Salviamo il lavoro

27 Maggio 2015

I Verdi del TicinoVi invito a votare sì all’iniziativa “Salviamo il lavoro” attualmente in votazione, approvata dal Gran Consiglio nel marzo 2015. L’iniziativa non introduce un salario minimo nella Costituzione, bensì il principio che il lavoro in Ticino dev’essere retribuito in modo ‘dignitoso’, trasformando un obiettivo sociale, già oggi ancorato nella nostra Costituzione cantonale, in un diritto sociale. In Ticino esistono 48 settori economici, ma solo 20 sono coperti da un Contratto collettivo di lavoro con salario minimo vincolante, mentre altri settori sono coperti dai contratti normali di lavoro decisi dal Consiglio di Stato su invito della Commissione tripartita. I contratti normali di lavoro (CNL) non sono una soluzione accettabile e sufficiente.

Una volta approvata dal popolo, toccherà al governo e al parlamento decidere come applicare i principi contenuti nell’iniziativa. Due Cantoni, Giura e Neuchâtel, in cui un’iniziativa analoga è già stata accolta in votazione popolare, hanno deciso per un salario unico, calcolato in base ai criteri stabiliti per la rendita complementare AVS/AI.

L’iniziativa toccherà almeno 7000 cittadini residenti in Ticino, dove11’000 salari a tempo pieno sono inferiori ai 3’106 CHF. Se guardiamo al genere, il dato maschile ci dice che il 10% dei salari (quindi oltre 7’000 salari) è inferiore ai 3’571 CHF,
ma la situazione maggiormente problematica concerne la situazione femminile. In questo caso il 10% dei salari femminili è inferiore ai 2’275 franchi (parliamo di circa 4’000 salari) e il 25%, quindi un quarto degli interi salari femminili privati dell’economia cantonale, è inferiore ai 3’378 franchi (quindi oltre 10’000 salari). L’iniziativa non risolve tutti i problemi del mondo del lavoro, ma permette di mettere un fondo a quanto in basso potranno scendere i salari, non solo per oggi ma soprattutto per domani, e non solo per noi ma soprattutto per i nostri figli. Il Canton Neuchâtel ha deciso di applicare una iniziativa analoga alla nostra anche se riguarda solo 2700 persone e lo ha fatto proprio per frenare il trend al ribasso dei salari e anche per fissare una soglia salariale di riferimento per i contratti collettivi. L’iniziativa permette di porre un freno alla diminuzione del salario mediano ticinese, che oggi è inferiore del 16.8 % al reddito mediano nazionale, cioè di 1000 franchi inferiore a quello svizzero e negli ultimi anni il divario tra salari ticinesi e quelli svizzeri è in aumento (nel 2004 era del 13,8% pari a 760 franchi). Dai dati dell’amministrazione federale delle finanze per il 2014 emerge che quasi ¼ della popolazione ticinese vive in un’economia domestica con un reddito uguale o inferiore alla soglia di povertà. Tra il 2003 e il 2010 il reddito mediano delle economie domestiche ticinesi è calato dell’8%. Se i salariati non hanno soldi da spendere è inutile tenere aperti i negozi e sollecitare i residenti a far la spesa in Ticino. Settori importanti come la ristorazione, il commercio al dettaglio, l’edilizia hanno tutto da guadagnare da cittadini che guadagnano in modo dignitoso.

Mettere un freno alla caduta dei salari significa salvare il gettito fiscale del Cantone e poter ridurre la spesa sociale. Oggi il 40% delle persone in assistenza (e sono 7000 le persone che fanno capo all’assistenza), pur lavorando, non riescono a mantenere se stessi e la propria famiglia.

L’iniziativa è flessibile, moderata e ragionevole ed è un contributo importante alla salvaguardia del mondo del lavoro, e servirà per porre un freno al fenomeno di sostituzione di manodopera locale con manodopera frontaliera e favorisce il riassorbimento della disoccupazione. Ventuno Paesi europei, tra cui la Gran Bretagna e la Germania, hanno già adottato un salario minimo.

Da ultimo, anche Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, e Mario Draghi, presidente della Banca Europea, hanno sostenuto la necessità per tutta l’economia di aumentare i salari.

Impegno verde

26 Maggio 2015

imagesCon queste poche righe vorrei tranquillizzare le persone che mi telefonano un po’ allarmate per le voci apparse a mezzo stampa di presunti malcontenti all’interno del partito dei Verdi del Ticino. La mia esperienza, molto positiva, è di un gruppo nel quale si collabora e si discute, a volte animatamente, con sensibilità differenti che vengono rispettate e prese in considerazione all’interno del gruppo e con un coordinatore riconfermato con molta soddisfazione e fierezza dalla maggioranza del gruppo, in modo trasparente e democratico.

