quello che è? La situazione ticinese non è paragonabile a quella di facoltà come Zurigo o Berna, dove per i professori e per gli studenti le possibilità di 1/3 esperienze cliniche, di collaborazioni e di ricerche sono molto ampie.

Il progetto governativo prevede delle sedi d’insegnamento dislocate in tutto il Cantone, il che obbligherebbe gli studenti a continui spostamenti. Dal punto di vista delle sostenibilità ecologica, evidentemente, è più sensato evitare troppi spostamenti.

Nel progetto si evidenzia il rischio che potrebbe essere difficile reclutare un numero adeguato di studenti. Quale incentivo per attirare studenti viene menzionata l’idea di far pagare dal Cantone l’iscrizione alla facoltà ticinese, almeno nei primi anni. Ciò è incongruo: l’entità della tassa d’iscrizione rappresenta una piccola percentuale del totale dei costi a carico di uno studente; e, soprattutto, deve essere la qualità ad attirare gli studenti.

La “tempistica d’implementazione” è molto stretta. Nel nostro paese non formiamo abbastanza medici e Berna intende correre ai ripari. Oltre al Ticino, ora anche i cantoni di Friborgo, Lucerna e San Gallo iniziano a prendere in considerazione l’ipotesi di istituire una facoltà di medicina per il ciclo clinico degli studi. I tre cantoni sono “in ritardo” rispetto al nostro cantone, ma dispongono di un sistema ospedaliero meglio strutturato e organizzato.

In conclusione il Messaggio governativo no. 6920 propone un progetto con numerose criticità e tempistica accelerata. Guardando in generale il panorama formativo cantonale, al momento attuale è importante non dimenticare una promozione qualitativa e quantitativa delle scuole dell’obbligo e soprattutto delle scuole professionali: la nostra società non necessita solo di universitari, ma anche di tipografi, muratori, idraulici ecc. autoctoni e ben formati.

Fatte queste considerazioni critiche, pensiamo altresì che un progetto di questa portata abbisogni del sostegno, della fiducia e della convinzione di tutti i ticinesi: questo non è un progetto, ma IL progetto più ambizioso e lungimirante attualmente in atto in Ticino, e dunque i Verdi, con orgoglio e coraggio,  hanno deciso di votare a favore, ringraziando il relatore Roberto Malacrida per il sapiente lavoro svolto come Presidente della Commissione e per il relativo Rapporto che votiamo con convinzione.

 

I Verdi di Mendrisio e la Filanda

18 Novembre 2014

andrea 2014Lunedì 17 novembre, in Consiglio Comunale a Mendrisio si è votato il messaggio sulla Filanda. Ecco il nostro intervento, a firma Andrea Stephani. Grazie Andrea per l’ottimo discorso!

 

Egregio presidente, onorevoli sindaco, municipali, colleghe e colleghi,

come Verdi abbiamo discusso a lungo, al nostro interno, sul tema Filanda. Questa sera, in veste di Capogruppo, porto la nostra adesione – a maggioranza – al MM che stiamo per votare. Per il mio gruppo non è stata una decisione semplice perché, se da una parte c’era il desiderio di tutti di salvare la biblioteca e dare seguito ad una petizione sottoscritta da oltre 7’000 persone, dall’altra siamo rimasti delusi dalle numerose lacune presenti nel messaggio in questione e già evidenziate durante i precedenti incontri sul tema ed in parte riprese anche dal rapporto di minoranza. Dubbi sull’adeguatezza logistica dello stabile, sulla fumosità nella presentazione dei contenuti, sulla mancanza di coinvolgimento degli altri comuni del distretto e su una convenzione con il Cantone che ha il gusto di una resa incondizionata, solo per citare i punti a nostro avviso più delicati. Inoltre le risposte alle molte domande inoltrate non sono sempre state chiare, univoche e soddisfacenti. Anzi, l’impressione è quella di avere per le mani un messaggio raffazzonato e un po’ imbarazzante se pensiamo che l’argomento è sul tavolo da oltre quattro anni.

Nonostante tutto, Claudia ed io voteremo a favore della Filanda. Diremo di sì, perché vogliamo salvare la biblioteca e, come accade troppo spesso, anche questo messaggio ha vissuto un iter travagliato ed è arrivato sui banchi di questo lodevole CC “cinque minuti prima della mezzanotte”, come piace ripetere a qualcuno in quest’aula. All’orizzonte si profilano scadenze che devono essere rispettate e bocciare il credito per la prima fase di realizzazione di questo progetto significa dovere poi affrontare problemi maggiori, con meno tempo e probabilmente meno risorse a disposizione. Voteremo di sì perché la Filanda rappresenta un’opportunità per ridare centralità ed importanza al nucleo di Mendrisio. Assieme agli altri due progetti-chiave che riguardano Piazza del Ponte ed il parco di Villa Argentina, la sistemazione della Filanda riporterebbe il campanile al centro del villaggio e darebbe nuova linfa al centro di quello che una volta era chiamato il Magnifico Borgo e che ora è solo un’appendice residenziale del Fox Town. Filanda, Piazza del Ponte e Villa Argentina: le decisioni che prenderemo questa sera e nei prossimi mesi disegneranno il volto della Mendrisio di domani. Dobbiamo perciò avere il coraggio di osare, anche di fronte ad un MM che non ci entusiasma particolarmente, ma la cui vaghezza potrebbe rappresentare un’insperata risorsa. Mancano i contenuti? Sì, ma non le proposte. Basti pensare al materiale raccolto da Grazia, Françoise, Francesca e dagli altri CC che hanno visitato alcune biblioteche in Svizzera ed in Italia. Personalmente, trovo stimolante anche la proposta del relatore di minoranza Tiziano Pasta che auspica la creazione di un centro diurno per anziani sul modello di quello di Vacallo.

