Interrogazione – Micro e nanoplastiche nell’acqua del rubinetto?

3 Febbraio 2019

Le microplastiche (dalla dimensione inferiore ai 5 mm) e le nanoplastiche (inferiori ai 0.1 µm) sono particelle inquinanti di materiale plastico, introdotte nell’ambiente da fonti primarie (appositamente fabbricate quali componenti di cosmetici, detergenti per il viso o per la tecnologia di sabbiatura ad aria compressa) o da fonti secondarie (derivati dalla frammentazione di detriti di plastica di grandi dimensioni).

Le micro- e nanoparticelle di plastica sono ormai ovunque, nelle acque sia marine che dolci, nei suoli e nell’aria[1]. Attraverso l’ingestione o la respirazione, le particelle di plastica possono essere integrate nei tessuti degli organismi, successivamente accumulate lungo la catena alimentare e infine consumate dagli esseri umani, situati all’apice della catena alimentare. Conseguenze nocive delle micro- e nanoplastiche nell’ambiente sono state rilevate nei molluschi, vermi, crostacei, pesci, uccelli, tartarughe e in altri organismi acquatici[2].

I rischi per la salute di animali e dell’essere umano derivano dagli effetti tossici e cancerogeni delle sostanze utilizzate nella fabbricazione delle plastiche, come gli agenti plastificanti (p.es. gli ftalati), gli agenti usati per indurire la plastica (p. es il bisfenolo A) e i ritardanti di fiamma (p. es. il tetrabromobisfenolo), oppure dagli effetti derivati da inquinanti organici persistenti (p.es. il PCB), metalli pesanti o patogeni accumulati sulla superficie delle particelle durante la loro persistenza nell’ambiente[3]

Malgrado i rischi diretti per la salute umana delle micro- e nanoplastiche non siano ancora sufficientemente studiati e “ciò che è noto è circondato da una notevole incertezza”[4], le sostanze contenute o associate ad esse possono condurre allo sviluppo di tumori, a malattie cardiovascolari, obesità, infertilità, malformazioni congenite, disfunzioni del sistema endocrino, diabete, disfunzioni epatiche e danni alla cute[5]. È anche risaputo che sono in particolare le particelle più piccole ad essere capaci di penetrare nelle cellule umane e di conseguenza a causare il maggior numero di danni[6].

In un’intervista rilasciata al periodico francese Journal de l’environnement[7], la ricercatrice irlandese e esperta del soggetto Anne-Marie Mahon (del Galway-Mayo Institute of Technology), dichiara: “Non sappiamo ancora esattamente quale effetto le microplastiche hanno sulla salute umana. Ecco perché dovremmo applicare il principio di precauzione e aumentare la ricerca per scoprire i rischi reali”. Nello stesso articolo, la professoressa di Chimica della New York State University Sherri Mason invece si interroga: “Abbiamo abbastanza dati sugli effetti della plastica sulla fauna selvatica. Se hanno un tale impatto su di essa, come possiamo pensare che non abbiano un impatto su di noi?”

Secondo uno studio pubblicato in aprile del 2018 nel quale sono stati analizzati campioni d’acqua del rubinetto, l’83 % dei campioni di acqua potabile del mondo contengono microplastiche (72% dei campioni europei)[8]. In Svizzera, il 90% dei suoli delle pianure alluvionali sono contaminate da microplastiche[9]. Il Dipartimento del territorio (DT) del Cantone Ticino ha invece recentemente pubblicato uno studio che rivela che la concentrazione di microplastiche nel Lago Ceresio (213’500 particelle per km2) e nel Lago Maggiore (220’000 particelle per km2) risulta essere pari al doppio rispetto alla media rilevata nelle acque elvetiche[10]. Per ovviare alla problematica delle microplastiche nei laghi il DT prevede ulteriori approfondimenti e una campagna di sensibilizzazione, incentrata sulla prevenzione dell’emissione nell’ambiente (evitare i prodotti con imballaggi monouso in plastica, evitare l’uso di saponi, cosmetici e prodotti abrasivi con plastiche primarie), sulla riduzione (evitare i prodotti “usa e getta” in e con plastica) e sulla chiusura del ciclo dei rifiuti promuovendo il riciclaggio[11].

