Regolamentazione dei posteggi residenziali meno onerosa per inquilini e proprietari e compatibile con la nuova mobilità integrata

8 Agosto 2019

INIZIATIVA PARLAMENTARE

presentata nella forma generica da Bruno Storni e cofirmatari “Regolamentazione dei posteggi residenziali meno onerosa per inquilini e proprietari e compatibile con la nuova mobilità integrata”

1° Agosto  2019

La crescente domanda di mobilità negli ultimi decenni ha portato da una parte ad una crescente saturazione dell’infrastruttura stradale e dall’altra ad uno sviluppo dell’infrastruttura (ancora purtroppo limitata) e dell’offerta di servizi di trasporto pubblico.

In Ticino gran parte degli spostamenti avviene ancora con il mezzo privato, lo split modale rimane  poco rallegrante.

Con l’apertura della Galleria di Base del Ceneri e con il concomitante potenziamento del servizio TILO, come pure degli autoservizi urbani e regionali, ci aspettiamo un notevole aumento dell’uso del trasporto pubblico e un minor fabbisogno di autovetture private e conseguenti posteggi.

Grazie alla realizzazione di nuovi percorsi ciclabili (che restano purtroppo ancora carenti in diverse zone, in particolare nel Luganese), anche la mobilità lenta sta diventando sempre più attrattiva.

Possiamo quindi ragionevolmente ipotizzare che la proporzione di nuclei familiari senza autovetture private o con un’unica autovettura aumenterà in maniera significativa rispetto a quelli con due o più autovetture.

Il Cantone negli ultimi anni ha giustamente posto l’accento su una gestione più regolamentata dei posteggi in particolare risanando situazioni abusive, introducendo una tassa sui posteggi (tassa di collegamento) e modificando nel 2014 il Regolamento Cantonale posteggi  privati  (art. 42 LSt) riducendo i massimi di riferimento.

Il Regolamento Cantonale Posteggi Privati RCpp (art 51-62 RLSt) definisce tetti massimi modulati in funzione dell’offerta di trasporto pubblico, infatti il principio fondamentale del RCpp consiste nel considerare la possibilità di sostituzione del veicolo privato con il trasporto pubblico per determinati motivi di spostamento.

Considerato che la base legale per il RCpp è l’art 42 della LSt

Art. 42 1Allo scopo di migliorare le condizioni di mobilità e di qualità dell’ambiente, il Cantone

emana un regolamento che determina il numero dei posteggi sui fondi privati.

2Il Consiglio di Stato lo elabora, sentita una commissione consultiva; esso è applicato dai Comuni

interessati alle nuove costruzioni, alle riattazioni ed ai cambiamenti di destinazione; fanno eccezione

le costruzioni destinate all’abitazione.

3Esso stabilisce il fabbisogno massimo di riferimento, il numero dei posteggi privati necessari e il

numero dei posteggi privati da realizzare, in base alle norme dell’Unione dei professionisti svizzeri

della strada (VSS), tenuto conto delle circostanze locali e in particolare della qualità del trasporto

pubblico e del livello dell’inquinamento ambientale.

Questo articolo esclude i posteggi residenziali, i quali vengono ancora regolati unicamente a livello comunale secondo norme d’applicazione dei piani regolatori o specifici regolamenti nei quali si definiscono minimi e non massimi; che in molte situazioni urbane, dove l’offerta di trasporto pubblico è adeguata, si ritiene che l’obbligo generalizzato di costruire posteggi sia ormai anacronistico e contrario allo sviluppo di mobilità integrata che prevede un maggior peso sul trasporti pubblico e la mobilità dolce; e che ciò sia inoltre anche non economico.

Infatti l’obbligo rincara i costi dell’edificazione, il costo di un posteggio varia tra i 35’000 e 42’000 Fr se interrato, 23’000 a 28’000 Fr in superficie chiuso[i] anche laddove non c’è richiesta. Costi a carico di proprietari o indirettamente inquilini per posteggi che non hanno necessariamente bisogno.

Fatte queste considerazioni riteniamo opportuno che il Cantone regolamenti anche i posteggi destinati agli edifici residenziali alla stessa stregua del posteggi per edifici commerciali artigianali ecc (definiti privati)  previsti dall’ art 42  LSt.

