Discorso seduta di insediamento Consiglio comunale

9 Maggio 2016

IMG_1422Care colleghe e cari colleghi, stimato Sindaco, onorevoli Municipali,

mi avete offerto il compito di presiedere all’apertura dei lavori di questa nuova legislatura per Mendrisio, e ne sono onorata. Tutti noi abbiamo a cuore il bene di questo magnifico borgo divenuto Città, e tutti noi abbiamo sensibilità e storie di vita differenti, che insieme possono produrre una visione responsabile e differenziata del vivere in anni di cambiamenti, con nubi minacciose che purtroppo incalzano il nostro amato territorio, rendendo incerto il domani ed imponendoci di stare al passo con i tempi senza perdere la fiducia. Lasciate che dica una parola verde prima di diventare del tutto imparziale nel ruolo che rivestirò per questo anno: la vera sfida, anche per una realtà locale, è riuscire a diminuire la nostra impronta ecologica, poiché allo stato attuale servirebbero quasi quattro pianeti terra per proseguire a vivere come stiamo vivendo, ed è solo pensando globalmente che possiamo agire localmente in modo responsabile. Non ho bisogno di chiedervi rispetto reciproco, perché so che ci rispettiamo già, ma vi chiedo (e chiedo anche a me stessa) uno sforzo maggiore di apertura a idee nuove…abbiamo bisogno di collaborazione e di fiducia per contrastare sfiducia ed intolleranza, generatrici dell’odio e portatrici di cattivi consigli.

Il Consiglio comunale è il luogo in cui si svolge la politica locale, quella che i cittadini dovrebbero sentire più vicina e forse anche più coinvolgente. Quella realtà nella quale è più facile far sentire il proprio parere incidendo sulle decisioni. E’ un nostro preciso compito contribuire a contrastare una perniciosa tendenza all’assenteismo e alla sfiducia verso la politica; dobbiamo saper favorire la partecipazione, che a sua volta stimoli il senso di appartenenza, di tutte le fasce di popolazione: noi eletti dalle cittadine e cittadini in loro rappresentanza abbiamo, insieme all’onore, l’onere di vivere e far vivere la Città in ogni suo aspetto, sentendoci parte di una collettività, ricordando le parole di un ex Presidente di un Paese a noi lontano, diventato il simbolo dell’impegno civile “Non chiederti cosa il tuo Pese può fare per te, ma chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese”.  Ma vorrei affiancare alle sue le altre parole di un ex Presidente, quello dell’Uruguay Pepe Mujca, a me personalmente anche più simpatico di Kennedy: “Non veniamo al mondo per lavorare o per accumulare ricchezza, ma per vivere. E di vita ne abbiamo una sola.”.
Contrastare anonimato e spersonalizzazione significa creare aree d’incontro di socializzazione, di partecipazione. In una realtà piccola ma aggregata come la nostra, è perciò essenziale offrire quello spazio pubblico che diventi l’anima del nostro Comune, cioè quella Piazza che riproponga “il luogo” contro gli ormai diffusi “non luoghi” del consumo obbligato dove è facile perdere il senso della propria umanità trasformandosi in predatori rapaci, a nostra volta vittime di predatori più grandi di noi che ci manipolano inconsapevolmente, portandoci a credere che il nostro valore sia in relazione con la nostra capacità di consumare.

Non perché sono una donna, ma lasciate che vi dica che non ci si può non dispiacere poiché ancora una volta le istanze civili sono state disattese: le donne rappresentano una netta minoranza tra i consiglieri comunali, e non sono rappresentate in Muncipio ormai da tempo immemore: segni numericamente incontestabili che la parità non è raggiunta e che ancora una volta le ragioni del patriarcato hanno vinto. Senza donne non c’è rivoluzione, non c’è cambiamento. Ma sarò imparziale, non temete, anche se avrò un occhio di particolare stima per le minoranze, di appartenenza di genere e politica.