In Svizzera la presenza di micro- e nanoplastiche nell’acqua potabile non viene sistematicamente analizzata perché l’Ufficio federale dell’ambiente (BAFU) ritiene che il rischio che queste raggiungano l’acqua potabile sia basso. Si presume infatti che le acque di falda siano in gran parte liberate dalle plastiche durante la filtrazione attraverso i vari strati di terreno, o che ciò avvenga negli impianti trattamento dell’acqua potabile[12]. L’ufficio preposto all’approvvigionamento idrico della Città di Zurigo, tuttavia, ammette che, seppure le particelle più grandi di 300 μm siano trattenute durante il processo di filtrazione dell’acqua potabile, la rimozione delle particelle più piccole, in particolare delle nanoplastiche (ovvero le particelle più pericolose per la salute) risulti più difficile. Per rimuovere le nanoparticelle (che comprendono anche le nanoplastiche) dall’acqua potabile, la Città di Zurigo prevede l’istallazione di una fase di ultrafiltrazione nell’impianto di captazione a lago di Moos, a partire dal 2024[13], istallazione già operativa nei comuni di Horgen e Männedorf sul Lago di Zurigo.

In Ticino, seppure alcune aziende dell’acqua potabile si preparino all’istallazione di nuove tecnologie comprendenti anche l’ultrafiltrazione nel trattamento delle acque captate a lago, il rischio che decorre dalla presenza di micro- e nanoplastiche nell’acqua potabile pare poco chiaro, alla luce del fatto che gli attuali filtri “a sabbia” non diano garanzie sul trattenimento delle micro- e nanoparticelle e in presenza di acque lacustri (nel Lago Ceresio e Lago Maggiore) con tenori in microplastiche doppi rispetto alla media Svizzera[14].

Alla luce dei fatti esposti, chiedo al Consiglio di Stato:

  1. Intende promuovere o realizzare uno studio analitico sulla presenza di micro- e nanoplastiche nelle reti di acqua potabile captata nei laghi ticinesi?
  2. Il Cantone emana direttive sul monitoraggio e riduzione delle micro- e nanoplastiche nelle acque potabili all’indirizzo delle Aziende Acqua Potabile comunali?
  3. Come valuta il Cantone il rischio per la salute pubblica della presenza di micro- e nanoplastiche nelle acque potabili? Viste le lacune conoscitive, intende applicare il principio di precauzione imponendo l’eliminazione delle micro- e nanoplastiche dalle acque potabili?
  4. Quali misure concrete sono previste, oltre alla campagna di sensibilizzazione, per prevenire e ridurre l’immissione di plastiche nell’ambiente?
  5. L’amministrazione cantonale utilizza plastiche monouso e saponi o abrasivi che contengono microplastiche primarie? Nel caso affermativo, intende abbandonarne l’uso? Entro quando?
  6. Intende introdurre l’obbligo d’uso di bicchieri e stoviglie riutilizzabili multiuso, oppure monouso compostabili o riciclabili per manifestazioni ed eventi su suolo pubblico?
  7. Sarà possibile il riciclaggio di altre materie plastiche oltre al PET e al PE in tutto il territorio del Cantone Ticino? Quando?

Ringraziando per le risposte, saluto cordialmente,

Claudia Crivelli Barella per il gruppo dei Verdi

 

[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Microplastics

[2] Sharma S. & Chatterjee S. 2017. Microplastic pollution, a threat to marine ecosystem and human health: a short review. https://link.springer.com/article/10.1007/s11356-017-9910-8

[3] Weis et al. 2015. Human Health Impacts of Microplastics and Nanoplastics

https://www.state.nj.us/dep/sab/NJDEP-SAB-PHSC-final-2016.pdf

[4] SAPEA (Scientific Advice for Policy by European Academies) 2019. A scientific perspective on microplastics in nature and society. https://www.sapea.info/topics/microplastics/

[5] Thompson R.C. et al. 2009. Plastics, the environment and human health: Current consensus and future trends. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2873021/pdf/rstb20090053.pdf

[6] https://www.infosperber.ch/Umwelt/Plastikmull-im-Leitungswasser

[7] http://www.journaldelenvironnement.net/article/du-plastique-cache-dans-l-eau-du-robinet,85864

[8] Kosuth et al. 2018. Anthropogenic contamination of tap water, beer, and sea salt. https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0194970

[9] Scheurer M. & Bigalke M. 2018. Microplastics in Swiss floodplain soils. https://pubs.acs.org/doi/pdf/10.1021/acs.est.7b06003

[10] Cantone Ticino, Dipartimento del territorio, Sezione della protezione dell’aria dell’acqua e del suolo. 2018. Studio sulla presenza di microplastiche nel Lago Ceresio. https://m4.ti.ch/fileadmin/DT/temi/microplastiche/documenti/Studio_microplastiche_Lago_Ceresio_novembre2018.pdf

[11] https://www4.ti.ch/dt/da/spaas/ugras/temi/meno-microplastiche/campagna/prevenzione/controllo-dellemissione-nellambiente/

[12] https://www.infosperber.ch/Umwelt/Plastikmull-im-Leitungswasser

[13] https://www.stadt-zuerich.ch/dib/de/index/wasserversorgung/publikationen—broschueren/spurenstoffe.html

[14] Gasperi & Von Niederhäusern. Ceresio, assicuriamoci di non bere plastica. Corriere del Ticino del 29.02.2019, Pagina 12.

