Interrogazione – Percorso ciclabile OSC, Via Sant’Apollonia-Via Campagna Adorna

18 Settembre 2019

Nel maggio del corrente anno, la consigliera comunale Grazia Bianchi e cofirmatari hanno segnalato al Municipio di Mendrisio tramite un’Interrogazione la presenza di alcuni picchetti lungo via Campagna Adorna, lato Parco Ospedale Sociopsichiatrico Cantonale, che demarcavano il tracciato del completamento della pista ciclabile, intervento previsto dal PAM2. Unendoci alle loro preoccupazioni, vogliamo credere che per realizzare la pista ciclabile non sia necessario abbattere, nemmeno in parte, il viale alberato che delimita il Parco OSC.

Nella risposta del 21 giugno 2019, il Municipio di Mendrisio dichiarava che il responsabile della progettazione, interpellato direttamente dal Direttore dell’Ufficio tecnico comunale, aveva riferito che, in fase di approfondimento del progetto, era stata chiesta una perizia sulla possibile coesistenza tra la pista ciclabile e gli alberi, asserendo che “per il momento non è dato sapere se dovranno essere abbattuti degli alberi”.

Con l’auspicio di ottenere rassicurazioni sul mantenimento del bel viale alberato (cfr. foto allegata), chiediamo al Consiglio di Stato:

  1. la pista ciclabile può essere realizzata senza abbattere gli alberi?
  2. in caso contrario, cosa intende fare il Cantone per impedire l’abbattimento delle piante?
  3. nel caso non venissero tagliate, i lavori verrebbero fatti nel rispetto di radici e tronchi in modo da non causare danni ai pioppi?

Con cordiali saluti,

Claudia Crivelli Barella

Anna Biscossa, Ivo Durisch, Andrea Stephani

Guerrilla gardening in Piazza del ponte

13 Settembre 2019

Parliamo della Piazza del Ponte a Mendrisio: allo stato attuale, provvisoria e disabitata, con un pavimento nel banale cemento sbiancato (terra battuta o assi di legno, oppure materiali sperimentali sarebbero stati una buona opzione per una piazza temporanea), con vasi disarmonici e sgraziati che appaiono già vecchi mentre in altre città della Svizzera vediamo begli esempi di vasi in contenitori industriali riciclati, in legno vecchio o altre soluzioni più creative dei vasi neri sovradimensionati . E poi, manca l’acqua: la fontanella squadrata e tristanzognola contro cui probabilmente qualche bambino inciamperà non porta certo l’idea di acqua e di vita alla piazza. E allora, la vita portiamola noi! In occasione del Parking day, una giornata nella quale le cittadine e i cittadini si riappropriano degli spazi urbani, venerdì 20 settembre, dalle 17,00 alle 19,00 siete invitati ad un atélier gratuito in Piazza del ponte di creazione di bombe di semi: una pratica antica usata nell’Egitto dei Faraoni dopo le inondazione primaverili del Nilo. Una tecnica presente anche in Giappone con l’antica pratica della “tsuchi dango” (gnocco di terra) e ripresa dal maestro giapponese Masanobu Fukuoka, maestro dell’agricoltura naturale o del non fare. L’idea rivoluzionaria si basa sull’assecondare la natura, ridurre al minimo l’intervento umano e salvaguardare la biodiversità. In tempi più recenti è diventata una pratica di guerrilla gardening: “armarsi” e partire all’attacco delle aree abbandonate, in disuso, e grigie delle città, per trasformare queste aree degradate e abbandonate in aiuole fiorite. Una bomba di semi va lanciata o appoggiata semplicemente sul terreno, aspettando che la natura faccia il suo corso. L’elemento distintivo di questa pratica è che le bombe non si debbono interrare, basta lanciarle perché il mix compositivo garantisce la germinazione dei semi contenuti.  I materiali necessari allo sviluppo dei semi sono l’argilla e il compost che li aiuteranno a svilupparsi e a essere avvolti in una protezione resistente. Prendiamoci la piazza del Ponte, facciamola vivere!

Interrogazione: Capre tosaerba

6 Agosto 2019

Come già accaduto in altre città, tra cui Ferrara e Roma (in questo caso progetto in via di messa a regime), New York ha affidato il compito di far sparire le erbacce agli ovini: silenziosi, efficienti e produttori di concime naturale.  Le capre sono infatti più precise ed efficienti di un decespugliatore e più silenziose di un tosaerba, oltre che più salutari dei diserbanti. Manhattan ha liberato ventiquattro capre nel Riverside Park con il preciso compito di risolvere i problemi di infestazione che si sono rivelati impossibili da superare per i giardinieri del grande polmone verde affacciato sul fiume Hudson, nella zona nord-ovest dell’isola di Manhattan con lo speciale progetto “Gotham”. Non solo la “città di Batman” che rappresenta la trasposizione fantastica della Grande mela,  ma anche, in inglese antico, la “città delle capre”, come lo scrittore inglese Washington Irving definì nel 1807 New York, in quanto questi animali vagavano liberi nell’Upper West Side. Un’operazione dunque, questa, di ritorno alle origini in un’ottica di pacifica e proficua convivenza tra esseri umani e animali. Le capre sono in grado di consumare giornalmente vegetazione pari al 25% del loro peso corporeo. Le caprette diventano anche un’attrazione per bambini e visitatori. Siccome le capre fanno parte anche della tradizione agricola di Mendrisio, chiedo se

Il Municipio intende valutare la possibilità di introdurre un progetto di ovini come tosaerba?

