Mozione: diamo un seguito a Slow Up con le domeniche senz’auto

3 Mag 2018

Mozione: diamo un seguito a Slow Up con le domeniche senz’auto

Proponiamo l’istituzione di domeniche senz’auto mensili nelle varie regioni del nostro Cantone. Un modo per valorizzare il territorio i suoi prodotti e riflettere sulla necessità di ripensare gli spostamenti e i bisogni di mobilità.

Lo strepitoso e crescente successo di Slow up nel nostro Cantone mostra chiaramente come i cittadini siano interessati a vivere una mobilità diversa, più dolce e incentrata sui rapporti interpersonali. L’interesse per tale mobilità dimostra che attraverso investimenti mirati per migliorare la sicurezza, si potrebbe realizzare un enorme potenziale anche nell’ambito degli spostamenti quotidiani e pendolari. In questo senso è necessario riorientare gli investimenti nell’ambito dei programmi di agglomerato che troppo spesso sono incentrati ancora sul traffico motorizzato.
I Verdi del Ticino, oltre a salutare con piacere una cultura collettiva che sta lentamente cambiando anche presso la popolazione del cantone più motorizzato della Svizzera,  propongono d’istituire nel nostro cantone una domenica senz’auto al mese, da marzo a ottobre. In questo senso si potrebbe prospettare un’alternanza regionale dei luoghi dove limitare il traffico veicolare, affinché sia permesso di scoprire tutto il nostro territorio in sicurezza e al contempo si possa sensibilizzare sulle emergenze climatiche che siamo chiamati ad affrontare in questo secolo. Basta ricordare che in Svizzera, il 30% dei gas ad effetto serra prodotti provengono proprio dal settore dei trasporti e della mobilità. Le domeniche senz’auto potrebbero al contempo rappresentare un’ottima opportunità di valorizzazione delle nostre risorse naturali come pure dell’artigianato e del settore eno-gastronomico locale. Insomma una scelta vincente per un Cantone che deve cambiare marcia, verso una mobilità sostenibile.

Per approfondimenti:

https://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/informazione/soggetti-smarriti/La-domenica-a-piedi-6194536.html

http://www.greenpeaceticino.ch/content.php?id=26

http://www.ticinolive.ch/2016/08/30/touring-dice-no-al-ministro-zali-no-alle-domeniche-senzauto-no-alle-targhe-alterne/

Cordialmente,

Claudia Crivelli Barella,

Francesco Maggi, Michela Delcò Petralli

 

La prostituzione non è un lavoro

26 Gen 2018

Ho votato contro la nuova legge sulla prostituzione, perché moralmente, eticamente e filosoficamente non posso accettare una legge che avalli la prostituzione come un lavoro qualsiasi, in piena offesa della dignità di ogni donna e della sacralità del corpo umano. Giusto combattere la tratta degli esseri umani, sulla quale il business della prostituzione pone le proprie fondamenta, ma questo è possibile anche senza l’ipocrisia di fingere che esistano donne libere disposte a prostituirsi. Numerosi studi mostrano come anche le donne che credono di scegliere liberamente il meretricio, siano in realtà vittime di abusi infantili o di un senso di inadeguatezza dovuto alla propria storia di vita che è possibile curare attraverso un percorso terapeutico, piuttosto di accettarlo per ipocrita e vile convenienza, in pura mentalità patriarcale, e per una manciata di soldi in più nelle tasse. Immaginate un istante se la prostituzione fosse esercitata al 99% da uomini: assisteremmo, giustamente, ad un insorgere contro i diritti umani fondamentali! In realtà, ciò sarebbe impossibile perché noi donne sappiamo che tutti gli esseri umani sono anime incarnate in un corpo, e siamo tutte (religiose e non) consapevoli della sacralità del corpo umano. Non è possibile pensare di poter sottomettere attraverso il denaro un corpo, e sfruttare le diseguaglianze sociali, pena il misconoscimento della sua sacralità. E questo aldilà e a prescindere da discorsi moraleggianti: la sessualità è un valore e una forza potentissima, che occorre celebrare e difendere. E smettiamola di dire che la prostituzione sarebbe il mestiere più antico del mondo e che bisogna accettarla, insultando le donne e gli uomini allo stesso tempo. Il furto è un modo ben più antico di procurarsi di che vivere, ma non per questo fondiamo un sindacato dei ladri e avalliamo il suo esercizio! Ponendo il corpo umano e il sesso nel regno del mercato, il sistema della prostituzione rafforza l’oggettivazione di tutte le donne e dei loro corpi. Si tratta di una violazione diretta dell’integrità fisica e morale delle persone prostituite. La Convenzione ONU del 2 dicembre 1949, adottata dall’Assemblea Generale e ratificata da 17 Stati membri dell’Unione Europea, afferma nel suo preambolo che «la prostituzione e il male che l’accompagna, vale a dire la tratta degli esseri umani ai fini della prostituzione, sono incompatibili con la dignità ed il valore della persona umana». La prostituzione è incompatibile con gli art. 3 e 5 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo, che affermano che «ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona» e che «nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti». Molto meglio il modello svedese della criminalizzazione del cliente: la prostituzione non è un mestiere, bensì un crimine contro la dignità dell’essere umano. Ma da un Cantone disposto a svendere il proprio territorio e a guadagnare dai bordelli non ci si poteva aspettare di meglio.