Con questa iniziava legislativa generica si chiede che la LSt venga modificata, o per estendere l’applicabilità del RCpp o per la definizione di un’altra Regolamentazione per posteggi di edifici residenziali, creando una nuova specifica base legale in collaborazione con i Comuni per determinare il fabbisogno massimo di posteggi.

In particolare si chiede che, nelle norme per i posteggi residenziali:

  1. il fabbisogno sia definito in maniera flessibile, adattato alla situazione urbanistica, all’offerta di trasporto pubblico, alla facilità di effettuare spostamenti a piedi o in bicicletta, alla disponibilità di posteggi pubblici/privati in esubero in zona,
  2. si elimini laddove possibile il fabbisogno minimo e si definisca il fabbisogno massimo di riferimento (come previsto dal art 42 LSt )
  3. si consideri la possibilità di edificare quartieri totalmente privi di posteggi privati come già avviene in altri Cantoni,
  4. si codifichi il fabbisogno di stalli per biciclette.

Bruno Storni

Carlo Lepori, Raoul Ghisletta, Nicola Schönenberger, Daniela Pugno Ghirlanda, Cristina Gardenghi, Massimiliano Ay, Ivo Durisch, Anna Biscossa, Claudia Crivelli Barella, Laura Riget,  Tamara Merlo, Lea Ferrari

[i] Kostenfaktor Parkplätze in Gemeinnützigen Wohnbauten, Metron, Bundesamt für Wohnungswesen, Grenchen 2019

 

Mozione: SOSTEGNO CANTONALE ALLO SVILUPPO DELLA NAVIGAZIONE DI LINEA E TURISTICA SUI LAGHI TICINESI

11 Marzo 2019

MOZIONE SOSTEGNO CANTONALE ALLO SVILUPPO DELLA NAVIGAZIONE DI LINEA E TURISTICA SUI LAGHI TICINESI

Premessa

In data 30 giugno 2016 venne firmato a Lugano il Memorandum d’intesa Leuthard-Delrio per il miglioramento della navigazione di linea e turistica sui laghi Maggiore e Ceresio.

Nell’ambito di questo accordo e della Convenzione vigente tra i due Paesi, è stato costituito un gruppo di lavoro misto italo svizzero che ha permesso il rinnovo delle Concessioni, e l’elaborazione di un progetto di miglioramento dell’offerta di navigazione sui due laghi, creando a questo scopo il Consorzio dei laghi tra le due Concessionarie.

I primi risultati tangibili di questi lavori:

  • Rinnovo delle Concessioni di trasporto per il lago Ceresio ed il lago Maggiore.
  • Costituzione di un Consorzio tra SNL (Società di Navigazione Lago di Lugano) e GGNL. Uno dei compiti principali è l’attivazione di un tavolo tecnico che coinvolge gli attori dei due laghi (Cantone, Regione Lombardia, i Comuni lacuali, gli enti turistici, gli enti regionali di sviluppo, ecc.) per poter raccogliere l’esigenza effettiva del territorio e determinare così un’offerta nel rispetto del principio della copertura dei costi e dell’esigenza effettiva.
  • la ripresa da parte di SNL dell’operatività sul bacino svizzero del lago Maggiore.
  • Sono state aperte due rotte di trasporto pubblico cosi come previsto dalla legge LPVR 94 nel rispetto del principio della parità di trattamento dei due bacini.
  • Sono stati riconosciuti sui due laghi gli abbonamenti ½ prezzo e l’Abbonamento Generale (GA)

Il lavoro svolto sinora riconosce l’importanza strategica per lo sviluppo della navigazione sia turistica che di linea sui laghi ticinesi e delle rispettive offerte di navigazione, così come riconosce un ruolo importante della Navigazione per lo sviluppo economico e del territorio.

Obiettivi

Tra gli obiettivi di quanto fatto che la mozione vuole perseguire si riconoscono in particolare i seguenti.

Sostenere e sviluppare il traffico di linea, alternativo a strade e ferrovia, con linee comandate sui due laghi sgravando così il traffico specialmente quello su gomma.

