E’ possibile un reddito di base per tutti?

13 Maggio 2016

iniziativaRiprendo dal sito di teleticino l’articolo di presentazione e la trasmissione a cui ho partecipato mercoledì 11 maggio sul reddito di base.

Il link alla trasmissione video.

Ospiti di Alfonso Tuor alle 20.45: Claudia Crivelli Barella, Pierluigi Zanchi, Alex Farinelli e Sergio Morisoli

“E’ possibile un reddito di base per tutti?” è il titolo de “I conti in tasca” che andrà in onda mercoledì 11 maggio alle ore 20:45 su TeleTicino.

Il prossimo 5 giugno si voterà sull’iniziativa che propone un reddito di base incondizionato di 2’500 franchi al mese per ogni residente in Svizzera e 625 franchi per bambini e giovani. Questa proposta comporta un cambiamento radicale del modo di funzionare delle nostre economie e del nostro Stato sociale e propugna di fatto un nuovo modello di società. Di fatto separerebbe il conseguimento di un reddito dal lavoro e – come sostengono i promotori dell’iniziativa – permetterebbe ad ogni individuo il perseguimento dei suoi obiettivi di vita. Gli interrogativi, che solleva questa proposta, sono numerosi: quali conseguenze avrebbe sul mercato del lavoro e sul funzionamento dell’economia, anche perché questo reddito di base verrebbe versato anche a coloro che continuano a lavorare? Come si finanzierebbe questa operazione che costerebbe più di 200 miliardi di franchi? Quale sarebbe il futuro delle nostre istituzioni sociali, come AVS, Invalidità, Assicurazione contro la disoccupazione, ecc.?

Di questi temi discuteranno Claudia Crivelli Barella deputata dei Verdi e Pierluigi Zanchi favorevoli a questa proposta e Alex Farinelli deputato PLRT e Sergio Morisoli deputato Area Liberale, contrari.

Il link alla trasmissione video.

Claudia a Democrazia Diretta del 25 aprile 2016

28 Aprile 2016

Logo_image2

Ecco un post di link! 🙂

Qui la puntata di Democrazia Diretta dove ho partecipato per difendere il reddito di base. Una trasmissione ricca e interessante, trovo.

Per ulteriori informazioni sul reddito di base vi rimando al sito dell’iniziativa che voteremo il 5 giugno. INFORMATEVI, ne vale la pena.

Vi segnalo anche la mia lettera che è apparsa sui giornali.

Tra pochi giorni arriverà il materiale di voto! Buona lettura-visione!

Sì al reddito di base incondizionato

25 Aprile 2016

equalsIl 5 giugno avremo l’opportunità di cogliere un’idea che circola nel mondo dai tempi dell’umanesimo rinascimentale e ancor prima, da Tommaso Campanella a Tommaso Moro, da Thomas Paine a Milton Friedman. Un’idea di uguaglianza e fratellanza tra gli esseri umani in grado di far compiere un balzo in avanti al nostro Paese dall’era dell’assistenzialismo a quella della collaborazione e della responsabilità individuale; di creare un nuovo diritto civico che superi la cassa pensioni e l’assicurazione invalidità e che apra la strada ad una società basata sui principi della fratellanza (che non è l’aiuto dal più forte al più debole, ma il riconoscere la forza di ciascun membro di una collettività), del dono, della decrescita e di un modello evoluto di economia, non più predatorio, bensì responsabile.

Quest’iniziativa (offrire ad ognuno il minimo indispensabile per la sussistenza economica affinché possa essere un membro attivo della società) ci offre l’occasione per riflettere su una possibile uscita dall’era dell’avere per entrare in una logica fondata sull’essere. Un suo largo consenso (immaginare una sua accettazione, in questo momento politico, è razionalmente impensabile) aumenterebbe la sensibilità sociale, l’attenzione all’altro, il valore del lavoro. Ciò che frena le persone di fronte a quest’idea è la paura del cambiamento, ma il cambiamento, in natura come in politica, è inevitabile; e la resistenza al cambiamento rende ogni processo più doloroso: già ora il nostro sistema di previdenza non è sostenibile sul lungo periodo, e decidere di cambiare paradigma in tempi ancora relativamente stabili offrirebbe un innegabile vantaggio nel permettere a tutti di condurre una vita degna e politicamente attiva.

Siamo chiamati a votare un’idea, una grande idea, lontana dai passi di piccolo cabotaggio di una politica sempre in risposta, in reazione affannosa agli stimoli esterni ma priva di una visione sul tipo di società che vogliamo offrire alle prossime generazioni. Citando José Mujica, ex presidente dell’Uruguay: “Non veniamo al mondo per lavorare o per accumulare ricchezza, ma per vivere. E di vita ne abbiamo una sola”. Teniamo con noi Seneca, mentre riflettiamo su questo tema: “Non è povero chi ha poco, ma chi desidera molto”. E con lui Epicuro: “L’uomo che non è contento di poco, non è contento di nulla”: il reddito di base ci porta lontano dalle nostre vite in affanno, a contatto con i grandi temi del vivere.

Claudia

    Cerca nel sito
    Archivio