Mozione: diamo un seguito a Slow Up con le domeniche senz’auto

3 Mag 2018

Mozione: diamo un seguito a Slow Up con le domeniche senz’auto

Proponiamo l’istituzione di domeniche senz’auto mensili nelle varie regioni del nostro Cantone. Un modo per valorizzare il territorio i suoi prodotti e riflettere sulla necessità di ripensare gli spostamenti e i bisogni di mobilità.

Lo strepitoso e crescente successo di Slow up nel nostro Cantone mostra chiaramente come i cittadini siano interessati a vivere una mobilità diversa, più dolce e incentrata sui rapporti interpersonali. L’interesse per tale mobilità dimostra che attraverso investimenti mirati per migliorare la sicurezza, si potrebbe realizzare un enorme potenziale anche nell’ambito degli spostamenti quotidiani e pendolari. In questo senso è necessario riorientare gli investimenti nell’ambito dei programmi di agglomerato che troppo spesso sono incentrati ancora sul traffico motorizzato.
I Verdi del Ticino, oltre a salutare con piacere una cultura collettiva che sta lentamente cambiando anche presso la popolazione del cantone più motorizzato della Svizzera,  propongono d’istituire nel nostro cantone una domenica senz’auto al mese, da marzo a ottobre. In questo senso si potrebbe prospettare un’alternanza regionale dei luoghi dove limitare il traffico veicolare, affinché sia permesso di scoprire tutto il nostro territorio in sicurezza e al contempo si possa sensibilizzare sulle emergenze climatiche che siamo chiamati ad affrontare in questo secolo. Basta ricordare che in Svizzera, il 30% dei gas ad effetto serra prodotti provengono proprio dal settore dei trasporti e della mobilità. Le domeniche senz’auto potrebbero al contempo rappresentare un’ottima opportunità di valorizzazione delle nostre risorse naturali come pure dell’artigianato e del settore eno-gastronomico locale. Insomma una scelta vincente per un Cantone che deve cambiare marcia, verso una mobilità sostenibile.

Per approfondimenti:

https://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/informazione/soggetti-smarriti/La-domenica-a-piedi-6194536.html

http://www.greenpeaceticino.ch/content.php?id=26

http://www.ticinolive.ch/2016/08/30/touring-dice-no-al-ministro-zali-no-alle-domeniche-senzauto-no-alle-targhe-alterne/

Cordialmente,

Claudia Crivelli Barella,

Francesco Maggi, Michela Delcò Petralli

 

Interrogazione: Infiltrazioni mafiose

19 Giu 2017

Il Ticino, in quanto Cantone di confine, è chiamato in modo particolare alle sollecitazioni in fatto di infiltrazioni di attività criminali.

In virtù della divisione dei poteri, la magistratura deve occuparsi di diritto penale mentre l’amministrazione ha il dovere di occuparsi di tutto ciò che viene prima del compimento di un atto criminale, ovvero della prevenzione e della sorveglianza. Già resi attenti al tema, dopo la messa in onda dell’approfondimento di Falò sul caso Pulice (http://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/falo/tutti-i-servizi/Un-killer-a-Viganello-9206104.html) ci siamo persuasi che questo tema meriti un approfondimento serio da parte del Governo. È oramai innegabile l’interesse delle cosche mafiose ad infiltrarsi nel nostro territorio in virtù dell’attrattività del nostro mercato liberale, il quale rende difficoltoso il monitoraggio di transazioni illecite ed aiuta di fatto la prolificazione di atti criminosi in ambito di riciclaggio e il conseguente finanziamento della malavita.

Dopo la vicenda dei permessi di lavoro fasulli che ha portato alla luce dell’opinione pubblica come il problema della corruzione all’interno del Dipartimento delle Istituzioni sia un tema attuale che va risolto con misure più chiare ed efficaci per impedire il proseguo di questa situazione pericolosa per i cittadini ed inaccettabile dal punto di vista morale e da quello della sicurezza pubblica. Sussiste dunque una necessità di adeguare le leggi di diritto amministrativo, poiché il diritto penale subentra solamente quando un reato è stato compiuto, e non può dunque aiutare in ambito preventivo. La vicenda dei permessi di lavoro fasulli ha portato alla luce dell’opinione pubblica il problema della corruzione all’interno del Dipartimento delle Istituzioni.  Un problema che va risolto con misure più chiare ed efficaci per impedire il ripetersi di situazioni analoghe non solo all’interno dell’amministrazione pubblica, ma nell’insieme di tutta la società. Sussiste una reale necessità di adeguare e rafforzare gli strumenti di indagine e prevenzione, poiché il diritto penale subentra solamente quando un reato è già stato compiuto, e non può dunque aiutare in ambito preventivo.

