Oltre il silenzio

27 Nov 2012

Giornata breve di lavori parlamentari, quella di lunedì, ma non per tutti per seguire di persona o in videostreaming i festeggiamenti in onore di Filippo Lombardi, al quale vanno le nostre felicitazioni e la speranza che rappresenterà tutto il Ticino, anche quello fieramente e fortemente contrario al raddoppio del San Gottardo; ma per la chiusura anticipata chiesta da tutte le parlamentari per poter essere presenti con un gesto di solidarietà all’evento organizzato all’ex Asilo Cani a Lugano nell’ambito della mobilitazione internazionale “sedici giorni contro la violenza sulle donne” alla quale partecipano oltre tremilasettecento organizzazioni in centosessantaquattro paesi. Nella Svizzera italiana, la Commissione pari opportunità e altri enti ticinesi per l’aiuto alle vittime. I dati riguardo alle violenze sulle donne, seppure ogni anno in calo, sono inquietanti: solo in Ticino, la polizia interviene due volte al giorno per casi di violenza domestica. Questo senza pensare a quanti possano essere i casi per i quali l’intervento della polizia non viene richiesto… La violenza non è soltanto fisica o sessuale, ma anche psicologica, e si declina in atti di denigrazione, svilimento, sottomissione… sono tanti i fattori che portano le donne a non chiedere aiuto prima che l’escalation di violenza diventi dramma: sensi di colpa, di inadeguatezza, storie familiari e amori malati. Soprattutto, solitudine o paura della solitudine…è proprio la solitudine la matrice di tanta sofferenza umana, ed il filo conduttore delle nostre vite iperconnesse e iperveloci. Sempre nella massa, e spesso soli. L’età, il reddito, la cultura, non sono sempre un aiuto: la violenza entra nelle famiglie al di sopra di ogni sospetto, in ogni ceto sociale. Avere un’amica, una famiglia di riferimento, una vicina di casa sensibile sono fattori che determinano la differenza tra una vita degna e l’orrore.  Per casi urgenti, è importante ricordare alle donne (e ai pochi uomini vittime di violenza) che è possibile rivolgersi alla polizia, ai consultori, al servizio per l’aiuto alle vittime di reati.

Mi ha fatto piacere vedere nel pubblico molti appartenenti all’altra metà del cielo, perché è anche e soprattutto con l’aiuto degli uomini che possiamo superare la piaga della violenza sulle donne. Uomini che sono anche figli, padri, fratelli, e che possono aiutare gli altri uomini a sentirsi forti e utili, e a diventare amici e non aguzzini delle donne.

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