Interrogazione: pannolini lavabili

29 Gennaio 2020

Stimato Sindaco, Signora e Signori Municipali,

il nostro Comune, introducendo la tassa sul sacco, ha messo in pratica il principio di ”Chi inquina, paga”. Questa massima, pur avendo il pregio di rendere i privati attenti alla quantità di rifiuti prodotti, non tiene conto della responsabilità che i produttori hanno nei confronti dei beni di consumo messi in vendita. Come poter limitare, per esempio, il consumo di plastica quando nei supermercati si trovano in prevalenza prodotti eccessivamente imballati?

Ecco che il compito della politica diventa necessario per rendere attenti tutti gli attori economici (consumatori e produttori) ai risvolti ecologici delle nostre attività commerciali quotidiane.

Sono numerosi i beni di prima necessità che si trovano nelle nostre case e che, malgrado la loro onnipresenza, non sono ancora riciclabili o riutilizzabili.

Un esempio fra tanti è quello dei pannolini usa e getta. Composti da polipropilene (PP) e polietilene (PE), i pannolini sono considerati rifiuti solidi urbani, ovvero rifiuti da gettare nella pattumiera.

Si stima che, dalla nascita del figlio ai suoi 36 mesi di età, una famiglia consumi 5 pannolini al giorno, ossia 5400 pannolini per un totale di 1 tonnellata circa di rifiuti non riciclabili.

Eppure, una soluzione alternativa all’usa e getta c’è, ed è quella dei pannolini lavabili. Nella vicina Italia sono numerosi i Comuni che incentivano l’utilizzo di questi pannolini perché rispettosi dell’ambiente, più sani per la pelle dei giovanissimi, economici per le famiglie nonché per i Municipi che vedono ridursi i costi legati allo smaltimento dei rifiuti e quelli legati al riciclaggio dei rifiuti. I pannolini lavabili infatti, non finiscono nemmeno nel circolo del riciclaggio: essendo perfettamente lavabili e riutilizzabili restano all’interno dell’economia domestica.

Gli incentivi stanziati dai virtuosi Comuni italiani sono di diverso tipo: distribuzione di kit omaggio, contributi all’acquisto di pannolini lavabili, introduzione di pannolini nei nidi comunali, oppure sostegno ai genitori che li utilizzano riducendo loro la tassa sullo smaltimento dei rifiuti.

La signora Coralie Petersen di Massagno, da anni aiuta le famiglie a passare dai pannolini usa e getta a quelli lavabili a causa del loro evidente riscontro positivo sull’ambiente e sulla salute dei giovanissimi.

Avvalendoci delle facoltà concesse dalla LOC (art. 66) e dal Regolamento comunale (art. 36), con la presente inoltriamo la seguente

INTERROGAZIONE

Data la premessa, il lodevole Municipio vede nell’incentivo all’utilizzo dei pannolini:

  • una maniera per proteggere l’ambiente, nonché un’occasione per risparmiare sullo smaltimento e sul riciclaggio dei rifiuti?
  • un modo per distinguersi tra i comuni ticinesi per il suo impegno nei confronti dell’ambiente?
  • un esempio virtuoso che altri comuni seguiranno?
  • una maniera coraggiosa di agire  promuovendo, tra i suoi cittadini, gesti quotidiani rispettosi dell’ambiente?

Nell’attesa di una vostra cortese risposta, porgiamo i sensi della nostra stima.

Claudia Crivelli Barella, Grazia Bianchi, Daniela Carrara,  Franςoise Gehring Amato, Andrea Stephani

Preventivi 2020 Mendrisio

13 Dicembre 2019

Il mio intervento sul preventivo 2020 nel Consiglio comunale del 9 dicembre 2019.

Sarebbe bizzarro per una verde non approvare i preventivi di una Città che ha ottenuto il label Gold Città dell’energia. Una Città che ha approvato la nostra mozione sulle stoviglie riutilizzabili in occasione di eventi e feste, una Città che ha piantato gli alberi della vita; e la Città che vanta il più innovativo e frequentato centro culturale del Cantone, la Filanda. Dunque, voterò i preventivi, ma con qualche preoccupazione, una delle quali è che Mendrisio fa per l’ambiente, ma non abbastanza. Pensiamo di avere molto tempo, ma non è così: il direttore esecutivo dell’Unep (l’Agenzia per l’ambiente dell’Onu), Inger Andersen, avverte che non si può aspettare. Dalle città alle regioni, agli Stati, dai singoli alle piccole comunità, alle aziende, «ciascuno deve agire adesso» tagliando i gas serra quanto più possibile e quanto prima. Altrimenti, «l’obiettivo dell’1,5 gradi sarà ormai fuori portata prima del 2030», perché ogni anno di ritardo oltre il 2020 comporta la necessità di tagli più rapidi, che diventano più costosi, improbabili e poco pratici.