Sì alla regolamentazione della tassa sul sacco del 21 maggio

7 Mag 2017

Le deputate e i deputati del Gruppo dei Verdi invitano a votare Sì alla tassa cantonale sul sacco.

L’obiettivo è di ridurre la quantità dei rifiuti bruciati nell’inceneritore, con benefici per l’ambiente e per la salute dei cittadini, ma anche per il loro portafogli. Separare i rifiuti porta a recuperare materiali che hanno addirittura un valore economico (carta, alu, ferro) o che sono molto meno cari da smaltire rispetto ai rifiuti che vengono bruciati (e per i quali i comuni devono sborsare 180 franchi la tonnellata).

La cinquantina di comuni ticinesi che hanno già la tassa sul sacco hanno potuto realizzare dei risparmi importanti a vantaggio di tutta la popolazione. Nessuno ha fatto marcia indietro, segno che il sistema funziona.

I parlamentari ecologisti sottolineano che non si tratta di una nuova tassa, bensì di una regolamentazione uniforme e più equa, secondo il principio di causalità (“chi inquina paga”), che farà risparmiare i cittadini virtuosi e porterà benefici a tutti i comuni.

Il nucleare appartiene a un passato di paura ed incertezza

10 Ott 2016

flyer_iL’energia nucleare appartiene al passato, al periodo della guerra fredda e all’ansia di controllo centralizzato che ha caratterizzato quell’epoca storica. La possibilità di avere sott’occhio la produzione di energia elettrica, seppur per mezzo del pericolosissimo uranio, dava un senso di sicurezza ai governanti. Il pericolo di un incidente nucleare veniva compensato con la possibilità di essere energeticamente indipendenti, una volta comprato e stoccato l’uranio. Una realtà triste che ha condizionato la nostra vita ma che per fortuna è legata al passato. Al giorno d’oggi possiamo sostituire l’uranio con il sole, l’acqua e il vento. E possiamo farlo decentralizzando la produzione, e mettendoci quindi al riparo anche da attacchi terroristici che potrebbero paralizzare e distruggere il nostro Paese. Immaginate un attacco a una centrale nucleare con le conseguenti perdite di radioattività sul territorio: uno scenario da brividi!

Per fortuna, le alternative ci sono. Le tecnologie per l’uso delle energie rinnovabili sono disponibili, già ampiamente testate nella pratica e a costi accessibili. La Svizzera dispone di abbastanza potenziale per coprire il proprio fabbisogno elettrico con acqua, vento, biomassa, sole e geotermico. Tutte fonti rinnovabili e che ci rendono indipendenti dall’estero. E che ci permettono di fare qualcosa personalmente per l’indipendenza della nostra nazione: con un pannello solare posso produrre e vendere energia elettrica e contribuire al benessere del mio Paese.

Anche dal punto di vista economico, l’atomo non è un affare. L’uso di centrali nucleari in Svizzera crea pochi posti di lavoro: per reattore lavorano circa 400 dipendenti; al contrario le energie rinnovabili creano posti di lavoro permanenti e sensati all’interno di tutto il territorio svizzero: anche il Ticino ne può approfittare ampiamente, sia nel settore idrico che in quello solare. Per esempio, il settore economico delle energie rinnovabili in Germania ha sostituto negli ultimi anni 27 centrali nucleari della grandezza di Mühleberg e ha così generato 300’000 posti di lavoro.

Per quanto riguarda la svolta energetica, in Svizzera sussiste un potenziale lavorativo che ammonta a più di 10’000 nuovi posti di lavoro. Secondo uno studio della Fondazione Svizzera dell’energia SES per l’intera svolta energetica il potenziale ammonta a circa ulteriori 85’000 posti di lavoro. Posti di lavoro qualificati e ben distribuiti sul territorio. Per tutti questi motivi, vi invito, il 27 novembre a votare SÌ all’uscita pianificata dal nucleare entro il 2029.

Claudia Crivelli Barella

Economia verde al 28 agosto: da non mancare!

10 Ago 2016

unnamedunnamed (1)Carissimi amici e simpatizzanti dei Verdi, in allegato trovate finalmente la locandina del nostro evento del 28 agosto (cliccate sulle immagini per leggere i dettagli e/scaricare la locandina). Come potete leggere ci saranno ospiti importanti, prima fra tutti Adèle Thorens consigliera nazionale ed ex coordinatrice del partito svizzero. Saranno presenti economisti del calibro di Sergio Rossi e Christian Marazzi, insomma ospiti di tutto riguardo.

Come potete leggere il programma é strutturato appositamente a blocchi ben precisi cosi da poter partecipare anche solo parzialmente. Per una buona riuscita dell’evento abbiamo bisogno di voi!

 

 

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