Rinuncia del gruppo Swatch alla costruzione del capannone a Genestrerio

19 Agosto 2015

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I Verdi di Mendrisio hanno appreso con soddisfazione la notizia della rinuncia da parte della Distico / Gruppo Swatch alla costruzione del capannone di logistica (volume della costruzione fuori terra 136’000 m3) nel quartiere di Genestrerio

I Verdi di Mendrisio avevano inoltrato l’8 settembre 2014 un’opposizione approfondita e articolata di 6 pagine contro la domanda di costruzione della Distico e erano pronti a presentare ricorso contro la decisione 18 agosto 2015 del Municipio di Mendrisio di rilasciare la licenza edilizia

Con l’opposizione si contestava in particolare la validità del Piano Regolatore di Genestrerio; il traffico generato dall’attività logistica su un’arteria viaria già al collasso; il consumo di suolo; il basso valore economico dell’attività svolta; l’impatto nocivo sulla vicina area naturalistica assai pregiata; l’impatto estetico devastante per l’area dei volumi della costruzione;

I VERDI di Mendrisio continueranno nell’azione politica intrapresa in Consiglio Comunale di richiesta della revisione totale del Piano Regolatore della Nuova Mendrisio con dezonamenti mirati togliendo dalla zona edificabile comparti importanti da mantenere o destinare a aree agricole e di svago a favore della popolazione

I Piani Regolatori voluti negli ultimi 40 anni dalle forze politiche dominanti (PPD e PLR in primis con la collaborazione degli altri partiti eccetto i Verdi!) sono sovradimensionati (previsione di crescita folle di popolazione) e sono stati fatti su misura per la speculazione edilizia dei privati : i VERDI si opporranno con tutte le forze a questa distruzione sistematica del territorio

Le varianti di Piano Regolatore in programma a Mendrisio volute dal Municipio (Villa Argentina, Valera, Piazza del Ponte, nucleo Tremona ecc.) prevedono sempre aumenti di indici di sfruttamento/nuove aree edificabili: – la variante di Villa Argentina appena votata in Consiglio comunale da PPD, PLR (quasi tutti), Uniti a Sinistra (metà) ne è una scandalosa prova;

La variante di VALERA: ancora una volta PPD e PLR voglio sostituire i bidoni del petrolio con nuovi capannoni e industrie: bisogna dire basta con questi partiti e la loro visione predatoria del territorio

Per i Verdi di Mendrisio

Tiziano Fontana, Capogruppo I Verdi in CONSIGLIO COMUNALE

Il Parco di Villa Argentina verso il futuro

18 Giugno 2015

Claudia in villaL’affollata serata del 17 giugno a Canavée ha mostrato una volta in più come la popolazione di Mendrisio sia affezionata al Parco di Villa Argentina, un gioiello paesaggistico incastonato in un tessuto urbano sempre più lontano da una realtà di spazio vivibile e fruibile da chi vi abita. Qualcuno ha ironizzato sul paragone con i giardini storici presentati dall’architetto Benedetto Antonini, come il  Taj Mahal dell’India settentrionale… ma io penso che per chi vive qui, e soprattutto per chi amministra la cosa pubblica, l’attenzione verso qualsiasi lembo del NOSTRO territorio debba essere oggetto di altrettanto rispetto e ammirazione di quella che possiamo provare di fronte ad altre bellezze distanti dal nostro vivere quotidiano.

Si difende ciò che si ama e si ama ciò che si conosce” è una frase di Giulia Maria Crespi, presidente onoraria del FAI, citata da Tiziano Fontana, illuminato e serio presidente del Comitato per il Parco di Villa Argentina che aveva raccolto le firme di 2’700 abitanti di Mendrisio che hanno voluto scongiurare il pericolo di un’edificazione a favore di un parco cittadino: un bell’esempio di democrazia partecipativa che ci ha portati oggi ad un’ulteriore variante pianificatoria che verrà votata in consiglio comunale lunedì 13 luglio. Questa variante, purtroppo, non coglie lo spirito di tutela del territorio e di rispetto per il valore storico e paesaggistico del Parco, e dunque i Verdi lo respingeranno per la creazione di un Parco degno di questo nome. “Oggi il vero progresso consiste nella conservazione” è un principio di sviluppo sostenibile che ha ricordato l’architetto Antonini, vice presidente della STAN (Società ticinese per l’arte e la natura).

