Interrogazione – La scuola/l’aula nel bosco come strumento di educazione ambientale

4 Dicembre 2019

Signor sindaco, signori municipali,

avvalendoci delle facoltà date dall’art. 66 LOC e 34 del regolamento comunale, a nome del gruppo Insieme a Sinistra  dei Verdi, presentiamo la seguente

Interrogazione – La scuola/l’aula nel bosco come strumento di educazione ambientale

La scuola nel bosco è un movimento che ha avuto origine in Scandinavia ed è stato esteso a tutta l’Europa a partire dal 1990. Essa utilizza l’ambiente esterno per permettere ai bambini di imparare e crescere attraverso una pedagogia attiva. Il bosco diventa un “laboratorio”, una risorsa multidisciplinare dove si possono vivere esperienze nuove e originali, utilizzando le mani, la mente, il corpo e tutti i sensi. E’ ampiamente dimostrato e documentato che la frequentazione regolare di una scuola nel bosco influisce in modo significativo e profondo sullo sviluppo del bambino, andando ben oltre il margine del bosco.

Attraverso l’educazione ambientale inoltre si stimola il bambino alla conoscenza della natura, al rispetto e all’amore verso di essa e ciò farà sì che da adulti prenderanno a cuore i boschi dei propri dintorni.

Secondo Anna Persico, segretaria del Gruppo di educazione ambientale della Svizzera italiana (GEASI), promuovere la pedagogia attiva nella natura è un approccio pratico che incoraggia i partecipanti a rapportarsi con l’ambiente tramite esperienze vissute con tutti i sensi.

La responsabile cita la positiva esperienza de “La casa del Signor Bosco” un progetto di scuola dell’infanzia nel bosco che da dieci anni viene proposto da WWF Svizzera e dal Centro natura Vallemaggia per le scuole pubbliche. Sono quasi una cinquantina le classi che vi hanno aderito (fonte: articolo apparso sulla Regione il 14 gennaio 2019)

In base ai dati reperibili sul sito “naturalmentescuola.ch”, attualmente in Ticino ci sono: Aula sull’acqua a Muzzano: Aula nel bosco all’Alpe Pazz, Novaggio; Scuolabosco ad Arcegno; Aula nel bosco sui monti Saurù, Lumino; Aula del bosco del Patriziato di Faido; aula nel bosco a Bioggio e Capriasca.

Nel 2018, per esempio, il Municipio di Lugano aveva licenziato il messaggio con la richiesta di un credito per la realizzazione di un’aula nel bosco in prossimità della vetta del Monte Brè, destinata agli allievi delle scuole elementari e dell’infanzia. Progetto, poi accolto dal Consiglio comunale (18.12.2018) con un duplice obiettivo: valorizzare il patrimonio paesaggistico presente sul territorio comunale e promuovere, nel pregiato contesto boschivo del Monte Brè. Il finanziamento dell’opera sarà in parte coperto grazie al sostegno di enti pubblici e sponsor privati.

Da nostre informazioni risulta che il comune di Stabio sia interessato a creare un’aula nel bosco da inserirsi nel  contesto del Parco del Laveggio, Parco che interessa direttamente anche  Mendrisio.  Sarebbe interessante offrire anche questa possibilità per ampliare le attività didattiche delle scuole di Mendrisio, garantendo maggiori risorse. Investire nella scuola, nell’educazione e nell’istruzione, significa investire nel futuro.

Fatte queste premesse chiediamo al Municipio

  • Come valuta i progetti di scuola/aula nel bosco?
  • Ci sono le premesse per realizzare un simile progetto a Mendrisio?
  • Quale zona potrebbe essere interessata?
  • Come vede un’eventuale collaborazione con il progetto di Stabio?
  • Quale potrebbe essere la tempistica?
  • Sull’esempio di Lugano, il Municipio potrebbe ipotizzare un partenariato pubblico/privato?

Françoise Gehring,  Claudia Crivelli  Barella, Grazia Bianchi, Daniela Carrara.

