Intervista su LaRegione del 30 gennaio

30 Gennaio 2015

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Oggi è uscita un’intera pagina su LaRegione, firmata da Daniela Carugati, sul tema del lavoro. Tra le persone intervistate anche… Claudia Crivelli Barella.

Ecco l’intervista in formtato pdf: Fondati sul lavoro, di Daniela Carugati, La Regione

Intervento Modifica della Legge concernente l’aggiornamento dei docenti del 19 giugno 1990

26 Gennaio 2015

imagesOggi, lunedì 26 gennaio ho pronunciato il seguente discorso in Gran Consiglio. Come al solito, ecco i link ai documenti governativi. Modifica della Legge concernente l’aggiornamento dei docenti del 19 giugno 1990: Messaggio del 12 marzo 2014 n. 6919Rapporto del 1° dicembre 2014 n. 6919R, relatore: Franco Celio

Io e i Verdi abbiamo molto cari due principi: quello di libertà e quello che accompagna, o che dovrebbe sempre accompagnare, la libertà, ovvero la responsabilità personale. Due termini che mal si accordano con progetti vincolanti e decisi al di fuori, sopra le teste dei singoli. Chi ha una testa non ha bisogno di un capo… e un docente libero non ha bisogno di un programma di formazione calato dall’alto. Per questo, inizialmente l’idea di questa modifica sull’aggiornamento dei docenti non ci ha trovati entusiasti. Ma l’esperienza scolastica e la saggezza del relatore Franco Celio ci hanno convinti del fatto che queste modifiche vanno a favore e non contro la libertà dei docenti.

Chiediamoci dunque: cosa fa di una persona un buon insegnante? Un docente ha sicuramente bisogno di teoria e di conoscenze disciplinari. Nell’universo in espansione dello scibile le cose che si ignorano delle proprie discipline dopo un percorso universitario pur eccellente sono moltissime. Aggiornamento significa banalmente ampliare, anno dopo anno, le proprie letture. Ma significa, naturalmente, anche una seconda cosa. Benché ai profani ciò sfugga, non sono solo le conoscenze scientifiche a essere superate: anche nel campo delle discipline storiche ed ermeneutiche le conoscenze (meglio, le interpretazioni) invecchiano. Dunque l’insegnante deve conoscere almeno un po’ i nuovi orientamenti della ricerca, che si tratti di letteratura, di storia o di lingua.

Ha inoltre bisogno di buona teoria e di buone conoscenze disciplinari…l’insegnante deve avere conoscenze anche specialistiche, mai però iperspecialistiche: servono orientamenti generali, ampi quadri teorici e critici, una costante attenzione alla spendibilità didattica delle conoscenze ed una grande attenzione all’immaginario giovanile. Serve una sinergia tra università e scuola, per la costruzione di modelli e pratiche che colmino la lacuna tra raffinatissimo sapere specialistico e piccolo cabotaggio didattico.

Un buon docente ha bisogno di un modello di didattica sano. Bisogna uscire da uno dei più grandi equivoci del nostro tempo: la didattica ricorre anche a tecniche, ma non è téchne bensì prâxis, ragione politica.

Un buon docente ha inoltre bisogno di respiro, di tempo, di informalità, di sano confronto intersoggettivo. Un sistema di aggiornamento degno di un’istituzione culturale ed educativa come la scuola dovrebbe essere in grado di creare le condizioni favorevoli all’esplicazione della passione per la cultura, per lo studio, per la ricerca, per la sperimentazione, in primo luogo individuali, perché questo fa di un insegnante un bravo insegnante. Ma se un insegnante è bravo davvero, si preoccupa non solo di ciò che il suo sapere fa di lui, ma anche di ciò che egli può, col suo sapere, fare con gli altri e per gli altri: ed ecco l’attenzione pedagogica agli allievi, la disponibilità al confronto con i colleghi, la messa in comune di esperienze, anche il desiderio di sperimentare.

Con questi auspici, ho firmato il rapporto di Franco Celio e vi invito a votare questa modifica di legge.

Claudia Crivelli Barella, 26 gennaio 2015

Interrogazione TER: c’era una volta il prato San Giovanni

21 Gennaio 2015

P1010242Stimato Sindaco, onorevoli Municipali,

in data 7.5.2014 ho inoltrato un’Interrogazione che chiedeva lumi sul posteggio provvisorio e il rispettivo ripristino del Prato San Giovanni nel nucleo storico. Nella risposta il lodevole Municipio annunciava una risemina nell’ottobre 2014 e un conseguente ripristino del prato.

La scorsa estate è stata finalmente chiusa l’entrata per le auto e tolto la ghiaia con la relativa protezione di plastica. Poi, le operazioni si sono interrotte. Il prato non è stato ripristinato e la barra per impedire l’accesso alle auto è precaria e facilmente spostabile. Spesso all’imbrunire arrivano delle persone, anche in auto, che fanno baldoria anche fino a mezzanotte e lasciano immondizia ovunque (allego le fotografie). A causa di tale incuria in un parco che fa parte del nucleo storico, sempre meno cittadini e famiglie con bambini vi trascorrono il loro tempo libero.

Chiedo quindi al lodevole Municipio se è a conoscenza dei fatti, e quando intende intervenire con un completo ripristino del prato, con il rifacimento del muro che è stato demolito per l’accesso delle auto (o almeno con la posa di un cancello alto e robusto, provvisto di serratura) ed eventualmente con la chiusura a chiave dell’entrata per i visitatori oltre gli orari di apertura stabiliti, con un controllo del parco prima della chiusura, come era prassi prima della creazione del posteggio provvisorio.