Promuovere e sviluppare il traffico turistico promuovendo le bellezze culturali, architettoniche e naturali dei nostri laghi mettendo in rete anche le località meno accessibili diventando un perno per le attrazioni turistiche lacuali.

Lo sviluppo della navigazione sui laghi ticinesi permetterebbe inoltre di dotarsi di tecnologie innovative nel campo della propulsione alternativa (ibrida ed elettrica) ecologicamente sostenibile, creando nuovi posti di lavoro inseriti nel tessuto economico locale.

Conclusioni

Per i motivi sopra elencati, si ritiene che il progetto di Navigazione è d’importanza strategica per il Canton Ticino e va sostenuto dai vari enti pubblici coinvolti.

In questo senso l’ente pubblico, in particolare il Cantone, dovrà giocare il suo ruolo attivo per garantire un’offerta di trasporto pubblico e turistico di qualità eseguito da maestranze professionali e ben formate per i due laghi, garantendo la massima sicurezza.

E’ ovvio a tutti che senza sovvenzioni pubbliche la navigazione di linea, come qualsiasi altra offerta di trasporto pubblico, avrebbe serie difficoltà a coprire i costi.

Fatte queste considerazioni, si propone al Consiglio di Stato di elaborare e implementare, in collaborazione con le OTR e gli ERS di riferimento dei due laghi, un piano di azione e un credito su più anni al fine garantire la programmazione, e di sviluppare e sostenere in modo duraturo il servizio di navigazione di linea sul bacino svizzero del Lago Maggiore e del Lago di Lugano non coperto dalla Legge sul trasporto pubblico.

Il finanziamento potrà essere coperto da leggi esistenti oppure tramite un intervento ad hoc.

Siamo convinti che un tale sostegno permetterebbe anche di attivare capitali privati che potranno aiutare a dotare i due laghi di natanti di nuova generazione al passo coi tempi, ecologicamente e tecnologicamente all’avanguardia.

Con la massima stima.

Raffaele De Rosa

Lorenzo Jelmini, Michele Foletti, Bruno Storni, Claudia Crivelli Barella, Fabio Schnellmann, Giorgio Pellanda, Alex Pedrazzini

Intervento in Parlamento: sul risparmio idrico

21 Maggio 2014

acqwuaIn occasione della sessione parlamentare che inizierà il 1° giugno interverrò con il seguente rapporto di minoranza sul messaggio 6766 “Basi legali sul risparmio idrico”.

Rapporto di minoranza sulle mozioni del 24 settembre 2012 di Bruno Storni e cofirmatari “basi legali per promuovere risparmio d’acqua potabile” e del 1° novembre 2008 di Francesco Maggi e cofirmatari “gestione più sostenibile dell’acqua potabile e contro lo spreco di soldi pubblici in acquedotti sovradimensionati e spese di depurazione inutili”

Letto il Rapporto di maggioranza, riteniamo difficile entrare in una dinamica di discussione tecnica sull’oggetto in esame. Del resto, aldilà delle discussioni tecniche, occorre dire che quando si dimensiona un progetto occorre farlo sulla base di dati provati, e che questi dati sono mutati negli anni. E’ una questione di metodo e di professionalità, tanto più che nell’approvvigionamento idrico sono implicati parecchi soldi pubblici. Si fanno da più parti proclami di contenimento della spesa del Cantone, ma in questo settore si elargiscono milioni senza una effettiva base scientifica.

Una soluzione sarebbe una perizia esterna sul dimensionamento degli acquedotti, per evitare ulteriori sprechi di soldi pubblici e per non ledere il principio di sviluppo sostenibile e i piani energetici, nonché i sussidi per ridurre i consumi energetici.

Nella legge sull’approvvigionamento idrico del 1994 si legge al capitolo 7 (dedicato al regolamento di applicazione, che non esiste ancora dopo vent’anni dall’adozione della legge) che “le direttive fissano in particolare criteri minimi, segnatamente d’ordine tariffario, atti a favorire l’uso parsimonioso e razionale dell’acqua”.