Delle quattro manifestazioni più importanti in termini di monte ore ingenerate e relativi costi, tre sono propriamente storiche: le Processioni storiche, la Fiera di san Martino e la Sagra del borgo. Quella più onerosa, con un monte ore di lavoro ingenerato di 2194 ore è una manifestazione che sarebbe pienamente inserita nel programma di una cittadina lappone, ma che da noi risulta fuori latitudine e figlia di una mentalità consumistica. Lo dico a malincuore, da pattinatrice entusiasta che ama molto infilare i pattini ai piedi: ma la pista di ghiaccio con i nostri tiepidi inverni non c’entra nulla, e parla solo del nostro forzare la natura, pretendere di scivolare sul ghiaccio anche quando alcuni pomeriggi dicembrini si arriva sopra i 18 gradi…

So che non decideremo noi, a Mendrisio, il destino del Pianeta, e che siamo una realtà piccola e marginale. Ma ognuno ha il dovere di fare ciò che è in suo potere per abbassare la temperatura terrestre, e nostro è l’impegno e il dovere di dare l’esempio e di insegnare ai giovani il valore del limite e delle alternative. Invece di una pista, possiamo radunarci intorno ad altri tipi di attività e di manifestazioni.

La pista del ghiaccio, oltre ad avere un costo molto rilevante per i conti di Mendrisio (30,000 franchi stimati, più vari costi di ammodernamento necessari, eccetera), ha soprattutto un grosso impatto in termini di consumi energetici e di inquinamento.

Il nostro pianeta sta subendo i contraccolpi dello sviluppo esponenziale dei consumi energetici. L’esperienza degli ultimi inverni ci rende percepibile come la temperatura globale sia in aumento e questo sta già causando grossi problemi all’agricoltura e alle riserve idriche. Mendrisio deve fare la sua parte. La pista di pattinaggio richiede una gran quantità di energia elettrica per raffreddare la sua superficie e questo vuol dire contribuire al peggioramento della situazione del nostro pianeta.

Voterò dunque i Preventivi con l’auspicio che Mendrisio sappia in futuro adattare i propri desideri ai ritmi di territori e stagioni, riducendo al massimo le forzature per evitare di pesare sull’ambiente.

Risoluzione crisi climatica

11 Dicembre 2019

Il mio intervento sulla risoluzione “Crisi climatica” durante il Consiglio comunale del 9 dicembre 2019. 

Emergenza: questa parola ha quali sinonimi le parole necessità o bisogni; ma è declinata anche in situazioni di pericolo, disastro o disgrazia. Diversa dal giuridico “stato di emergenza”, la parola emergenza è correlata e può essere usata al posto della parola urgenza o crisi; anch’essa ha quali sinonimi necessità, bisogno impellente e premura ma anche rapidità e sollecitudine.

Infatti se si va al pronto soccorso dove all’entrata sta la scritta Emergency in inglese oppure Urgences in francese è perché c’è un’urgenza della quale non puoi fare a meno; se no aspetti il giorno dopo e vai dal medico di famiglia prendendo tranquillamente un appuntamento. O così almeno dovrebbe essere, ma questo è un altro discorso…

La rapidità con la quale i disastri ambientali, precursori poi di quelli sociali dovuti a diverse evidenti cause umane sono, purtroppo, notizie praticamente quotidiane.

Sono emergenze che necessitano dunque cure d’urgenza. Ce lo ricorda anche Papa Francesco nel

La sua bellissima e fortissima Enciclica Laudato sì: “I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, economiche, sociali, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità”.

Ed è proprio per questo che sempre più persone chiedono ai politici di operare cambiamenti urgenti nell’ambito della gestione di comuni, città, cantoni o nazioni.

Manca però sovente il coraggio di scelte appropriate e lungimiranti: la politica borghese va a rilento rispetto ai cambiamenti e alle richieste della società, come hanno dimostrato anche le recenti elezioni federali.