Un progetto importante, come appena detto. Talmente importante che forse sarebbe opportuno che la popolazione di Mendrisio si esprima nel merito. Qualcuno ha recentemente scritto che il ricorso al referendum sarebbe un salutare esercizio democratico. Forse è davvero così. Noi Verdi siamo fiduciosi: la popolazione di Mendrisio non sa solo dire di no. Infatti, ha più volte dimostrato di saper essere anche propositiva.

Andrea Stephani, Capogruppo I Verdi di Mendrisio

Post Scriptum: Nel mio intervento ho volutamente evitato l’espressione “centro culturale”, nel contesto attuale troppo altisonante e semanticamente fuorviante. Per favore, non chiamatelo “centro culturale”.

Consegnato al Governo il rapporto sulla pericolosità delle antenne di telefonia mobile

12 Novembre 2014

telefonia mobileLunedì assieme alle amiche e agli amici di Territori Vivibili ho consegnato il rapporto del ricercatore Fiorenzo Marinelli sulla pericolosità delle emissioni elettromagnetiche delle antenne di telefonia mobile. L’azione si inserisce nel lavoro cominciato con questa lettera all’Onorevole Zali. Buona lettura!

BELLINZONA – Consegnato al Governo un rapporto sui rischi delle emissioni elettromagnetiche a firma del biologo ricercatore Fiorenzo Marinelli. A farlo questa mattina è stata l’associazione Territori Vivibili che si batte per impedire l’installazioni di nuove antenne per la telefonia mobile.

Marinelli, ricercatore presso l’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Bologna, da oltre due anni  sta conducendo studi sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici, riuscendo a dimostrare che la radiofrequenza di radar, wi-fi e cellulari interferisce con il ciclo vitale delle cellule.

L’associazione ha consegnato il rapporto alla Segreteria del Consiglio di Stato, dopo che lo stesso non aveva risposto alle richieste di un incontro con l’associazione stessa.

Notizia ripresa da ticinonline.

Le merci pericolose e il raddoppio: un’altra picconata alla nostra sicurezza

11 Novembre 2014

Claudia Crivelli Barella merci pericoloseNel gennaio di quest’anno, assieme ad altri deputati ho inoltrato un’interrogazione riguardante il trasporto di merci pericolose sulle strade ticinesi in generale e sotto la galleria autostradale del Gottardo in particolare, chiedendo cosa potrebbe succedere se la galleria venisse raddoppiata. La risposta del Consiglio di Stato è stata la seguente. Primo: il CdS ticinese sostiene a spada tratta il raddoppio, prima ancora di rispondere alle domande dell’interrogazione. Secondo: visto che l’ipotetico raddoppio non aumenterà la capacità di transito, i camion con merci pericolose non potranno passare. Bizzarra conclusione, e lascio cercare a voi lettori il senso logico della risposta, perché io e insigni giuristi non l’abbiamo trovato.

Purtroppo per i fautori del raddoppio e per la nostra salute, però nei giorni scorsi il Consiglio federale ha rivisto le limitazioni al transito di merci pericolose nelle gallerie stradali svizzere. In particolare, le restrizioni decadono per sette tunnel delle strade nazionali, tra le quali il Seelisberg, che è la penultima galleria che ci proteggeva dal veder sfrecciare sulle nostre autostrade autentiche bombe a orologeria cariche di veleni e merci esplosive. L’ultimo baluardo che fa sì che le merci debbano andare sul treno è il Gottardo. Il Consiglio Federale giustifica la decisione di aver dato il via libera in questa gallerie anche per gli elevati investimenti eseguiti a favore della sicurezza. Ora lo sappiamo, investono soldi nei tunnel stradali e così giustificano la soppressione del divieto di transito per merci pericolose.

A una precisa domanda fatta a Berna il Consiglio federale ha risposto che non può garantire che, una volta costruito un secondo tubo al Gottardo, le merci pericolose non potranno passare. E nel Canton Uri un’interpellanza simile alla nostra ha ricevuto dall’esecutivo la risposta che sì, il Governo Urano teme che un raddoppio potrebbe far allentare le misure restrittive nell’ambito del trasporto di merci pericolose. In Ticino no, si veleggia tranquilli e sorridenti verso il disastro. O si fa finta di non vedere i pericoli per la popolazione, mettendoli in secondo piano nei confronti dei vantaggi finanziari dei pochi che approfitteranno della costruzione del secondo tubo. Alla faccia di chi dice che il secondo tubo aumenterebbe la sicurezza. Un’autostrada piena di mine vaganti da Airolo a Chiasso vi sembra sicura? E poi, i fautori del raddoppio hanno addirittura la faccia tosta di affermare di volere il secondo tubo per una questione di sicurezza!

Se non ci svegliamo in fretta noi cittadini comuni rischieremo la vita ogni qualvolta uno di questi camion transiterà, carico di veleni e esplosivi, di fianco ai nostri asili, alle nostre case per anziani, alle nostre sorgenti.  Vi invito a firmare il referendum contro questo ennesimo assalto alla qualità di vita di tutti noi. Scaricate i formulari a questo indirizzo www.noalraddoppio.ch  O venite a trovarci nelle piazze di Chiasso, Mendrisio, Lugano, Bellinzona, Locarno, Biasca e Faido al sabato mattina!

Vita e morte, quando è ora di lasciare il mondo

10 Novembre 2014

Microsoft Word - Documento1Su Ticinolibero.ch è appena uscita un’intervista doppia, o meglio un “gioco della torricina”, sul tema del diritto all’eutanasia. Io sono una delle due intervistate. Buona lettura!

Ecco il link all’articolo.

Grazie a Ticinolibero per le interessanti domande.

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