Guerrilla gardening in Piazza del ponte

13 Settembre 2019

Parliamo della Piazza del Ponte a Mendrisio: allo stato attuale, provvisoria e disabitata, con un pavimento nel banale cemento sbiancato (terra battuta o assi di legno, oppure materiali sperimentali sarebbero stati una buona opzione per una piazza temporanea), con vasi disarmonici e sgraziati che appaiono già vecchi mentre in altre città della Svizzera vediamo begli esempi di vasi in contenitori industriali riciclati, in legno vecchio o altre soluzioni più creative dei vasi neri sovradimensionati . E poi, manca l’acqua: la fontanella squadrata e tristanzognola contro cui probabilmente qualche bambino inciamperà non porta certo l’idea di acqua e di vita alla piazza. E allora, la vita portiamola noi! In occasione del Parking day, una giornata nella quale le cittadine e i cittadini si riappropriano degli spazi urbani, venerdì 20 settembre, dalle 17,00 alle 19,00 siete invitati ad un atélier gratuito in Piazza del ponte di creazione di bombe di semi: una pratica antica usata nell’Egitto dei Faraoni dopo le inondazione primaverili del Nilo. Una tecnica presente anche in Giappone con l’antica pratica della “tsuchi dango” (gnocco di terra) e ripresa dal maestro giapponese Masanobu Fukuoka, maestro dell’agricoltura naturale o del non fare. L’idea rivoluzionaria si basa sull’assecondare la natura, ridurre al minimo l’intervento umano e salvaguardare la biodiversità. In tempi più recenti è diventata una pratica di guerrilla gardening: “armarsi” e partire all’attacco delle aree abbandonate, in disuso, e grigie delle città, per trasformare queste aree degradate e abbandonate in aiuole fiorite. Una bomba di semi va lanciata o appoggiata semplicemente sul terreno, aspettando che la natura faccia il suo corso. L’elemento distintivo di questa pratica è che le bombe non si debbono interrare, basta lanciarle perché il mix compositivo garantisce la germinazione dei semi contenuti.  I materiali necessari allo sviluppo dei semi sono l’argilla e il compost che li aiuteranno a svilupparsi e a essere avvolti in una protezione resistente. Prendiamoci la piazza del Ponte, facciamola vivere!

PIAZZA DEL PONTE A MENDRISIO: hanno vinto il rispetto e la tutela dei beni culturali

30 Settembre 2016

vota-no-830x588Le cittadine e i cittadini di Mendrisio hanno dato ragione Comitato apartitico “Un’effimera Piazza del Ponte? No grazie!” Ecco il Comunicato stampa del comitato. Grazie a tutte e tutti! 

Il Comitato referendario apartitico “Un’effimera Piazza del Ponte? No grazie” ha accolto con soddisfazione il risultato della votazione comunale del 25.09.16, che ha visto la variante di PR del comparto speciale “e” ­– Piazza del Ponte a Mendrisio respinta con 2’853 voti contrari (56,3%) contro 2’211 (43,7+%) favorevoli.
Il risultato assume un valore particolare, considerato che tutte le forze politiche della Città, eccetto I Verdi, avevano avversato la domanda di referendum e sostenuto fortemente la variante.

Il Comitato referendario apartitico si rallegra che una ragguardevole maggioranza di cittadine e cittadini di Mendrisio abbiano colto l’importanza della posta in gioco e manifestato una spiccata sensibilità nei confronti del patrimonio storico-architettonico del nucleo del Borgo (protetto a livello cantonale e iscritto nell’ISOS – Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale).
Ricordiamo, infatti, che la variante respinta avrebbe consentito l’edificazione di una torre alta dai 22 ai 26 metri sul sedime dell’ex Jelmoli in Piazza del Ponte, oltre a permettere una densificazione edificatoria lungo via Lavizzari, toccando anche case poste a cavallo fra Corso Bello (nucleo storico) e via Lavizzari appunto.

Nelle prossime settimane il Comitato referendario apartitico valuterà come proseguire la propria attività di sensibilizzazione e promozione, affinché alla volontà delle cittadine e dei cittadini di Mendrisio riguardo a un comparto sensibile del Borgo sia dato adeguato seguito.

