Sì all’iniziativa Alimenti equi

24 Agosto 2018

Il 23 settembre saremo chiamati alle urne per l’iniziativa Alimenti equi: un’ottima iniziativa che va sostenuta con convinzione, in quanto si pone contro le monoculture a favore della biodivesità, promuovendo l’equità invece dello sfruttamento. Dei prodotti della regione e di stagione. I nostri pasti nel piatto invece che nella spazzatura. Animali felici senza di fabbriche di animali. Tutti motivi importantissimi che ci fanno partecipi di temi che ci riguardano, non relegati alla sola politica ma che coinvolgono ragioni filosofiche, umanitarie, ecologiche e di sopravvivenza della biodiversità e della vita sulla terra. Pensare globalmente ed agire localmente è un motto che dovremmo sempre tenere a mente, oltre al fatto che fare la spesa è il primo concreto gesto politico che compiamo ogni giorno. Diamo importanza alle nostre scelte, non pensiamo che piccoli gesti non abbiano importanza, e cerchiamo di coinvolgere quante più persone possiamo in un movimento benefico a favore di una vita più giusta e più equa per noi, per i lavoratori, per il benessere degli animali e dell’ambiente. Per la maggior parte delle agricoltrici e degli agricoltori un allevamento rispettoso del benessere degli animali è già oggi una priorità. Purtroppo, malgrado gli elevati criteri elvetici in materia di protezione degli animali, nei nostri negozi possiamo facilmente trovare carne e uova provenienti da allevamenti intensivi. Nella maggior parte dei casi senza indicazione alcuna sulla condizione di detenzione degli animali. Grazie all’iniziativa per alimenti equi si può migliorare il benessere degli animali e le loro condizioni di vita. Le derrate alimentari sono spesso prodotte in condizioni di lavoro scandalose, anche in Europa. A causa del libero scambio, l’industria agroalimentare conduce una guerra di prezzi senza esclusione di colpi. Va da sé che per produrre alimenti a prezzi stracciati non è possibile garantire delle condizioni salariali dignitose. L’iniziativa per alimenti equi vuole privilegiare dei prodotti che siano coltivati in condizioni salariali dignitose. L’iniziativa per alimenti equi vuole offrire un vantaggio concorrenziale agli alimenti prodotti localmente seguendo il corso delle stagioni, rispetto a quelli dell’industria agroalimentare mondializzata. È un sostegno che va a premiare alimenti freschi, sani e rispettosi dell’ambiente e del clima. La prossimità tra produttore e consumatore crea trasparenza, favorisce la fiducia ed avvantaggia l’economia locale. Per tutti questi motivi, votiamo sì a questa iniziativa.

Maggiori info: sito dell’iniziativa

Manutenzione del verde e biodiversità

20 Ottobre 2014

Il Municipio di Mendrisio ha presentato il Messaggio sull’adozione della Variante al Piano particolareggiato per realizzare un parco pubblico, come chiedono a gran voce, da anni, numerosi cittadini e cittadine. Per leggerlo con attenzione, mi sono seduta su una panchina del nostro polmone verde urbano, e ho visto la parte bassa un po’ dimessa: lungi dall’essere questa una critica all’oberato Ufficio tecnico, ho pensato che fosse meglio così della situazione di qualche anno fa, quando nel parco ed altrove, la manutenzione era eseguita in maniera quasi eccessiva.

Mi sembra interessante per il futuro verde della nostra e di altre città ticinesi prendere a modello quanto fatto dalla città di Losanna per la gestione e manutenzione degli spazi verdi. Spinti da una grande sensibilità ecologica, ma anche dall’attenzione per l’estetica e l’identità dei luoghi, hanno convertito il loro modo di lavorare e mantenere gli spazi pubblici. Niente più diserbanti, niente più decespugliatori (rimpiazzati da falci) e soffiatori utilizzati settimanalmente (con grande disturbo alla quiete e tendiniti ai lavoratori), bensì spazio ad una manutenzione più mirata ed estensiva. Risultato: fiori selvatici ai piedi delle alberature cittadine, pecore che brucano l’erba nei cimiteri cittadini ed ai piedi del municipio e molto altro ancora. Quindici anni dopo un sondaggio ha dimostrato la piena soddisfazione di tutta la cittadinanza: nessuno tornerebbe indietro, nonostante i primi anni le opposizioni siano state a tratti forti.

Certo, è stato un processo impegnativo che ha richiesto alcuni anni di pianificazione, ma ha permesso di ridurre le emissioni di CO2 e, dato degno di nota, ha ridotto del 20% il personale necessario alla manutenzione degli spazi verdi. Tutte queste informazioni sono ritrovabili sul sito della città di Losanna: vale la pena dare un’occhiata.

Ah… vi chiederete cosa penso della proposta del Municipio sul Parco… a breve renderemo pubbliche, noi Verdi di Mendrisio, le nostre considerazioni.