Se si leggono le richieste dei giovani a favore del clima, mandate al Consiglio di Stato, vediamo che sono più che pertinenti. Non è neppure vero, come sovente si vuol far credere, che tutte le scelte per migliorare la vita costano; mentre non si parla quasi mai dei costi dovuti all’immobilismo o ai ritardi nel modificare, migliorandole, le nostre abitudini.

Faccio di nuovo presente che ben quattro anni fa, nel 2015, oltre alla dichiarazione di Parigi sul clima, vi fu un’altra dichiarazione importante; quella dell’enciclica papale sulla conservazione e la cura del Creato; dove si parla di urgenza nella necessità di mutamento radicale della condotta umana rispetto allo sfruttamento delle risorse del Pianeta, appunto l’enciclica Laudato sì, che tutti, credenti o meno, dovrebbero leggere per la forza delle sue affermazioni.

Ma non dobbiamo essere noi politici le persone preposte a portare avanti coraggiosamente questi cambiamenti?

Non siamo noi che dovremmo mettere a disposizione, oltre ai regolamenti comunali, anche le informazioni adeguate a tutti i fuochi affinché i cittadini possano realmente aiutarsi e aiutarci, tutti insieme nel fare ognuno la nostra parte?

Perché una semplice dichiarazione può mettere così tanta paura, apprensione, titubanza o rigetto? Come se operare politicamente per un’aria più pulita, riducendo il consumo energetico; desiderare dei parchi e giardini più vivibili;

fruire con facilità di strade e piazze per incontrarsi liberamente senza l’assillo di rumori e inquinamento o disporre di cibo buono giusto e pulito a km zero nelle nostre mense, dalla scuola dell’infanzia fino alla casa per anziani, fosse una sfortuna od un obiettivo impossibile.

Eppure sono bisogni fondamentali e indispensabili alla vita che non hanno né colore ne appartenenza politica, anche se i Verdi portano avanti queste rivendicazioni da molto più tempo e con maggior centralità nei loro programmi politici. Ecco perché la richiesta che votiamo questa sera è interpartitica ma di valenza che va aldilà della partitica.

Se non abbiamo sufficienti idee su come migliorare la qualità di vita di chi ci ha eletto, possiamo sempre chiedere; nelle scuole, tramite le associazioni cittadine, o indicendo concorsi dove alla fine le buone idee faranno vincere tutti e non solo i partecipanti.

Termino invitandovi di cuore, colleghe e colleghi, ad appoggiare la richiesta di dichiarazione d’emergenza (o crisi) climatica perché è una richiesta inclusiva, che comprende anche le generazioni future non ancora nate, e gli abitanti non umani della nostra Mendrisio.

Grazie per l’ascolto.

RISOLUZIONE – “Crisi climatica: una presa di coscienza urgente e decisa»

5 Dicembre 2019

Abbiamo consegnato al Municipio questa risoluzione affinché venga discussa e, auspichiamo, approvata nel Consiglio comunale del 9 dicembre 2019. 

Conformemente all’art. 13 cpv. 1 lett. r della Legge organica comunale e dell’art. 9 cpv. 1 lett. p del Regolamento comunale, il Consiglio comunale di Mendrisio adotta la seguente dichiarazione, analoga a quella adottata dai Consigli comunali di Ginevra in data 16 maggio 2019, di Lugano in data 7 ottobre 2019 e di Locarno in data 14 ottobre 2019.

Considerato che:

  • su scala mondiale[1], il 2018 è stato, dopo il 2016, 2015 e 2017, il quarto anno più caldo registrato da quando si misurano sistematicamente le temperature. La temperatura media di questi ultimi cinque anni è stata 1.1°C più alta rispetto alla media preindustriale così come stabilita dall’Intergovernmental Panel on Climate Change dell’ONU (IPCC). Inoltre le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera continuano ad aumentare (circa +2.5 ppm nel 2018);
  • in Svizzera[2], la temperatura media del 2018 è stata di 6.9 °C (1.5 °C superiore alla norma 1981 –2010), il valore più alto dall’inizio delle misurazioni nel 1864. Secondo gli scenari climatici dell’ufficio federale di meteorologia e climatologia «senza una coerente protezione del clima, entro la metà del XXI secolo al Sud delle Alpi occorre prevedere un ulteriore riscaldamento medio di altri 2-4 °C»[3];
  • in Svizzera e nel mondo queste tendenze sono destinate a peggiorare, con conseguenze devastanti sui ghiacciai, in continuo ritiro, e sulle riserve d’acqua. Inoltre inondazioni, aumento del livello delle acque e altre catastrofi naturali creeranno milioni di profughi climatici, con impatto immediato sui flussi migratori globali. Questi cambiamenti non minacceranno dunque soltanto l’ambiente, ma anche la giustizia e la coesione sociale, aumentando disuguaglianze e conflitti;
  • migliaia di giovani, genitori e persone di ogni età, anche in Svizzera, si battono per sensibilizzare l’opinione pubblica e i politici sull’urgenza climatica, dimostrando come il tema sia prioritario per una fetta sempre maggiore di popolazione.

Ritenuto come, a livello comunale:

  • le Città hanno un ruolo fondamentale nell’adozione di misure volte a favorire la riduzione dei gas ad effetto serra e l’adattamento ai cambiamenti climatici;
  • lo sviluppo sostenibile è alla base delle Strategie 2030 di Mendrisio come pure dei 17 obiettivi definiti dall’ONU, che tengono conto in maniera equilibrata delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (economica, sociale ed ecologica) che anche la Svizzera è tenuta ad attuare[4];
  • la Città di Mendrisio, rispondendo recentemente a un’interrogazione, ha riconosciuto l’importanza di promuovere una rete di mobilità dolce e di incentivare la sistemazione degli spazi esterni per lottare contro il riscaldamento climatico e preservare la biodiversità;
  • proprio Mendrisio ha ospitato il 25 e 26 ottobre di quest’anno Climathon, una maratona di 24 ore durante la quale cittadini, studenti, imprenditori, esperti e istituzioni, hanno lavorato assieme per trovare soluzioni innovative ai problemi climatici che affliggono le città;
  • la città di Mendrisio – primo comune ticinese ad ottenere label Città dell’Energia® e che vanta ora il marchio Città dell’energia GOLD – già da tempo ha dimostrato la sua attenzione al clima avviando varie iniziative tra cui il progetto SUPSI Swiss2Grid, il bilancio energetico e delle emissioni C02 per tutto il Comune, il Piano energetico comunale (PECo) nonché l’analisi dei consumi e delle emissioni dei veicoli;

con la presente risoluzione il Consiglio comunale di Mendrisio:

  • riconosce gli importanti cambiamenti climatici in corso e la necessità di attenuarli e contrastarli
  • chiede che la Città di Mendrisio:

(a) si impegni ulteriormente per ridurre i gas ad effetto serra, rendere più sostenibile la mobilità e la gestione delle risorse, ridurre la temperatura nelle aree edificate grazie ad alberature mirate e incoraggiando cittadini e cittadine ad adottare comportamenti individuali rispettosi dell’ambiente;

(b) valuti l’impatto sul clima dell’azione dell’ente pubblico negli ambiti di sua competenza come l’uso del suolo, lo smaltimento dei rifiuti, l’utilizzo delle energie fossili;

(c) dia, nella misura del possibile, maggiore priorità a progetti virtuosi, pragmatici e sostenibili, che combattano attivamente i cambiamenti climatici.

Risoluzione che presentano

Insieme a sinistra                  i Verdi             PPD/Generazione giovani                  PLR

[1] Dati del Copernicus Climate Change Service, pubblicati il 7 gennaio 2019 e consultabili sul sito https://climate.copernicus.eu/.

[2] Fonte: MeteoSvizzera, Bollettino del clima dell’anno 2018.

[3] https://www.nccs.admin.ch/nccs/it/home/cambiamenti-climatici-e-impatti/scenari-climatici-per-la-svizzera.html.

[4] Cfr. Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, https://www.eda.admin.ch/agenda2030/it/home/agenda-2030/die-17-ziele-fuer-eine-nachhaltige-entwicklung.html.