Giampaolo Baragiola,
presidente del Comitato referendario “Un’effimera Piazza del Ponte? No grazie”

Una piazza per le persone

8 Settembre 2016

vota-no-830x588Le parole del Municipio di Mendrisio suonano bene: “Non abbiamo intenzione di costruire uno stabile, una volta demolito l’ex-Jelmoli. La possibilità di edificare una torre alta 26 metri esiste sulla carta, ma PER ORA non abbiamo intenzione di sfruttarla.” È quel “per ora” che dovrebbe far drizzare le orecchie alle cittadine e ai cittadini di Mendrisio. Per dirla con Oscar Wilde “So resistere a tutto, tranne che alle tentazioni”. Basta guardarsi attorno e considerare lo scempio pianificatorio e la colata di cemento che contraddistingue la nostra città per vedere che alle tentazioni, negli ultimi decenni, Mendrisio ha ceduto fin troppo spesso. Perché questa volta dovrebbe essere diverso? Passato l’effetto “contentino” ai firmatari della petizione “Per una Piazza del Ponte degna di questo nome”, la Piazza e tutto il pregiato comparto che la circonda verranno verosimilmente cementificate pure loro. Con casermoni alti fino a sette piani. È questo che vogliamo per le future generazioni di mendrisiensi?

Votando NO alla variante di piano regolatore, invece sarà possibile ripensare in modo duraturo la piazza e i suoi dintorni. In fin dei conti toglierci da sopra la testa la spada di Damocle di robusti appetiti cementificatori è un sollievo per tutti, anche per le generazioni future. E se tra 50 anni i nostri nipoti vorranno costruire qualcosa dove noi decidiamo ora di creare uno spazio aggregativo di pregio, buon per loro. A noi sta il compito di scegliere cosa vogliamo adesso, senza indurre in facile tentazione chi verrà dopo di noi. Vi invito quindi a votare NO alla variante di piano regolatore –  comparto speciale “Piazza del Ponte”.

Claudia Crivelli Barella, consigliera comunale per i Verdi

 

I Verdi di Mendrisio e la Filanda

18 Novembre 2014

andrea 2014Lunedì 17 novembre, in Consiglio Comunale a Mendrisio si è votato il messaggio sulla Filanda. Ecco il nostro intervento, a firma Andrea Stephani. Grazie Andrea per l’ottimo discorso!

 

Egregio presidente, onorevoli sindaco, municipali, colleghe e colleghi,

come Verdi abbiamo discusso a lungo, al nostro interno, sul tema Filanda. Questa sera, in veste di Capogruppo, porto la nostra adesione – a maggioranza – al MM che stiamo per votare. Per il mio gruppo non è stata una decisione semplice perché, se da una parte c’era il desiderio di tutti di salvare la biblioteca e dare seguito ad una petizione sottoscritta da oltre 7’000 persone, dall’altra siamo rimasti delusi dalle numerose lacune presenti nel messaggio in questione e già evidenziate durante i precedenti incontri sul tema ed in parte riprese anche dal rapporto di minoranza. Dubbi sull’adeguatezza logistica dello stabile, sulla fumosità nella presentazione dei contenuti, sulla mancanza di coinvolgimento degli altri comuni del distretto e su una convenzione con il Cantone che ha il gusto di una resa incondizionata, solo per citare i punti a nostro avviso più delicati. Inoltre le risposte alle molte domande inoltrate non sono sempre state chiare, univoche e soddisfacenti. Anzi, l’impressione è quella di avere per le mani un messaggio raffazzonato e un po’ imbarazzante se pensiamo che l’argomento è sul tavolo da oltre quattro anni.

