Comunicato stampa de I Verdi di Mendrisio sul Parco di Villa Argentina

25 Settembre 2013

La Sezione dei Verdi di Mendrisio presenta le seguenti osservazioni sulle risposte del Municipio di Mendrisio all’interrogazione 17 giugno 2013 sul Parco di Villa Argentina:

  • Se il Cantone ha sollecitato «approfondimenti» sulla proposta pianificatoria del Municipio significa che essa o era carente o presentava elementi di criticità. Sarebbe interessante conoscere i contenuti della proposta del Municipio: al momento della pubblicazione degli atti della variante di PR verificheremo in dettaglio.
  • Siamo molto stupiti della vaghezza della risposta del Municipio di Mendrisio in merito al fondo mapp. 3043 (zona collinare e terreno pianeggiante retrostante il belvedere), oggetto della petizione Un Magnifico Parco per il Magnifico Borgo nel 2009.

Come è possibile che lo studio pianificatorio affidato dal Municipio alla Studio Associati SA nell’autunno del 2010 non sia ancora sfociato in una chiara indicazione dei contenuti pubblici da dare a questo terreno?

Chi sta rallentando la pianificazione di un’area che 2870 cittadine e cittadini di sette quartieri della nuova Mendrisio hanno chiesto sia destinata a zona verde?

  • I Verdi di Mendrisio ribadiscono che il contenuto pubblico di un Parco storico è dato dalla sua stessa origine: essere un Parco! 

In tutte le città svizzere degne di questo nome le aree verdi – tanto più se di valore storico e situate in zone centrali – sono considerate preziosissime e di conseguenza salvaguardate proprio perché costituiscono un’oasi di tranquillità, bellezza, piacere e riposo.

I parchi sono luoghi dove le persone si recano per distendersi e vivere il tempo con ritmi diversi da quelli stressanti della quotidianità. Per questo sono unici.

  • I Verdi di Mendrisio si opporranno al «betonboom» (per riprendere il titolo di un articolo dell’arch. Botta) che minaccia anche il Parco: basta con il pensiero unico della cementificazione del territorio che guida l’azione pratica del Municipio di Mendrisio!

Tiziano Fontana, Consigliere comunale I Verdi (indipendente)
Claudia Crivelli Barella, Consigliera comunale e Capogruppo I Verdi
Andrea Stephani, Consigliere comunale I Verdi

L’acquedotto del Bellinzonese

19 Settembre 2013

Onorevole Consigliere di Stato, cari colleghi, ho sentito la necessità di stendere un rapporto di minoranza di fronte alla richiesta di un credito secondo noi troppo elevato per un’opera faraonica che potrebbe e dovrebbe avere dimensioni più contenute ed una maggiore considerazione dell’importanza dell’acqua nel nostro Cantone. Il cambiamento climatico è ormai una realtà accettata da tutti, mentre fino a pochi anni fa si veniva tacciati da fanatici ambientalisti quando se ne accennava: un cambiamento che porterà ad un aumento della temperatura stimato tra i due e i sei gradi di media, e che comporterà un cambiamento di tutta la vegetazione dei nostri boschi, di fronte al quale non possiamo continuare a pensare di mantenere le abitudini che abbiamo ora: prati verdi nei giardini come se ci trovassimo in Gran Bretagna, piscine private, sperpero d’acqua per una vegetazione inadatta al nostro clima e per lavare macchinari e automobili con buona acqua potabile.

L’abbondanza e la buona qualità di acqua potabile nella nostra Regione ha portato i consumatori a ritenerla una risorsa inesauribile, aumentandone indiscriminatamente l’uso nel corso degli anni. Sfortunatamente, l’acqua è una risorsa rinnovabile, pertanto sempre disponibile purché la velocità di prelievo non superi la velocità di riproduzione e crescita della risorsa stessa; inoltre, l’inquinamento delle falde e delle acque superficiali costringe all’abbandono progressivo delle fonti di risorse idriche compromesse. Pertanto, un consumo razionale e consapevole dell’acqua potabile, anche attraverso piccole riduzioni degli sprechi, è fondamentale per contribuire alla tutela della qualità e della quantità dell’acqua. Ecco alcuni consigli molto facili da applicare, che sorprendentemente ho scoperto non essere ancora entrati nelle abitudini di molti e che quindi ci tengo a riassumervi qui brevemente:

1) Applicare il frangi getto o miscelatore ai rubinetti

2) Fare manutenzione della rete idrica

3) Usare razionalmente lo scarico del gabinetto

4) Preferire la doccia al bagno

5) raccogliere l’acqua piovana e incanalarla dalla grondaia verso il proprio giardino o in cisterne di raccolta per consentire un utilizzo successivo.

6) Lavarsi i denti e fare la doccia in modo ecologico, spegnendo l’acqua mentre si usa lo spazzolino e mentre ci si insapona.

Sono gesti semplici, che dobbiamo diffondere e dare per acquisiti prima di pensare a creare opere troppo grandi che facciano dimenticare il valore dell’elemento acqua, che è il fondamento della vita.

Sulla diminuzione del numero di allievi per classe

19 Settembre 2013

Stimato Consigliere di Stato, care colleghe,

un dato: a Cuba, le classi non superano i 15-17 allievi in ogni livello di scolarità. Cuba è più avanti di noi, un tema di educazione, e questo dovrebbe farci riflettere!

Molti studi dimostrano “che gli allievi in classi piccole ottengono migliori risultati nell’apprendimento della lingua e della matematica rispetto agli allievi in classi grandi, anche quando in queste ultime vi sono docenti d’appoggio al docente principale”. “La scuola pubblica obbligatoria è un tassello fondamentale nella struttura educativa e formativa della nostra società, permette di intervenire a favore di un sano sviluppo dei ragazzi e di dotarli di strumenti indispensabili alla loro riuscita in una realtà sempre più competitiva, complessa, con modelli familiari e sociali in crisi”. Investire “precocemente” e “preventivamente” in quest’ambito “permette di ottenere risultati per tutta la società e anche di prevenire ulteriori spese riparatorie (in ambito sociale e formativo)”. I Verdi sono persuasi che la scuola costituisca un tassello imprescindibile del nostro vivere, e che non vi sia spazio per risparmi che rischiamo di pagare cari in futuro.

Esistono studi come lo studio STAR e quello di Blatchford  che sono particolarmente importanti per il loro alto profilo scientifico. Come ha detto un ricercatore dell’università di Princeton, parlando del progetto STAR, noi ci troviamo in una situazione in cui “una sola esperienza ben concepita dovrebbe definitivamente ridurre al silenzio una mole di studi mal controllati, che forniscono osservazioni imprecise e dati statistici incerti”.

Questi studi stabiliscono in modo inconfutabile tre fatti cruciali. In primo luogo, la riduzione della dimensione degli scolari effettivi nei primi anni d’insegnamento è un fattore cruciale bello e buono di riuscita scolastica, a parità di tutto il resto. In secondo luogo, gli effetti di una riduzione iniziale della dimensione delle classi sono durevoli e sembrano perfino aumentare nel corso degli anni di studio. Infine i due studi si accordano relativamente al fatto che la riduzione della dimensione della classe permetta di ridurre considerevolmente gli scarti tra bambini di diverse origini sociali.

Nella prospettiva di una volontà di democratizzare l’insegnamento, questo risultato è, evidentemente di una importanza estrema.

Partita da un iniziale scetticismo sulla reale necessità per la nostra scuola di ridurre gli allievi per classe, audizioni e colloqui approfonditi con molti docenti mi hanno convinta a firmare il rapporto di Francesco Cavalli, che vi invito a votare.

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