Il bene della Terra

15 Marzo 2011

I recenti, tragici avvenimenti del Giappone ci hanno posto sotto gli occhi, una volta di più, la potenza sconfinata della natura, che come sa essere madre accogliente e benefica, è pure in grado di spazzar via in un battito di ciglia tutte le nostre illusioni di controllo e di predominio. Noi esseri umani siamo parte di un sistema, non c’è separatezza tra noi e il suolo sul quale camminiamo;’aria che respiriamo nutre le nostre cellule ed i nostri pensieri formano la sostanza di cui sono fatte le opere che lasciamo dietro di noi. Parlare contro l’energia nucleare oggi è un’impresa troppo facile,

affermare: “Noi l’avevamo detto…” suona, per quanto corretto, banale. Ogni forma di energia presenta dei rischi, ma ci sono rischi troppo grandi per poter essere sobbarcati sulle spalle dei nostri figli, sul nostro futuro. Le soluzioni energetiche per una speranza concreta per il futuro sono già disponibili, si tratta soltanto di avere il coraggio e la volontà individuale e politica per metterle in atto. Prima di tutto, distinguere ciò che è essenziale da quanto è effimero, sterile, del tutto inadatto alla vita. E’ possibile vivere molto meglio sprecando molta meno energia: case con meno spazi inutili e meglio isolate; viaggi in meno e tempo per apprezzare la bellezza attorno a noi in più; prodotti locali e di stagione e mille altri piccoli gesti di responsabilità civile e di rivoluzione dolce che tutti noi cerchiamo di praticare nel nostro quotidiano, e che la politica ha il dovere di incentivare, di insegnare e di premiare se davvero vuol tornare ad essere al servizio delle cittadine e dei cittadini, di oggi e di domani.

Poi, rivolgersi con più coraggio verso le energie rinnovabili. Attualmente, ci comportiamo come un uomo che si trovasse in una foresta e che per dissetarsi tagliasse ogni albero che incontra per berne la linfa. Inizia a piovere, e l’uomo continua a disboscare. Basterebbe che lasciasse l’accetta e aprisse la bocca per dissetarsi, ma non lo fa: non per cattiva volontà, ma perché non ci pensa: è abituato a disboscare, a comportarsi da predatore, e non si accorge che l’acqua piovana sarebbe in grado di dissetarlo, meglio e con minor fatica. Così,sopra di noi splende il sole, molto di più che in molte località del nord, eppure lo lasciamo splendere, scaldando a dismisura le nostre case con fonti fossili e lasciando aperte le finestre in pieno inverno perché, erroneamente, pensiamo che tanto non importa, che le decisioni importanti le prendono altri, che non abbiamo potere. Tutto ciò è profondamente umano, e nel contempo terribilmente inumano. I Verdi  vogliono che le persone siano al centro della discussione politica, e che il loro impegno individuale funga da motore per un grande movimento benefico e propositivo, e io con loro non temo di schierarmi dalla parte dei fiori, dell’erba, degli alberi, delle persone che amano la Terra e che dalla Terra sono amate.

La sicurezza dei Verdi

2 Marzo 2011

Lo sappiamo tutti: che ci fa vivere bene, che ci spinge a realizzarci nella nostra vita sono i sogni. Bene, ma chi nei decenni passati ha sognato qui in Ticino? Chi ha sognato inceneritori che avvelenano i nostri polmoni e i campi del Piano di Magadino? Chi ha sognato di incolonnarci per ore tutti i giorni rinchiusi nelle nostre scintillanti ferraglie? Chi ha sognato di gettare ovunque possibile prefabbricati e supermercati? Chi ha sognato di trasformarci da persone, da esseri umani, in consumatori che possiedono un valore soltanto fintanto che spendono? Chi ha prodotto questi incubi in tutti gli ambiti? Prendiamo ad esempio la sicurezza, drammaticamente tornata a far parlare nella cronaca di queste settimane. Anche in questo ambito le uniche soluzioni politiche che sentiamo sono quelle di aumentare le forze di polizia e che questo incremento avrà un costo. Vero, ma se deleghiamo tutta la nostra sicurezza alla polizia (che svolge un encomiabile lavoro con mezzi insufficienti), non ci sentiremo mai sicuri davvero. Per sentirci sereni a casa nostra, bisogna intessere i rapporti sociali con i vicini, andare e suonare i campanelli di chi ci abita dirimpetto e presentarci, tenere gli occhi aperti e darsi una mano l’un l’altro. Anche così si scoraggiano i ladri: uscendo e facendo loro vedere che si è notata la presenza di persone sconosciute. Senza volerle scacciare, pronti ad ascoltarle e aiutarle se chiedono qualcosa, ma non indifferenti e ingenue. I Verdi, come vedete, sognano cose diverse, semplici e praticabili, non monetizzabili e quindi poco interessanti per chi vede solo il lato del guadagno, e sono pronti a raddrizzare queste storture della realtà che ci son state vendute come l’unica e sola lettura possibile del reale. Noi siamo qua per scrivere una nuova pagina di storia, perché la differenza, il vento del cambiamento che gli storici individueranno nei primi decenni del ventunesimo secolo lo avranno portato e persone vicine ai Verdi, l’unica vera alternativa al cinismo interessato e ai calcoli di ripartizione di posti di potere dei partiti storici. Bisogna avere coraggio per svegliarsi, si diceva nel film Matrix. Bene, gli uomini e le donne del Ticino quel coraggio ce l’ hanno, e vogliono essere protagonisti di questo cambiamento. Affinché i nostri figli non siano i primi ad avere meno possibilità delle generazioni che li hanno preceduti. Affinché la storia del Cantone la scriviamo noi persone comuni, invece di reclamare per quella che ci scrivono gli altri. Affinché tutti si possa, senza doverla delegare ai politici, aver voglia di vivere meglio.

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