Inventario degli alberi meritevoli di protezione

24 Feb 2015

downloadIl mio intervento in Consiglio Comunale del 23 febbraio 2015. Un intervento amareggiato dall’atteggiamento del Municipio di non istituire un catalogo degli alberi monumentali nel Comune… o di continuamente procrastinarlo fino a a quando di alberi da proteggere non ve ne saranno più. Ultimo scandaloso esempio in ordine di tempo: i due monumentali e bellissimi cedri dietro all’ex-Ospedale della Beata Vergine. 

Il 29 settembre 2013 con una mozione avevamo richiesto di istituire un catalogo degli alberi presenti sul territorio di Mendrisio meritevoli di protezione.

Il Ticino vanta alberi molto vecchi. Il naturalista Luigi Lavizzari nelle sue escursioni pubblicate nel 1859 ne descrisse a decine annotando anche le misure delle circonferenze. Ma non sempre la grandezza del tronco è sinonimo di vecchiaia, anche se spesso più un albero è grosso maggiori saranno le probabilità che oltrepassi il secolo.

Il fotografo Ely Riva che li ha fotografati in diversi suoi libri così ne parla: «Con gli alberi sento di avere una grande familiarità. Li percepisco come presenze vive. Andando molto spesso in montagna da solo, quando mi capita di rivedere esemplari che conosco, li saluto come amici e ci parlo. È difficile dire quanto sia vecchia una pianta, per poche si va sul sicuro. Il passato è scritto nel legno, l’albero è l’unico vero Signore degli anelli. L’uomo ha poco rispetto per le piante e per quelle secolari, soprattutto nei centri urbani, ma non solo». Uno dei tigli della Cascina d’Armirone sul Generoso è stato abbattuto perché le sue radici si sono infilate sotto il pavimento della chiesetta. il Faggio delle parole sul Generoso, con le incisioni di finanzieri e contrabbandieri, è stato abbattuto per un dispetto una cinquantina di anni fa.

Altre culture, diverse dalla nostra, riconoscono la nobiltà dell’albero e lo ringraziano per il solo fatto di esistere. Simbolo della vita e dell’elevazione spirituale, esprime una capacità di resistenza e di rigenerazione senza limiti nel tempo. In Giappone i canfori millenari che si vedono nelle vicinanze dei santuari shintoisti sono particolarmente rispettati anche perché una credenza dice che girandoci attorno si prolunga la vita di un anno per ogni circonferenza che si percorre.

La Commissione delle opere pubbliche non valuta importante istituire tale catalogo sostenendo che questo compito verrà già svolto dal Piano Direttore comunale, ma il Piano Direttore ha una valenza unicamente di linee direttive, non è lo strumento adatto per la tutela del patrimonio arboreo. Città come Locarno si sono pertanto dotate già da anni di un inventario degli alberi protetti, per evitare gli scempi a cui andiamo incontro con triste regolarità noi a Mendrisio.

Siamo seriamente preoccupati per molti alberi, ad esempio il magnifico cedro che sorge sul sedime dell’ex maternità e che temiamo possa fare la stessa fine dei suoi due fratelli dietro al palazzo Turconi. Siamo preoccupati per le sorti di ogni testimone vegetale del nostro tempo, e sappiamo che per alcuni queste sono preoccupazioni di lana caprina di fronte ai grandi temi che fanno girare l’economia, ma chiediamo la considerazione per quelle cittadine e quei cittadini che tengono al patrimonio arboreo della nostra Città e ne chiedono la tutela. Senza polemica, ma con profondo rammarico, vi invito a un momento di silenzio ricordando i due cedri abbattuti dietro a palazzo Turconi, pensando alla bellezza che Mendrisio ha inesorabilmente perduto.

Claudia Crivelli Barella, I Verdi di Mendrisio

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