Chiediamo dunque:

1. Sulla base del caso di Gennaro Pulice, come intende il Governo
intervenire per evitare il ripetersi di una situazione simile?

2. Quali sono i controlli sulle società di gestione dei capitali?

3. Quali sono le verifiche sottese alla concessione dei permessi di
soggiorno e di dimora concessi a stranieri benestanti?

4. Quali sono gli strumenti che il Governo intende mettere in atto o
rafforzare per la sorveglianza dei movimenti sospetti di capitali?

5. Riguardo alle misure preventive: ha intenzione il Dipartimento delle Istituzioni di creare un gruppo di lavoro di esperti che si occupi di approfondire la questione per trovare soluzioni ad hoc e riuscire ad impedire in maniera efficace il verificarsi di simili situazioni?

6. Il Governo intende adeguare le leggi di diritto amministrativo al fine di poter intervenire a monte della questione, senza dover aspettare il compimento di un reato per il quale possa finalmente intervenire il diritto penale?

7. Ha intenzione il Governo di ideare una campagna preventiva atta a mettere in guardia la popolazione ticinese, invitandola ad eseguire maggiori controlli (affidandosi ad un motore di ricerca online) per l’affitto di spazi locativi, o altro?

Ringraziando per le risposte, porgiamo i nostri più distinti saluti. Per il Gruppo dei Verdi,

Claudia Crivelli Barella, Michela Delcò Petralli, Francesco Maggi

Interrogazione – Per una buona convivenza tra apicoltori e agricoltori-viticoltori

24 Apr 2017

Interrogazione – Per una buona convivenza tra apicoltori e agricoltori-viticoltori. Novità e pericoli di recenti mutamenti nell’omologazione dei prodotti fitosanitari utilizzati nella lotta alla Drosophila suzukii

Breve introduzione alla problematica – Nel luglio 2011 è stata identificata in Svizzera, nelle colture di piccoli frutti del Ticino e dei Grigioni, la drosofila del ciliegio (Drosophila suzukii). In seguito ai danni causati da questa drosofila in Italia e in Francia nel 2010, la Stazione di ricerca Agroscope Changins-Wädenswil ACW ha formato nella primavera 2011 un gruppo di lavoro e ha dato avvio ad una prima campagna di monitoraggio nelle regioni di produzione frutticola e viticola. ACW sta attualmente valutando delle possibilità di lotta.

La drosofila del ciliegio (Drosophila suzukii Matsumura,) è un moscerino della frutta o dell’aceto (famiglia delle Drosophilidae), misura 2-3 mm di lunghezza, ha occhi rossi e corpo color brunogiallastro. Con il nostro clima i voli sono stati osservati da aprile a novembre. A causa della sua polifagia, la sua rapida diffusione e la sua biologia si tratta di un parassita primario. Attacca preferibilmente frutti non raccolti in corso di maturazione. Originario del Giappone, disseminato nell’America del nord, a fine 2008 è stato scoperto in Spagna, a novembre 2009 in Italia nel Trentino e nel 2010 nella Francia meridionale e in Corsica. Nel 2011 Agroscope ACW ha lanciato una campagna di monitoraggio in modo da determinare l’eventuale presenza del parassita sul territorio svizzero. Sono state selezionate delle aziende nei cantoni Ginevra, Turgovia, San Gallo, Grigioni, Ticino, Argovia, Basilea Campagna, Zurigo, Vaud e Vallese, produttrici di bacche o di frutti a nocciolo. Non ancora identificato nel resto della Svizzera e nelle colture di frutti a nocciolo, a fine luglio 2011 su delle trappole posate all’interno di colture di bacche nei Grigioni e in Ticino sono stati trovati degli adulti di drosofila. A causa della sua virulenza e della sua capacità di attaccare dei frutti sani poco prima del raccolto, risulta difficile controllare questo parassita. Nei prossimi anni dobbiamo oramai aspettarci la sua diffusione in tutti i paesi dell’Europa centrale e meridionale. Il gruppo di lavoro di Agroscope ACW sta attualmente studiando le esperienze di prevenzione e di lotta applicate nei paesi già infestati e ha dato inizio al processo di omologazione di prodotti fitosanitari.

