Sette sculture per celebrare l’aggregazione

16 Novembre 2010

Il Municipio di Mendrisio ha licenziato in settembre un messaggio che richiede al consiglio comunale un credito di 150.000 fr. per la realizzazione di sette statue da collocare nelle sedi di quartiere per celebrare l’aggregazione e la nascita della nuova città di Mendrisio. Nel testo, si afferma che “al cospetto dell’importanza e del significato di questa prima decisiva tappa aggregativa, il Municipio è del parere che si tratti di un investimento commisurato alla rilevanza del processo aggregativo realizzato, un segno minimo a significare il valore di questo avvenimento storico”.

I Verdi di Mendrisio, pur apprezzando l’arte e stimando i validi artisti presenti sul territorio comunale e regionale, sono perplessi. In un contesto democratico e basato sul buonsenso e sulla lungimiranza, appare decadente e auto celebrativo posare delle sculture che portano la mente al pensiero della hybris (l’arroganza che secondo i greci spingeva gli uomini a credersi potenti quanto gli dei), alla saggezza popolare del “chi si loda si imbroda” e, da ultimo, al nostro detto “vola bass e schiva i sass”!

I Verdi possono apprezzare la messa a dimora di un albero celebrativo, o una targhetta per ricordare persone meritevoli (com’è recentemente stato il caso della compianta Claudia Coduri), ma non si riconoscono in un investimento di questo tipo. Piuttosto, pensiamo alla qualità di vita di una città slow e lavoriamo per delle  panchine che facilitino la vita ai pedoni e in opere di valorizzazione dei bei quartieri che compongono la nostra città, destinata ad estendersi e a rafforzarsi nel prossimo futuro.

Le elezioni e il gergo politico

2 Novembre 2010

Le parole hanno un’importanza: sceglierle alcune, usarle con attenzione o con noncuranza, racconta del nostro modo di essere e di intendere la vita, oltre a creare la nostra personale visione del mondo. Ora: vero è che la politica è in qualche modo l’arte civilizzata di fare la guerra, e che una parte di lotta, se leale e rispettosa dell’altro, è stimolante e utile anche al pensiero. Ma a volte ci adagiamo sulle parole, e senza accorgercene lasciamo che descrivano un mondo che non è il nostro. Così, troppo spesso leggo di “candidati in corsa” (ma io non sono un cavallo!); di “squadre di un partito” ( il mio partito è composto da persone che mi piacciono e che ammiro, ma una squadra mi fa pensare tuttalpiù al calcio o una squadriglia militare);…senza parlare delle sigle (incomprensibili alle persone al di fuori di ambiti molto ristretti) e a vecchie faide di cui solo gli antichi hanno memoria (raccontiamole solo a chi interessano, avendo il coraggio di affrontare modelli nuovi di comunicazione).

Una candidatura politica rivela per me l’impegno di una persona che ha raggiunto un buon livello di conoscenza della vita nel proprio ambito personale e professionale e decide di mettere a disposizione della collettività la propria intelligenza (di qualsiasi tipo essa sia: per vedere vari aspetti della realtà dobbiamo unire visioni diverse e saperi differenti), il proprio impegno e la propria passione. Non è utopico: per tutti, è davvero così. Gli interessi privati, le faide partitiche…c’è anche questo da qualche parte, ma parliamo alla parte sana e collaborativa delle persone, smettiamo l’ascia di guerra che porta solo divisioni e troviamo un modo per parlare di noi stessi e degli altri con il rispetto che meritiamo. Non sono un cavallo, ma una guerriera a cavallo. Onore al nemico!

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