A proposito dei dati forniti dal Consiglio di stato che secondo noi non corrispondono alla realtà pensiamo alla statistica cantonale errata con l’acqua industriale riversata sulle economie domestiche.

Nel Mendrisiotto il Cantone aveva progettato, sulla base dei calcoli dell’Ufficio dell’approvvigionamento idrico, un acquedotto per un costo di quasi cinquanta milioni di franchi che fu osteggiato dai Comuni. Un caso che mostra come non rendere prioritariamente sicure le sorgenti, come avviene ora, sia a giudizio di molti, errato. Si continua ad usare un metodo del passato che dovrebbe invece essere modificato secondo le più recenti evoluzioni scientifiche.

Risparmiare acqua conviene a tutti/e. Per convincersene basta conoscere i tre vantaggi di un minor consumo d’acqua:

  • vantaggio a livello economico: costituisce un grande risparmio economico per l’utente, poiché premette di ridurre le bollette sia dell’acqua potabile sia dell’acqua calda (nafta, elettricità, …). Inoltre, evitando la necessità di ampliare le infrastrutture d’approvvigionamento d’acqua potabile e di depurazione delle acque luride o di costruirne di nuove, si contribuisce a ridurre ancora di più queste spese, che si ripercuotono sempre sul cittadino (tasse, …);
  • vantaggio a livello ambientale: permette di ridurre l’impronta ecologica della società, sottraendo meno acqua alle zone umide e all’ambiente. Inoltre, diminuendo il consumo si riduce il volume d’acqua inquinata e si spreca meno energia (pompaggio dell’acqua, riscaldamento, …), riducendo di conseguenza la produzione di gas a effetto serra;
  • vantaggio a livello sociale: la sensibilizzazione della popolazione responsabilizza consumatrici e consumatori, dà vita a una nuova cultura dell’acqua che riconosce il suo inestimabile valore.

 

tabella consumo idrico

 

Lugano è la città europea dove si consuma più acqua pro capite. Lo si evince dall’Urban Audit  uno studio al quale partecipa l’Ufficio federale di statistica che  rileva e confronta diversi parametri ambientali in Città europee e Svizzere.

Con 250 metri cubi a testa, nel 2012 i cittadini di Lugano hanno consumato in media un quantitativo d’acqua doppio rispetto a quello delle altre città. Tutte le altre città elvetiche incluse nello studio, Ginevra, Basilea, Losanna, Zurigo, Bienne, Lucerna, Berna, San Gallo e Winterthur, presentano infatti valori pro capite oscillanti tra 85 e 135 m3. Ancora più bassi i valori registrati all’estero, come per esempio i 60 metri cubi di Monaco di Baviera. Anche deducendo quella che a Lugano viene definita acqua industriale Lugano rimane prima superando i 1500 mc/ab anno.

Lo studio sottolinea altresì come con un prezzo di 1,20 franchi per metro cubo, il costo dell’acqua a Lugano sia uno dei più bassi tra le città prese in esame.

Sull’altro versante, ben più virtuoso, si situa il comune di Gordola chi ha dimostrato che gestendo un acquedotto adottando sia nuove tecnologie e processi di controllo e monitoraggio da parte e gestione della domanda dall’altra si riesce a ridurre il fabbisogno sia medio che di punta per abitante a livelli nettamente inferiori a quelli che definisce il cantone.

Cantone che comunque ha recentemente ridotto  senza però una base analitica in taluni casi i valori massimi da 500 a 400 l’/g per Abitante equivalente.

Purtroppo  la commissione non ha voluto prendere atto di studi e ricerche che dimostrano il cattivo dimensionamento degli acquedotti in particolare Stakeholder analysis in water supplì systems di  D.E Tillman Eawag.

Se consideriamo i principi enunciati nella scheda di PD sull’acqua nella quale si parla di tariffe progressive e di gestione della domanda dobbiamo prendere atto con rammarico che a fronte della politica dell’ufficio acquedotti che promuove dimensionamenti da 500 litri giorno x abitante equivalente, esse rimangono solo vuote enunciazioni prive di alcun effetto pratico.

Invitiamo pertanto il Parlamento ad approvare le due mozioni in esame.

Claudia Crivelli Barella, Bruno Storni

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