Tutte e tutti a votare

1 Aprile 2011

Sia andata com’è andata, siamo alla fine della campagna elettorale, siamo a un momento prima dei festeggiamenti, dei ripensamenti, del conteggio finale. I candidati di ogni partito, e anche quelli dei non partiti, sono nervosetti, l’altra metà dell’universo ticinese pare piuttosto silente e poco interessata, forse come reazione protettiva contro l’ansia trasmessa dai tumulti elettorali: un’amica mi diceva l’altro giorno che non vede l’ora che sui cartelloni pubblicitari in giro per le strade tornino gli annunci dei saldi, anche perché non è che ci sia molto da lustrarsi gli occhi con le facce ingigantite dei candidati. Un attimo prima dell’inizio del lavoro vero, quello che ha poco a che vedere con la campagna, ripenso a questi mesi, qui nel silenzio, e mi dico che sì, ne è valsa la pena: ho la sensazione di avere imparato molto, di essere cresciuta umanamente anche se, come sempre, crescere significa anche invecchiare.

Quello che mi ha invecchiata sono le reazioni incattivite, prive della pur minima volontà comunicativa, gli attacchi gratuiti, la mancanza di rispetto. E’ questo l’ingrediente che ho sentito carente, non verso la mia persona , ma come clima generale.  Se dimentichiamo che gli altri, anche coloro che la pensano in modo diverso da noi, sono fratelli (e sorelle….sorelle, ragazze, sorelle: com’è possibile che una donna parli male di un’altra donna?!), tutto vien meno. Possiamo discutere per ore su temi difficili, scontrarci, arrabbiarci: questo è il bello dell’arena politica! Ma perdere il rispetto verso i nostri simili, e per di più similissimi, in quanto persone che come noi hanno deciso di votare gran parte del loro tempo e delle loro energie alla causa del bene comune, allora siamo peggio delle bestie, perdiamo il senso della cooperazione, il più alto e auspicabile stadio della comunicazione umana.  I Verdi hanno molto da dire, e sanno anche tacere quando parlare significa insultare altri esseri umani. Io voterò i Verdi perché ho in me la voglia di vivere meglio. Andiamo tutti a votare: lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri figli e a tutto ciò che ci circonda.

La sicurezza dei Verdi

2 Marzo 2011

Lo sappiamo tutti: che ci fa vivere bene, che ci spinge a realizzarci nella nostra vita sono i sogni. Bene, ma chi nei decenni passati ha sognato qui in Ticino? Chi ha sognato inceneritori che avvelenano i nostri polmoni e i campi del Piano di Magadino? Chi ha sognato di incolonnarci per ore tutti i giorni rinchiusi nelle nostre scintillanti ferraglie? Chi ha sognato di gettare ovunque possibile prefabbricati e supermercati? Chi ha sognato di trasformarci da persone, da esseri umani, in consumatori che possiedono un valore soltanto fintanto che spendono? Chi ha prodotto questi incubi in tutti gli ambiti? Prendiamo ad esempio la sicurezza, drammaticamente tornata a far parlare nella cronaca di queste settimane. Anche in questo ambito le uniche soluzioni politiche che sentiamo sono quelle di aumentare le forze di polizia e che questo incremento avrà un costo. Vero, ma se deleghiamo tutta la nostra sicurezza alla polizia (che svolge un encomiabile lavoro con mezzi insufficienti), non ci sentiremo mai sicuri davvero. Per sentirci sereni a casa nostra, bisogna intessere i rapporti sociali con i vicini, andare e suonare i campanelli di chi ci abita dirimpetto e presentarci, tenere gli occhi aperti e darsi una mano l’un l’altro. Anche così si scoraggiano i ladri: uscendo e facendo loro vedere che si è notata la presenza di persone sconosciute. Senza volerle scacciare, pronti ad ascoltarle e aiutarle se chiedono qualcosa, ma non indifferenti e ingenue. I Verdi, come vedete, sognano cose diverse, semplici e praticabili, non monetizzabili e quindi poco interessanti per chi vede solo il lato del guadagno, e sono pronti a raddrizzare queste storture della realtà che ci son state vendute come l’unica e sola lettura possibile del reale. Noi siamo qua per scrivere una nuova pagina di storia, perché la differenza, il vento del cambiamento che gli storici individueranno nei primi decenni del ventunesimo secolo lo avranno portato e persone vicine ai Verdi, l’unica vera alternativa al cinismo interessato e ai calcoli di ripartizione di posti di potere dei partiti storici. Bisogna avere coraggio per svegliarsi, si diceva nel film Matrix. Bene, gli uomini e le donne del Ticino quel coraggio ce l’ hanno, e vogliono essere protagonisti di questo cambiamento. Affinché i nostri figli non siano i primi ad avere meno possibilità delle generazioni che li hanno preceduti. Affinché la storia del Cantone la scriviamo noi persone comuni, invece di reclamare per quella che ci scrivono gli altri. Affinché tutti si possa, senza doverla delegare ai politici, aver voglia di vivere meglio.

