Da 90 a 60 deputati?

7 Giugno 2016

downloadIeri in Gran Consiglio abbiamo discusso la petizione lanciata dalla “Lega degli indignati” per la riduzione dei deputati al GC da 90 a 60/70. La petizione e il rapporto di Franco Celio. Il mio intervento è qua sotto. 

Caro Presidente, care colleghe, cari colleghi, onorevoli Consiglieri di Stato,

è una buona cosa, in ogni ambito della vita, pensare al modo di ridurre i costi, e massimizzare il profitto. Noi Verdi siamo favorevoli a moltissime misure di risparmio, e ne abbiamo proposte diverse, dalla spendig review alla riduzione delle spese per le strade e le costruzioni… ma ci sono ambiti umani nei quali non è possibile operare dei tagli senza ledere dei principi acquisiti con fatica: principi sacrosanti di democrazia e di rappresentatività. Idealmente, penso che più cittadini possibile dovrebbero poter rappresentare il popolo ticinese in Parlamento, con un’alternanza anche maggiore di quella attuale che sarebbe benefica per la freschezza del dibattito. Diminuirne il numero andrebbe a penalizzare gli abitanti delle zone periferiche, i partiti minoritari e le donne.

Come sapete faccio parte di un gruppo minoritario in questo Parlamento. Sono convinta che le minoranze abbiamo un ruolo fondamentale da giocare in un sistema come il nostro. Sono sovente portatrici di visioni diverse, contribuiscono a dibattere i problemi, a definire gli orientamenti. Sono essenziali nel gioco democratico, specialmente se tutti noi riteniamo che una scelta saggia sia il risultato di un confronto dialettico, della valutazione di tutti gli aspetti di un problema, di analisi e riflessioni approfondite. Le posizioni dei gruppi minoritari possono a volte risultare scomode, ma sono funzionali al contraddittorio civile. La politica deve riuscire a pensare e progettare il futuro anche lontano con occhio lungimirante. Operazione non facile in una realtà nella quale prevalgono la rapida azione, l’effetto istantaneo, la soddisfazione immediata dei bisogni.  Vorrei citare un pensiero del filosofo Norberto Bobbio, il quale oppone alle incaute profezie e facili certezze, il dubbio come metodo critico-razionale, la prudente circospezione di chi conosce le difficoltà dell’analisi, l’apertura di chi conosce le ragioni del reciproco confronto e il confronto tra le reciproche ragioni.

Dove sarebbe possibile un risparmio ragionato potrebbe semmai essere nel ridurre il numero di rappresentanti politici nelle commissioni parlamentari: l’esempio dei Verdi, presenti in ogni commissione con un unico membro, dimostra che è possibile essere vigili e attivi nel dibattito commissionale con una sola rappresentanza: anche i gruppi più numerosi potrebbero organizzarsi in modo da avere un unico rappresentante che funga da intermediario tra il gruppo partitico e la commissione!

Riducendo il numero di parlamentari in aula, si favorirebbe una visione omologata, e di certo impoverita, di quella che è la realtà ticinese. Inoltre, se mi passate la battuta, ci costringerebbe a rifare questa bella aula recentemente rinnovata!

Siamo dunque favorevoli al rapporto di Franco Celio, che ringraziamo per il lavoro svolto.

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