Come sapete faccio parte di un gruppo minoritario in questo Consiglio comunale. Sono convinta che le minoranze abbiamo un ruolo fondamentale da giocare in un sistema come il nostro. Sono sovente portatrici di visioni diverse, contribuiscono a dibattere i problemi, a definire gli orientamenti. Sono essenziali nel gioco democratico, specialmente se tutti noi riteniamo che una scelta saggia sia il risultato di un confronto dialettico, della valutazione di tutti gli aspetti di un problema, di analisi e riflessioni approfondite. Le posizioni dei gruppi minoritari possono a volte risultare scomode, ma sono funzionali al contraddittorio civile. La politica deve riuscire a pensare e progettare il futuro anche lontano con occhio lungimirante. Operazione non facile in una realtà nella quale prevalgono la rapida azione, l’effetto istantaneo, la soddisfazione immediata dei bisogni. Concludo citando un pensiero del filosofo Norberto Bobbio, il quale oppone alle incaute profezie e facili certezze, il dubbio come metodo critico-razionale, la prudente circospezione di chi conosce le difficoltà dell’analisi, l’apertura di chi conosce le ragioni del reciproco confronto e il confronto tra le reciproche ragioni.

Vi invito dopo la seduta ad un rinfresco a chilometro zero, a base di birra locale, in segno di amicizia e di apertura verso tutti voi, augurandovi anni di impegno e di soddisfazione. Confido che, con l’aiuto di Dio e la perspicacia delle donne e degli uomini, faremo un buon lavoro per Mendrisio.

Claudia Crivelli Barella

L’articolo del Corriere del Ticino: 160510 Claudia prima cittadina cdt
L’articolo de LaRegione: 160510 Claudia prima cittadina laR

Inventario degli alberi meritevoli di protezione

24 Febbraio 2015

downloadIl mio intervento in Consiglio Comunale del 23 febbraio 2015. Un intervento amareggiato dall’atteggiamento del Municipio di non istituire un catalogo degli alberi monumentali nel Comune… o di continuamente procrastinarlo fino a a quando di alberi da proteggere non ve ne saranno più. Ultimo scandaloso esempio in ordine di tempo: i due monumentali e bellissimi cedri dietro all’ex-Ospedale della Beata Vergine. 

Il 29 settembre 2013 con una mozione avevamo richiesto di istituire un catalogo degli alberi presenti sul territorio di Mendrisio meritevoli di protezione.

Il Ticino vanta alberi molto vecchi. Il naturalista Luigi Lavizzari nelle sue escursioni pubblicate nel 1859 ne descrisse a decine annotando anche le misure delle circonferenze. Ma non sempre la grandezza del tronco è sinonimo di vecchiaia, anche se spesso più un albero è grosso maggiori saranno le probabilità che oltrepassi il secolo.

Il fotografo Ely Riva che li ha fotografati in diversi suoi libri così ne parla: «Con gli alberi sento di avere una grande familiarità. Li percepisco come presenze vive. Andando molto spesso in montagna da solo, quando mi capita di rivedere esemplari che conosco, li saluto come amici e ci parlo. È difficile dire quanto sia vecchia una pianta, per poche si va sul sicuro. Il passato è scritto nel legno, l’albero è l’unico vero Signore degli anelli. L’uomo ha poco rispetto per le piante e per quelle secolari, soprattutto nei centri urbani, ma non solo». Uno dei tigli della Cascina d’Armirone sul Generoso è stato abbattuto perché le sue radici si sono infilate sotto il pavimento della chiesetta. il Faggio delle parole sul Generoso, con le incisioni di finanzieri e contrabbandieri, è stato abbattuto per un dispetto una cinquantina di anni fa.