Amministrare la cosa pubblica richiede di pensare alle generazioni future oltre che a quelle attuali, e un Parco storico va a tutto vantaggio non solo della popolazione di Mendrisio, ma anche delle future generazioni di docenti e studenti dell’Accademia di architettura, la quale giustamente si pregia di pubblicare sui propri opuscoli belle immagini del campus con il Parco in primo piano, fulcro attrattivo e biglietto da visita di Mendrisio tutta in maniera più alta e degna di altri luoghi per i quali Mendrisio è famosa. Questa variante non rende onore al valore storico del Parco, e dunque i Verdi lotteranno perché ulteriori inutili edificazioni non pertinenti al Parco vengano scongiurate. Ho fiducia, come ce l’hanno moltissime cittadine e cittadini di Mendrisio, che osservano, vivono e restano a Mendrisio, che sono fieri della loro Città, dell’Accademia che ospitano sul proprio territorio e del Parco, un gioiello verde che arricchirà la Mendrisio di domani. Come ci ha insegnato Cicerone: “Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve”.

Dibattito pubblico su VILLA ARGENTINA

10 Giugno 2015

villa argentina

Il Comitato Parco di Villa Argentina organizza una serata pubblica con dibattito sulla variante del Piano particolareggiato di Villa Argentina a Mendrisio per mercoledì 17 giugno alle ore 20:15, presso l’Aula Magna delle Scuole elementari Canavée a Mendrisio

Partecipano, per il Comitato:

  • Tiziano Fontana, coordinatore Comitato Parco di Villa Argentina;
  • prof. arch. Benedetto Antonini Vicepresidente della Società ticinese per l’arte e la natura;

per il Municipio:

  • Piermaria Calderari, Capodicastero pianificazione;
  • ing.Michele Raggi, Capo UTC;

Moderatrice: Leila Bakkers, redattrice pagina del Mendrisiotto del Corriere del Ticino

Luogo: Aula Magna Scuole elementari Canavée a Mendrisio 

Orario: 20:15

Partecipate e fate partecipare: è importantissimo per il parco! Vi aspettiamo!

 

 

I Verdi di Mendrisio e la Filanda

18 Novembre 2014

andrea 2014Lunedì 17 novembre, in Consiglio Comunale a Mendrisio si è votato il messaggio sulla Filanda. Ecco il nostro intervento, a firma Andrea Stephani. Grazie Andrea per l’ottimo discorso!

 

Egregio presidente, onorevoli sindaco, municipali, colleghe e colleghi,

come Verdi abbiamo discusso a lungo, al nostro interno, sul tema Filanda. Questa sera, in veste di Capogruppo, porto la nostra adesione – a maggioranza – al MM che stiamo per votare. Per il mio gruppo non è stata una decisione semplice perché, se da una parte c’era il desiderio di tutti di salvare la biblioteca e dare seguito ad una petizione sottoscritta da oltre 7’000 persone, dall’altra siamo rimasti delusi dalle numerose lacune presenti nel messaggio in questione e già evidenziate durante i precedenti incontri sul tema ed in parte riprese anche dal rapporto di minoranza. Dubbi sull’adeguatezza logistica dello stabile, sulla fumosità nella presentazione dei contenuti, sulla mancanza di coinvolgimento degli altri comuni del distretto e su una convenzione con il Cantone che ha il gusto di una resa incondizionata, solo per citare i punti a nostro avviso più delicati. Inoltre le risposte alle molte domande inoltrate non sono sempre state chiare, univoche e soddisfacenti. Anzi, l’impressione è quella di avere per le mani un messaggio raffazzonato e un po’ imbarazzante se pensiamo che l’argomento è sul tavolo da oltre quattro anni.

