Un Palio più consapevole

25 Aprile 2013

Ho sempre partecipato al palio degli asini di Mendrisio con un sano divertimento nel caso dei giochi di bambini e adulti, e un certo disagio nel momento vero e proprio del palio, senza riuscire a capire fino in fondo il motivo del sottile senso di ingiustizia nei confronti degli animali, che in fondo non vengono maltrattati. E’ quell’ “in fondo” la causa del disagio…Approfondendo il tema con l’auto di esperti in etologia animale, ho capito che l’uso strumentale di un animale è ingiusto quanto l’utilizzo a scopo ludico di un essere umano.

L’uso dell’asino ad ausilio delle attività umane e specialmente in attività di intrattenimento, spettacolo e animazione deve essere inteso come scambio equo, senza prevaricazioni dell’uomo, compatibile con i ritmi, le attitudini, la prestanza fisica dell’animale. Gli asini sono chiamati ad attività di relazione e non ad attività di semplice performer, come strumento, o come simbolo per stupire. La valorizzazione e la conoscenza dell’asino si ottiene attraverso attività di educazione e sensibilizzazione (nelle attività di spettacolo l’asino non è il pagliaccio ma un fattore di cultura e di conoscenza del regno animale). Tutti gli asini che intervengono nelle attività devono essere stati valutati rispetto alla tipologia performativa che dovranno andare a realizzare (per es. in caso di gare l’asino deve essere addestrato a indossare briglie e sella, l’asino deve essere addestrato a essere cavalcato, l’asino deve conoscere i segnali del cavaliere, l’asino deve essere in grado di   rapportarsi alla folla e al rumore e alla presenza di estranei). Un asino dovrebbe poter gareggiare con accanto o con in groppa una persona che già conosce e di cui si fida, l’andatura deve essere naturale, mai forzata, e rispettosa della lentezza tipica dell’asino, il cavaliere deve avere la capacità di riconoscere i segnali di paura e di stress dell’asino.

L’asino deve essere condizionato ad acquisire le competenze necessarie per relazionarsi con le situazioni con metodi che si basano sull’uso del rinforzo positivo e nel rispetto delle sue specificità. Le attività di animazione potrebbero a queste condizioni diventare un momento di conoscenza con l’animale e di mediazione fra genere umano e animale a vantaggio di un reciproco scambio.

Siamo sicuri che queste condizioni siano rispettate? Non possiamo chiedere agli asini se siano felici di partecipare al palio, ma interrogarci sul nostro rapporto con gli esseri umani e con i quadrupedi che ci circondano…

Così non ci siamo, sorelle!

16 Aprile 2013

Ci aspettano tre anni sui banchi del consiglio comunale, a fronteggiare un Municipio composto da sette uomini. Uomini competenti, intelligenti, motivati, a volte persino simpatici, altre addirittura affascinanti. Nulla contro gli uomini: presi singolarmente, ho una grande stima e simpatia per diversi di loro. Ma un gruppo di uomini, lasciati soli per troppo tempo, ha qualcosa di inquietante: diventa un branco. Lo sa bene chi si occupa di politica migratoria: gli uomini accompagnati da donne, le coppie, tendono ad essere meno violenti e a delinquere meno dei gruppi di uomini soli. Un consesso politico è certamente un altro tipo di ambiente, e le dinamiche sono diverse: non si tratta di violenza manifesta, ma di una visione della società comunque differente. Intendiamoci: mi farebbe impressione anche il contrario, un Municipio composto da sette donne. Il fatto è che, come molte donne, non riesco a sentirmi rappresentata da un Municipio unicamente maschile.

Ma a Mendrisio da anni ormai viene confermata la regola secondo la quale le donne votano gli uomini piuttosto delle altre donne, e questo è un peccato, perché in ogni lista municipale erano presenti nomi validi di donne che si sarebbero messe a disposizione per il bene della propria Città, e neppure un partito (ad eccezione dei Verdi, che però non hanno ancora ottenuto un seggio in Municipio) ha dato loro questa opportunità. Una perdita per i partiti e per Mendrisio, che si conferma anche in questo una città vagamente medievale. Ma i tempi cambiano in fretta, e qualche accenno di modernità arriverà presto o tardi, mi auguro, nel già Magnifico Borgo, ora Grande Mendrisio. Ringrazio le elettrici e gli elettori che hanno dato fiducia alle candidate e ai candidati Verdi e che credono nella biodiversità e nella differenziazione del pensiero e dei generi.

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