Altre culture, diverse dalla nostra, riconoscono la nobiltà dell’albero e lo ringraziano per il solo fatto di esistere. Simbolo della vita e dell’elevazione spirituale, esprime una capacità di resistenza e di rigenerazione senza limiti nel tempo. In Giappone i canfori millenari che si vedono nelle vicinanze dei santuari shintoisti sono particolarmente rispettati anche perché una credenza dice che girandoci attorno si prolunga la vita di un anno per ogni circonferenza che si percorre.

La Commissione delle opere pubbliche non valuta importante istituire tale catalogo sostenendo che questo compito verrà già svolto dal Piano Direttore comunale, ma il Piano Direttore ha una valenza unicamente di linee direttive, non è lo strumento adatto per la tutela del patrimonio arboreo. Città come Locarno si sono pertanto dotate già da anni di un inventario degli alberi protetti, per evitare gli scempi a cui andiamo incontro con triste regolarità noi a Mendrisio.

Siamo seriamente preoccupati per molti alberi, ad esempio il magnifico cedro che sorge sul sedime dell’ex maternità e che temiamo possa fare la stessa fine dei suoi due fratelli dietro al palazzo Turconi. Siamo preoccupati per le sorti di ogni testimone vegetale del nostro tempo, e sappiamo che per alcuni queste sono preoccupazioni di lana caprina di fronte ai grandi temi che fanno girare l’economia, ma chiediamo la considerazione per quelle cittadine e quei cittadini che tengono al patrimonio arboreo della nostra Città e ne chiedono la tutela. Senza polemica, ma con profondo rammarico, vi invito a un momento di silenzio ricordando i due cedri abbattuti dietro a palazzo Turconi, pensando alla bellezza che Mendrisio ha inesorabilmente perduto.

Claudia Crivelli Barella, I Verdi di Mendrisio

I Verdi di Mendrisio e la Filanda

18 Novembre 2014

andrea 2014Lunedì 17 novembre, in Consiglio Comunale a Mendrisio si è votato il messaggio sulla Filanda. Ecco il nostro intervento, a firma Andrea Stephani. Grazie Andrea per l’ottimo discorso!

 

Egregio presidente, onorevoli sindaco, municipali, colleghe e colleghi,

come Verdi abbiamo discusso a lungo, al nostro interno, sul tema Filanda. Questa sera, in veste di Capogruppo, porto la nostra adesione – a maggioranza – al MM che stiamo per votare. Per il mio gruppo non è stata una decisione semplice perché, se da una parte c’era il desiderio di tutti di salvare la biblioteca e dare seguito ad una petizione sottoscritta da oltre 7’000 persone, dall’altra siamo rimasti delusi dalle numerose lacune presenti nel messaggio in questione e già evidenziate durante i precedenti incontri sul tema ed in parte riprese anche dal rapporto di minoranza. Dubbi sull’adeguatezza logistica dello stabile, sulla fumosità nella presentazione dei contenuti, sulla mancanza di coinvolgimento degli altri comuni del distretto e su una convenzione con il Cantone che ha il gusto di una resa incondizionata, solo per citare i punti a nostro avviso più delicati. Inoltre le risposte alle molte domande inoltrate non sono sempre state chiare, univoche e soddisfacenti. Anzi, l’impressione è quella di avere per le mani un messaggio raffazzonato e un po’ imbarazzante se pensiamo che l’argomento è sul tavolo da oltre quattro anni.