L’audacia dei naviganti

21 Febbraio 2011

Dove deve andare il Canton Ticino per affrontare le sfide che questi tempi in cui tutto cambia in fretta gli pongono? Deve dare una sterzata a sinistra? Oppure deve continuare per la strada che sembra aver imboccato da qualche tempo, la strada del reclamo ad oltranza e della incapacità di tirar fuori quelle parti che da sempre contraddistinguono noi ticinesi: la fantasia, il coraggio, la generosità e il nostro essere aperti e umani? Sono queste le cose che i Verdi riportano con passione in politica: l’audacia e il coraggio di offrire delle soluzioni e una realtà di fondamentale mutamento. Invece di arrancare alla ricerca di soluzioni sempre più assurde a problemi sempre più complessi in quanto costruiti sui problemi irrisolti di ieri, i Verdi costruiscono con tutte le persone di buona volontà un futuro diverso, in cui le persone, l’ambiente in cui vivono, hanno di nuovo un senso e non sono soltanto “consumatori” o “risorse umane” e neppure “fonti di approvvigionamento da sfruttare”, ma esseri umani, uomini e donne, che vogliono vivere meglio, che vogliono rallentare per assaporare la bellezza, invece di correre sempre più velocemente verso chissà che cosa, che vogliono avere tempo per stare con la loro famiglia e occuparsi dei loro figli, persone che vogliono poter contare sulla loro sicurezza perché conoscono chi vive nel loro paese e hanno sott’occhio chi va e chi viene, persone che conoscono gli insegnanti dei propri figli, li apprezzano e riconoscono loro il loro importante ruolo sociale. Persone, donne e uomini, che amano e conoscono il territorio in cui vivono, e lo proteggono perché quello è casa nostra che i nostri genitori e nonni ci hanno consegnato e che noi conserviamo per i nostri figli. Insomma, una società in cui a essere eco (che vuol dire “casa”) non sono soltanto i partiti tre mesi prima delle elezioni, ma tutti, tutti noi a lungo termine. Come si fa a pensare di risolvere le magagne di cui la nostra società si fa carico, se si pensa di trimestre in trimestre o, in politica, di elezione in elezione? I Verdi sono gli unici che guardano al di là del proprio naso e che son qua per dare una svolta a tutti quegli ambiti che da anni la politica ticinese lascia languire o sfrutta e prosciuga per interessi personali e lobbistici: la sanità, la scuola, l’approvvigionamento energetico. Ticinesi, è ora di smetterla di piangersi addosso, di reclamare e di puntare il dito verso gli alti! È giunto il momento di rimboccarsi le maniche, di scrostare il parlamento e il paese dal vecchiume che lo paralizza e di darsi da fare. Perché solo agendo per il bene di tutti, la nostra vita assume quel senso e quella dignità che la rendono degna di essere vissuta. Lo dobbiamo a noi stessi, alla nostra terra, ai nostri figli! I Verdi, voglia di vivere meglio.

Ecco la campagna elettorale…

10 Gennaio 2011

Tremate, tremate…siamo in campagna elettorale! Ogni cosa che abbiamo detto o stiamo per dire, passerà dalle forche caudine dei nostri avversari, il sonno ci sarà tolto e le nostre menti fumeranno a forza di escogitare macchinosi piani per acquisire visibilità…che incubo!

Ma no, per fortuna ogni situazione della vita puo’ essere vissuta in modi differenti: come un ostacolo, oppure come un’opportunità di crescita. Personalmente, vivo serenamente questi mesi che ci separano da aprile, con piena fiducia nella forza del messaggio dei Verdi (concretamente, nel programma di legislatura, nell’impegno quotidiano e negli ideali che ci rendono una forza dirompente) e nella consapevolezza che non sono sola, ma che in Ticino ci sono almeno altre ottantanove persone (in realtà, molte di più) che lavorano nel loro ambito, piccolo o grande che sia, perché i nostri ideali acquistino visibilità e forza. C’è una bella leggenda ebraica che narra come il mondo si regga sulla presenza di trentasei giusti: in ogni epoca, c’è bisogno che ci siano sulla terra trentasei uomini che vivano con integrità e fede…questo è sufficiente perché l’umanità vada avanti, e il Bene sia preservato. Noi non siamo religiosi nel senso tradizionale del termine: ognuno di noi ha una propria spiritualità, per alcuni che si riconosce in una fede conosciuta, per altri più difficile da definire. Ma se trentasei giusti sono sufficienti per salvare il mondo…fate voi i calcoli di quanti ne servano per salvare il Ticino…Diamoci da fare tutti nel nostro piccolo, e chiamiamo i nostri amici e familiari a uscire dal problema e a diventare parte della soluzione!

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