Pericolosità per le api dei prodotti fito-sanitari omologati recentemente: l’esempio dello SPINOSAD – Uno dei prodotti omologati recentemente è lo SPINOSAD. Lo Spinosad è un insetticida naturale ad ampio spettro d’azione, estratto dai prodotti dal metabolismo di colture artificiali dell’attinomicete tellurico Saccharopolyspora spinosa. Lo Spinosad manifesta la sua azione biocida nei confronti di insetti appartenenti a vari ordini, fra cui Tisanotteri, Lepidotteri, Rincoti, Coleotteri, Ditteri, Imenotteri. Trova impiego in orticoltura, floricoltura, vivaismo, frutticoltura, viticoltura, olivicoltura e in alcune colture erbacee da pieno campo. In particolare si può impiegare per il controllo anche della drosofila, anche se l’ampiezza dell’efficacia non è ancora pienamente suffragata da dati scientifici definitivi. Come suggerito dalla Task force Drosophila suzukii del dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca DEFR Agroscope ACW, i trattamenti insetticidi sono da tenere come ultima ratio.[1] Gli interventi preventivi prima dell’invaiatura come pure quelli tardivi dopo la vendemmia sono inutili e inefficaci. In caso di necessità, possono essere utilizzati unicamente i prodotti autorizzati. Inoltre, come detto, l’Ufficio precisa che l’efficacia dei prodotti autorizzati non è garantita. Ciononostante, con il documento Foglio illustrativo n°7036 /2017 del 21.2.2017 lo Spinosad è stato immesso nella lista elvetica dei prodotti ufficiali ammessi all’utilizzo senza una autorizzazione speciale.[2]

Uno dei motivi è che per le sue proprietà tossicologiche e l’impatto ambientale relativamente basso, lo Spinosad è compatibile con la lotta integrata. Il suo impiego è inoltre autorizzato in agricoltura biologica dal Regolamento CE n. 404 del 6 maggio 2008. Il principio attivo è poco solubile in acqua e poco volatile, perciò non presenta rischi di inquinamento atmosferico per deriva e di inquinamento delle falde per lisciviazione. Nel suolo si ferma nei primi centimetri del profilo e in superficie viene rapidamente degradato per via fotochimica. All’interno dei vegetali viene altresì rapidamente metabolizzato, riducendo al minimo il rischio di accumulo di residui: i tempi di carenza ammessi sono infatti di tre o sette giorni per la maggior parte delle colture ortive e frutticole e di 15 giorni per la vite. Si tenga tuttavia presente che l’impiego di insetticidi come unica misura non sarà sufficiente, visto il rapido sviluppo di resistenze della Drosofila. Inoltre a causa dell’infestazione poco prima della raccolta, della continua entrata di moscerini nei frutteti e della lunga durata della raccolta della maggior parte delle specie di bacche sarebbero necessari trattamenti durante la raccolta, trattamenti che pregiudicherebbero la qualità del prodotto.

Un esempio di disastro apiario – Per quanto concerne gli Apoidei (bombi e api), il prodotto mostra però un’elevata tossicità finché le superfici trattate sono umide, perciò si devono evitare irrorazioni durante la fioritura e, più in generale, ricorrere a trattamenti nelle ore serali per non danneggiare i pronubi. Numerosi studi hanno dimostrato che alti livelli di residui di Spinosad (circa 10 volte quelli che le api possono trovare nell’ambiente) causano una rapida morte della loro colonia.

Risulta quindi indispensabile aumentare l’informazione riguardo all’uso del prodotto, che benché omologato per l’uso a basso impatto ambientale, risulta letale per le api e quindi altamente dannoso per l’apicultura, soprattutto se spruzzato durante le ore di volo delle api. Inoltre è necessario che l’uso corretto di tale prodotto sia sottoposto a rigorosi controlli da parte delle autorità. Presentiamo a titolo esemplificativo un esempio molto grave, anche se la correlazione moria della api-uso improprio dello Spinosad non è dimostrabile con sicurezza. Nel settembre 2016 nel Mendrisiotto si sono manifestati dei casi di morie improvvise di api dovuti, si sospetta, all’uso improprio di prodotti utilizzati nella lotta alla Drosophila e spruzzati probabilmente durante le ore di volo delle api. Il caso che ci è stato segnalato concerne la moria di 20 arnie in un solo giorno. Questo tipo di incidente, dovuto probabilmente a ignoranza delle direttive sull’utilizzo del prodotto o sulla scomodità di doverlo spandere al di fuori delle ore di volo degli insetti, è potenzialmente disastroso per la produzione di miele ticinese e per la buona convivenza tra i diversi attori dell’ambito agricolo.

