NO al carbone

22 Maggio 2011

Un incidente mortale nella miniera di carbone “Upper Big Branch” negli Stati Uniti l’anno scorso, ha messo alla luce una malattia (“polmone nero”) che causa la morte dei minatori (10 000 morti in dieci anni), ancora adesso anche nel mondo occidentale e tecnologico che dovrebbe essere sicuro come ci fanno credere i fautori del controprogetto per un’AET senza carbone. Leggere la descrizione dei sintomi di questa malattia (http://www.iwatchnews.org/2011/05/19/4643/persistent-black-lung-old-scourge-coal-found-autopsies-most-massey-miners), che non ha nessuna cura, fa accapponare la pelle: la persona si ritrova senza fiato, non è più possibile fare due passi senza ansimare, la vita è distrutta senza alcuna speranza di guarigione.

Il respiro è vita, e chiunque si sia trovato alle prese con una difficoltà respiratoria, o che vede un bambino lottare con l’asma, si rende conto di quanto questa semplice equazione sia essenziale e di quanto sia nostro dovere vegliare su quello che respiriamo, senza inutili allarmismi, ma con un pragmatico senso di responsabilità: l’aria non è di destra né di sinistra, la respiriamo tutti, e collega il mondo intero: l’aria non ha barriere né confini. Anche per questo si resta basiti sentendo gli argomenti finanziari e pretestuosi dei fautori del controprogetto. Non facciamoci imbrogliare dalla potenza in atto (perché tutta questa veemenza da parte dei carbonari?…), e votiamo un convinto Sì a favore dell’iniziativa contro il carbone, contro una centrale che a Lünen con ogni probabilità, anche se dovesse venir ultimata, non entrerà mai in azione grazie alla volontà delle persone che hanno vissuto sulla propria pelle le conseguenze di un’economia basata su una fonte insostenibile. Via dal carbone, subito, com’è possibile e responsabile, con lungimiranza e fiducia.

Una nuotata a lago senza le auto

15 Maggio 2011

L’argomento dei ripari fonici a Capolago ci offre l’opportunità per riflettere sul significato che queste infrastrutture rivestono. I ripari, semplicemente, riparano: attutiscono il rumore e riparano la vista…da ambo i lati. E’ vero che in certi punti della strada, particolarmente panoramici, rincresce non vedere le bellezze paesaggistiche del luogo, ma è pur vero che la strada è un mezzo, non un fine, e che la contemplazione di un luogo necessita di lentezza, tempo e cura per poter essere assaporata. Nella nostra società fast-food e iper-velocizzata, ci illudiamo di poter conoscere un paese sfrecciando veloci sulle sue strade, da veri predatori dello spazio. Ma la conoscenza che ne ricaviamo è illusoria e irta di lati oscuri.

Perciò, vada come vada la questione dei ripari fonici a Capolago: ricordiamoci, nel caso non vengano sostituiti, che se è vero che oscurano il paesaggio alla strada, è altresì vero che oscurano la vista della strada a chi si trova nei pressi del golfo, nella vita vera, magari intento a godersi una bella nuotata nelle verdi acque del lago. Quindi, siamo pragmatici e positivi, e godiamoci doppiamente la bellezza del lago andandoci a piedi o in bicicletta: come tutte le bellezze, ancora più preziosa se segreta e riservata a pochi fruitori, per scelta e per amore di un luogo, e non per viziati consumatori d’asfalto o viaggiatori ferroviari distratti che sfrecciano inconsapevoli.

Sì all’iniziativa contro il carbone

6 Maggio 2011

Il 5 di giugno saremo chiamati a votare per l’uscita di AET dagli investimenti sulle centrali a carbone: dopo la raccolta di firme lanciata dai Verdi, che ha mostrato la consapevolezza del popolo ticinese sugli errori della passata politica energetica, avremo la possibilità di trasformare in scelte concrete e razionali la nostra volontà di un’efficienza energetica basata su presupposti più umani e giusti nei confronti della terra.

Nella Costituzione della Repubblica e Cantone Ticino possiamo leggere “il popolo ticinese cosciente che la responsabilità nei confronti delle generazioni future comporta un’attività umana sostenibile nei confronti della natura ed un uso della conoscenza umana rispettoso dell’uomo e dell’universo…”: queste parole dobbiamo avere in mente, quando apporremo il nostro .

Ho ascoltato con attenzione le motivazioni catastrofiste e irrazionali dei fautori del controprogetto, e mi sento di dire in piena serenità che, come il resto del mondo sta mostrando abbandonando il carbone (e il nucleare, ma questo è discorso altro), non resteremo a lume di candela, e che rallentare la corsa folle verso la distruzione del pianeta è l’unica via sensata e percorribile. Sbagliare in buona fede è accettabile, succede a tutti; sapere che una via è errata e proseguire nel percorrerla è un atteggiamento immaturo che non possiamo più consentire. Come esseri umani consapevoli, come genitori, come ospiti di questa magnifica e bistrattata terra votiamo all’iniziativa contro il carbone.

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