Nonostante tutto, Claudia ed io voteremo a favore della Filanda. Diremo di sì, perché vogliamo salvare la biblioteca e, come accade troppo spesso, anche questo messaggio ha vissuto un iter travagliato ed è arrivato sui banchi di questo lodevole CC “cinque minuti prima della mezzanotte”, come piace ripetere a qualcuno in quest’aula. All’orizzonte si profilano scadenze che devono essere rispettate e bocciare il credito per la prima fase di realizzazione di questo progetto significa dovere poi affrontare problemi maggiori, con meno tempo e probabilmente meno risorse a disposizione. Voteremo di sì perché la Filanda rappresenta un’opportunità per ridare centralità ed importanza al nucleo di Mendrisio. Assieme agli altri due progetti-chiave che riguardano Piazza del Ponte ed il parco di Villa Argentina, la sistemazione della Filanda riporterebbe il campanile al centro del villaggio e darebbe nuova linfa al centro di quello che una volta era chiamato il Magnifico Borgo e che ora è solo un’appendice residenziale del Fox Town. Filanda, Piazza del Ponte e Villa Argentina: le decisioni che prenderemo questa sera e nei prossimi mesi disegneranno il volto della Mendrisio di domani. Dobbiamo perciò avere il coraggio di osare, anche di fronte ad un MM che non ci entusiasma particolarmente, ma la cui vaghezza potrebbe rappresentare un’insperata risorsa. Mancano i contenuti? Sì, ma non le proposte. Basti pensare al materiale raccolto da Grazia, Françoise, Francesca e dagli altri CC che hanno visitato alcune biblioteche in Svizzera ed in Italia. Personalmente, trovo stimolante anche la proposta del relatore di minoranza Tiziano Pasta che auspica la creazione di un centro diurno per anziani sul modello di quello di Vacallo.

Un progetto importante, come appena detto. Talmente importante che forse sarebbe opportuno che la popolazione di Mendrisio si esprima nel merito. Qualcuno ha recentemente scritto che il ricorso al referendum sarebbe un salutare esercizio democratico. Forse è davvero così. Noi Verdi siamo fiduciosi: la popolazione di Mendrisio non sa solo dire di no. Infatti, ha più volte dimostrato di saper essere anche propositiva.

Andrea Stephani, Capogruppo I Verdi di Mendrisio

Post Scriptum: Nel mio intervento ho volutamente evitato l’espressione “centro culturale”, nel contesto attuale troppo altisonante e semanticamente fuorviante. Per favore, non chiamatelo “centro culturale”.

Salviamo la storia

10 Settembre 2014

downloadDall’Accademia di architettura, si rimprovera di non guardare avanti, al “futuro delle nuove generazioni”, in merito al legittimo tentativo di molti cittadini di salvare le poche aree di pregio rimaste sul nostro martoriato territorio: il Parco di Villa Argentina, unico spazio verde a disposizione di cittadini e studenti in quel deserto di cemento popolato da migliaia di automobili che è diventato il ridente borgo di Mendrisio. E lo storico palazzo Turconi, che si vuole proteggere dal medesimo stupro che hanno subito gli altri edifici storici della città, che ormai soltanto chi ha una certa età ricorda ancora.

Vorrei rammentare ai vari presidenti e direttori, che abbiamo guardato fin troppo dritti in faccia al futuro, qui nel Mendrisiotto, e nel Ticino tutto… il risultato lo sperimentiamo ogni giorno, e non ne siamo particolarmente entusiasti. In altre regioni della Svizzera, molto meglio si è saputo fare per la tutela del paesaggio e degli edifici storici, ed è da questi modelli che dobbiamo ispirarci, non dalle metropoli care alle star.

Persino l’università se ne rende conto, e nel dibattito sulla creazione di un master in medicina ticinese si preoccupa per il traffico e i tempi di percorrenza che dovranno impiegare gli studenti per spostarsi. L’accusa piuttosto altezzosa di un Ticino retrogrado e non al passo con i tempi suona piuttosto stonata, provenendo da un ateneo che ha più volte sbandierato la propria missione di integrazione e di incivilimento dei ticinesi! A chi non fosse ancora chiaro, queste prese di posizione mostrano i rapporti di forza e la miopia dei predatori di territorio che a parole avrebbero migliorato il vivere di Mendrisio. I Verdi non ci stanno, e continueranno a lottare, più convinti che mai della necessità di un’opposizione della società civile a questi soprusi accademici calati dall’alto.

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