Smog o nebbia?

15 Dicembre 2017

Mio intervento al Gran Consiglio durante la discussione del Preventivo 2018. Una richiesta provocatoria? 

Smog o nebbia? Se lo è chiesto un astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea fotografando la nube marrone che copre la Pianura Padana, dove quest’anno è scattata in anticipo l’emergenza inquinamento. “La Pianura Padana qualche ora fa…” ha twittato in novembre AstroPaolo. Pronte le risposte, a partire dall’Esa che gli scrive due messaggi completi di foto scattate dai satelliti europei. ”Ciao, Paolo! La valle del Po è spesso coperta di nebbia, come si può vedere in questa immagine Envisat di alcuni anni fa” si legge nel tweet che accompagna l’immagine spettacolare della Pianura Padana coperta di bianco.

Le immagini della NASA ci aiutano a capire come la nebbia ci sia, ma limitata ad una piccola porzione del territorio padano, in prevalenza sul Veneto ma anche nel Friuli Venezia Giulia sud/occidentale, mentre su tutto il resto del Nord e in modo particolare su Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna (ma anche nel veronese) abbiamo una spessa cappa di smog. I dati dei satelliti non lasciano dubbi: l’aria sopra di noi è la peggiore d’Europa, soprattutto per quanto riguarda il monossido di carbonio. Significativa a questo propostito la cartina delle PM2 in Europa, ed è questo un problema soprattutto padano e polacco.

Insomma, l’aria non ha confini, e a fronte di questa situazione, noi ticinesi assistiamo impotenti, e anche un po’ sfiduciati sulle nostre reali possibilità di fare qualcosa contro l’inquinamento. Lei, Ministro Zali, ci ha assicurati che a qualità dell’aria sta migliorando, ma i dati sono comunque allarmanti, e noi del mendrisiotto lo smog lo tagliamo con il coltello, oltre a riempire i centri delle malattie polmonari.

Noi Verdi ci siamo consultati con degli esperti di diritto internazionale e abbiamo una proposta. Chiediamo quindi, invece di continuare come alcuni a puntare il dito accusatore sui frontalieri (che arrivano perché qualcuno li assume) che il Canton Ticino denunci l’Italia per inadempienza nella prevenzione e nella lotta all’inquinamento a danno della salute da polveri fini. Chiediamo inoltre la messa al bando della vendita di tutti i diesel.

La denuncia sarebbe… sarà secondo noi un atto politico che servirà a smuovere le coscienze e speriamo l’Italia. Mobilità aziendale e altre misure per i frontalieri sono benvenute, ma la denuncia sarà uno strumento in più a fronte della gravità della situazione dell’inquinamento dell’aria.

 

 

Consegnato al Governo il rapporto sulla pericolosità delle antenne di telefonia mobile

12 Novembre 2014

telefonia mobileLunedì assieme alle amiche e agli amici di Territori Vivibili ho consegnato il rapporto del ricercatore Fiorenzo Marinelli sulla pericolosità delle emissioni elettromagnetiche delle antenne di telefonia mobile. L’azione si inserisce nel lavoro cominciato con questa lettera all’Onorevole Zali. Buona lettura!

BELLINZONA – Consegnato al Governo un rapporto sui rischi delle emissioni elettromagnetiche a firma del biologo ricercatore Fiorenzo Marinelli. A farlo questa mattina è stata l’associazione Territori Vivibili che si batte per impedire l’installazioni di nuove antenne per la telefonia mobile.

Marinelli, ricercatore presso l’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Bologna, da oltre due anni  sta conducendo studi sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici, riuscendo a dimostrare che la radiofrequenza di radar, wi-fi e cellulari interferisce con il ciclo vitale delle cellule.

L’associazione ha consegnato il rapporto alla Segreteria del Consiglio di Stato, dopo che lo stesso non aveva risposto alle richieste di un incontro con l’associazione stessa.

Notizia ripresa da ticinonline.

Lettera dei Verdi di Mendrisio all’On. Claudio Zali

4 Settembre 2014

imagesStamattina abbiamo spedito questa lettera al Consigliere Zali. Condividete le nostre preoccupazioni riguardo la posa incontrollata di antenne di telefonia mobile?

On. Consigliere di Stato Zali,

la sezione dei Verdi di Mendrisio è seriamente preoccupata della proliferazione di antenne per telefonia mobile riscontrabile, in generale, nel Mendrisiotto e, in particolare, nel Comune di Mendrisio.

