Un nuovo sindaco per Mendrisio

28 Maggio 2018

Ci sono persone che spiccano come diamanti in mezzo a cocci di vetro, persone con una caratura umana, morale e intellettiva particolare, che danno l’impulso a tutti coloro che stanno loro intorno a migliorare, e la speranza in un cambiamento postitivo. Samuele Cavadini è evidentemente una di queste persone, il plebiscito attribuitogli dalla popolazione di Mendrisio ne è un segno incontestabile, e noi Verdi da tempo avevamo riconosciuto in lui qualcuno in grado di portare avanti quegli ideali di onestà e di rispetto per l’ambiente e per le persone che latitavano un po’ in politica. Questa elezione è il segno evidente che il vecchio modo di far politica, clientelare e basato sull’interesse personale in cui i buoni propositi ecologisti non sono che pennellate ipocrite, è ormai tramontato; o perlomeno che le cittadine e i cittadini desiderano altro per sé e per il territorio.

Samuele Cavadini è un sindaco a chilometro zero, un sindaco che ha fatto delle promesse credibili, delle quali la più importante è quella di essere all’ascolto di tutti per creare insieme una Mendrisio migliore, più umana, più verde e culturalmente più progredita. Questa promessa è credibile perché preceduta da anni nei quali è stata incarnata con coerenza da una persona aperta e autenticamente giovane, rispettosa dei valori e delle tradizioni e attenta alle realtà locali culturali e del vivere comune. Think globally, act locally è un motto verde che il nuovo sindaco incarna alla perfezione, e che sarà da stimolo per tutti noi. Non esistono grandi condottieri solitari, bensì soltanto progressi portati avanti da gruppi di persone motivate e impegnate. Samuele Cavadini è la guida ideale per questo popolo onesto e umanamente progredito: era lì da vedere, e noi Verdi l’abbiamo visto.

Ora spetta a tutti tutti noi lavorare insieme con fiducia e impegno, chiedendoci ogni giorno, in ogni atto, cosa possiamo fare per migliorare il nostro mondo, partendo dalla nostra piccola realtà quotidiana, perché ogni piccola azione ha conseguenze nel grande mondo.

Videosorveglianza a Mendrisio

15 Maggio 2018

A (mia) futura memoria… il mio intervento in Consiglio comunale sul tema della videosorveglianza.

Se nei primi del novecento Freud poteva dire “L’uomo civile ha barattato una parte della sua felicità per un po’ di sicurezza”, un secolo dopo di felicità se ne vede in giro davvero poca, mentre le norme, le leggi e i sistemi di sicurezza sono aumentati a dismisura. Risultato: la nostra libertà decresce. La potenza della tecnica è proporzionale alla sua capacità di controllo che, per essere un controllo serio, deve essere generalizzato. Le prime vittime siamo noi con le nostre telefonate registrate, le nostre immagini riprese dalle telecamere all’angolo di ogni strada, i nostri pensieri che si accontentano dell’informazione allestita in televisione, i nostri sentimenti atrofizzati da timore che ogni eccesso possa essere frainteso. E così la bandiera della libertà, che l’Occidente sventola ai quattro venti, ha come suo contraltare un sistema così rigoroso e minuzioso di controlli che assedia l’anima. Più l’assedio si fa stringente, e più i nostri comportamenti si fanno guardinghi e ossessivi. E se riusciamo a evitare la depressione, che sembra interessi il 40% della popolazione occidentale, non riusciamo ad evitare lo stress delle nostre consuetudini volte a rassicurarci. Parole queste di Umberto Galimberti tratte dalle raccolte di saggi: “ I miti del vostro tempo”, questo in particolare da “Il mito della sicurezza”. Tutti noi siamo a favore della sicurezza. Personalmente, baratterei volentieri la mia privacy in favore di una maggiore sicurezza, e dunque sarei di primo impulso favorevolissima ad un controllo a tappeto. Non mi spaventano neppure realtà da Grande Fratello, eppure ognuno di noi deve compiere uno sforzo per andare oltre le proprie inclinazioni, a favore di una maggiore razionalità. Per questo, partita con entusiasmo verso un “controlliamo ogni angolo di strada”, mi sono imposta un approfondimento ragionevole e ragionato. In questo ringrazio il relatore Gianluca Padlina che ha avuto il coraggio di portare avanti degli elementi di perplessità che in Commissione abbiamo tutti più o meno inizialmente accantonato, in un impeto controllista. Aldilà degli aspetti tecnici espressi dai due rapporti, invito alla ponderazione e al non farsi portare dalle emozioni cavalcando l’onda di una paura irrazionale e isterica che da parecchi anni ha invaso il nostro vivere. Paura del diverso, dello straniero, del ladro, persino paura dell’artista di strada o dello sprayer e di tutto ciò che esce dal nostro controllo. Ebbene, a noi piacerebbe, ma la vita non si può interamente controllare, sfugge al nostro totale controllo, ed è follia tentare di presiedere ad ogni angolo. I fatti parlano chiaro: le effrazioni e i furti sono diminuiti anche senza video sorveglianza, viviamo in realtà in una Città sicura, anche grazie all’eccellente lavoro della nostra Polizia, che colgo l’occasione di ringraziare. Questo credito è eccessivo, irrazionale e psicologicamente dannoso, e quindi sosteniamo il rapporto di Gianluca Padlina che chiede il rinvio in Municipio del Messaggio Municipale.