Possibili Conclusioni  Senza voler accusare nessuno, e senza poter provare al 100%, nel caso citato, una sicura corrispondenza moria delle api-uso improprio dello Spinosad, è pero auspicabile che un tale incidente suoni come un campanello d’allarme e che non sia lasciato cadere nel vuoto. Ci preme che tali incidenti siano fonte di una campagna di informazione-prevenzione in modo da evitare che si ripresentino in futuro. Deve essere chiaro che l’utilizzo di prodotti come lo Spinosad non garantisce una protezione dalla Drosofila e, allo stesso tempo, se spruzzato nelle ore di volo delle api, produce una moria disastrosa tra gli insetti (documentata da numerosi dati scientifici). È forse anche opportuno procedere a inasprire le misure repressive in caso di abuso o di utilizzo in modo non corretto (spruzzato nelle ore di volo delle api), in modo da scoraggiare il ripetersi di tali situazioni e il proliferare dell’ignoranza di tali conseguenze a causa della omologazione (che sembra quindi sdoganarlo diminuendone la pericolosità) del prodotto.

Domande – In base alla situazione descritta i firmatari chiedono al Consiglio di Stato:

  1. Il Consiglio di Stato è a conoscenza dell’omologazione, nel febbraio 2017, del prodotto Spinosad tra gli insetticidi ammessi all’utilizzo senza una autorizzazione speciale?
  2. Sono noti al Consiglio di stato i casi di morie improvvise e importanti di api nel corso del mese di settembre 2016 a causa, probabilmente, di un uso improprio di prodotti fitosanitari atti a lottare contro la Drosofila? Il Consiglio di Stato ha altre ipotesi riguardo la moria? Quali altre cause potrebbero essere alla fonte di tale moria?
  3. Al di là dei fatti accaduti nel settembre del 2016, quali strategia sono state implementate fino ad oggi per permettere una serena e proficua convivenza tra apicoltori, viticoltori, e altri attori del mondo agricolo coinvolti nella lotta alla Drosofila e colpiti dalla tossicità dei prodotti ammessi alla lotta al parassita? In particolare:
    1. Che tipo di informazione ha svolto la consulenza agricola riguardo alla tossicità per le api di tali prodotti se usati nelle ore di volo degli insetti?
    2. In quali date ha svolto, se sono state svolte, le campagne di informazione di cui al punto 3a.?
    3. In caso di risposta affermativa al punto 3a., quali documenti sono stati distribuiti? È possibile averne una copia?
    4. Quanto capillarmente sono stati distribuiti?
    5. È stata richiesta una presa di conoscenza del documento da parte degli agricoltori-viticoltori? Se la risposta è positiva, quanti hanno risposto?
  4. Come si intende procedere per evitare che in futuro prodotti come lo Spinosad vengano utilizzati in modo improprio e/o spruzzati fuori dagli orari consentiti? In particolar modo
    1. Come si intende migliorare l’informazione che se spruzzati nelle ore di volo delle api prodotti come lo Spinosad sono micidiali per le api?
    2. Come si intende controllare che i trattamenti vengano svolti nelle ore notturne?
    3. In che modo si intende migliorare la comunicazione per evitare che in futuro si ripresentino casi di avvelenamento di api?
    4. Come si intende comunicare in modo ancora più capillare con gli attori che utilizzano prodotti altamente tossici per le api e che sono stati recentemente omologati nella lista ufficiale dei prodotti che non richiedono una domanda di uso temporanea?
    5. Come rendere ancora maggiormente attenti i viticoltori sul fatto che l’omologazione di questi prodotti non significa che sono efficaci contro la Drosofila e che, d’altro canto, sono micidiali per le api se utilizzati impropriamente?
  5. In che modo si intende perseguire eventuali illeciti come l’utilizzo dei prodotti in momenti non idonei (utilizzo nelle ore di volo delle api)? In particolar modo:
    1. Quali sono le sanzioni attualmente in vigore per un uso improprio di prodotti come lo Spinosad?
    2. Il Consiglio di Stato intende inasprire le sanzioni per un uso improprio di tali prodotti?
    3. Come si intende comunicare agli attori coinvolti la gravità di un uso improprio del prodotto e le conseguenze legali di tale uso improprio?
  6. Come proteggere anche le persone che passeggiano tra i filari da tutti i prodotti fitosanitari spruzzati? In particolare: come valuta il Consiglio di Stato la possibilità di introdurre una norma che obblighi i viticoltori ad avvisare in anticipo tramite cartelli posti nelle vicinanze dei vigneti e indicanti le date dei trattamenti?