Abbiamo notato che da alcuni anni non vi è più alcun tipo di pianificazione o di controllo da parte del Cantone, malgrado nel sito del Suo Dipartimento, nella rubrica Documentazione, si rimandi alla pubblicazione dipartimentale del febbraio 2009 Antenne e territorio, coordinazione e sviluppo, nella quale si può leggere: «per salvaguardare la salute della popolazione, la natura e il paesaggio, il Dipartimento del territorio e gli operatori (Orange Communications SA, Swisscom Mobile SA e Sunrise Communications SA) hanno sottoscritto un accordo di coordinamento e di cooperazione atto a favorire uno sviluppo sostenibile del territorio. L’intesa, che coinvolge tutti i servizi cantonali competenti, limita la libertà di installare ovunque antenne, e garantisce alle concessionarie un supporto attivo da parte dello Stato nei confronti dei Comuni e delle associazioni».

Purtroppo abbiamo costatato che lo scorso 5 novembre 2013 è apparsa sul Foglio Ufficiale cantonale la modifica dell’art. 5 del Regolamento di applicazione dell’Ordinanza federale sulla protezione da radiazioni non ionizzanti (RORNI), che ha stravolto l’articolo in questione togliendo i due capoversi essenziali presenti fino allora e citati dalla pubblicazione sopra citata: cpv.3: Gli operatori in possesso di una concessione federale (in seguito: operatori) devono fornire i dati necessari al coordinamento, in particolare la pianificazione de   i siti e le giustificazioni delle scelte effettuate; cpv. 4: L’impossibilità di utilizzazione in comune di un determinato sito deve essere sufficientemente motivata.

Questa deleteria modifica ha reso di fatto inattuabile il coordinamento da parte del Cantone: viene da pensare che il Consiglio di Stato abbia ceduto alle forti pressioni esercitate dagli operatori di telefonia mobile per ottenere maggiore libertà nell’installazione delle antenne, come riportato all’inizio del 2013 dalla stampa.

In merito alla pericolosità delle onde elettromagnetiche rileviamo che:

  • l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel maggio del 2011 ha classificato le onde elettromagnetiche in classe 2B, ossia “potenzialmente cancerogene”;
  • lo IARC – Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro – ha inserito i campi elettromagnetici in alta frequenza nella categoria 2B (senza definirne la dose), categoria definita cancerogena per l’uomo;
  • studi effettuati da 12 scienziati internazionali di diversi paesi hanno prodotto un rapporto denominato BIO INITIATIVE 2007, aggiornato nel 2012, per altro mai contestato da organi statali e tantomeno da operatori di telefonia mobile, e hanno appurato scientificamente la tossicità delle radiazioni non ionizzanti emesse dagli impianti di telefonia mobile (www.bioinitiative.org);
  • con risoluzione no. 1815 del 27 maggio 2011 il Consiglio d’Europa ha chiesto immediate soluzioni aventi quali obbiettivi: effetti meno nocivi per l’ambiente e sulla popolazione. A tale proposito, al capoverso 8.2.1 di tale risoluzione viene raccomandato di fissare un tetto massimo di 0,6 V/m, contrariamente a quello 10 volte superiore attualmente autorizzato in Svizzera. Sempre nella medesima risoluzione, al capoverso 8.2.4, è raccomandato l’uso di modelli con emissione senza onde pulsate.

I cittadini spesso si sentono impotenti di fronte al potere finanziario (e non solo) degli operatori, malgrado il forte sostegno popolare a petizioni (o anche a opposizioni collettive contro domande di costruzione) lanciate a livello locale o cantonale, come quella recente promossa dall’associazione Territori vivibili che ha raccolto in poche settimane 6’400 firme.

A Mendrisio abbiamo inoltrato un’interrogazione al Municipio in data 21 novembre 2013 e malgrado i solleciti l’Esecutivo comunale non ha ancora risposto alle nostre domande ma nel frattempo ha rilasciato altre licenze edilizie a Swisscom.

Per tutti questi motivi Le chiediamo di intervenire sul tema in questione, con la medesima determinazione che sta dimostrando nel cercare di risolvere il problema dei posteggi illegali (tollerati per decenni dal Consiglio di Stato e dai Municipi), introducendo nel RORNI l’obbligo di coordinamento tra operatori e Cantone e dando al Cantone maggiore potere di intervento: la salute dei cittadini è un diritto costituzionale che le Autorità devono difendere e che le attività puramente commerciali degli operatori non devono mettere in pericolo.

Con distinti ossequi.

Claudia Crivelli Barella, presidente Sezione i Verdi di Mendrisio e CC

Tiziano Fontana, CC i Verdi (indipendente)

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