Nonostante tutto, Claudia ed io voteremo a favore della Filanda. Diremo di sì, perché vogliamo salvare la biblioteca e, come accade troppo spesso, anche questo messaggio ha vissuto un iter travagliato ed è arrivato sui banchi di questo lodevole CC “cinque minuti prima della mezzanotte”, come piace ripetere a qualcuno in quest’aula. All’orizzonte si profilano scadenze che devono essere rispettate e bocciare il credito per la prima fase di realizzazione di questo progetto significa dovere poi affrontare problemi maggiori, con meno tempo e probabilmente meno risorse a disposizione. Voteremo di sì perché la Filanda rappresenta un’opportunità per ridare centralità ed importanza al nucleo di Mendrisio. Assieme agli altri due progetti-chiave che riguardano Piazza del Ponte ed il parco di Villa Argentina, la sistemazione della Filanda riporterebbe il campanile al centro del villaggio e darebbe nuova linfa al centro di quello che una volta era chiamato il Magnifico Borgo e che ora è solo un’appendice residenziale del Fox Town. Filanda, Piazza del Ponte e Villa Argentina: le decisioni che prenderemo questa sera e nei prossimi mesi disegneranno il volto della Mendrisio di domani. Dobbiamo perciò avere il coraggio di osare, anche di fronte ad un MM che non ci entusiasma particolarmente, ma la cui vaghezza potrebbe rappresentare un’insperata risorsa. Mancano i contenuti? Sì, ma non le proposte. Basti pensare al materiale raccolto da Grazia, Françoise, Francesca e dagli altri CC che hanno visitato alcune biblioteche in Svizzera ed in Italia. Personalmente, trovo stimolante anche la proposta del relatore di minoranza Tiziano Pasta che auspica la creazione di un centro diurno per anziani sul modello di quello di Vacallo.

Un progetto importante, come appena detto. Talmente importante che forse sarebbe opportuno che la popolazione di Mendrisio si esprima nel merito. Qualcuno ha recentemente scritto che il ricorso al referendum sarebbe un salutare esercizio democratico. Forse è davvero così. Noi Verdi siamo fiduciosi: la popolazione di Mendrisio non sa solo dire di no. Infatti, ha più volte dimostrato di saper essere anche propositiva.

Andrea Stephani, Capogruppo I Verdi di Mendrisio

Post Scriptum: Nel mio intervento ho volutamente evitato l’espressione “centro culturale”, nel contesto attuale troppo altisonante e semanticamente fuorviante. Per favore, non chiamatelo “centro culturale”.

Intervento in Consiglio Comunale sul Preventivo 2014

2 Aprile 2014

Claudia Crivelli Barella, I Verdi di MendrisioEcco qua il mio intervento al Consiglio Comunale di lunedì 31 marzo dove il Gruppo dei Verdi ha votato CONTRO il preventivo 2014 della Città.

 

“Ringraziamo i relatori Giovanni Poloni e Grazia Bianchi, che nei loro rapporti evidenziano molti temi che rispecchiano le preoccupazioni che i Verdi rilevano da diversi anni. E’ possibile commentare un preventivo senza in sostanza parlare di cifre? Soprattutto il rapporto socialista lo evidenzia e lo dimostra in modo lampante: sì, è possibile, e da parte dei consiglieri comunali anche doveroso. Ci limitiamo a ribadire come negli ultimi anni il vivere a Mendrisio, la nostra città, si sia fatto più difficile, meno salubre, se vogliamo richiamare la categoria estetica, che coinvolge il paesaggio, la qualità della viabilità e del verde, più innegabilmente BRUTTO. Il nostro paese è stato rovinato dai patti: il “patto di paese” con il Fox town, che speriamo venga finalmente sanato, tornando ad una situazione di legalità, con una chiusura domenicale che rispetti i precetti non solo della Chiesa, ma anche del buon vivere; e poi i “patti con i quartieri” che molto hanno portato a pochi, senza pensare al bene dei molti.

Proponiamo tre misure drastiche e concrete per dei risparmi: primo, tagliare l’ufficio del promovimento economico, il cui ruolo risulta ormai obsoleto, semmai sia stato di qualche utilità. La città ha semmai bisogno di un ufficio di promovimento ecologico, ma per questo contiamo sul rinnovamento delle cariche tra due anni.