Con i segni della massima stima,

Claudia Crivelli Barella, I Verdi

 

Michela Delcò Petralli, Tamara Merlo, Francesco Maggi

Matteo Quadranti

Giancarlo Seitz, Patrizia Ramsauer

Germano Mattei

Daniela Pugno Ghirlanda, Gina La Mantia, Carlo Lepori, Henrik Bang

Raffaele De Rosa, Sara Beretta Piccoli

[1] https://www.agroscope.admin.ch/agroscope/fr/home/themes/production-vegetale/protection-vegetaux/drosophila-suzukii/fiches_techniques_drosophila_suzukii.html

[2]https://www.blw.admin.ch/dam/blw/it/dokumente/Nachhaltige%20Produktion/Pflanzenschutz/Pflanzenschutzmittel/Bewilligungsverfahren/Generaleinfuhrbewilligung/Packungsbeilagen/7000-7499/7036_2017.pdf.download.pdf/Packungsbeilage%207036%20i.pdf.

Articolo di ticinonews

Mozione – Per la creazione di un indirizzo umanistico nei licei ticinesi

4 Set 2016

downloadIl 4 settembre 2016 ho spedito la seguente Mozione interpartitica, da me preparata per creare un indirizzo maggiormente umanistico nei licei ticinesi.

Mozione – Per la creazione di un indirizzo umanistico nei licei ticinesi

Il liceo ticinese nasce storicamente come preparazione al Politecnico federale (fondato il 7 febbraio 1854), dunque giustamente con una forte impronta di stampo scientifico e una netta prevalenza delle scienze rispetto alle altre materie di studio.

Ora, a oltre un secolo e mezzo di distanza, questa impostazione è rimasta invariata e si riscontra in tutti gli orientamenti che compongono la preparazione alla maturità cantonale, con diverse sfumature a seconda del tipo di liceo scelto (scientifico, linguistico, economico, classico).

Nel frattempo, il mondo del lavoro e della ricerca è cambiato, e anche campi in cui la matematica è fondamentale hanno riscontrato negli studenti una carenza in campo umanistico che si cerca di colmare, come è il caso ad esempio dell’Accademia di Architettura.

Non solo: i nostri studenti che si confrontano con una facoltà di tipo umanistico (Lettere, Psicologia, Storia, eccetera) riscontrano una grande difficoltà nel mettersi in pari con allievi provenienti ad esempio dai licei italiani, e auspicherebbero una preparazione maggiormente approfondita di materie quali la letteratura, la storia e la mitologia classica; e rimpiangono le ore spese per lo studio di matematica, biologia, chimica e fisica: materie che non sono di grande utilità al loro percorso, seppur formative in termini generali e di crescita personale del tutto teorica, nel senso di mai dimostrata da alcuno studio.

Nell’Ordinanza del Consiglio federale/Regolamento della CDPE concernente il riconoscimento degli attestati di maturità liceale (RRM) del 16 gennaio/15 febbraio 1995 si legge:

Art. 5 Obiettivi degli studi

1 Lo scopo delle scuole che preparano alla maturità è quello di offrire alle proprie allieve e ai propri allievi, nella prospettiva di una formazione permanente, la possibilità di acquisire solide conoscenze di base, adatte al livello secondario, e favorire la formazione di uno spirito d’apertura e di un giudizio indipendente. Queste scuole non aspirano a conferire una formazione specialistica o professionale, bensì privilegiano una formazione ampia, equilibrata e coerente che dia alle allieve e agli allievi la maturità necessaria per intraprendere studi superiori e per svolgere nella società tutte quelle attività complesse che essa richiede. Esse sviluppano contemporaneamente l’intelligenza, la volontà, la sensibilità etica ed estetica come pure le attitudini fisiche delle loro allieve e dei loro allievi.

2 Le maturande e i maturandi devono essere capaci di acquisire un nuovo sapere, di sviluppare la curiosità, l’immaginazione, la facoltà di comunicazione, come pure di lavorare da soli e in gruppo. Essi esercitano il ragionamento logico e l’astrazione, ma anche il pensiero intuitivo, analogico e contestuale. Imparano così a familiarizzarsi con la metodologia scientifica.