Interrogazione – La scuola/l’aula nel bosco come strumento di educazione ambientale

4 Dicembre 2019

Signor sindaco, signori municipali,

avvalendoci delle facoltà date dall’art. 66 LOC e 34 del regolamento comunale, a nome del gruppo Insieme a Sinistra  dei Verdi, presentiamo la seguente

Interrogazione – La scuola/l’aula nel bosco come strumento di educazione ambientale

La scuola nel bosco è un movimento che ha avuto origine in Scandinavia ed è stato esteso a tutta l’Europa a partire dal 1990. Essa utilizza l’ambiente esterno per permettere ai bambini di imparare e crescere attraverso una pedagogia attiva. Il bosco diventa un “laboratorio”, una risorsa multidisciplinare dove si possono vivere esperienze nuove e originali, utilizzando le mani, la mente, il corpo e tutti i sensi. E’ ampiamente dimostrato e documentato che la frequentazione regolare di una scuola nel bosco influisce in modo significativo e profondo sullo sviluppo del bambino, andando ben oltre il margine del bosco.

Attraverso l’educazione ambientale inoltre si stimola il bambino alla conoscenza della natura, al rispetto e all’amore verso di essa e ciò farà sì che da adulti prenderanno a cuore i boschi dei propri dintorni.

Secondo Anna Persico, segretaria del Gruppo di educazione ambientale della Svizzera italiana (GEASI), promuovere la pedagogia attiva nella natura è un approccio pratico che incoraggia i partecipanti a rapportarsi con l’ambiente tramite esperienze vissute con tutti i sensi.

La responsabile cita la positiva esperienza de “La casa del Signor Bosco” un progetto di scuola dell’infanzia nel bosco che da dieci anni viene proposto da WWF Svizzera e dal Centro natura Vallemaggia per le scuole pubbliche. Sono quasi una cinquantina le classi che vi hanno aderito (fonte: articolo apparso sulla Regione il 14 gennaio 2019)

In base ai dati reperibili sul sito “naturalmentescuola.ch”, attualmente in Ticino ci sono: Aula sull’acqua a Muzzano: Aula nel bosco all’Alpe Pazz, Novaggio; Scuolabosco ad Arcegno; Aula nel bosco sui monti Saurù, Lumino; Aula del bosco del Patriziato di Faido; aula nel bosco a Bioggio e Capriasca.

Nel 2018, per esempio, il Municipio di Lugano aveva licenziato il messaggio con la richiesta di un credito per la realizzazione di un’aula nel bosco in prossimità della vetta del Monte Brè, destinata agli allievi delle scuole elementari e dell’infanzia. Progetto, poi accolto dal Consiglio comunale (18.12.2018) con un duplice obiettivo: valorizzare il patrimonio paesaggistico presente sul territorio comunale e promuovere, nel pregiato contesto boschivo del Monte Brè. Il finanziamento dell’opera sarà in parte coperto grazie al sostegno di enti pubblici e sponsor privati.

Da nostre informazioni risulta che il comune di Stabio sia interessato a creare un’aula nel bosco da inserirsi nel  contesto del Parco del Laveggio, Parco che interessa direttamente anche  Mendrisio.  Sarebbe interessante offrire anche questa possibilità per ampliare le attività didattiche delle scuole di Mendrisio, garantendo maggiori risorse. Investire nella scuola, nell’educazione e nell’istruzione, significa investire nel futuro.

Fatte queste premesse chiediamo al Municipio

  • Come valuta i progetti di scuola/aula nel bosco?
  • Ci sono le premesse per realizzare un simile progetto a Mendrisio?
  • Quale zona potrebbe essere interessata?
  • Come vede un’eventuale collaborazione con il progetto di Stabio?
  • Quale potrebbe essere la tempistica?
  • Sull’esempio di Lugano, il Municipio potrebbe ipotizzare un partenariato pubblico/privato?

Françoise Gehring,  Claudia Crivelli  Barella, Grazia Bianchi, Daniela Carrara.

 

Maggiori info:

Gruppo di educazione ambientale della Svizzera italiana

www.geasi.ch

 

Sito Natutalmente scuola

http://naturalmentescuola.ch

 

Articolo di apprfondimento di Anna Persico

https://m4.ti.ch/fileadmin/DECS/DS/Rivista_scuola_ticinese/ST_n.313/ST_313_Persico_Le_aule_nella_natura.pdf

 

Elenco messaggi approvati, Lugano

http://cc.lugano.ch/Messaggi/messaggi-approvati.html

 

Tesi di Valentina Balestra (bachelor Supsi): Dall’aula scolastica al bosco

http://tesi.supsi.ch/2064/1/LD_Valentina_Balestra.pdf

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