Raddoppio del Gottardo: c’è un prima e vi sarà un dopo

5 Ottobre 2015

downloadGli ideologi dell’asfalto e i lobbisti dei camion UE che perorano la causa del raddoppio si concentrano solamente sul difficile periodo del risanamento, dimenticando che la politica inerente i trasporti, di cui il Gottardo fa pienamente parte, ha una storia più che decennale e che, passato il periodo del risanamento in Ticino sarebbe bello poter continuare a vivere, respirare e muoversi con la propria automobile.

Cominciamo dal passato: 20 anni fa il Popolo elvetico ha deciso che le merci UE in transito in Svizzera dovessero andare sul treno. Per questo motivo, e a più riprese, le cittadine e i cittadini hanno votato per la costruzione e per innumerevoli crediti supplementari per realizzare e far passare AlpTransit dal Ticino: 24 miliardi la spesa totale per l’opera ingegneristica del secolo, che verrà inaugurata tra 9 mesi. Raddoppiare il Gottardo autostradale, allargandolo per rendere più facile la percorrenza ai mega camion UE da 60 tonnellate, significa genuflettersi all’UE e confessare che abbiamo costruito AlpTransit ma che loro possono continuare a fare avanti e indietro sulle nostre autostrade. Il raddoppio, in altre parole, ignora bellamente e aggira in modo arrogante la volontà popolare di avere autostrade senza mezzi pesanti in transito: vale a dire, che non si fermano nemmeno a bere un caffè in Svizzera.

Ora, consideriamo anche il futuro, il dopo raddoppio. Al Brennero, che di corsie ne ha quattro, come il Gottardo dopo il raddoppio, di camion ne passano esattamente il doppio di adesso in Svizzera. Questi bisonti della strada se ne staranno incolonnati tra Chiasso e Lugano 24 ore al giorno, inquinando l’aria che respiriamo. Inoltre, con un raddoppio le misure di sicurezza che ora vietano ai camion che trasportano merci pericolose di transitare sotto al Gottardo sarebbero allentate e ci ritroveremmo delle mine vaganti viaggianti su e giù per tutto il Cantone: ogni incidente potrebbe trasformarsi in tragedia. Per di più ogni camion che transita sulle nostre autostrade usura la strada come 40’000 autovetture e inquina quasi dieci volte di più di un’auto. Nel Mendrisiotto e nel Luganese, già martoriati dal traffico proveniente da sud, sarebbe la fine. Già ora abbiamo l’aria peggiore della Svizzera, con 2 milioni di camion non potremo nemmeno lasciar giocare i nostri figli in giardino.

Chi sostiene il raddoppio si renda conto che sostiene i lobbisti del cemento e degli autotrasporti e che così facendo, augura una qualità di vita notevolmente peggiore a sé e ai propri figli.

Claudia Crivelli, Candidata per i Verdi al Consiglio Nazionale

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