Ringraziando per l’attenzione, porgo i miei saluti estivi,

Claudia Crivelli Barella per i Verdi

Si dichiari lo stato di emergenza climatica in Ticino

27 Maggio 2019

I cambiamenti climatici non sono una moda, come dichiarato dal massimo esponente UDC Christoph Blocher. Il gruppo dei Verdi del Ticino ed alcuni esponenti di altri movimenti e partiti, hanno inoltrato oggi una mozione per chiedere lo stato di emergenza climatica anche in Ticino. Si chiede nello specifico che anche il nostro cantone si approcci al problema con lungimiranza e tempestività sottoponendo ogni decisione presa in parlamento e in governo a criteri di sostenibilità ecologica minimizzando finalmente il anche nostro impatto sull’ambiente.

Le conseguenze di questo fenomeno di comprovata origine antropogenica si cominciano a vivere intensamente anche alle nostre latitudini. Forti sbalzi di temperatura, siccità, ondate di caldo, fenomeni climatici estremi sono i principali campanelli d’allarme che concretizzano sotto i nostri occhi i proclami di scienziati e attivisti. Le conseguenze nel settore agricolo indigeno, e conseguentemente sull’approvvigionamento alimentare, sono già ingenti e fonte di preoccupazione. Ecosistemi, biodiversità e vita sono a forte rischio.

Non solo. Anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, a suo tempo, aveva considerato il problema del surriscaldamento climatico come d’importanza di sicurezza nazionale. la Banca Mondiale stima infatti che nei prossimi 30 anni il numero dei rifugiati climatici aumenterà a oltre 140 milioni. Una zona privilegiata come la nostra deve, non solo contribuire ad arginare il fenomeno dei cambiamenti climatici, ma anche valutare con tempestività le conseguenze per poter cominciare ad elaborare soluzioni che non ci facciano cogliere impreparati.

Il Ticino, facente parte del pianeta terra, non può sottrarsi agli avvenimenti che contraddistingueranno i prossimi decenni. Oggi può decidere se approcciarsi con innovazione portando del valore aggiunto alla sfida del secolo ed essere parte nella soluzione o se subirne passivamente gli effetti continuando ad alimentare il problema.

SCARICA LA MOZIONE: 23.05.2019_emergenza_climatica

Consiglio comunale del 13 maggio 2019

16 Maggio 2019

Intervento MM 80/2018, Richiesta di un credito di fr. 420,000 per le opere nescessarie agli adeguamenti tecnologici e per la manutenzione ordinaria della piattaforma informatica della Città di Mendrisio

Ecco uno di quei Messaggi ai quali non si può votare contro, a meno di apparire del tutto fuori dal tempo e dalla realtà. Voteremo quindi il credito, ma vorrei cogliere l’occasione per qualche breve considerazione critica sulla tecnologia, che tanto ci aiuta e che fa parte delle vite di tutti noi, dai giovani agli anziani. La tecnologia è una realtà molto potente delle nostre vite, e come tutte le realtà possiede anche dei lati d’ombra, tanto più grandi quanto è la sua potenza. La tecnologia informatica facilita il nostro lavoro, ma contribuisce anche alla perdita di lavori e alla depersonalizzazione e alla solitudine che caratterizza la nostra società. Per quanto la tecnologia prosegua la propria evoluzione a passi da gigante, noi esseri umani non siamo molto differenti da come eravamo nel medioevo, e di certo abbiamo le stesse necessità di lentezza per elaborare pensieri complessi e di contatti con i nostri simili che non siano contatti puramente virtuali, ma che consentano di toccare con mano, occhi e tutti i sensi la persona che ci sta davanti. Recarsi ad uno sportello e parlare con qualcuno è un atto molto differente dal compilare un modulo via internet. In questo, auspichiamo che la tecnologia sia di aiuto a facilitare anche altri tipi di contatto, e che si proponga non come sostituta bensì come facilitatrice di reali occasioni di incontro e di scambio.

Inoltre, invito a osservare un minimo di senso critico di fronte all’euforia che caratterizza il nostro approcciarci alle tecnologie informatiche. Come detto, sono utili e allettanti, ma nascondono anche delle insidie, come ogni tipo di novità. Ricordo che un’analoga euforia ha accompagnato molte novità: i pesticidi che parevano la panacea per un’agricoltura più agevole e che poi si sono rivelati cancerogeni; l’eternit che rendeva facile e poco costosa qualsiasi edificazione e che ora costa milioni smantellare (vedi ex Jelmoli…); la plastica che è entrata in ogni ambito delle nostre vite, semplificandole, e che ora sta uccidendo gli oceani…Insomma: all’entusiasmo scriteriato seguono spesso ripensamenti tardivi.

Inoltre, mi preoccupa la spazzatura tecnologica che contribuiamo a creare per stare al passo con le nuove tecnologie. Ogni novità comporta un bel commercio e opportunità di “progresso” per molte categorie: produttori di macchinari, di computer, stampanti e telefoni sempre più performanti, che dopo poco diventano obsoleti e contribuiscono a creare montagne inimmaginabili di rifiuti…Certo, con il leasing aggiriamo il problema dei costi causati dall’obsolescenza programmata, ma contribuiamo comunque ad incrementare questa mole di spazzatura tecnologica che prima o poi ci sommergerà, un po’ come il tanto decantato cemento che non sappiamo più dove smaltire…

Ma esistono anche dei vantaggi, il telelavoro è sicuramente uno di questi, che invitiamo a diffondere e ha implementare il più possibile, poiché a nostro avviso rappresenta il futuro, anche per evitare spostamenti e per facilitare una vita più serena e tranquilla a casa propria.

Come detto, il gruppo dei Verdi voterà questo credito.

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