Il fondovalle e il limite

11 Mar 2013

I capannoni sono cresciuti in modo amorfo e casuale davanti al nucleo di Mendrisio, i posteggi disposti senza alcun criterio: l’immagine paesaggistica del borgo è oggi notevolmente sminuita dall’antistante piana. Soltanto tra il 1985 e il 1997 sono scomparsi 140 acri di territorio agricolo, mentre le superfici di insediamento sono aumentate di oltre due metri quadri ogni dieci minuti…Occorre ritrovare il senso del limite, e riflettere sul senso di gratitudine che dovrebbe venire spontaneo quando siamo ospitati da un luogo. Il papa bacia la terra quando arriva in un nuovo paese, e conosco persone che piantano dei semi quando levano le tende in cui hanno dormito in altura per ringraziare simbolicamente il prato che ha dato loro ospitalità. Anche sulla piana esistono ditte che mettono pannelli solari (la Argor), o incentivano il trasporto aziendale (La Farone di Stabio). Altre ditte sono meno consapevoli da questo punto di vista, e non hanno piantato un solo albero, dato un contributo al benessere o a qualche società del luogo: nulla. Certo, pagano le tasse…e ci mancherebbe altro! Il rapporto del giugno 2010 Strategia di crescita per la piazza turistica svizzera precisa che uno dei quattro obiettivi del Consiglio federale è il rispetto dei principi dello sviluppo sostenibile: la piazza turistica svizzera necessita di una strategia a lungo termine improntata allo sviluppo sostenibile. Oltre all’efficienza economica la politica del turismo deve quindi tener conto anche delle dimensioni della responsabilità ambientale (efficienza energetica e impiego di energie rinnovabili, riduzione delle conseguenze negative sulle risorse naturali quali natura e paesaggio, aria, acqua e suolo; e della solidarietà sociale (ad esempio, salute, qualità della vita, formazione, partecipazione).

Una verifica dell’adempimento dei principi della sostenibilità ambientale in ambito di marketing del turismo e della promozione del settore alberghiero dovrebbe essere effettuata da Svizzera turismo nel corso del 2013, e il Fox town ad esempio è stato definito un grande generatore di traffico.

Mi chiedo come sia possibile che il Consiglio federale abbia dato un parere positivo alla mozione Abate e spero che venga ritrovato il senso del limite, e che il turismo non venga confuso con una prevaricazione dell’economia su ogni altro criterio, favorendo la diffusione di merci senza alcun rapporto con la sostenibilità ambientale e la giustizia sociale.

Quello che abbiamo da offrire

11 Mar 2013

I Verdi a Mendrisio: quattro anni fa eravamo tre sulla lista per il consiglio comunale, e in due siamo stati eletti. Ci eravamo proposti di essere un “post-it” verde come memento per gli altri partiti su quelle che sono le tematiche ecologiche, e l’obiettivo mi sembra, senza tema di peccare d’immodestia, riuscito. Non sedendo nell’esecutivo, non abbiamo avuto la possibilità di entrare nel merito delle decisioni municipali, ma il nostro contributo l’abbiamo portato. Tanto che, come per incanto, tematiche “verdi” sono sbocciate un po’ ovunque nei programmi degli altri partiti, e questo ci fa piacere. Ora, quattro anni e parecchie rughe d’espressione e di vita vissuta più avanti, ci ritroviamo a presentare una lista quadruplicata per il consiglio comunale, e una rosa di cinque candidati al Municipio. Nel segno della decrescita felice, non proponiamo una campagna elettorale roboante, né promettiamo eclatanti e magici cambiamenti nella gestione della cosa pubblica: le nostre guide sono il buon senso, la ponderazione, l’ascolto e l’umiltà. I tempi della politica sono lunghi, ed occorre avere delle visioni su lungo periodo, e non disperdere energie in attività non essenziali. A volte, sentiamo ancora qualcuno dire che i Verdi sarebbero distruttivi e negativi: questa visione è dovuta ad un malinteso: chi dice di no a molte tematiche (no a nuove strade, a costruzioni gigantesche, ad opere faraoniche…) , lo fa non per puro spirito di contraddizione, ma perché conserva in sé una visione di una città più moderna e di un vivere sostenibile. Non vogliamo tornare indietro, all’epoca degli zoccoletti e delle mucche, come insinua qualche nostro detrattore (anche se le mucche ci piacciono e troveremmo bello vederne di più intorno): vogliamo andare avanti, ma vivi e in salute, e in armonia con il nostro prossimo e con il pianeta. Non fateci fare scontri elettorali: la lotta non appartiene al nostro dna (almeno, non a quello di chi scrive, di indole pacifica, ma non per questo debole e manovrabile: semmai, il contrario). I nostri argomenti (la difesa del territorio, la salute, la socialità) sono così forti che lasciamo la lotta a chi ha personalismi da portare avanti. Ci piace ascoltare, e siamo aperti alle suggestioni più moderne, ma siamo convinti che sia dalle nostre radici che troveremo la forza vitale per costruire una Mendrisio migliore. La politica deve tornare ad essere una guida per le persone, e noi siamo convinti che non si possa dare nulla per scontato. Troppo spesso si sente dire: “Non vado a votare, tanto non cambia mai niente”. Un nostro cartellone, che vedremo presto, risponde: “Bella lì, zio!”…un modo giovanile per indicare che c’è speranza, che nel corso della storia il bene ha sempre trovato il modo di andare avanti, fregandosene delle imposizioni e degli ingranaggi arrugginiti in cui sono incagliati tanti “professionisti della politica”. In questo senso, noi non siamo politici, ma persone che vivono in mezzo a delle persone, e che insieme vogliono trovare delle strade perché si possa vivere bene, con onestà e impegno, e anche con gusto.

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