 

Un McDonald’s anche a Mendrisio

2 Gennaio 2011

Nessuna opposizione: anche a Mendrisio, nella ridente piana di San Martino, sorgerà un ristorante Mc Donald’s. Forse era scontato che anche una città slow si omologasse agli usi dominanti: in fondo, si tratta soltanto di un luogo di ristorazione, e il logo del ristorante degli hamburger è, nel mondo, conosciuto più di tanti altri simboli, compreso quello della croce cristiana.

Qualcuno mi ha suggerito di non usare il termine biodiversità perché “fa tanto tofu”: una bella definizione, che mi ha fatta sorridere e pensare a quanto i tabù cambino con il cambiare della società…un tempo sarebbe stato impensabile parlare liberamente di argomenti quali la sessualità o l’evasione fiscale, mentre ai nostri giorni un grande tema da evitare è quello dell’omologazione, del fatto incontestabile che stiamo vivendo tutti in un grande confusione globalizzata e senza barriere (neppure più le dogane a distinguere territori e tradizioni differenti).

Ma se esistono le parole per dirlo, diciamolo: il cibo del mac è talmente gustoso e finto che è quasi impossibile per tante persone resistere alle sue molto redditizie sirene tentatrici. Provate ad assaporare una mela dopo aver pranzato dentro un cartone: il succoso frutto non avrà praticamente sapore per le papille gustative viziate da sapori bio-omologati.

Dinnanzi a tali potenti sirene, dovremmo raccontare di nuovo ai nostri figli la storia di Ulisse, che si fece legare al pennone della sua nave per non essere vinto dal loro canto infingardo e traditore. Indossiamo un paio di scarpe da ginnastica e andiamo, a piedi, a mangiare un formaggino nostrano all’eremo di San Nicolao: troviamo il coraggio di sperimentare il valore impareggiabile della biodiversità. Da lassù potremo anche guardare la piana dall’alto, e pensare a cosa fare per scongiurare il peggio.

La bellezza della diversità

28 Settembre 2010

Quando penso al concetto “biodiversità”, mi sorgono davanti agli occhi immagini idilliache di montagne incontaminate, di prati con una moltitudine di colori, di vegetali commestibili immersi nel verde e di stagni con mille piccoli mondi vitali costituiti da girini, anatre, piante acquatiche.

Tante immagini che i miei occhi hanno potuto fotografare in anni di escursioni nella natura, e che costituiscono per me un carburante, una risorsa di bellezza e di speranza a cui attingere quando mi trovo in una stanza al chiuso per troppe ore, o in mezzo al traffico di una grande città, oppure quando mi sento scoraggiata, demoralizzata o del tutto persa dentro un grande centro commerciale, un non-luogo ostile alla vita e asfissiante, nel quale tutti si aggirano boccheggianti e sperduti almeno quanto me.

Ho imparato ad apprezzare la vita naturale in molte sue forme, e cerco di fare a meno di tutto quanto la impoverisce. Per dirne una, da anni il mio prato verde attorno a casa è diventato, da insulso tappeto erboso da rivista patinata che era, un vero e proprio, affascinante microcosmo: erbe selvatiche e bellissime, fiori arrivati dal bosco vicino, farfalle e uccelli, insetti e lucertole…posso passare un pomeriggio in pochi metri quadrati sentendomi in una giungla, e bearmi della vita che brulica in ogni stagione (d’estate più fervente, d’inverno più poetica).

Eppure, se penso a cosa significa per me, nel profondo, il termine biodiversità, torno a pensare all’essere umano: nella mia professione, nella mia vita familiare (con un marito e tre figlie ancora bambine), l’essere umano è al centro della mia attenzione. E, se ci pensate, anche nella varia umanità di cui si compone il mondo, i principi della biodiversità sono importanti e utilissimi. In un mondo che tende ad omologare tutti quanti, a non riconoscere le diversità, a standardizzare i comportamenti verso un unico principio riassumibile nel motto “chi non produce guadagno non conta”… vale la pena osservare le persone con l’amorevole cura che mettiamo nel contemplare animali in via d’estinzione o piante rarissime. Anche in ognuno di noi alberga uno spirito vitale, un essere unico e prezioso, diverso da ogni altro eppure, in quanto appartenente al genere umano, simile e riconoscibile. Ogni volta che cerchiamo di ingabbiare le persone come se fossero conserve in vasi di vetro etichettabili con un termine pseudo-scientifico (psicotici, depressi, disoccupati, donne, disabili,…), stiamo agendo in una direzione contraria alla biodiversità. Quando invece sospendiamo i giudizi preconfezionati e ci lasciamo sorprendere dall’unicità che ogni essere umano porta con sé, ci troviamo sulla buona strada per poter gioire delle meraviglie del creato!

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