Intervento sul Liceo nelle Tre Valli

24 Settembre 2014

Marcia per il climaLunedì 22 settembre in Parlamento abbiamo discusso il Rapporto 6789 R del 16 giugno 2014 della Commissione scolastica sull’iniziativa e sulla mozione che chiedevano una sede liceale nelle tre Valli. Qui trovate tutto il materiale ufficiale. I Verdi del Ticino hanno respinto il messaggio. I motivi li potete leggere qua di seguito.  (PS: la foto non è inerente il discorso parlamentare! Siamo io e Andreas alla Marcia per il Clima, organizzata dai Verdi domenica a Lugano e che ha visto la partecipazione di 300 persone. Sembriamo due studenti negli anni 70… !) 

Onorevole Consigliere di Stato, Presidente, care e cari colleghi,

la proposta della creazione di una nuova sede scolastica appare a tutta prima allettante: come dire di no all’istruzione, alla scuola? Come ostacolare il diritto allo studio agli abitanti di una regione?

Eppure, a nostro parere, ogni proposta allettante nasconde un possibile veleno che occorre vagliare con attenzione. Una regione come le Tre Valli ha veramente bisogno di una sede liceale? Gli anni dell’adolescenza non sono quelli dell’infanzia, e si nutrono di scoperta: i ragazzi, se interrogati, si dichiarano di solito molto fieri di avere l’opportunità di staccarsi dalla famiglia, di sperimentare un po’ di autonomia e, se non proprio il mondo, di scoprire un pezzetto di Ticino. Del resto, molti ragazzi partono da Chiasso per recarsi ogni mattina alla scuola commerciale di Bellinzona, o al Centro sportivo di Tenero: e ciò è per loro motivo di orgoglio e fonte di nuove amicizie, sicuramente un tassello importante per la crescita personale e intellettuale. Certo, ciò comporta dei costi, e non soltanto finanziari, per le famiglie, ma sono convinta che i benefici a lungo termine siano ben maggiori degli svantaggi.

Noi Verdi crediamo fortemente nella scuola, e nel contenuto della scuola più che nel contenente. Piuttosto che investire nel mattone, auspichiamo che il Ticino investa nell’educazione, che è fatta anche da sacrifici, e da levatacce e panini mangiati di fretta per correre ad assistere ad una lezione. Venticinque milioni di franchi, il costo dell’investimento preventivato, devono far riflettere sulle priorità alle quali si fa spesso riferimento da quest’aula.

Inoltre, ogni regione ha le proprie peculiarità, e in una dimensione di Città-Ticino, dobbiamo essere cauti nel non trasformare il territorio in una realtà omogenea, con le medesime proposte e i medesimi investimenti in ogni angolo del Cantone.

Inoltre, gli studenti dovrebbero comunque recarsi a Bellinzona per seguire alcune lezioni, come quelle di spagnolo, di greco e latino e di altre materie per le quali non esiste la massa critica nelle Valli: un non senso a parere degli stessi docenti del liceo di Bellinzona.

Crediamo dunque che, per sostenere la biodiversità delle Valli e le peculiarità che le rendono preziose, e per venire incontro agli studenti che si trovano negli anni dello studio e dell’apertura verso il mondo, non sia opportuna la creazione di un liceo nelle Tre Valli. Per quanto riguarda una scuola professionale, il discorso è diverso, e invitiamo il Governo a pensare a una diversificazione dell’offerta, creando un polo di competenza, ad esempio in sartoria, nella Regione delle Tre Valli.

Non ho pertanto firmato il rapporto, che i Verdi respingono.

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