Nonostante tutto, Claudia ed io voteremo a favore della Filanda. Diremo di sì, perché vogliamo salvare la biblioteca e, come accade troppo spesso, anche questo messaggio ha vissuto un iter travagliato ed è arrivato sui banchi di questo lodevole CC “cinque minuti prima della mezzanotte”, come piace ripetere a qualcuno in quest’aula. All’orizzonte si profilano scadenze che devono essere rispettate e bocciare il credito per la prima fase di realizzazione di questo progetto significa dovere poi affrontare problemi maggiori, con meno tempo e probabilmente meno risorse a disposizione. Voteremo di sì perché la Filanda rappresenta un’opportunità per ridare centralità ed importanza al nucleo di Mendrisio. Assieme agli altri due progetti-chiave che riguardano Piazza del Ponte ed il parco di Villa Argentina, la sistemazione della Filanda riporterebbe il campanile al centro del villaggio e darebbe nuova linfa al centro di quello che una volta era chiamato il Magnifico Borgo e che ora è solo un’appendice residenziale del Fox Town. Filanda, Piazza del Ponte e Villa Argentina: le decisioni che prenderemo questa sera e nei prossimi mesi disegneranno il volto della Mendrisio di domani. Dobbiamo perciò avere il coraggio di osare, anche di fronte ad un MM che non ci entusiasma particolarmente, ma la cui vaghezza potrebbe rappresentare un’insperata risorsa. Mancano i contenuti? Sì, ma non le proposte. Basti pensare al materiale raccolto da Grazia, Françoise, Francesca e dagli altri CC che hanno visitato alcune biblioteche in Svizzera ed in Italia. Personalmente, trovo stimolante anche la proposta del relatore di minoranza Tiziano Pasta che auspica la creazione di un centro diurno per anziani sul modello di quello di Vacallo.

Un progetto importante, come appena detto. Talmente importante che forse sarebbe opportuno che la popolazione di Mendrisio si esprima nel merito. Qualcuno ha recentemente scritto che il ricorso al referendum sarebbe un salutare esercizio democratico. Forse è davvero così. Noi Verdi siamo fiduciosi: la popolazione di Mendrisio non sa solo dire di no. Infatti, ha più volte dimostrato di saper essere anche propositiva.

Andrea Stephani, Capogruppo I Verdi di Mendrisio

Post Scriptum: Nel mio intervento ho volutamente evitato l’espressione “centro culturale”, nel contesto attuale troppo altisonante e semanticamente fuorviante. Per favore, non chiamatelo “centro culturale”.

Risparmi nella Grande Mendrisio: sì, ma non ad ogni costo

28 Agosto 2013

Il Municipio di Mendrisio si è rinchiuso in clausura e sono stati annunciati tagli e misure per rientrare nelle cifre positive. Ci complimentiamo con la municipalità, e siamo lieti di vedere come si inizi a ragionare in termini di decrescita: dall’idea di una statua commemorativa in ogni quartiere per celebrare la nascita della Grande Mendrisio, siamo arrivati a parlare di contenimento delle spese, di restringimento degli aiuti, di un po’ di modestia, allineandoci con la crisi che dilaga tutto attorno a noi. Ci fa piacere vedere come parecchi dei suggerimenti dei Verdi siano stati accolti positivamente: l’acquisto del parco di Villa Argentina per progettare un polmone verde all’interno della città; la creazione di uno spazio libero con l’abbattimento del vecchio edificio Jelmoli, senza la costruzione di una grande torre in Piazza del Ponte, il cuore pulsante del borgo; e altro ancora.

E vicino a quel cuore che batte a fatica, vediamo l’edificio Filanda come la possibilità concreta di una rivitalizzazione del centro cittadino attraverso un centro culturale: risparmiare si deve, ma anche investire nella collettività, in opere che siano per tutti e pensate per il presente e soprattutto per il futuro. Il centro cittadino pare invaso soltanto dai giovani e dagli sprayers (un popolo che non vorremmo fosse semplicemente demonizzato), che a nostro modo di vedere stanno lanciandoci continuamente dei messaggi, solo a volerli ascoltare: non è di repressione che abbisogniamo, ma piuttosto di vita, di incontro tra le generazioni. Un centro culturale alla Filanda, ben pensato, è ciò di cui necessitiamo per infondere linfa vitale ad una città che sta morendo di consunzione perché cresciuta troppo in fretta.

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