Dell’iniziativa “Meno ore sui banchi e meno insegnamento mnemonico”

25 Maggio 2013

La Commissione scolastica ha lungamente discusso questo argomento, che ci ha offerto l’opportunità per diversi interessanti audizioni, con l’onorevole Consigliere di Stato Manuele Bertoli e del prof. Emanuele Berger, capo della Divisione Scuola, nonché del prof. Franco Zambelloni, , del prof. Aurelio Crivelli e del prof. Zeno Gianola del movimento S.O.S. scuola.

A tutta prima, io e diversi membri della commissione eravamo favorevoli ai principi dell’iniziativa, anche perché è ben difficile che qualcuno possa dichiararsi desideroso di imposizioni di un insegnamento sterile e mnemonico o voglia legare ai banchi i ragazzi più del tempo necessario! Però, man mano che la riflessione prendeva forma, l’iniziativa mi faceva pensare a quella parte del libro di Collodi in cui Pinocchio viene indotto da Lucignolo a seguirlo nel paese dei balocchi sul carro dell’omino di burro, dopo aver venduto l’abbecedario per andare da Mangiafuoco e buttando alle ortiche l’impegno scolastico… Sappiamo tutti com’è andata a finire nel libro di Collodi, che in origine è un testo per adulti e non un libro per bambini: Lucignolo si è trasformato in un asino,e Pinocchio ha proseguito il suo cammino verso l’acquisizione di una personalità adulta, da burattino che era…Insomma: per diventare adulti, qualche sforzo è necessario, e non è possibile imparare alcunché senza un po’ di apprendimento anche mnemonico: nessun insegnamento puo’ dirsi tale se non resta nella memoria! Inoltre, tutte le audizioni hanno confermato che la nostra scuola non eccede affatto in nozionismo e in insegnamento mnemonico! In Ticino, diversamente dal resto della Svizzera, non esistono praticamente manuali, e l’insegnamento è affidato alla libertà del docente.

L’iniziativa ha il merito di far riflettere sulla scuola, che così come si trova allo stato attuale non soddisfa nessuno, e sulla quale occorre urgentemente intervenire con delle soluzioni propositive e adatte ad affrontare i mutamenti della società. In questo senso, mi domando quando verrà affrontata la questione dell’abolizione dei livelli , e quella della diminuzione del numero di allievi per classe. Poi, importantissimo: per avere una buona scuola bisogna puntare su un corpo insegnanti valido. E investire in ogni modo e con ogni mezzo sulla scuola: la scuola dell’obbligo è il fulcro della società civile e la fucina delle nuove generazioni: non possiamo più permetterci di cincischiare e di rinviare. L’iniziativa in un certo senso va proprio nella direzione contraria a quella che auspico: indirettamente, toglie valore e importanza alla scuola, lasciando più tempo ai ragazzi di occupare il tempo libero (a favore delle lezioni di violino e di equitazione per i privilegiati, e con molto tempo difficilmente gestibile per i ragazzi soli a casa in famiglie monoparentali o con entrambe i genitori presi dal lavoro…). Infatti, più si scarica la griglia oraria, più l’onere dell’educazione graverà sulla famiglia.

In una società del tutto e subito, delle informazioni disponibili in due secondi e in uno subito dimenticate, è anzi più importante che in passato prendersi il tempo e le energie per fermarsi sui banchi, imparare, dare valore e dignità alla scuola. Solo così i nostri ragazzi potranno diventare adulti, e non restare burattini.

Ho dunque firmato il rapporto di maggioranza, che vi invito a sostenere.

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