A nome di diverse famiglie che sostengono questa richiesta, e a nome dei Verdi di Mendrisio, ringrazio per la risposta e saluto cordialmente,

Claudia Crivelli Barella per i Verdi di Mendrisio

Le donne in politica

14 Gennaio 2015

downloadQuanto piace agli uomini rinfocolare il mito delle liti al femminile: il Corriere del Ticino del 13 gennaio titola “Le donne litigano e la lista sarà tutta al maschile” per parlare della Lega: se si scontrano due uomini, siamo di fronte a un franco scontro politico, se due donne hanno delle discussioni, partono le battute di spirito sugli ormoni (declinati a seconda della fase lunare o di vita) e sull’isteria, citando magari Freud (cucù: il buon Sigmund viveva in un’altra epoca, il mondo è andato avanti!).

Se pensavate che il mondo occidentale fosse molto più avanti di quello fondamentalista in fatto di parità dei diritti, date un’occhiata alla satira che Corrado Mordasini, che ha tenuto i discorsi nella cerimonia silenziosa e senza cartelli partitici (?!) a Bellinzona contro la violenza francese, fa sulle donne candidate (“la gnocchetta bionda” è uno degli epiteti più “lusinghieri”: gran cosa, la satira, complimenti!), e vi ricrederete.

Altro esempio: quando un candidato maschio si ritira dalla professione per dedicarsi alla cosa pubblica, è un uomo che prende sul serio il proprio compito, quando lo fa una donna (una liberale: sorella Micocci, non condivido niente del tuo pensiero, ma ti stimo per il tuo impegno!), viene descritta come un’esaltata. Ragazze mie, il mondo è saldamente in mano agli uomini, e vediamo tutte come sta andando. La realtà, noi lo sappiamo, è un po’ differente: appariamo meno nei media, parliamo meno dei nostri colleghi, li ascoltiamo di più, ma noi sappiamo la corrente di solidarietà che corre tra di noi, i silenzi, le cose taciute per non farli impermalosire, per non aizzare il loro eterno bisogno di confronto, di misurazioni vicendevoli e di violenza. Sappiamo essere sorelle, solidali, e in più di un’occasione ho fatto il giro delle mie colleghe in Parlamento per auspicare una collaborazione dietro le quinte che ha dato ottimi frutti. Sappiamo fare bene, quando ci fidiamo delle altre donne, quando diamo loro possibilità di fare il proprio lavoro lontano dalle maldicenze, valorizzando le loro capacità, e anche la loro bellezza e la loro gioventù (che sono qualità, non difetti!).

Non permettiamo di far scrivere una storia che non racconta la verità, ribelliamoci: sorridendo, anche incantando e affascinando i nostri amici uomini: con tutte le loro capacità (ammettiamolo: anche se ci stancano e a volte ci esasperano, cosa faremmo in un mondo senza uomini?!), sono lì per essere educati alla tolleranza, alla collaborazione, a tutto ciò che fa progredire l’umanità.

Buon Anno!

6 Gennaio 2015

downloadL’anno si apre con la notizia che il referendum contro la Filanda non è riuscito, nonostante i raccoglitori di firme a pagamento si siano dati molto da fare: chiaro segno che Mendrisio anela ad un luogo di incontro culturale, dato già noto a chi vive tra la gente e la ascolta… i promotori del referendum sostenevano che fosse auspicabile un dibattito, dopo che da anni i rappresentanti della popolazione si erano dati da fare per realizzare finalmente un’opera che non contempli traffico e cemento, bensì libri e incontri tra le persone.

Una leggenda che mi affascina da anni è quella ebraica dei trentasei uomini giusti necessari affinché il mondo vada avanti: questi giusti non sveleranno mai la propria missione, e secondo alcuni studiosi neppure sanno di essere dei costruttori di bene, ma solo uomini che sanno riconoscere il male e combatterlo. Scruto i miei colleghi politici per scorgere tra di loro chi sia limpidamente interessato al bene comune, perché niente meno che giustizia d’animo e forza è richiesta a chi si occupa della cosa pubblica. Sono convinta che il bene alla fine vinca sempre, anche se con vie tortuose. Ad esempio, che grande sorpresa che l’uomo che ha operato le scelte più lungimiranti e coraggiose nell’ultimo anno sia proprio il ministro del partito più vituperato da coloro che ora, come me, acclamano l’operato di Claudio Zali a favore del nostro martoriato territorio! Per quanto mi sforzi, non comprendo i miei colleghi parlamentari del Mendrisiotto che non riescono a sostenere le sue ragioni, adducendo spiegazioni pseudo-razionali per scusarsi del fatto che non hanno mai fatto nulla di concreto, e promettendo miracoli ecologisti nel prossimo quadriennio. Sono convinta che le persone ragionino, e sappiano fare delle scelte che ci condurranno verso un Ticino migliore. Non sono affatto tempi bui per la politica, sono anzi tempi molto interessanti, di cambiamento e di aria nuova. Auguri a tutti noi, di fratellanza (o sorellanza), e di luce.

Claudia

PS: l’immagine si riferisce al nuovo motto scherzoso del sito, che trovate lassù in alto!

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