Vi invito a non drammatizzare il calo di schede alle cantonali, dovuto a tanti fattori, che si ripercuote anche a livello svizzero (se avessimo agito in modo differente, siete certi che non avremmo perso ben di più?), tra cui purtroppo un gioco al massacro di persone che hanno cercato di distruggere la credibilità che stiamo acquisendo con un lavoro serio sul campo, ognuno nei propri ambiti. A nessuno di noi è mai stato impedito di impegnarsi concretamente per i temi che ci stanno più a cuore, ad esempio a Mendrisio lo stiamo facendo, in tre contro tutti. I risultati non sono tutto in politica, contano certamente di più la fedeltà agli ideali e il rispetto per le persone, ma è anche vero che se non siamo eletti, possiamo fare ben poco, e in questo senso è un atteggiamento miope l’alzare il fuoco amico invece di collaborare: nessuno vince da solo, tutti perdono cercando di distruggere i Verdi. Dividerci non avrebbe senso: ognuno di noi rappresenta sensibilità differenti e preziose, che nessuno ha mai cercato di tarpare.

Io stessa mi sono espressa più volte su temi che non tutti condividevano, e nessuno ha mai cercato di ostacolarmi o non ha rispettato un pensiero differente, e questo anche per altre/i che si sono espressi con tematiche arricchenti per tutto il partito. Qualcuno pensa che non si trattino abbastanza temi verdi? Prego, c’è tutto lo spazio per esprimersi e dare un contributo attivo e costruttivo.

Claudia Crivelli Barella, consigliera comunale verde a Mendrisio

Petizione SALVIAMO UN’AREA VERDE PREGIATA DI MENDRISIO

6 Maggio 2015

Spazio verde mendrisioTutti i Quartieri del Comune di Mendrisio conoscono un elevato incremento di edifici a discapito delle aree verdi di pregio che circondavano gli abitati ed erano coltivate a vigneti, frutteti e campi. Quelle riguardanti il Borgo di Mendrisio (ma anche in parte i villaggi degli altri Quartieri) sono quasi del tutto scomparse.

A Mendrisio, in particolare nel comparto racchiuso tra Via San Martino e Via Carlo Maderno, dove sorge anche il Cimitero, sono sorti dopo il 2000 nuovi palazzi: oggi vi è un’importante densità di edifici e un numero elevato di abitanti.

La particella no. 565 RFD Mendrisio (circa 10’000 mq), di proprietà del Comune, è una felice eccezione (foto).

Purtroppo il Municipio di Mendrisio ha manifestato l’intenzione di voler destinare una buona parte di quest’area alla costruzione di palazzi a pigione.

Considerata l’eccessiva urbanizzazione del territorio i firmatari ritengono che vi sia un’assoluta necessità di avere in ogni quartiere di Mendrisio vaste aree verdi pubbliche per la salute fisica e psichica degli abitanti.

Per questi motivi chiediamo che la particella no. 565 RFD Mendrisio sia tolta dalla zona edificabile e inserita in parte in zona agricola e in parte in zona attrezzature pubbliche (AP) con destinazione verde-svago.

Primi firmatari: Tiziano Fontana, Claudia Crivelli Barella, Andrea Stephani, Mendrisio

SCARICA QUA IL FORMULARIO DELLA Petizione SALVIAMO UN’AREA PREGIATA a Mendrisio

Alle belle parole sentite in campagna elettorale, seguono ben pochi fatti concreti

4 Maggio 2015

hBkMLDgI Verdi del Mendrisiotto apprendono con sgomento la notizia di questi giorni sull’avviso cantonale favorevole ai piani pubblicati dalla Distico SA, azienda facente capo al gruppo Swatch, che intende realizzare una centrale di produzione, assemblaggio e distribuzione a Genestrerio. Si tratta di un enorme capannone di tre piani che occuperà 10’257 metri quadrati e disporrà di 140 parcheggi scoperti. Nel comunicato stampa diramato si legge che lo spostamento a Genestrerio è finalizzato ad avvicinarsi “al luogo di provenienza dei lavoratori”.

I Verdi del Mendrisiotto intendono opporsi in maniera ferma a questo ennesimo scempio del nostro territorio. Durante la campagna elettorale tutti sono puliti la bocca con la protezione del territorio, questi sono i risultati: creazione di posti di lavoro poco qualificati e destinati unicamente alla manodopera frontaliera, ulteriore collasso della situazione viaria del Mendrisiotto e peggioramento cronico della qualità dell’aria.
Sono queste le “aziende ad alto valore aggiunto” che vorremmo vedere insediarsi anche nel vicino comparto di Valera? Sono queste le ditte che garantiranno un futuro ai nostri giovani? Quanta terra va ancora sacrificata?
Oggi come ieri i Verdi del Mendrisiotto s’impegnano per la difesa del nostro territorio e per una migliore qualità di vita.

Per i Verdi del Mendrisiotto Andrea Stephani e Jessica Bottinelli

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