 

Maggiori info:

Gruppo di educazione ambientale della Svizzera italiana

www.geasi.ch

 

Sito Natutalmente scuola

http://naturalmentescuola.ch

 

Articolo di apprfondimento di Anna Persico

https://m4.ti.ch/fileadmin/DECS/DS/Rivista_scuola_ticinese/ST_n.313/ST_313_Persico_Le_aule_nella_natura.pdf

 

Elenco messaggi approvati, Lugano

http://cc.lugano.ch/Messaggi/messaggi-approvati.html

 

Tesi di Valentina Balestra (bachelor Supsi): Dall’aula scolastica al bosco

http://tesi.supsi.ch/2064/1/LD_Valentina_Balestra.pdf

Interrogazione – Percorso ciclabile OSC, Via Sant’Apollonia-Via Campagna Adorna

18 Settembre 2019

Nel maggio del corrente anno, la consigliera comunale Grazia Bianchi e cofirmatari hanno segnalato al Municipio di Mendrisio tramite un’Interrogazione la presenza di alcuni picchetti lungo via Campagna Adorna, lato Parco Ospedale Sociopsichiatrico Cantonale, che demarcavano il tracciato del completamento della pista ciclabile, intervento previsto dal PAM2. Unendoci alle loro preoccupazioni, vogliamo credere che per realizzare la pista ciclabile non sia necessario abbattere, nemmeno in parte, il viale alberato che delimita il Parco OSC.

Nella risposta del 21 giugno 2019, il Municipio di Mendrisio dichiarava che il responsabile della progettazione, interpellato direttamente dal Direttore dell’Ufficio tecnico comunale, aveva riferito che, in fase di approfondimento del progetto, era stata chiesta una perizia sulla possibile coesistenza tra la pista ciclabile e gli alberi, asserendo che “per il momento non è dato sapere se dovranno essere abbattuti degli alberi”.

Con l’auspicio di ottenere rassicurazioni sul mantenimento del bel viale alberato (cfr. foto allegata), chiediamo al Consiglio di Stato:

  1. la pista ciclabile può essere realizzata senza abbattere gli alberi?
  2. in caso contrario, cosa intende fare il Cantone per impedire l’abbattimento delle piante?
  3. nel caso non venissero tagliate, i lavori verrebbero fatti nel rispetto di radici e tronchi in modo da non causare danni ai pioppi?

Con cordiali saluti,

Claudia Crivelli Barella

Anna Biscossa, Ivo Durisch, Andrea Stephani

Nasce a Mendrisio OttoMarzo.16

10 Marzo 2016

4wonCOMUNICATO STAMPA – Un’alleanza trasversale che riunisce le donne della maggioranza degli schieramenti politici attivi a Mendrisio

La Primavera, per sua natura, porta nuova vita. E a Mendrisio germogliano nuovi progetti. In occasione dell’Otto Marzo, giornata internazionale della donna, le donne della maggioranza degli schieramenti politici attivi a Mendrisio (Insieme a Sinistra, I Verdi, Partito liberale radicale e Partito popolare democratico) hanno sottoscritto un manifesto politico in dieci punti con l’impegno di rispettarlo.

Nonostante il principio dell’uguaglianza tra donne e uomini sia iscritto nella Costituzione federale dal 1981, nonostante la Legge federale sulla parità tra i sessi sia in vigore dal 1996, la parità è ancora molto lontana.

Se, indubbiamente, sono stati compiuti passi avanti, c’è ancora molto da fare per raggiungere una piena parità: discriminazioni salariali, soffitto di vetro, scarsa possibilità di conciliare famiglia e lavoro, diffusione di tempi parziali, persistenza di stereotipi di genere, ridotta rappresentanza politica: sono solo alcuni degli ostacoli con i quali sono confrontate le donne.

Restando sul piano della rappresentanza politica, la Svizzera ha compiuto passi indietro. Secondo la classifica dell’Unione interparlamentare (IPU) pubblicata a inizio marzo 2016, la Svizzera occupa ora il 36esimo rango su 191 Stati. Nel 2004 era al 22esimo posto, ma da allora è stata superata soprattutto da Paesi africani e sudamericani. Per quanto concerne i Paesi vicini, meglio della Svizzera fa soltanto la Germania (26esimo rango).

Sul piano cantonale, in media il 25,8% dei seggi nei Gran consigli è occupato da donne, secondo gli ultimi dati dell’Ufficio federale di statistica, pubblicati in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna. Le cosiddette “quote rosa” si sono leggermente riprese dopo il calo nella legislatura 2008-2011. In otto Cantoni (Vaud, Basilea Campagna, Zurigo, Argovia, Berna, Basilea Città, Soletta e Appenzello esterno), la percentuale si fissa al 30% e più: Basilea Campagna fa corsa in testa (37,8%) mentre la lanterna rossa spetta al Vallese (15,4%). In Ticino la quota è del 24,4%, sestultimo posto.