La “porta della città” o centro di pronto intervento è un altro assurdo che il rapporto di Grazia Bianchi ben evidenzia, e ribadiamo che la seconda fase debba essere fermata prima che altri milioni siano sperperati per un’opera faraonica che toglie risorse per investimenti più semplici, concreti, alla portata di tutti. Già si parla di lasciare i veicoli dell’UTC nei vari quartieri, per risparmiare tempo e denaro, e dimostrando come la concentrazione di tutte le forze in un unico punto si riveli un pensiero fallace.

I milioni spesi per questo progetto ci lasceranno tra venti, massimo quarant’anni, un rudere, mentre  pochi milioni che voteremo per acquisire il Parco di Villa argentina resteranno alla Città per sempre: è tempo di pianificare degli interventi veramente a favore della popolazione, che siano utili per il vivere comune, sano e piacevole di una popolazione. Altrimenti, tanto vale lasciare la città in mano agli sprayer, che sanno portare colore e bellezza meglio di tanti architetti.

Un terzo risparmio che auspichiamo è quello di chiudere e vendere lo stabile del Centro giovani: gli anni di esperienza non hanno dato i risultati sperati, dando ragione a quanto andavamo dicendo anni fa quando eravamo avversi anche a questo investimento milionario in una visione di grandeur che ha caratterizzato le scelte del Municipio per troppi anni: i dati che ci ha fornito l’onorevole Comi venerdì purtroppo confermano l’utilizzo molto ridotto aldilà dei giorni di concerti o feste, che si potrebbero organizzare nei quartieri, per non diventare borgo-centrici. Il centro è frequentato giornalmente da 4-5 ragazzi… praticamente, ce ne sono di più a casa mia, con gli amici delle mie tre figlie, e nelle case di molti momò: non si giustifica un investimento di questa portata! Per i giovani, invece di un ghetto, pensiamo piuttosto alla creazione di un centro intergenerazionale e culturale.

Coerentemente, i Verdi ribadiscono il loro ruolo di opposizione, lanciano queste tre misure di risparmio, e votano no a questo preventivo.”

Claudia Crivelli Barella, 31 marzo 2014

Così non ci siamo, sorelle!

16 Aprile 2013

Ci aspettano tre anni sui banchi del consiglio comunale, a fronteggiare un Municipio composto da sette uomini. Uomini competenti, intelligenti, motivati, a volte persino simpatici, altre addirittura affascinanti. Nulla contro gli uomini: presi singolarmente, ho una grande stima e simpatia per diversi di loro. Ma un gruppo di uomini, lasciati soli per troppo tempo, ha qualcosa di inquietante: diventa un branco. Lo sa bene chi si occupa di politica migratoria: gli uomini accompagnati da donne, le coppie, tendono ad essere meno violenti e a delinquere meno dei gruppi di uomini soli. Un consesso politico è certamente un altro tipo di ambiente, e le dinamiche sono diverse: non si tratta di violenza manifesta, ma di una visione della società comunque differente. Intendiamoci: mi farebbe impressione anche il contrario, un Municipio composto da sette donne. Il fatto è che, come molte donne, non riesco a sentirmi rappresentata da un Municipio unicamente maschile.

Ma a Mendrisio da anni ormai viene confermata la regola secondo la quale le donne votano gli uomini piuttosto delle altre donne, e questo è un peccato, perché in ogni lista municipale erano presenti nomi validi di donne che si sarebbero messe a disposizione per il bene della propria Città, e neppure un partito (ad eccezione dei Verdi, che però non hanno ancora ottenuto un seggio in Municipio) ha dato loro questa opportunità. Una perdita per i partiti e per Mendrisio, che si conferma anche in questo una città vagamente medievale. Ma i tempi cambiano in fretta, e qualche accenno di modernità arriverà presto o tardi, mi auguro, nel già Magnifico Borgo, ora Grande Mendrisio. Ringrazio le elettrici e gli elettori che hanno dato fiducia alle candidate e ai candidati Verdi e che credono nella biodiversità e nella differenziazione del pensiero e dei generi.

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