3 Le maturande e i maturandi devono padroneggiare una lingua nazionale ed aver acquisito buone conoscenze di altre lingue nazionali o straniere. Essi devono essere capaci di esprimersi con chiarezza, precisione e sensibilità e imparare a scoprire le ricchezze e le particolarità delle culture di cui ogni lingua è il vettore.

4 Le maturande e i maturandi devono sapersi situare nel mondo naturale, tecnico, sociale e culturale nel quale vivono, nelle sue dimensioni svizzere e internazionali, attuali e storiche. Essi si preparano ad esercitarvi la loro responsabilità verso sé stessi, gli altri, la società e la natura.

 

Nell’Ordinanza federale si specifica che le materie scientifiche possono essere tra il 25% e il 35% della percentuale di studi. In Ticino sarebbe certamente possibile abbassarne un po’ la percentuale, operando delle distinzioni più marcate nei vari curricula.

Con la presente mozione si chiede dunque la creazione di un indirizzo umanistico nel percorso liceale che dia accesso preminente alle materie umanistiche; in cui le materie fisica, chimica e matematica siano presenti in limitata quantità e importanza (sia a livello di promozione che di titolo di maturità), abbassandosi fino al 25% della percentuale di studi come chiede l’Ordinanza federale, a tutto favore delle materie italiano, storia (e civica), geografia e filosofia.

 

Claudia Crivelli Barella

Michela Delcò Petralli

Francesco Maggi

Matteo Quadranti

Sara Beretta Piccoli

Paolo Pamini

Germano Mattei

Massimiliano Ay

Mauro Minotti

Intervento in Parlamento sul tema del suicidio assistito

22 Mar 2016

Claudia Gran ConsiglioIn occasione del dibattito riguardo l’ Iniziativa parlamentare 24 novembre 2014 presentata nella forma generica da Michela Delcò Petralli e cofirmatari per il diritto all’accompagnamento al suicidio assistito, ecco il mio intervento in aula. Il voto è atteso per oggi pomeriggio.

Il nostro gruppo è diviso a metà, come è normale che sia la nostra coscienza affrontando un tema tanto delicato. Io, come cofirmataria della mozione in esame, parlo dunque a favore di metà del mio gruppo, con dalla mia la direzione e il comitato dei Verdi. Parlo da credente: credo in Dio, nella libertà e nel libero arbitrio. Non si può smettere di essere credenti mentre si svolge il compito di deputati…la nostra filosofia di base, inevitabilmente, e direi anche giustamente, dirige e deve dirigere le nostre scelte e i nostri pensieri. Affrontiamo oggi un tema doloroso, che tutti noi preferiremmo, io credo, evitare. Nel leggere il rapporto commissionale, mi è tornata alla mente una società profondamente religiosa: quella della Sardegna, dove fino al secolo scorso era presente la figura dell’Accabadora: una donna, chiamata dai parenti del morente, che agevolava il passaggio verso l’aldilà con l’uso di erbe e attraverso il soffocamento con un cuscino. Era, il suo, un atto pietoso e dal grande significato umano…

Oggi non si opera più in questo modo, ma diverse sentenze della corte europea dei diritti dell’uomo riconoscono per chi voglia farne ricorso il diritto alla dolce morte. Sono ad ogni modo molto poche le persone che ne fanno richiesta ma l’umanità, non disgiunta dal rispetto delle convinzioni religiose di ognuno e della libertà, impone di permetter questa scelta.

Chi si esprime in modo contrario non si è forse mai trovato, per sua fortuna, ad accompagnare un anziano parente o un amico nella sua ultima fase di vita. Se anche arrivassimo a legiferare per aiutare un solo caso, sono convinta che varrebbe la pena intervenire positivamente, con umanità.

La Commissione di medicina etica nazionale ha invitato a legiferare i cantoni, anche per evitare eventuali abusi: la commissione speciale sanitaria ha mancato di cogliere questa necessità: una mancanza di umanità!

Immaginatevi ora il viaggio di un’anziana donna sofferente costretta a lasciare il suo letto, la sua camera, il personale che l’ha avuta in cura per andare a morire in una stanza d’albergo: immaginate le sensazioni che è costretta a vivere. E pensate anche ai sentimenti del personale curante quando un paziente arriva, per disperazione, a gettarsi dal balcone… Pensate a questo quando vi accingete a votare.

Per quanto penoso questo pensiero, vorrei concludere con le parole pronunciate dall’Accabadora nel romanzo omonimo di Michela Murgia: “Non dire mai: di quest’acqua io non ne bevo”.

Claudia Crivelli Barella

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