Il Parco di Villa Argentina verso il futuro

18 Giugno 2015

Claudia in villaL’affollata serata del 17 giugno a Canavée ha mostrato una volta in più come la popolazione di Mendrisio sia affezionata al Parco di Villa Argentina, un gioiello paesaggistico incastonato in un tessuto urbano sempre più lontano da una realtà di spazio vivibile e fruibile da chi vi abita. Qualcuno ha ironizzato sul paragone con i giardini storici presentati dall’architetto Benedetto Antonini, come il  Taj Mahal dell’India settentrionale… ma io penso che per chi vive qui, e soprattutto per chi amministra la cosa pubblica, l’attenzione verso qualsiasi lembo del NOSTRO territorio debba essere oggetto di altrettanto rispetto e ammirazione di quella che possiamo provare di fronte ad altre bellezze distanti dal nostro vivere quotidiano.

Si difende ciò che si ama e si ama ciò che si conosce” è una frase di Giulia Maria Crespi, presidente onoraria del FAI, citata da Tiziano Fontana, illuminato e serio presidente del Comitato per il Parco di Villa Argentina che aveva raccolto le firme di 2’700 abitanti di Mendrisio che hanno voluto scongiurare il pericolo di un’edificazione a favore di un parco cittadino: un bell’esempio di democrazia partecipativa che ci ha portati oggi ad un’ulteriore variante pianificatoria che verrà votata in consiglio comunale lunedì 13 luglio. Questa variante, purtroppo, non coglie lo spirito di tutela del territorio e di rispetto per il valore storico e paesaggistico del Parco, e dunque i Verdi lo respingeranno per la creazione di un Parco degno di questo nome. “Oggi il vero progresso consiste nella conservazione” è un principio di sviluppo sostenibile che ha ricordato l’architetto Antonini, vice presidente della STAN (Società ticinese per l’arte e la natura).

Amministrare la cosa pubblica richiede di pensare alle generazioni future oltre che a quelle attuali, e un Parco storico va a tutto vantaggio non solo della popolazione di Mendrisio, ma anche delle future generazioni di docenti e studenti dell’Accademia di architettura, la quale giustamente si pregia di pubblicare sui propri opuscoli belle immagini del campus con il Parco in primo piano, fulcro attrattivo e biglietto da visita di Mendrisio tutta in maniera più alta e degna di altri luoghi per i quali Mendrisio è famosa. Questa variante non rende onore al valore storico del Parco, e dunque i Verdi lotteranno perché ulteriori inutili edificazioni non pertinenti al Parco vengano scongiurate. Ho fiducia, come ce l’hanno moltissime cittadine e cittadini di Mendrisio, che osservano, vivono e restano a Mendrisio, che sono fieri della loro Città, dell’Accademia che ospitano sul proprio territorio e del Parco, un gioiello verde che arricchirà la Mendrisio di domani. Come ci ha insegnato Cicerone: “Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve”.

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