In occasione dei suoi 40 anni di esistenza, la Commissione federale per le questioni femminili (CFQF) ha sottolineato come gli stereotipi di ruolo stanno mutando. Oggi si tratta di combattere le discriminazioni strutturali meno visibili, di superare l’inerzia istituzionale e di far adottare misure legislative per far progredire la parità di fatto.

Va proprio in questo senso la mozione interpartitica proposta come primo atto concreto dell’Alleanza OttoMarzo.16, che chiede al comune di Mendrisio di aderire alla Carta europea per l’uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale e di introdurre il bilancio di genere traendo ispirazione, anche nella metodologia, dal comune di Sorengo. Pur non aderendo all’Alleanza OttoMarzo.16, anche la Lega dei ticinesi sosterrà la mozione.

 

Intervento in Consiglio Comunale sul Preventivo 2014

2 Aprile 2014

Claudia Crivelli Barella, I Verdi di MendrisioEcco qua il mio intervento al Consiglio Comunale di lunedì 31 marzo dove il Gruppo dei Verdi ha votato CONTRO il preventivo 2014 della Città.

 

“Ringraziamo i relatori Giovanni Poloni e Grazia Bianchi, che nei loro rapporti evidenziano molti temi che rispecchiano le preoccupazioni che i Verdi rilevano da diversi anni. E’ possibile commentare un preventivo senza in sostanza parlare di cifre? Soprattutto il rapporto socialista lo evidenzia e lo dimostra in modo lampante: sì, è possibile, e da parte dei consiglieri comunali anche doveroso. Ci limitiamo a ribadire come negli ultimi anni il vivere a Mendrisio, la nostra città, si sia fatto più difficile, meno salubre, se vogliamo richiamare la categoria estetica, che coinvolge il paesaggio, la qualità della viabilità e del verde, più innegabilmente BRUTTO. Il nostro paese è stato rovinato dai patti: il “patto di paese” con il Fox town, che speriamo venga finalmente sanato, tornando ad una situazione di legalità, con una chiusura domenicale che rispetti i precetti non solo della Chiesa, ma anche del buon vivere; e poi i “patti con i quartieri” che molto hanno portato a pochi, senza pensare al bene dei molti.

Proponiamo tre misure drastiche e concrete per dei risparmi: primo, tagliare l’ufficio del promovimento economico, il cui ruolo risulta ormai obsoleto, semmai sia stato di qualche utilità. La città ha semmai bisogno di un ufficio di promovimento ecologico, ma per questo contiamo sul rinnovamento delle cariche tra due anni.

La “porta della città” o centro di pronto intervento è un altro assurdo che il rapporto di Grazia Bianchi ben evidenzia, e ribadiamo che la seconda fase debba essere fermata prima che altri milioni siano sperperati per un’opera faraonica che toglie risorse per investimenti più semplici, concreti, alla portata di tutti. Già si parla di lasciare i veicoli dell’UTC nei vari quartieri, per risparmiare tempo e denaro, e dimostrando come la concentrazione di tutte le forze in un unico punto si riveli un pensiero fallace.

I milioni spesi per questo progetto ci lasceranno tra venti, massimo quarant’anni, un rudere, mentre  pochi milioni che voteremo per acquisire il Parco di Villa argentina resteranno alla Città per sempre: è tempo di pianificare degli interventi veramente a favore della popolazione, che siano utili per il vivere comune, sano e piacevole di una popolazione. Altrimenti, tanto vale lasciare la città in mano agli sprayer, che sanno portare colore e bellezza meglio di tanti architetti.

Un terzo risparmio che auspichiamo è quello di chiudere e vendere lo stabile del Centro giovani: gli anni di esperienza non hanno dato i risultati sperati, dando ragione a quanto andavamo dicendo anni fa quando eravamo avversi anche a questo investimento milionario in una visione di grandeur che ha caratterizzato le scelte del Municipio per troppi anni: i dati che ci ha fornito l’onorevole Comi venerdì purtroppo confermano l’utilizzo molto ridotto aldilà dei giorni di concerti o feste, che si potrebbero organizzare nei quartieri, per non diventare borgo-centrici. Il centro è frequentato giornalmente da 4-5 ragazzi… praticamente, ce ne sono di più a casa mia, con gli amici delle mie tre figlie, e nelle case di molti momò: non si giustifica un investimento di questa portata! Per i giovani, invece di un ghetto, pensiamo piuttosto alla creazione di un centro intergenerazionale e culturale.

Coerentemente, i Verdi ribadiscono il loro ruolo di opposizione, lanciano queste tre misure di risparmio, e votano no a questo preventivo.”

Claudia Crivelli Barella, 31 marzo 2014

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