Di mense scolastiche e di libertà delle donne

5 Febbraio 2013

Leggo lettere favorevoli alle mense scolastiche, e vorrei avvisare le mie sorelle sul rischio di giocarci un brutto tiro da sole…La società è cambiata molto negli ultimi vent’anni: vero. Molte donne lavorano per necessità finanziaria: portare il proprio contributo nel mondo anche attraverso l’attività lavorativa è un dovere, e le donne apportano un contributo fondamentale al benessere della società. Ci sono aspetti del vivere che sono mutati in fretta, e aspetti profondi che restano invariati nei secoli. Uno di questi è il fatto che un bambino ha bisogno di un nucleo famigliare per crescere sereno, e che tornare a casa per spezzare la giornata e poter trovare il conforto di un piatto caldo e della carezza di una persona familiare, e un po’ di pace, cambia la qualità di vita in modo fondamentale…Senza demonizzare le madri e i padri che non possono tornare a casa, ma puntando il dito contro il mondo del lavoro che non permette di vivere con dei ritmi umani. La politica ha il dovere di adattarsi al mondo del lavoro, ma anche di indirizzare la vita delle persone verso canali che portino a degli esiti sostenibili anche sul lungo periodo.

Chi vive a stretto contatto con i ragazzi nota un aumento di aggressività: è questo il risultato del nostro vivere? I nostri ragazzi, che hanno avuto tutto materialmente (oggetti, attività extrascolastiche) sono così fragili psicologicamente? Si semina ciò ce si raccoglie…provate a mangiare fuori casa per un’intera settimana, in un ambiente affollato, e poi fate l’esercizio opposto, pasteggiando attorno ad un tavolo con persone care, e magari sdraiandovi una mezzora a leggere sul divano (o a giocare nella cameretta) ed è facile notare le differenze nella struttura profonda della mente. Moltiplicate per mesi, e fate le vostre considerazioni. Gli anni dell’infanzia costituiscono anni di formazione fondamentali, non solo per il bambino, ma anche per i genitori: perderli in una sarabanda di attività è un insulto al ciclo della vita. Poter scegliere di stare a casa durante i pasti con i propri figli dovrebbe costituire un obiettivo di lotta per noi donne (anche con un aiuto concreto per chi compie questa scelta): la libertà non significa trasformarsi in schiave, ma in padrone del nostro tempo. Piuttosto, se per dei periodi legati a  particolari esigenze non è possibile tornare a casa per pranzo, una famiglia diurna è un luogo più sereno di un’affollata mensa per costruire il bene dei nostri figli.

Acquedotto a lago

1 Febbraio 2013

Pensare ad un acquedotto traghetta la mente fino alle grandi opere degli antichi romani, dei fenici, degli egizi. Civiltà grandiose che grandi opere hanno saputo costruire, e che poi hanno affrontato il declino e la disfatta. L’acqua è necessaria al vivere, e senza acqua non si dà possibilità di vita. Noi abbiamo la fortuna di abitare su un suolo fertile, tanto che ce ne permettiamo un generoso utilizzo anche per attività non del tutto indispensabili: con ottima acqua potabile laviamo auto e macchinari industriali, innaffiamo prati erbosi e varietà vegetali ornamentali adatte più alle latitudini della Gran Bretagna che alle nostre,… Con simile “strasona” attitudine si è pensato di ignorare le fonti idriche presenti sul territorio, cedendole allegramente alle strade, agli stabili industriali, all’incuria; e con altrettanta leggerezza di intervenire solo superficialmente ad una riparazione delle condotte già esistenti. “Sono fonti non più sicure, sono vecchie tubature” si sostiene, “è necessario un nuovo e scintillante acquedotto a lago, capace di far fronte ai bisogni idrici per tutti, per sempre, senza problemi”…Innanzitutto, mi chiedo come si possa dire che le fonti già esistenti sono contaminate, e garantire di mettere in sicurezza un intero lago, con i fiumi in piena che riversano di tutto, con l’autostrada e la ferrovia che corrono attorno alle sue rive. Numerosi studi allertano sulla pericolosità dei microinquinanti in tutti gli acquedotti a lago, e sul costo e ancora incerta efficacia degli apparecchi di ozonizzazione per purificarne le acque (come ci ha spiegato anche l’on. Marco Borradori in aula granconsigliare pochi giorni or sono). Gli omeopati avvertono sulla superiore  purezza organo-elettrica delle acque che provengono dalla falda freatica e dalle sorgenti rispetto a quella del lago. Altri studi ipotizzano che l’aumento dell’infertilità maschile sia da addebitare all’impossibilità di eliminare completamente gli ormoni delle pillole anticoncezionali che finiscono nei laghi insieme a molte altre sostanze non del tutto regolamentabili. Insomma: il nuovo non è sempre il meglio, e spesso rappezzare il vecchio rende di più ed è più saggio che andare a spendere milioni (comune più, comune meno…) per un’opera della quale potremmo doverci pentire nel giro di pochi anni. Buona cosa è non fidarsi mai troppo dei venditori: quando mai si entra in un negozio d’abbigliamento con un vecchio mantello di buona fattura, e non ci viene detto che è assolutamente ora di cambiarlo, che non tiene abbastanza caldo e non corrisponde più alle mode? O avete già provato ad entrare da un parrucchiere che non cerchi di convincervi a sconvolgere la vostra capigliatura con colori e permanenti (parlo per le signore!)?… Spesso, a cose fatte arriva il pentimento, e rimpiangiamo il buon vecchio mantello e i capelli al naturale…così per l’acquedotto: non fidiamoci troppo di chi usa toni allarmistici prospettandoci una sicura morte di sete senza un acquedotto a lago.

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