Samuele Cavadini sindaco di Mendrisio

9 Maggio 2018

Ho conosciuto Samuele quindici anni fa come ex allievo di mio marito, e mi aveva colpita la passione di questo ragazzo per la politica e per l’energia che metteva nella convinzione di dare il proprio contributo positivo al bene comune. Negli anni, l’ho visto crescere e diventare un giovane uomo sempre coerente e onesto. Ho potuto apprezzarlo come collega di Consiglio comunale e di Gran Consiglio, e poi come Municipale della mia Città. In alcune posizioni differenti su temi partitici, ho sempre riconosciuto in lui una grande capacità di ascolto e di riflessione, un’apertura mentale e una grande onestà intellettuale e umana. Mi ha fatta spesso ridere e sorridere, e soprattutto mi ha aiutata a vedere le cose in un’ottica differente e meno drammatica della mia: insomma ha saputo tranquillizzarmi e darmi fiducia anche quando, su alcuni temi, mi sono sentita sfiduciata e anche spaventata…doti secondo me preziose per un sindaco, ovvero una persona che sappia essere all’ascolto e al servizio dei cittadini e delle cittadine, con una visione sua propria, ma anche capace di ascoltare le differenti visioni del mondo. L’ho visto in questi anni, tra la gente, in giro per Mendrisio con la sua bici elettrica, maturare posizioni sempre più ecologiste e aperte al futuro, con genuina simpatia umana e una leggerezza saggia e riflessiva. Secondo me, sarà un buon sindaco e una ventata di freschezza per la nostra Mendrisio.

Mozione: diamo un seguito a Slow Up con le domeniche senz’auto

3 Maggio 2018

Mozione: diamo un seguito a Slow Up con le domeniche senz’auto

Proponiamo l’istituzione di domeniche senz’auto mensili nelle varie regioni del nostro Cantone. Un modo per valorizzare il territorio i suoi prodotti e riflettere sulla necessità di ripensare gli spostamenti e i bisogni di mobilità.

Lo strepitoso e crescente successo di Slow up nel nostro Cantone mostra chiaramente come i cittadini siano interessati a vivere una mobilità diversa, più dolce e incentrata sui rapporti interpersonali. L’interesse per tale mobilità dimostra che attraverso investimenti mirati per migliorare la sicurezza, si potrebbe realizzare un enorme potenziale anche nell’ambito degli spostamenti quotidiani e pendolari. In questo senso è necessario riorientare gli investimenti nell’ambito dei programmi di agglomerato che troppo spesso sono incentrati ancora sul traffico motorizzato.
I Verdi del Ticino, oltre a salutare con piacere una cultura collettiva che sta lentamente cambiando anche presso la popolazione del cantone più motorizzato della Svizzera,  propongono d’istituire nel nostro cantone una domenica senz’auto al mese, da marzo a ottobre. In questo senso si potrebbe prospettare un’alternanza regionale dei luoghi dove limitare il traffico veicolare, affinché sia permesso di scoprire tutto il nostro territorio in sicurezza e al contempo si possa sensibilizzare sulle emergenze climatiche che siamo chiamati ad affrontare in questo secolo. Basta ricordare che in Svizzera, il 30% dei gas ad effetto serra prodotti provengono proprio dal settore dei trasporti e della mobilità. Le domeniche senz’auto potrebbero al contempo rappresentare un’ottima opportunità di valorizzazione delle nostre risorse naturali come pure dell’artigianato e del settore eno-gastronomico locale. Insomma una scelta vincente per un Cantone che deve cambiare marcia, verso una mobilità sostenibile.

Per approfondimenti:

https://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/informazione/soggetti-smarriti/La-domenica-a-piedi-6194536.html

http://www.greenpeaceticino.ch/content.php?id=26

http://www.ticinolive.ch/2016/08/30/touring-dice-no-al-ministro-zali-no-alle-domeniche-senzauto-no-alle-targhe-alterne/

Cordialmente,

Claudia Crivelli Barella,

Francesco Maggi, Michela Delcò Petralli

 

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